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martedì 26 giugno 2018

I ricchi ci stanno smutandando, ma per i politici e per la maggioranza degli italiani il problema sono i migranti

La ricchezza dei super paperoni cresce per il sesto anno consecutivo. Merito, sostiene il rapporto, anche delle cosiddette criptovalute.

In Italia il numero è aumentato di circa il 9%, passando da 251.500 a 274.000 individui. Nella classifica mondiale prima del nostro Paese ci sono gli Usa, il Giappone, la Germania, la Cina, la Francia, il Regno Unito, la Svizzera, il Canada e l’Australia. I dati Capgemini confermano la crescita delle disuguaglianze e delle differenze sociali tra aree geografiche e tra le classi sociali. I ricchi sono sempre più ricchi, mentre una parte sempre più numerosa della popolazione mondiale s’impoverisce.

Nel 2017, 68,5 milioni di persone sono fuggite da guerre, violenze e persecuzioni (rapporto annuale Global Trends, pubblicato da l’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati). Le persone costrette alla fuga ‘sono pari al numeri di abitanti della Thailandia’, cioè, nel mondo, una persona ogni 110. L’85% dei rifugiati risiede nei paesi in via di sviluppo e ‘quattro su cinque rimangono in paesi limitrofi ai loro’. Gli esodi di massa verso altri paesi sono piuttosto limitati (Turchia e Libano), due terzi sono sfollati all’interno del proprio paese.

Quindi, è venuta meno la sua ragione sociale: la difesa del mondo del lavoro, la difesa dei più deboli e poveri, fino a subire l’egemonia culturale del neoliberismo dove gli interessi dei cittadini sono subordinati a quelli degli azionisti, dove le lobby economico-finanziarie contano più della collettività e dei governi, dove l’interesse privato viene anteposto a quello pubblico.

In nome della governabilità, della mera riduzione del danno, larga parte della sinistra ha limitato il suo orizzonte concettuale, dimenticando il conflitto.

Come scriveva Machiavelli, il conflitto è sempre la dimensione originaria della politica. E’ grazie al conflitto che si è realizzata la modernità e la democrazia.

Dimenticando tutto ciò, ha anche ignorato quel blocco sociale che da sempre era stato il suo maggior punto di riferimento: il mondo del lavoro, degli svantaggiati, dei pensionati a basso reddito, degli artigiani e di tutti coloro che il lavoro non riescono più a trovarlo.

Ci sarà un motivo se blocchi sociali caratterizzati da lavoratori, precari, disoccupati, non incontrano più la sinistra e si consegnano alla destra o alla sterile protesta.


Un mondo ingiusto, diviso in due, ma per i nostri politici e per la maggioranza degli elettori italiani il problema sono i migranti la cui unica colpa è quella di fuggire da guerre e carestie.

Allora dobbiamo rimetterci in gioco seriamente e riallacciarci a quel tessuto sociale confuso e smarrito.


giovedì 14 giugno 2018

Il licenziamento di Lavinia Flavia Cassaro è un atto vile, A LEi va TUTTA LA NOSTRA SOLIDARIETA' E RICONOSCENZA #IOSTOCONLAVINIA

Nella giornata di martedì 12 giugno è arrivata alla maestra Cassaro di Torino la lettera di licenziamento. La pro che in piazza, quindi non in orario di servizio, aveva contestato Casa Pound all’interno di una manifestazione antifascista, subisce dopo il linciaggio mediatico anche il licenziamento in tronco dall’Ufficio Scolastico Regionale.

La pervicacia e l’atteggiamento vessatorio verso la maestra Cassaro non sono solo frutto di coincidenza, non sono solo misure sproporzionate rispetto al comportamento tenuto in piazza dalla Cassaro; il licenziamento è un provvedimento politico che sapevamo sarebbe arrivato. La maestra “estremista”, la “cattiva maestra”, l’insegnante “contrastiva” è stata punita. L’eccitazione di chi pensa che la democrazia di questo paese debba essere imbrigliata da disciplina e obbedienza è evidente, così come è chiara l’intenzione di avallare e legittimare il comportamento di chi in piazza, con autorizzazione delle questure o delle prefetture, inneggia all’apologia del fascismo, nonostante ciò sia considerato reato dalla nostra Costituzione.

Non si può assistere in silenzio al succedersi di questi eventi. La vita dei lavoratori della scuola al di fuori del posto di lavoro non può essere soggetta alla discrezionalità dell’istituzione scolastica. La maestra Cassaro quando non è a scuola in servizio è una libera cittadina che esprime liberamente il proprio dissenso critico perché in Italia non esiste il reato d’opinione. La difesa della collega Cassaro, alla quale continua ad andare tutta la nostra solidarietà, non può e non deve passare dall’argomentazione su quanto sia più o meno sproporzionata la pena che il suo datore di lavoro le vuole comminare.

Si comprende molto bene, quindi, quali siano le finalità politiche di questo decreto di licenziamento che ci riguarda tutti, perché al di fuori delle mura scolastiche i lavoratori sono cittadini che vogliono rimanere attivi, non vogliono arrendersi e non staranno a guardare lo smantellamento dei diritti democratici sanciti dalla Costituzione nata dalla Resistenza.

domenica 4 marzo 2018

Siamo con Lavinia

Lavinia Flavia Cassaro, la maestra Siciliana precaria da 12 anni che ha gridato contro la polizia durante una manifestazione antifascista, ora è sotto procedura di licenziamento e sotto indagine del procuratore della Repubblica, la stesso che si è inventato il reato di “terrorismo” contro i NoTav, venendo poi clamorosamente smentito dagli stessi vertici della magistratura.

Il licenziamento e la punizione esemplare di Lavinia sono stati chiesti in diretta Tv da Matteo Renzi e la sua ministra Fedeli ha subito obbedito, affermando che gli insegnanti devono essere legge ed ordine dentro come fuori la scuola. Una campagna mediatica da sbatti il mostro in prima pagina ha presentato la maestra Lavinia come il peggior guaio che a scuola possa capitare ai nostri figli. Massimo Gramellini, che ogni giorno sul Corriere ci impartisce lezioni di retorica savoiarda ispirate dalle peggiori pagine del libro Cuore, ci ha messo tutta la sua ipocrisia politicamente corretta.

Come sempre quando si tratti di colpire una persona che lavora, i leader di centrodestra e centro sinistra si son trovati assieme e senza il garantismo di cui abbondano per sé. Assieme hanno promosso il linciaggio di Lavinia, giudicata indegna di insegnare.

Io invece sono sicuro che lei sia un’ottima maestra. E non solo per come si comporta con i suoi alunni a scuola, ma per come è fuori di essa.

Lavinia è scesa in piazza da antifascista contro i rigurgiti del neofascismo, e questo è un impegno costituzionale che dovrebbe far parte dei valori civici dei nostri docenti. Poi, di fronte alla protezione che le forze di polizia hanno offerto ai fascisti e alla violenza e alle minacce contro gli antifascisti, Lavinia si è indignata. Anche l’indignazione contro l’ingiustizia è un valore civico fondamentale per la formazione dei nostri ragazzi.

Ma la sacrosanta ed educativa indignazione di Lavinia è sfociata in un urlo di rabbia ripreso dalle telecamere delle stesse forze dell’ordine e comparso su tutti mass media: dovete morire! E da qui il linciaggio della strega, come se davvero un grido fosse una maledizione efficace, come se Lavinia avesse il potere magico di far male a qualcuno con la sua reazione ad una sopraffazione.

C’è qualcosa di spaventosamente medioevale nel potere che indica al pubblico disprezzo, alla esemplare punizione, una donna che urla la sua rabbia. Io quelle parole così impolitiche non le avrei usate, avrei ripetuto ciò che a volte grido, ciò che ho sentito scandire per la prima volta da ragazzo, oltre cinquant’anni fa, ad un picchetto operaio: polizia fascista. Lavinia ha aggiunto anche parole che oggi sono entrate nel linguaggio corrente, quante volte si sentono negli stadi?

Non è bello, bisognerebbe essere politicamente corretti anche di fronte ai manganelli della polizia, ma non sempre ci si riesce. Si deve finire sulla pubblica gogna per questo?

Questo potere esige una maestrina dalla penna rossa che applauda la cavalleria che carica i manifestanti e guai a chi non si adegua.

Non intendo certo paragonare il caso di Lavinia ad altri, la offenderei. Ma solo per smascherare la vergogna di un potere che è feroce con alcuni, indulgente con altri, voglio ricordare due casi emblematici di questa indulgenza. Un professore toscano ha portato la bandiera della Repubblica Sociale di Hitler e Mussolini sul luogo di una strage nazifascista e si è procurato tanta pubblicità per questo gesto infame. Insegna ancora indisturbato. I poliziotti giudicati definitivamente colpevoli dell’assassinio di Federico Aldrovandi fanno ancora il loro mestiere. Il ministero dell’interno ha giudicato l’omicidio da essi compiuto un atto non così grave da comportare la radiazione dalla polizia. E i colleghi che li hanno pubblicamente applauditi non hanno subito provvedimenti.

In fondo non è vero che il potere, per conservarsi, oggi tenti di riesumare la vecchia politica contro gli opposti estremismi. Lo diciamo anche noi, ma non è vero. Questo potere oggi protegge i fascisti e la violenza contro i poveri, alimenta ingiustizia, intolleranza, spirito di sopraffazione. Poi questo stesso potere volge la sua ferocia istituzionale solo contro chi a tutto questo si ribelli. Come il capitalismo ottocentesco che sta restaurando, questo potere odia tutti coloro che lo contestano nel nome di giustizia ed eguaglianza.

La maestra Lavinia è un brava insegnante che deve continuare a svolgere il suo lavoro. Noi siamo con lei.

venerdì 16 febbraio 2018

Bologna ferita da fascisti e polizia che li protegge

Scontri in piazza Galvani a Bologna tra la polizia e antifascisti. Un centinaio di manifestanti, tra studenti e giovani , sono stati caricati dalle forze dell’ordine e allontanati dalla piazza dove si terrà la sera di venerdì un comizio del leader di Forza Nuova Roberto Fiore. Il bilancio è di sei feriti durante le cariche che hanno respinto i manifestanti e il traffico è stato bloccato nella zona.

Quattro studenti sono rimasti feriti e sono dovuti ricorrere alle cure dei medici. Ferito lievemente anche un agente rimasto contuso nel parapiglia che si è creato, e alcuni altri studenti raggiunti dalle manganellate. La manifestazione prosegue e le strade del centro interessate alle iniziative sono state blindate, con numerosi mezzi delle Forze dell’ordine in tenuta antisommossa.

Dopo la carica il corteo si è fermato per alcuni minuti in via Farini, poi ha sfilato per la strade della città fino a raggiungere piazza del Nettuno e si è fermato davanti al Sacrario dei partigiani. Proprio dove, alle 17, è previsto un altro presidio organizzato da Cgil e Anpi, al quale hanno aderito anche numerosi esponenti di Pd e LeU.

Le forze dell' ordine in tenuta antisommossa, prepotentemente schierate,atte allo sgombero dell' intera area adiacente,sono intervenute caricando e manganellando gli attivisti.
Il bilancio attuale dei feriti,sale a quattro.
Il quinto,un agente,non desterebbe particolari preoccupazioni.
A breve,innanzi al Sacrario dei Partigiani, avrà luogo un altro avamposto,firmato ANPI e CGIL.
Il centro di Bologna rimane blindato per impedire contatti tra le diverse fazioni.
Sull' accaduto,intervenuta anche la band," Lo Stato Sociale",indignata e incredula,che a breve si sarebbe dovuta esibire nel cuore emiliano.

venerdì 5 gennaio 2018

RIFLESSIONI SULLE RIVOLTE POPOLARI AL TEMPO DI FACEBOOK

Il punto è anche di principio, ma la rivolta telematica sui Social che riguarda i sacchetti biodegradabili da pagare, a far data dal primo gennaio scorso, circa 2 centesimi l’uno per acquistare frutta o verdura nei supermercati è essenzialmente un fenomeno di rabbia più che di consapevolezza sociale di come funzioni il sistema delle merci e, in generale, l’economia di mercato.
Nessun fuoco sacro alimenta mai l’indignazione per i contratti cui sono sottoposti i lavoratori delle grandi catene commerciali. Ci si limita a vedere qualche timido passaparola che solidarizza con i nuovi sfruttati ma non nascono catene di risposte e controrisposte che si accusano vicendevolmente di dire il vero o il falso; non nascono diatribe che accendono le bacheche delle pagine Facebook.
Naturalmente nascono le false notizie e sono proprio queste ad essere quelle più gettonate perché basso è il livello di comprensione dettato da un serio approfondimento di ciò di cui si sta parlando.
Tutti diventano grandi esperti del settore, tutti pensano di poter parlare di tutto. E così, senza nemmeno essere a conoscenza del fatto che il prezzo del sacchetto biodegradabile lo si paga direttamente sul prezzo della merce acquistata (e non sul sacchetto medesimo, in quanto possesso materiale dello stesso), qualche tuttologo ha pensato bene di prendere delle arance, delle banane ed etichettarle una per una: eureka! si sarà detto l’internettiano amico consumatore, “Così ho fottuto il sistema”.
Invece, senza prendere il sacchetto, etichettando quattro banane ha pagato sei centesimi, quindi come se avesse insachettato una banana per volta.
Sembra davvero una azione dettata da un ribellismo puerile, da una voglia di rivalsa tipicamente populista, dettata dalla velocità della diffusione di informazioni errate che vengono acquisite come verità assoluta, indiscutibile.
Un tempo il motto era: “L’ha detto la televisione!”. Ed almeno qualcosa di vero c’era in quelle parole.
Oggi il motto è: “L’hanno postato su Facebook!”, ergo è certamente vero. Perché Facebook è la piazza dove tutti possono dire tutto senza vergognarsi di dirlo, visto che a proteggere la dilagante ignoranza e l’analfabetismo di ritorno che la precede, è sempre una tastiera che fa da protesi anche alla cara vecchia penna con cui si scriveva e si aveva, nella lentezza, il tempo per riflettere meglio e magari cancellare un obbrobrio linguistico o concettuale.
Invece la velocità è il demone che prende tutte e tutti: la velocità di Internet, della fibra, dello scaricamento dei film o della musica; la velocità nell’apprendere una notizia dai telegiornali e replicarla stupidamente sui “social network” per diventare protagonisti per un attimo, nemmeno per un quarto d’ora; protagonisti come i mezzi busti della televisione: giornalisti di noi stessi, per interpretare una parte, per sentirci non utili, socialmente tali, ma per catalizzare su di noi l’attenzione degli altri.
Se non fosse una realtà data, sarebbe bello fosse un gioco: chi per primo pubblica la notizia dell’ennesimo piovasco in provincia o del terremoto che la televisione e le agenzie hanno già battuto ripetutamente?
“L’avete sentito il terremoto?”, non lo si chiede più nemmeno telefonando ad un amico. Lo si scrive su Facebook.
E così è per i sacchetti biodegradabili a due centesimi di euro. La notizia indigna perché in tempi di crisi si bada poco alle leggi antisociali fatte dal governo in questi anni, si maledicono i partiti e la sinistra senza ben saper individuare i confini della medesima, ma non si scende in piazza per protestare contro tutto ciò.
Poi nasce il movimento ribellista per una gabella insignificante che, ripeto, sarà anche un punto di principio ma avrebbe la dignità di esserlo se chi lo proclama tale si indignasse tutto l’anno per misure di tagli al sociale che sono ben più gravi di due centesimi per un sacchettino che abbiamo sempre usato, che abbiamo sempre pagato. Soltanto, ora, ce lo hanno detto.
E siccome prima non ce ne eravamo accorti, ora protestiamo.
La lotta di classe, lontano dall’esserci, forse la faremo prima su Facebook e poi nella realtà… e magari partirà dalla suprema indignazione popolare non per le pensioni inesistenti, non per le lauree inconcludenti, non per il lavoro reso schiavitù moderna, ma per un centesimo in più sul sacchetto di carta del panettiere.

giovedì 4 gennaio 2018

1628 - 1944 - 2018 i tempi cambiano, le rivolte anche....

Ricapitoliamo..o capitoliamo forse è più indicato. L'Italia si dispera per i sacchettini banco frutta e verdura...come se la vera tragedia fosse questa...va bene è questa, così non vado incontro a critiche ed offese...mentre vanno benissimo gli ulteriori aumenti di luce, gas e bollette varie, così come la perenne truffa bollo auto e canone tv per vedere pubblicità, se si vedesse solo pubblicità sarebbe meglio vista l'idiozia dell'80% dei programmi e tutti i balzelli di Stato, e le banche che ti danno 4 euro d'interessi di contro paghi 400 euro di tassi..ma questa non è truffa, no..no..l'italia andrà in rovina per i sacchettini a quanto pare...che siano loro la famosa goccia che farà traboccare il vaso? Già...allora ben vengano i sacchettini a pagamento!! se saranno la miccia a rendere al popolo italico finalmente vivo e riivoluzionario.. Perchè luce, gas e tutto ciò che ci porterà ad ulteriore malora vanno benissimo, che strano tutti gli aumenti si ripercuoteranno anche sulla spesa: come: pane, latte, frutta...ecc perchè ovvio che gli aumenti gli esercizi commerciali li faranno pagare al pensionato, al cassa integrato, all'operaio, e a tutta quell'Italia alla fame..che si troveranno magari a non poter pagare la  luce di casa se nel frattempo non sono finiti sotto un ponte, a non potersi riscaldare...però accidenti: il sacchettino lo vogliamo gratis! Ma per metterci cosa? se non riusciamo più a fare la spesa? Ma niente...però è una questione di pricipio, mi potete far pagare le vostre pensioni d'oro, i vostri stipendi da favola, i vostri vizi, la vostra droga, ma non i sacchettini! Questo che sia chiaro!
Un tempo per esempio nel 1944 o ancora più indietro in altro luogo nel 1628 ci furono i tumulti del pane...oggi..tempi moderni: può mancare il pane, ma non il sacchettino!  2018 la rivolta dei sacchettini, tutto il web è sconvolto! che ci frega degli altri aumenti!

Riccarda Balla

sabato 27 maggio 2017

Fuoco sui civili e cariche ma Temer non e Maduro e quindi I MEDIA IMPERIALI CENSURANO

Sono almeno 150.000 i manifestanti che, arrivati da tutto il Brasile, hanno inondato le strade della capitale per chiedere le dimissioni di Michel Temer, messo al potere alla fine di agosto quando l’ex presidente Dilma Rousseff, messa in stato di accusa per impeachment, era stata definitivamente destituita dalla carica. Temer è al centro delle proteste dopo che un quotidiano brasiliano ha rivelato che tra i materiali dell’inchiesta “Lava Jato” (lo scandalo che ha interessato praticamente tutti i partiti per i 3 miliardi di dollari pagati dal colosso petrolifero statale Petrobras), figura anche una registrazione in cui l’attuale Capo dello Stato avrebbe comprato il silenzio dell’ex presidente della Camera, Eduardo Cunha (accusato di corruzione e in carcere dall’ottobre scorso) per non essere tirato in ballo a sua volta nell’inchiesta.

martedì 4 aprile 2017

Le ragioni del nostro NO al TAP

Noi di Italia-libera, gruppo FREE-ITALIA, siamo vicini al Comitato NO TAP, alla popolazione di Melendugno e al Salento intero, contro la realizzazione di questa grande opera che riteniamo inutile, imposta, e che arrecherà un danno permanente al territorio dove queste comunità vivono, oltre che a tutti i cittadini italiani e europei chiamati a finanziarla. Oggi vogliamo esporre tutti gli aspetti negativi di questa opera e le lacune profonde nella sua sostenibilità economica e finanziaria, pensiamo sia giusto ribadire il nostro NO a questo eco-mostro.

sabato 18 febbraio 2017

Bahrain, un dramma dimenticato pronto a scoppiare

Nel vergognoso silenzio dei media, il Bahrain è ormai giunto a un punto di non ritorno; se il regime di Al Khalifah non mette a freno la brutale repressione contro ogni protesta, non pone fine alle esecuzioni indiscriminate dei dissidenti e non cessa di calpestare gli oppositori, scoppierà una crisi incontrollabile originata dalla negazione dei più elementari diritti umani.

domenica 5 febbraio 2017

Capire la questione romena

Da quattro giorni i cittadini romeni sono scesi in strada dando vita alla più grande manifestazione di piazza dalla caduta del comunismo. Tuttavia queste proteste, così imponenti, non arrivano dal nulla. E’ ormai cinque anni che i romeni protestano, spesso nell’indifferenza del resto d’Europa. La lunga stagione dello scontento, FREE-ITALIA vi aiuta a capire meglio la questione romena.

sabato 4 febbraio 2017

La Romania dice BASTA alla corruzione

Storiche coraggiose manifestazioni oceaniche in questi giorni in Romania, dove centinaia di migliaia di persone stanno scendendo in piazza e nelle strade per contestare un decreto del governo che intende depenalizzare il reato di corruzione. Mentre l'italia DORME...

sabato 14 gennaio 2017

Lo stato mena la dignità

Cariche e botte questa mattina davanti alla prefettura in via Cavour a Firenze dove un gruppo di una cinquantina di persone, che vivevano nel capannone andato a fuoco a Sesto Fiorentino, insieme ad alcuni militanti del Movimento di lotta per la casa, hanno tentato di entrare nell’edificio e sono state respinte dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa.

sabato 7 gennaio 2017

IL liberismo odia i migranti e scatenaa la guerra tra POVERI

La rivolta dei migranti a Cona, dopo la morte di una giovane donna che aveva attraversato il Mediterraneo su un barcone insieme al suo compagno e per di più con un bimbo nel grembo, è l’ennesimo segnale preoccupante per una impossibilità di gestione dello storico fenomeno delle fughe di massa dai paesi poveri, in stato di guerra o coinvolti nei frequenti colpi di stato che si verificano quando i poteri diventano instabili a causa di interessi economici imperialistici.

lunedì 7 novembre 2016

I manganelli di Firenze e l'apologia del potere di Renzi. La soluzione è votare NO

La kermese messa in scena alla Leopolda ha tentato di individuare ancora una volta esaltare la contraposizione tra il vecchio e il nuovo corso del sistema politico italiano. il "nuovo" che dovrebbe essere leggittimato definitivamente il prossimo 4 Dicembre, giorno del referendum confermativo considerato “la madre di tutte le battaglie”.

sabato 5 novembre 2016

oggi ha vinto la DEMOCRAZIA

MENTRE ALLA LEOPOLDA ANDAVA IN SCENA LA VERGOGNA TRA POTERI FORTI BANCHIERI E STUDENTI DEI BARONi, NELL ALTRA PIAZZA C ERA E SI FACEVA SENTIRE MOLTO BENE.DA QUANDO FACCIO MANIFESTAZIONI NON MI ERO MAI TROVATO IN UNA SITUAZIONE COSI POLIZIA DIGOS E BARBARIE NONOSTANTE LA PIOGGIA E QUALCHE CARICA MOLTO FORTE NON CI HANNO FATTSTARE IN SILENZIO MA E QUESTO CHE RENZI E LEOPOLDINI VOLEVANO

giovedì 3 novembre 2016

#Bologna, Renzi lascia morire di fame il futuro

Ecco il lavoro di Bimbominchia , alias renzi , che va a Mantova per la cultura, ma NON SI INTERESSA DEGLI STUDENTI, CHE MANGINO. Come la settimana scorsa, i collettivi universitari anche oggi erano a manifestare contro i prezzi esorbitanti di un servizio che dovrebbe essere garantito alle migliaia di studenti che fanno la ricchezza dell'Alma Mater e della città di Bologna non solo perchè vivono il territorio ma perchè costituiscono la punta di diamante di quello che dovrebbe essere la futura società del Paese. 

sabato 1 ottobre 2016

I FIORI DEL MALE: IL CIRCEO

Erano gli anni settanta, a Roma, gli anni di tante cose, delle contestazioni, della banda della magliana.
Iniziano nel 1968 era scomparsa Emanuela Orlandi.
Roma era una capitale violenta, più di quanto non li sia adesso, era una città divisa per quartieri.
Si chiudono nel 1980 con la morte di Valerio Verbano.
Erano anni di Piombo, non a caso.

venerdì 16 settembre 2016

La Francia si ribella contro la Loi Travail. L'italia no..

Centinaia di migliaia di persone sono scese in strada in oltre 100 città della Francia per chiedere ancora una volta l'abrogazione delle "Loi Travail", una legge di controriforma del mercato del lavoro paragonata al Jobs Act di Matteo Renzi.

mercoledì 29 giugno 2016

#Brexit può e deve smuovere l'Europa dei diritti

L’Europa unita, che noi avevano sempre sognato, si è da tempo trasformata in un incubo. Siamo oramai uniti solo nella miseria materiale e culturale provocata dall’austerità, incapaci di ribellarci anche perché attratti dalle sirene di un nazionalismo fanatico sempre più violento, buono solo a dividerci.

sabato 18 giugno 2016

bellissimo pomeriggio