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mercoledì 23 maggio 2018

Capaci, il mistero del furgone bianco #23maggio

Depistaggi, menzogne, silenzi si sommano, affiorano e scompaiono di continuo. Come la testimonianza di un agente di polizia che, in quel maggio del 1992, giurò di avere notato sul luogo dell’attentato un furgone bianco, per poi ritrattare subito dopo.

#23maggio, Ricordiamo Giovanni Falcone

Ogni anno che passa è sempre più difficile trovare consensi quando si vuole parlare di legalità e si vogliono ricordare le vittime che per tale ideale hanno donato la loro vita.
 E' sempre la stessa storia: la legalità in questo Paese non è la regola ma l'eccezione.

#23maggio Capaci: tra misteri e depistaggi.

Ore 17.56 e 48 secondi del 23 maggio 1992 sul territorio di Isola delle Femmine, presso l’uscita autostradale di Capaci,  avviene il grande botto, l’attentatuni come l’ha definito Antonino Gioè parlando con Gioacchino La Barbera.

Una strage volutamente scenografica che ha spezzato la vita al giudice Giovanni Falcone, a sua moglie Francesca Morvillo e ai tre agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

400 kg di tritolo, un’esplosione registrata persino dal sismografo su Monte Cammarata; una strage che ha lasciato ancora oggi numerosi interrogativi mai del tutto approfonditi forse perché, come sempre accade in questo paese, meglio occultare che portare alla luce, meglio zittire che parlare.

La decisione dell’eliminazione di Falcone avviene nel dicembre 1992 subito dopo la sentenza della Cassazione che conferma le condanne del maxiprocesso. In un primo momento, la cupola decide di eliminare il giudice a Roma, il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza infatti, ha riferito che alcuni uomini d’onore avevano pedinato Falcone a Roma notando che spesso si recava a cena senza scorta, circostanza confermata anche da Vito Ciancimino che abitava a Roma in quel periodo che spesso incrociava il giudice.

Tutto pronto: lo squadrone di morte composto da Matteo Messina Denaro, Spatuzza, Vincenzo Sinacori e Giuseppe Graviano giunge a Roma per portare a termine il piano omicida.

D’improvviso  contrordine, Riina: “Falcone deve morire in Sicilia.”

Cosa nostra sa bene che Falcone è preda facile negli spazi aperti e si mette al lavoro per preparare la strage posizionando la polvere T4 proveniente dalla Jugoslavia mista a esplosivo rinvenuto in bombe inesplose della seconda guerra.mondiale  recuperare dal fondo marino.

C’è sempre stata discordanza riguardo all’esplosivo utilizzato poiché, l’FBI che ha collaborato nelle indagini di Capaci, ha rilevato la presenza di Pentrite su un pezzo di cemento rinvenuto in loco, mentre la Procura di Caltanissetta non ne ha mai rilevato l’esistenza.

Il 18 maggio, giorno del 53esimo compleanno del giudice Falcone, è tutto pronto. Esplosivo e uomini posizionati sulla collinetta, quando transita un corteo di auto sulle quali viaggiano sia Falcone che Borsellino. In quel caso se l’avessero fatto allora, li avrebbero eliminati entrambi ma nessuno premette il pulsante.

Era Falcone l’obiettivo di Cosa Nostra, a Borsellino avrebbero pensato in un secondo momento. Eliminare Falcone rappresentava una doppia utilità per i mafiosi: liberarsi del nemico numero uno ed inviare un chiaro messaggio a Giulio Andreotti che di li a poco sarebbe dovuto diventare il nuovo Presidente della Repubblica. Qualcosa era cambiato nei rapporti tra cosa nostra ed esponenti politici della DC e già con l’omicidio dell’eurodeputato Dc Salvo Lima avvenuto nel marzo 1992,  cosa nostra aveva mandato un chiaro messaggio all’onorevole Andreotti.

Come sapeva cosa nostra che quel sabato Falcone sarebbe rientrato in Sicilia?

Secondo Francesco Onorato killer pentito, il sistema di protezione del giudice Falcone non ha funzionato per una spiata: infatti grazie al clan Madonia dominante sul territorio di Capaci, che intratteneva rapporti con frange dei servizi segreti deviati, sono stati informati della partenza del giudice il giorno 23 maggio.

È chiaro che una entità esterna abbia agevolato cosa nostra è impensabile che 4 viddani fossero in grado di elaborare ed attuare un piano simile in solitaria.

L’apporto esterno è avvalorato dalla presenza su quella collinetta di un soggetto che ha effettuato tre telefonate dirette nel Minnesota U.S.A.: alle.ore 15.17 ed alle 15.38 con conversazioni durate meno di un minuti e la terza alle 15.43 di 9 minuti.

Il numero utilizzato del cellulare inizia con 0337 probabilmente è lo stesso numero rinvenuto su un biglietto abbandonato sulla collinetta di Capaci:

“Guasto n. 2 portare assistenza settore numero due Gus, Via Selci n. 26 , Via Pacinotti 0337 8061**”.

Il Gus è la gestione unificata servizi, una società di copertura del Sisde con sede in Via in Selci a Roma ove era il covo delle spie, mentre in Via Pacinotti a Palermo si trova la sede della Telecom.

Guasto n. 2 segnala una probabile clonazione in atto, il numero rinvenuto apparterrebbe ad un funzionario del Sisde, il servizio segreti civile.

Un cellulare quindi, nelle disponibilità di cosa nostra con il quale si potevano effettuare telefonate riservate anche con gli Stati Uniti perché anche la mafia americana aveva interessi ad eliminare Falcone.

I mafiosi d’oltreoceano erano preoccupati di nuove possibili rivelazioni di Tommaso Buscetta come di Francesco Marino Mannoia.

La pista americana, fatta di commistioni di interessi tra le due sponde dell’oceano è stata indicata da Nino Gioe’ e confermate dell’FBI mentre il procuratore di Brooklyn Charles Rose, ha smentito asserendo che la mafia americana ha disapprovato quel bagno di sangue.

Lo stesso procuratore Rose però, dichiara nel 1993, di aver incontrato Falcone nell’aprile 1992 ed in quell’occasione il Giudice interrogo’ Buscetta. Dello stesso viaggio riferisce il giudice Carlo Palermo mentre il giudice Cordova sostiene di aver incrociato Falcone presso lo scalo di Vienna.

Indiscrezioni confermate dell’agenda Casio Sf-9500 di Falcone. I due periti Gioacchino Genchi e l’ing Luciano Petrini (assassinato il 9 marzo 1996) accertano che l’agenda è stata cancellata manualmente ma riescono a recuperare dei dato riguardanti il periodo fine aprile 1992 che confermerebbero il viaggio di Falcone negli States dal 28 aprile al 1 maggio con tanto di festa presso l’ambasciata italiana alle ore 19.30 del 29 aprile 1992 mentre l’altra agenda Sharp IQ-8200 non riporta nulla di tutto ciò, esiste un vuoto tra il 29 aprile ad il 4 maggio quando le due agenda riprendo a coincidere.

Il viaggio di Falcone negli Stati uniti è stato smentito dal Ministero di Grazie e Giustizia nonostante due magistrati italiani e un procuratore americano ne sostenessero l’esistenza.

A distanza di 25 anni vengono repertati dei guanti una torcia ed un tubetto di mastice rinvenuti a 63 metri dal cratere. Reperto “4A” e reperto “4B” contenenti tracce di un profilo genetico misto di una donna ed un uomo che non corrispondono a nessuno dei soggetti coinvolti nella preparazione ed esecuzione della strage di Capaci.

Queste sono solo alcune delle stranezze che riguardano Capaci una strage apparentemente di mano mafiosa con una regia esterna ancora occulta.

mercoledì 9 maggio 2018

Forse : Traditi Eccellenti

Come ogni anno inizia, ora più che mai,  in quel del nostro Paese le giornate dedicate per non dimenticare i morti innocenti per mano della mafia in combutta comunque con tanti che parteciperanno alla "messinscena"…morti perchè si erano messi di traverso al potere mafioso e non solo…Peccato però che in qualche maniera continuiamo a vedere le stesse facce o parenti prossimi  e/o quei politici che in fondo con la mafia hanno sempre stretto rapporti econtinuano ad imperversare…Peccato perchè oggi, domani, dopo domani tutti ripeteranno le frasi dette e stradette (forse si, forse no, la fantasia poi corre), questi anti-paladini, anti perchè il termine paladino ha perso la sua purezza ed in Sicilia i paladini hanno quel non so che di torbido. Tutti ricordano o quasi, rigirano le storie, fanno “comparsate”, arriveranno gli studenti, quegli stessi studenti a cui è stata distrutta la scuola per tenerli a bada, le possibilità di un futuro, tranne che non si sia dei geni o con possibilità di andarsene a studiare fuori e rimanere poi all'estero …le cui sorti sono legate ad insegnanti volenterosi, bistrattati come se fossero rei di voler insegnare cos’è la ribellione verso uno stato di cose melmoso, ipocrita e perfettamente integrato con il malaffare, la convenienza, gli affari e o la paura.
La Sicilia del degrado politico, di periferie abbandonate, sporche, simbolo di un deterioramento morale ormai senza confini,  in mano a troppi legati ad un modo di intendere molto disonesto che si tramanda da generazioni, evolvendosi comunque…già sono loro ad evolversi nella certezza sempre e comunque di avere buoni amici ed essere buoni amici, la politica..e che le giornate dei “morti” che in vita hanno dato fastidio e molto, tanto da abbandonarli, ma si sa da vivi  magari non si è sopportati, ma da morti...quante cose sdolcinate vengono dette, sono solo giornate di grande ipocrisia. 
Oggi tutto è molto tranquillo, tutto corre liscio…tutto va secondo regole e linee prestabilite. Poi va bene. fare le giornate è un piccolo contentino che viene dato ai pochi onesti innocui o a chi si riempie il petto con : io ricordo….per tirare su like. Sono stati uomini, “morti eccellenti”, traditi da tutti, meglio forse dire “Traditi Eccellenti” stare zitti ne guadagneremmo in dignità: li stiamo svendendo anche da morti…..basta guardarsi attorno,basta vedere le facce, i salti di barricata, le confessioni reali e/o finte, i tradimenti…tutto purchè quello che, questi esseri  speciali, fuori dalla melma che ha resistito e che resiste, hanno tentato di fare per giustizia e per rispetto nei confronti di uno Stato , non venga non solo ripetuto, ma nemmeno imitato..ed il monito è arrivato eccome a destinazione, tutti molto ubbidienti, senza vergogna. Si è vanificato tutto il loro lavoro, si è nascosto, insabbiato, modificato,creato anche  e vergognosamente dei sospetti, Questi siamo, Questi siete:  malafede e ipocrisia  ma si sfilerà seguendo un copione di ovvietà ormai consunto. Nel frattempo senza parlamento perchè? Beh...Bisognava far contento il "tronfio" tronfio anche quando  è andato a conferire con Mattarella, che anzichè prenderlo a calci nel sederotto, lo ha ascoltato, il tronfio che minaccia, il tronfio che piace tanto a chi "sta ancora bene" e non si danna l'anima per arrivare ormai a metà mese...già e nel frattempo l'Italia per bene muore
Riccarda Balla

Ricordiamo #PeppinoImpastato: UN GRANDE EROE ITALIANO

Quarant'anni non cancellano quella maledetta notte tra l’8 e il 9 maggio. Una tragedia immane, una delle tante di mafia, accaduta in un paesino della Sicilia affacciato sul mare: Cinisi. Ai tempi se ne parlò poco, la grande attenzione mediatica era rivolta al ritrovamento del corpo senza vita di Aldo Moro.

venerdì 5 gennaio 2018

Auguri Peppino Impastato, ucciso, è vivo più che mai

Oggi, 5 gennaio, Peppino Impastato avrebbe compiuto 70 anni. Sin da ragazzo si era battuto contro la mafia, denunciandone i traffici illeciti e le collusioni con la politica. Il 9 maggio del 1978 nel piccolo paese di Cinisi, a 30 km da Palermo, viene ucciso. Il suo corpo viene dilaniato da una carica esplosiva posta sui binari della tratta Palermo-Trapani.

I compagni di Peppino Impastato scolpirono un’epigrafe significativa sulla sua lapide, quel 9 maggio 1978.  
“Rivoluzionario e militante comunista, ucciso dalla mafia democristiana”.

martedì 23 maggio 2017

Strage Capaci: basta con le ipocrite passarelle!

Oggi cade l’anniversario della morte di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e dei tre agenti della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

Il dottor Falcone e la dottoressa Morvillo, sua moglie, inseparabili sino all’ultimo istante della loro vita, mentre dopo la morte qualcuno si è arrogato l’arbitrio di separarne le salme per motivi di mero interesse personale.. Costoro, il 23 maggio, li vediamo certamente presenti sul palco innalzato per celebrare la ricorrenza di quella infame strage.

Al solito, alto è il clamore mediatico intorno a questa celebrazione, giornali, televisioni, non tutti per fortuna trattano l’evento della strage di Capaci e della morte del giudice Falcone, etichettando Francesca solo come “la moglie”; nessuno la indica doverosamente come il giudice Morvillo.

Così come menzionano i tre agenti semplicemente come “gli uomini della scorta” , senza indicarne nome, cognome, grado e appartenenza alla Polizia di Stato, quasi questi morti non avessero pari valore e dignità, mentre la morte rende tutti uguali.

Ho personalmente partecipato al decimo anniversario della strage di Capaci.

Era il 2002, mi trovavo a Palermo. Lo ritenni un doveroso gesto di rispetto nei confronti del giudice Falcone e del giudice Morvillo, li avevo conosciuti entrambi. Un gesto di rispetto verso Montinaro, Schifani e Dicillo, i poliziotti che avevano sacrificato la loro vita per una società che non so quanto lo meritasse.

La sera precedente, il 22 maggio, mi trovavo nella piazza principale di Mondello, in attesa dell’ora di cena e incontrai due vecchi conoscenti americani, anche loro inviati a Palermo dall’Ambasciata Usa per partecipare alla cerimonia commemorativa in rappresentanza del loro Paese.

Ci recammo tutti a cena a Isola delle Femmine. I due cittadini americani appartenevano all’Fbi, uno attachè d’ambasciata, l’altro agente speciale. Durante la cena il discorso inevitabilmente cadde sulla strage di Capaci e i federali, avendo seguito indagini relative a fatti di mafia accaduti in Sicilia, si dissero stupiti per le tante ipocrisie che farcivano i discorsi commemorativi, stupiti dalle passerelle organizzate a stretto uso e consumo dei politici di turno e confidarono “Quanti conversazioni abbiamo intercettato e ascoltato, quanta gente attaccava Falcone, ne parlava male, mentre ora assistiamo a questa farsesca messinscena”.

Considerato come le cose si sono evolute, o involute, a seconda di come le si guarda, nell’ultimo decennio, posso tranquillamente affermare che anche questo 23 maggio si sono ripetute le stesse scene di passerelle calpestate da ipocriti politici che si sono prodigati nelle solite promesse.

Quando invece, si tratterà di agire concretamente, al contrario, tenteranno di togliere alla magistratura i metodi più efficaci di contrasto alle mafie, uno su tutti le intercettazioni telefoniche. Non si debbono processare le istituzione malate, come si sta faticosamente tentando di fare con il processo Trattativa Stato-mafia, in corso a Palermo.

Si vuole eliminare la possibilità di intercettare vari gruppi affaristici, massoni, politici e para-politici, cambiando le regole del gioco per fermare l’azione giudiziaria della magistratura.

lunedì 8 maggio 2017

ciao PEPPINO


Caro Peppino,
ti scrivo pur sapendo che sei morto, ma vedendoti, sentendoti, ben presente nei cuori e nelle menti di tante persone – uomini, donne, giovani e anziani – so che a anche a te arriveranno queste mie parole.
Quando ti penso, sopraggiunge in me l'emozione, forte, intensa, difficile da controllare. Ammetto che alle volte mi imbarazza. Non so se mi capisci. E' un po' come quando penso a mia nonna o al mio maestro d'arme. Ma come per loro, anche con te, è questione di un attimo. Con un sorriso, che parte dal cuore, e che prima di giungere alle labbra, vibra lungo tutto il mio corpo, si fa largo in me un'energia che rinnova la mia forza e mi spinge senza indugio a continuare la mia, la nostra, battaglia.

lunedì 9 maggio 2016

Lettera a Peppino Impastato


Caro Peppino,
ti scrivo pur sapendo che sei morto, ma vedendoti, sentendoti, ben presente nei cuori e nelle menti di tante persone – uomini, donne, giovani e anziani – so che a anche a te arriveranno queste mie parole.
Quando ti penso, sopraggiunge in me l'emozione, forte, intensa, difficile da controllare. Ammetto che alle volte mi imbarazza. Non so se mi capisci. E' un po' come quando penso a mia nonna o al mio maestro d'arme. Ma come per loro, anche con te, è questione di un attimo. Con un sorriso, che parte dal cuore, e che prima di giungere alle labbra, vibra lungo tutto il mio corpo, si fa largo in me un'energia che rinnova la mia forza e mi spinge senza indugio a continuare la mia, la nostra, battaglia.

mercoledì 10 febbraio 2016

10 Febbraio 1986 474 imputati - in Appello si riducono a 60

so solo... parole tante  ma sono i comportamenti quelli che contano... e sono quelli a cui io do estremo peso... r.b.

Palermo: 10 Febbraio 1986: LA CORTE!


giovedì 24 settembre 2015

FREE-ITALIA ricorda un uomo libero

FREE-ITALIA ricorda un uomo libero. Giancarlo Siani, giornalista e collaboratore del Mattino di Napoli, ucciso a 26 anni dalla camorra la sera del 23 settembre 1985; dietro piazza Leonardo, al Vomero. Era sotto casa e gli spararono dieci colpi di pistola mentre era seduto nella sua macchina, una Citroen Mehari verde.

mercoledì 16 settembre 2015

16 settembre 1970...Mauro De Mauro..


Palermo, sera del 16 settembre 1970 Mauro De Mauro, cronista del quotidiano L'Ora, un quotidiano storico purtroppo vittima poi di brutte imitazioni... ha  parcheggiato la propria auto in via delle Magnolie, a pochi metri dalla sua abitazione, quando viene avvicinato da tre sconosciuti e costretto ad allontanarsi con loro, unica testimone la figlia che era con lui , vedendolo ritardare si affaccia e lo vede circondato da tre uomini risalire in macchina ed allontanarsi...

domenica 19 luglio 2015

Via D’Amelio: FREE-ITALIA non dimentica

16.58 del 19 luglio 1992.  Il giudice Paolo Borsellino si stava recando a casa dalla madre, a Palermo, in via D'Amelio, quella stessa via per la quale aveva richiesto inutilmente di disporre la rimozione dei veicoli.

mercoledì 17 giugno 2015

Illegali Falcone e Borsellino---Legale la mafia...


Non so perchè ma alla luce dei continui fatti che sono susseguiti. sia il pensiero terribile e temibile di tanti !
Salvatore Mancuso

A PROPOSITO DI ORLANDO, QUESTE PAROLE SCRIVEVO SU FB IL 26 MAGGIO 2012, CHE RIPRENDO E RIPROPONGO, PERCHE' SONO SEMPRE ATTUALI.

sabato 23 maggio 2015

Io mi ricordo...

Oggi è il 23 Maggio e come tutti sappiamo è una data simbolo nella nostra storia.
Quel pomeriggio lo ricordo bene, ricordo il clima che c’era prima della strage e ricordo il dopo…
Falcone non era amato, era più amato e rispettato per es. il giudice Geraci dal CSM, lo stesso Falcone aveva poco rispetto per il CSM e per una grossa parte della magistratura che era, allora come adesso, legata a filo doppio col potere… è cambiato qualcosa? Non so… sicuramente poco…
Falcone non venne eletto dal CSM, venne accusato da vari politici di tenere i nomi nel cassetto, di frasi “normalizzare” da Martelli e la sua Superprocura di Roma….
Lo so è storia vecchia, molti la conoscono, molti no, molti cercano di nasconderla e di rendersi smemorati… ma la memoria ha un futuro (Sciascia docet).

giovedì 30 aprile 2015

Palermo: Omicidio Pio La Torre


Palermo: 30 Aprile 1982. La mafia colpisce...

Pio La Torre...viene ucciso  insieme al suo autista mentre si stava dirigendo alla sede del suo partito il PCI (di antica memoria).

Si oppose fermamente alla costruzione della base Nato di Comiso, reputandola un pericolo per la pace nel Mediterraneo;  di speculazione edilizia...e qui toccò i grandi speculatori:  Vito Ciancimino, Salvo Lima e Giovanni Gioia, i responsabili del "sacco di Palermo" e non solo..

giovedì 19 marzo 2015

Pallavicino (PA) BORSELLINO...Ucciso dagli stessi palermitani..che magari fanno le fiaccolate....

La testa mozzata di Borsellino

Ciò che rimane del monumento dedicato al magistrato in piazza Bellissima, a Pallavicino - Palermo. Giugno scorso mozzata la testa ora giace tra   rifiuti e spazzatura che fanno parte dei monumenti storici palermitani ed escrementi di cani...i randagi eh va beh...ma quelli con padrone...vergognati padrone.!!!

giovedì 8 gennaio 2015

Sicilia: DELITTO ALFANO. Anche questo è terrorismo

Sono trascorsi 22 anni dal delitto del giornalista Beppe Alfano di Barcellona Pozzo di Gotto, La sua attività giornalistica è rivolta soprattutto verso uomini d'affari, mafiosi latitanti, politici e amministratori locali e massoneria.

mercoledì 7 gennaio 2015

Piersanti Mattarella, 35 anni dal delitto

Piersanti Mattarella: simbolo della politica che non si piega ai patti con Cosa NostraMoriva, trantacinque anni fa, ammazzato da Cosa Nostra, Piersanti Mattarella, Presidente della Regione Siciliana eletto tra le schiere della Dc. 

sabato 22 novembre 2014

BOMB JAMMER o LINGUA DI MENELIK

PALERMO. E' definitivo il bomb jammer verrà predisposto ai giudici che ne necessitano, ma ...c'è una semplice domanda: Quando? Ovvero conoscendo le parole e le dichiarazioni urlate ma regolarmente poi sconfessate dalla realtà, il Di Matteo forse potrebbe acquistarselo in Internet, certo non è lo stesso utilizzato in Afghanistan, montato sui blindati, il suo raggio è minore...ma in Italia è così se ti vuoi proteggere devi organizzarti da te! Tutti non dobbiamo dimenticare, per esempio le promesse di protezione mai mantenute: alcuni, solo alcuni casi: la zona rimozione in Via D'Amelio, dove il giudice Paolo Borsellino andava a trovare la madre...zona rimozione promessa...promessa...promessa...ma va da se che i marinai sono più seri dei nostri politici..