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giovedì 28 giugno 2018

Sfatiamo i falsi miti dei proibizionisti

Il 30% dei detenuti entra in carcere a causa della droga, ovvero 14.139 dei 48.144 ingressi in cella nel 2017. Ma si tratta per lo più di «pesci piccoli», «mentre i consorzi criminali restano fuori dai radar della repressione penale», emerge dal nono Libro Bianco sulle droghe . Dai dati raccolti emerge un altro dato preoccupante, ovvero un quarto della popolazione detenuta è tossicodipendente. Hanno infatti un rapporto ‘problematico’ con sostanze stupefacenti 14.706 dei 57.608 detenuti presenti in carcere al 31 dicembre 2017, pari al 25%. «L’attuale legge sulle droghe si conferma il volano delle politiche repressive e carcerarie. Secondo le nostre simulazioni, senza detenuti per art. 73, ovvero imputati per detenzione ai fini di spaccio, non si avrebbe l’attuale sovraffollamento» spiega Marco Perduca, coordinatore della Campagna Legalizziamo.it dell’Associazione Coscioni. Dai dati, denunciano le associazioni del ‘Cartello di Genova’, costituito da Associazione Luca Coscioni, Forum Droghe, Antigone, CGIL e Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), «emergono politiche repressive non solo verso chi spaccia ma anche verso chi detiene». Aumenta inoltre del 15%, anche il numero delle sanzioni amministrative: da 13.509 nel 2015 a 15.581 nel 2017. E a esserne colpiti sono 8 volte su 10 i consumatori di cannabinoidi (79%), seguono cocaina (14%) e eroina (5%). D’altronde l’Italia si conferma il terzo paese europeo in cui si consuma più cannabis, con il 33% della popolazione che l’ha usata almeno una volta nella vita. Dal 1990 a oggi sono ben 1.214.180 le persone segnalate per possesso di sostanze stupefacenti ad uso personale; di queste il 73% per derivati della marijuana (884.044). Questi dati, spiega Marco Perduca, coordinatore della Campagna Legalizziamo.it dell’Associazione Coscioni, «riportano al centro dell’attenzione pubblica la mancanza in Italia di politiche e risposte istituzionali in materia».

La cannabis provoca i buchi nel cervello?
La cannabis ha sicuramente effetti psicoattivi, in particolare grazie alla presenza del THC, e non si possono certo escludere variazioni della funzionalità dei neuroni dovuta al suo uso. Ma da alcuni anni gli scienziati stanno cercando di trovare prova dei famosi “buchi del cervello” senza particolare successo1. In particolare si è sempre temuto effetti a lungo termine nell’uso negli adolescenti, in particolare relativamente alle psicosi, che però studi recenti minimizzano rilevando che le “associazioni tra l’uso di cannabis e il funzionamento cognitivo negli studi trasversali su adolescenti e giovani adulti sono piccole e possono essere di dubbia rilevanza clinica per la maggior parte degli individui. Inoltre, l’astinenza di più di 72 ore diminuisce i deficit cognitivi associati all’uso di cannabis”2. Risultati simili sono stati ottenuti da altri studi effettuati su gemelli “discordanti” riguardo l’uso di cannabis: non è stata dimostrata riduzione del quoziente di intelligenza, danno alle funzioni esecutive o riduzione delle performance educative3

La Cannabis è una droga di passaggio?
La cannabis non è una sostanza ponte per consumi più pericolosi come quello dell’eroina. Il mantra proibizionista, oltre che essere perdente per logica, oggi lo è per scienza. Numerosi studi hanno dimostrato che l’uso di cannabis non facilita il passaggio a sostanze più pericolose, ma anzi l’uso frequente lo inibisce4. Gli studi dimostrano oggi come la cannabis è invece una potenziale sostanza di uscita dalle dipendenze, in particolare da oppiodi 5. L’unico reale collegamento fra sostanze che hanno usi personali e sociali differenti rimane il mercato illegale.

La legalizzazione aumenta i consumi?
È certo un aumento nel breve periodo, dovuto probabilmente più che alla disponibilità della sostanza in canali legali, all’effetto legalità che spinge le persone che usano sostanze ad uscire allo scoperto nei questionari che rilevano le prevalenze d’uso di sostanze che prima era illegale consumare. Ma nel medio e lungo periodo, anche grazie a politiche di prevenzione degli abusi e di promozione dell’autoregolazione e al divieto di pubblicità contenuto nella stragrande maggioranza delle normative sulla cannabis, il consumo si assesta, ed in alcuni casi diminuisce. Molto più semplicemente è difficile che la legislazione riesca a influire sui fenomeni sociali6, che come tali si comportano e si muovono indipendentemente dalle norme giuridiche7 (e dai confini nazionali). Lo dimostra anche qui l’esperienza olandese8. Peraltro, rispetto all’uso problematico (che è quello che dovrebbe preoccupare maggiormente) l’esperienza, anche italiana9, sull’alcol dimostra che il contesto è più significativo rispetto alla prevalenza d’uso, e non è affatto detto che maggiori consumi determino aumenti di quelli problematici.

La legalizzazione aumenta il consumo di cannabis fra i più giovani?
I dati che provengono dagli stati USA che hanno legalizzato, ma la stessa esperienza di tolleranza olandese, dimostrano che laddove è legale sia per uso terapeutico10 che per uso ricreativo11 i consumi di cannabis da parte degli adolescenti non aumentano, ma addirittura in molti casi diminuiscono12. Questi dati sono accompagnati anche dalla riduzione dei problemi comportamentali, tra cui risse, crimini contro la proprietà, uso di armi e spaccio di sostanze. I ricercatori hanno scoperto che le due tendenze sono collegate, in quanto i ragazzi, diventati meno “propensi” a seguire comportamenti sociali devianti (o avendo rimosso per via legislativa alcuni comportamenti dalla sfera della punibilità), hanno anche meno probabilità di cadere in problemi legati all’uso della marijuana13.

La legalizzazione fa aumentare il crimine?
Il mito che con la disponibilità legale di cannabis possano aumentare i reati è smentito dagli studi che via via si sono susseguiti a seguito delle prime legalizzazioni negli USA. Anzi, lasciando stare gli ovvi crolli per i reati legati direttamente alla sostanza ora legale, in particolare per i reati violenti si registrano sensibili diminuzioni. Per esempio è stato rilevato come nei primi anni della legalizzazione nello Stato di Washington i reati siano tutti fondamentalmente diminuiti, in particolare gli stupri del 30% e i furti del 20%14. E questa diminuzione è più accentuata verso i confini. Ad esempio, gli stati USA al confine con il Messico che hanno legalizzato la cannabis ad uso terapeutico (e non ricreativo) hanno visto una diminuzione dei reati violenti in media del 13%, con punte del 15% in California e del 7% in Arizona15.

La legalizzazione della cannabis aumenta gli incidenti stradali?
L’incidentalità stradale non è stata influenzata dalla legalizzazione della cannabis. Lo dimostrano numerosi studi che hanno paragonato i livelli di incidenti negli Stati USA che hanno legalizzato l’uso ricreativo e terapeutico confrontandoli con quelli che non lo avevano fatto16. Gli autori di una recente meta analisi hanno concluso che la loro “analisi suggerisce che la dimensione dell’effetto generale per DUIC [guida sotto l’influenza della cannabis] sulle UTE [eventi di traffico sfavorevoli] non è statisticamente significativa.”17

sabato 18 febbraio 2017

DI CANNABIS NON SI MUORE, DI PROIBIZIONISMO SI

Un altro morto di Stato, un altro ragazzo ucciso dal proibizionismo e dalla stigmatizzazione sociale e familiare di chi fuma erba. E poi il solito circo mediatico, proprio mentre si avvicina la discussione del nuovo disegno di legge in materia di detenzione e consumo di sostanze.

venerdì 18 dicembre 2015

L'importanza della cannabis legale

Sono circa 4 milioni gli italiani che consumano cannabis secondo i dati del Dipartimento delle politiche antidroga.  Non pochi.   In sostanza gli italiani fanno largo uso di marijuana e come sempre riemerge prepotente il solito interrogativo: non sarebbe meglio legalizzare onde evitare rischi per la salute e sottrarre il business alle criminalità organizzate?

martedì 22 settembre 2015

Le proprietà dell’olio di semi di canapa

DElla canapa (Cannabis sativa) noi ci siamo spesso occupati. Grazie alla sua attitudine a crescere su terreni difficili e ai suoi molteplici usi, questa pianta ha goduto nel tempo di un discreto successo. Dalla canapa si estraevano già nei secoli passati sostanze oleose impiegate come combustibili e si ottenevano fibre tessili, farinacei e mangimi per gli animali.

sabato 9 maggio 2015

Cannabis libera; FREE-ITALIA dice SI

Quello sulla legalizzazione della cannabis, si dice spesso, è un dibattito marginale e ideologico: la politica non ha certo tempo di pensare. In realtà, potrebbe portare sia un vistoso incremento di libertà civili che ottimi ritorni economici che in tempo di crisi farebbe solo del bene.

legalizzazione Cannabis dalle esperienze estere alla proposta sarda

Parte dalla Sardegna un progetto antiproibizionista in tema di cannabis. Una recente mozione arrivata in Consiglio regionale mira a introdurre nell' isola un progetto sperimentale che preveda la legalizzazione della marijuana con la possibilità di coltivarla in autonomia.
Si tratterebbe di un provvedimento rivoluzionario, partendo da quella che è l'attuale situazione italiana in materia, e che nelle intenzioni servirebbe a dare un sostanziale impulso all' economia. Il tutto prendendo spunto da altri paesi nei quali la liberalizzazione ha generato ricchezza.

martedì 24 marzo 2015

La vera storia: perchè la Marijuana fu proibita


La marijuana (spagnolo), o cannabis (latino) o hemp (inglese) è una pianta che si potrebbe definire miracolosa, ed ha una storia lunga almeno quanto quella dell’umanità. Unica pianta che si può coltivare a qualunque latitudine, dall’Equatore alla Scandinavia, ha molteplici proprietà curative, cresce veloce, costa pochissimo da mantenere, offre un olio di ottima qualità (molto digeribile), ed ha fornito, dalle più antiche civiltà fino agli inizi del secolo scorso, circa l’80 per cento di ogni tipo di carta, di fibra tessile, e di combustibile di cui l’umanità abbia mai fatto uso.

martedì 20 gennaio 2015

L’uso di cannabis riduce le crisi epilettiche

Da molti anni si parla in campo medico e scientifico dei possibili effetti della cannabis su alcune tipologie di gravi patologie, spesso incurabili. Recentemente è stato messo in luce l’apporto benefico dell’uso di cannabis nei casi di sclerosi multipla dove migliorerebbe le prestazioni motorie dei pazienti.

Sclerosi multipla, spray alla Cannabis migliora le difficoltà motorie

Lo spray orale a base di cannabis migliora spasmi e rigidità motoria legati alla sclerosi multipla. E’ quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell’Istituto di neurologia sperimentale del San Raffaele di Milano.

venerdì 19 dicembre 2014

Ecco gli effetti a lungo termine della Marijuana sul cervello umano!

L’Università del Texas ha appena pubblicato i risultati della ricerca sugli effetti a lungo termine della marijuana sul cervello umano


Nella guerra alla droga che ancora infuria in più paesi, la conoscenza degli effetti a lungo termine che la marijuana ha sul cervello umano, è una questione cruciale per la sua legalizzazione.

venerdì 5 settembre 2014

Marijuana per uso terapeutico. Via libera alla produzione di Stato, a coltivare la cannabis sarà l'esercito italiano

A prima vista potrà sembrare un paradosso: lo Stato italiano produrrà marijuana. Di più: a produrla sarà l'esercito italiano, nello stabilimento chimico militare di Firenze. A dare la notizia del via libera, questa mattina, è il quotidiano di Torino La Stampa.

venerdì 18 luglio 2014

Uno Studio espone come la Cannabis agisce contro il Cancro

Un nuovo studio rivela il meccanismo alla base degli effetti della pianta di cannabis nella lotta contro il cancro .
Alcuni Scienziati nel Regno Unito hanno rintracciato la capacità della Cannabis nel prevenire la crescita e la diffusione del cancro tramite percorsi specifici presenti nelle cellule tumorali, conosciuti come recettori dei cannabinoidi.

mercoledì 2 aprile 2014

La marijuana fa bene alla salute: contrasta l'obesità e riduce il rischio di diabete.

Questa volta però il riconoscimento, decisamente autorevole, arriva da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The American Journal of Medicine. In passato alcuni lavori di ricerca hanno cercato di stabilire il rapporto tra i cannabinoidi e i processi metabolici. Gli studi epidemiologici hanno quindi trovato tassi di obesità e di diabete mellito più bassi nei consumatori di marijuana rispetto alle persone che non hanno mai usato marijuana, suggerendo quindi una relazione tra cannabinoidi e processi metabolici periferici.

giovedì 27 marzo 2014

La cannabis farà molto bene al Pil


La cannabis fa bene alla congiuntura. L’Eurostat vuole incrementare nel calcolo del Prodotto interno lordo la quota già rilevata di economia sommerso da includere nella computazione della ricchezza prodotta dai paesi europei. Ora anche lo spaccio di droghe o il traffico di sigarette saranno incluse, così da aumentare il Pil dell’eurozona.

«La cannabis non fa male alla memoria»

Un gruppo di ricercatori olandesi ha seguito e monitorato per tre anni alcuni grandi fumatori di cannabis, non registrando alcun calo nella qualità della memoria a breve.

sabato 15 marzo 2014

La vera urgenza è un’altra, l’antiproibizionismo

Un incubo durato ventiquattr’ore. Que­sto è stato il feb­brile agi­tarsi gover­na­tivo intorno alle spo­glie della legge Fini-Giovanardi. Non che non ce ne fosse biso­gno. Giu­sto un paio di set­ti­mane fa, riu­niti a Genova dalla Comu­nità di San Bene­detto, asso­cia­zioni, gruppi e movi­menti impe­gnati per i diritti delle per­sone che fanno uso di sostanze stu­pe­fa­centi ave­vano chie­sto a Mat­teo Renzi di pren­dersi la respon­sa­bi­lità di un decreto per risol­vere i pro­blemi urgenti deri­vanti dalla sen­tenza della Corte costituzionale.

lunedì 3 marzo 2014

Biodiesel dalla marijuana in California

Biodiesel dalla marijuana: succede in California grazie alla recente legalizzazione della coltivazione della canapa, operata dal presidente degli USA Barack Obama in 10 Stati del Paese. Obama ha autorizzato la coltivazione della cannabis nell’ambito dell’ultimo Farm Bill, piano quinquennale di riforme e finanziamenti per lo sviluppo dell’agricoltura, un programma dalle ricadute economiche e occupazionali immense, con un valore complessivo di ben mille miliardi di dollari.

lunedì 24 febbraio 2014

La marijuana può impedire la perdita della vista

http://www.sapereeundovere.itLa retinite pigmentosa è una malattia oculare genetica, conduce alla grave perdita della vista e cecità. La malattia colpisce 1 su 4.000 persone, peggiora quanto le cellule nella retina, chiamate fotorecettori, muoiono.
Experimental Eye Research ha pubblicato uno studio su prodotti chimici come la marijuana, noti come cannabinoidi,  in grado di rallentare la malattia.

martedì 4 febbraio 2014

Bioedilizia: cresce l’uso della canapa

Sta crescendo in maniera esponenziale l’utilizzo della canapa nella bioedilizia e anche in Italia sono già diversi gli esempi di costruzioni realizzate con questo materiale che si presta ad essere la risposta ideale soprattutto nelle zone mediterranee. Per esempio, l’associazione Paea, da anni impegnata sul fronte della progettazione e costruzione sostenibile, l’ha impiegata di recente con successo anche per un edificio nel sud dell’Italia.

domenica 12 gennaio 2014

Canapa in campo medico: studi sulle patologie neurodegenerative.

Ci viene spesso chiesto dai nostri lettori qual è l’efficacia della canapa in campo medico per la cura di alcune patologie specifiche e quali sono i progressi della scienza in tal senso. Non siamo medici né scienziati, ma ci piace informarci. E quando le fonti sono autorevoli, ufficiali, pubbliche e riconosciute dalla comunità internazionale dei medici e ricercatori, ci piace diffonderle senza esitare.