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venerdì 28 settembre 2018

pubblicità negativa, a volte no...


Seduta su comoda poltrona, sopra e sotto circa 6 gatti ed un cane decido di guardare un po' di televisione...avete presente quei brevi telefilm tra il poliziesco, lo psicologico, il comico? Giusto per distrarre? Bene...che bello qualcosa di carinamente ed imbecillimente distraente!...Oppure venire a sapere che c'è un bel film, strano, ma vero...un film di quelli che rivedo volentieri perchè mi hanno distratta, fatta ridere, commossa, intrigata....Allora i telefilm di regola dovrebbero durare un'oretta, giusto il tempo per distrarsi prima di andare a preparare cena....Non è vero!! ogni 15 minuti venti minuti di pubblicità...Allora o in Italia si mettono nel piatto automobili e medicinali per i bruciori di stomaco e poi si sputacchia sangue dalle gengive....o la pubblicità è proprio esageratamente di troppo. Quindi mi alzo e mando a quel paese la televisione. Quando il film è bello, atteso...accidenti, non potete interrompere con pubblicità praticamente ininterrottamente! Ovviamente spengo e me ne vado e pure arrabbiata. Quando la pubblicità fa spegnere la televisione! Pubblicità di danno secondo me. Ora se la pubblicità interrompe quella sorta di programmi: giornalistico-politici-di parte- bugiardi mi va benissimo, tanto non li guardo perchè già solo il programma di per sé mi urta, anzi forse solo la pubblicità diventa interessante: toh guarda...prendo un malox e pare che si riesca a digerire anche la Gruber! Ehila! Con Activia prugne Parenzo scorre con la velocità del baleno! E così via..con il 4 ruote motrici intelligenti (intelligenti???), spiano la D'Urso...
ogni tanto mi chiedo qual'è il motivo per cui quando la televisione era un oggetto di altezza 1 metro, spessore 5 mt. Schermo 18 pollici...si vedevano sceneggiati, film, spettacoli ridanciani e commedie di buon livello se non ottimo...oggi? Bene ditemi voi? Televisori 80 pollici, tre indici ed un mignolo sottili come un foglio A4... Ditemi!! nemmeno pagando extra canone riesci a vedere qualcosa di decente, ma solo ed ovunque pubblicità...qui i casi sono due: pago per vedere la pubblicità e spegnere quando ricomincia il programma, l'idea è la migliore..così tutti fanno un bel botto, tranne gli intrattenitori pubblicitari!
Alternativa buttare il televisore notte tempo accanto ad un cassonetto, dove qualcuno ha già buttato una lavatrice, 5 materassi ed una vecchia poltrona. Tra l'altro devo dire che attori, intrattenitori, giornalisti... del mitico televisore spessore 5mt. erano decisamente di categoria superiore a quelli di oggi..Va bene, si ho capito: sono vecchia e non riesco ad adeguarmi ai tempi moderni...ma, meglio vecchia che imbecille!

Riccarda Balla



sabato 1 settembre 2018

Auguri FREE-ITALIA, L’importanza di un’informazione-educazione

Oggi, 1 settembre, celebriamo il nostro compleanno. E' una bella soddisfazione aver raggiunto i 5 anni di vita, grazie sopratutto a tutti coloro che ci seguono, grazie a chi crede nella libera informazione che solo free-italia offre. Non abbiamo velleità di giornalisti (è difficile saperlo fare bene) ma amiamo scrivere solo il vero, non il presunto tale , abbiamo idee, fantasia, ci piace condividerle, possono piacere o meno, lo sappiamo è un rischio che corriamo, ma siamo noi e la nostra tastiera.

Grazie ai collaboratori del blog, passati, presenti e futuri, grazie a chi ci regala qualche contributo, ognuno di noi con le sue caratteristiche che sono uniche a volte contrapposte, ma se non ci azzuffassimo significherebbe che non ci vogliamo bene.


Nella società contemporanea c’è il mito dell’informazione. L’informazione è la TV, il computer, la pubblicità, internet etc. Il nostro cervello riesce a fatica a digerire questo flusso d’informazioni, questo immenso mare mediatico. Come i bambini piccoli, fatichiamo a fissare l’attenzione su un certo oggetto con un tale sovraccarico di informazioni che ci bombarda ogni giorno.
Quindi tutto ciò provoca una frammentazione della coscienza e dell’individuo insieme ad una distorsione della sua facoltà di percepire in questo mondo caotico, confuso e senza punti fermi, soprattutto per quel che riguarda le giovani generazioni. Il sovraccarico informazionale del cervello è la realtà dei giorni d’oggi.
L’individuo allora soffre di stanchezza cronica, depressione e alienazione.

Sempre più spesso non riusciamo più a leggere, ma soltanto “dare un’occhiata” all’informazione, prendendo le decisioni in base ad una sola piccola parte dell’informazione, perché il nostro cervello sovraccarico non può analizzarla logicamente e prendere una decisione giusta.
Nella memoria sono sempre più frequenti le interruzioni: non riusciamo a ricordare che cosa avevamo letto una settimana fa…
Viviamo in un mondo globalizzato, e la coscienza frammentata si presta molto bene a delle manipolazioni.
Una persona con il deficit dell’attenzione e con il cervello a pezzi perché sovraccarico, è facilmente manipolabile, che si tratti di un partito/moVimento politico o dell’acquisto di una nuova lavatrice.

I mass-media contemporanei con la loro “violenza mediatica” rendono l’individuo passivo, impotente, abulico: la loro violenza mediatica è assoluta e totalizzante e non lascia spazio per i pensieri individuali, per l’interiorità.

I mass-media contemporanei favoriscono fenomeni come la desertificazione culturale, l’appiattimento sociale e la massificazione: tutto ciò per rendere tutti gli individui sulla stessa dimensione ossia quella del consumatore passivo e inerte la cui unica “finta” libertà è quella di scegliere quale bene di consumo acquistare e che tipo di vita preconfezionato adottare.

FREE ITALIA si distingue in quanto propone   un nuovo tipo di informazione-educazione, un’informazione Semplice, utile e comprensibile che tenta di far riflettere i lettori. Un’informazione perlopiù libera , indipendente e responsabile che si speri possa rappresentare un serio punto di riferimento PER VOI lettori e per la rinascita culturale della società.

domenica 1 aprile 2018

Come nascondere un massacro? Media hanno raccontato in modo vergognoso quanto accaduto a Gaza

Media internazionali e nazionali hanno raccontato in modo vergognoso, parziale e profondamente scorretto quanto accaduto ieri a Gaza. Ma i fatti e le immagini parlano più di qualunque menzogna

La popolazione palestinese è stata abituata negli anni alla disinformazione per quanto riguarda la narrazione dominante rispetto alle proprie vicende.

Quanto accaduto ieri, nel primo giorno della Great Return March ha ampiamente superato il limite della vergogna e della decenza e non solo in Italia.

I fatti sono abbastanza espliciti ed inequivocabili, quasi 20.000 persone si sono avvicinate alla barriera tra la Striscia e Israele a partire da sei accampamenti lungo il perimetro, invadendo quella buffer zone, o zona cuscinetto che percorre tutta la frontiera, permanentemente interdetta alla coltivazione e all’accesso. A parte un singolo isolato caso di due militanti della Jihad islamica che erano armati (e sono stati subito uccisi dall’esercito israeliano) tutti i manifestanti hanno utilizzato esclusivamente modalità di protesta popolari e nonviolente,avvicinandosi al muro di separazione disarmati, a volto scoperto, assieme a bambini e donne.

La repressione si è trasformata in un vero e proprio massacro, si parla ad oggi di 16 morti e più di mille feriti. Hamas, pure ovviamente presente durante la marcia, non ha avuto un ruolo centrale: questa è stata convocata da una larga coalizione che include anche tutti i pezzi laici e di sinistra della società civile palestinese. Non a caso, parti della sinistra israeliana si sono organizzate nei giorni scorsi per manifestare il proprio supporto dall’altra parte del muro. Nessun soldato israeliano è stato ferito nella giornata di ieri.

Vediamo cosa riportano i giornali.  Repubblica parla di «violenti scontri» «violentissima battaglia». Perché un massacro di persone disarmate diventa improvvisamente una battaglia? Una battaglia linguisticamente parlando è un confronto tra due entità armate.  La Stampa titola «Hamas sposta le masse al confine e punta al ritorno dei profughi del 1948» mentre l’articolo è ancora peggiore: «La strategia adottata da Hamas ha messo in difficoltà Israele e costretto i suoi militari nella difficile posizione di chi deve sparare sui civili. L’esercito se lo aspettava, perché i preparativi andavano avanti da giorni, ma non era facile trovare contromisure».  Del resto, cosa altro si può fare davanti a migliaia di persone disarmate che vanno verso un confine invalicabile, se non sparare?

Il Corriere (che oggi ha già spostato molto giù l’articolo) riporta «La “Marcia del ritorno” finisce in un bagno di sangue: l’esercito ebraico risponde con caccia e blindati all’attacco dei manifestanti: bombardati 3 siti di Hamas». A quale attacco si risponde con caccia e blindati? A quello di migliaia di persone disarmate?

Il Messaggero si unisce alla definizione «scontri al confine» e riporta un articolo in cui sono virgolettati solo comunicati dell’esercito israeliano e di media israeliani, i palestinesi non meritano neanche il microfono, strana deontologia professionale.

Anche a livello internazionale la giornata è stata riportata in modo non meno grave, come Mondoweiss sottolinea, riportando la lettura estremamente parziale e ingiusta dello stesso New York Times.

Ieri la popolazione di Gaza ha dimostrato coraggio e capacità di mobilitazione impensabili dopo anni di prigionia dentro la Striscia dove le condizioni di vita sono impossibili, come ha raccontato recentemente Dinamo.

lunedì 5 marzo 2018

I media CENSURANO i bimbi uccisi dai ribelli siriani

Ci sono bambini di serie A e di serie B. La differenza? Quelli di serie B muoiono nel silenzio più assoluto. Per raccontare l’inferno dei bimbi della Ghouta è stata giustamente lanciata una campagna social chiamata #IAmStillAlive, ovvero “sono ancora vivo”. L’obiettivo, secondo quanto si legge nelle agenzie che diffondono la notizia, è quello di raccontare l’assedio che le truppe governative stanno sferrando contro le forze ribelli che si trovano alle porte di Damasco. Un’iniziativa sacrosanta che però racconta solamente una parte della realtà.

Già perché anche dall’altra parte, quella governativa, ci sono bambini che muoiono e per i quali andrebbe lanciata una campagna di sensibilizzazione. Ma quei morti non fanno notizia. O, meglio, non interessano a nessuno in occidente.

Quasi che siano meno innocenti e meno civili degli altri, come il piccolo Omar Oasheh Bashi , colpito da un missile dei ribelli la scorsa settimana. Mille frammenti incandescenti lo hanno colpito mentre giocava con i suoi amici a calcio nel quartiere di Rukn al-Din. È successo tutto in pochi secondi. Il boato, la polvere e il caldo. Il piccolo è stato investito dalla violenza dell’esplosione e il suo volto, sorridente fino a pochi secondi prima, è diventato di cera.

Omar, però, non è stato l’unico bambino che si trovava a Damasco e che è stato colpito dai missili sparati dalla Ghouta orientale. Don Mounir, sacerdote salesiano, ci aveva raccontato: “Cercano di colpirci negli orari in cui i ragazzi escono da scuola e in cui le persone vanno al lavoro per fare più morti possibili. La città è paralizzata. E questo è il loro obiettivo: rendere tutto triste”.

E gli obiettivi dei ribelli sembrano essere proprio i civili, in particolare i giovani. Solamente nella giornata del 22 gennaio, i colpi partiti dalla Ghouta orientale hanno ucciso “una ragazza di 17 anni di nome Rita, altri due adolescenti e un bambino di tre anni”, come riporta Asianews. Un mese dopo è stata la volta di Darin Malla, che non avrà avuto più di cinque anni. E l’elenco potrebbe proseguire a lungo…

venerdì 8 settembre 2017

la violenza sulle donne NON ha razza nè colore

Sembra che per certi (pseudo)giornali italiani parrebbe che il reato di violenza sessuale sia stato introdotto di recente nel codice penale. Guarda caso quasi in concomitanza con il fenomeno migratorio. Come a ribadire stoicamente che la pratica dello stupro appartiene solamente agli invasori. Anzi, addirittura, sembrerebbe che i nuovi barbari siano peggiori di quelli del ‘43-45, oggi come allora fiancheggiati dai traditori della Patria. Tanto da stimolare anacronistici rigurgiti fascisti, risalenti all’epoca della Rsi e riadattabili all’uopo. 

mercoledì 6 settembre 2017

Certa "informazione" va sanzionata, soprattutto se procura FALSI allarmi e razzismo. #Libero

Certi quotidiani ci hanno abituato a titoli gridati e notizie spazzatura. Materiale odioso molto spesso, ma corrispondente all’ambiente che lo produce e lo recepisce. Ma è cosa totalmente diversa fare titoli come quello oggi in copertina, non solo perché palesemente falso, ma perché semina volutamente allarmi infondati e istigazione all’odio; benzina sul fuoco sulla già rovente situazione in Italia.

Diffondere l’idea di un nesso tra immigrati e ricomparsa di malattie estinte nel nostro paese non solo è scientificamente sbagliato, ma è socialmente pericoloso.

L’unico “mediatore” esistente per tramettere il virus della malaria tra umani (a parte la trasfusione diretta, che nel caso di Trento non c’è stata) è la zanzara anofele. Nessun altro tipo di zanzara può riuscirci. Il ritorno o meno di questo tipo di zanzara sul territorio italiano dipende eventualmente dai mutamenti climatici, non dalle migrazioni. Se anche un “africano” volesse portarsi qualche zanzara al seguito (al guinzaglio, in valigia, ecc), questa non potrebbe sopravvivere in un clima inadatto.

Questo è quanto ci dice la scienza.

Naturalmente sappiamo bene che malattie un tempo debellate (al pari della malaria) oggi tornano ad affacciarsi. Basta pensare che sono stati chiusi ospedali dedicati e sanatori per alcuni casi di Tbc, la cosiddetta “malattia dei poveri”, che insorge a causa delle condizioni di vita (abitazione insalubri, scarsa o cattiva alimentazione, ecc) che rendono vulnerabili all’eventuale contagio.

Ci sembra improbabile che i direttori di Libero e de il Tempo non abbiano sentito nessun medico per informarsi meglio prima di fare un titolo così. Dunque è stata una decisione a mente fredda, volontaria e con l’intenzione scoperta di speculare sulla morte di una bambina di quattro anni.

Per questo riteniamo indispensabile, in casi come questo, sanzionare un organo di dis-informazione. A tutti – anche a noi – capita di sbagliare o di prendere fischi. Qui non c’è nessun errore, ma una volontà perversa, razzista, senza scrupoli.

Capiamo benissimo che invocare sanzioni contro l’informazione spazzatura e allarmista è un terreno scivoloso, così come sono evidenti i tentativi di enfatizzare le fake news per ridurre le possibilità che in Rete si sviluppi un serio sistema mediatico alternativo ed efficace, fuori e contro il monopolio mainstream di giornali e telegiornali.

Ma è anche necessario che chi fa informazione – così come medici o ingnegneri – abbia e rispetti scrupolosamente un codice deontologico e, qualora non lo faccia, che gli organi preposti al rispetto di questo codice intervergano. In questo caso è l’Ordine dei Giornalisti.

Se l’informazione spazzatura diffonde invece allarmi sociali infondati, che possono innescare azioni e reazioni pericolose nelle relazioni sociali del paese, si configura un reato vero e proprio e qui non è più un problema deontologico, ma penale.

Il problema sorge quando l’”informazione spazzatura” coincide con la strategia non dichiarata di “autorità costituite”, che hanno contribuito al diffondersi di un clima razzista e xenofobo nel paese per legittimare agli occhi dell’opinione pubblica la nuova escalation colonialista verso l’Africa, fino a renderla la soluzione migliore e ineluttabile.

giovedì 31 agosto 2017

#Harvey DEVE FARCI RIFLETTERE SUL CLIMA

È giunto il momento di parlare del cambiamento climatico  (solo noi lo facciamo sul serio) che rende disastri come Harvey catastrofi umane. Nei media ci dicono che questo tipo di precipitazioni non ha precedenti e che nessuno l’avesse previsto, e come quindi nessuno potesse prepararsi adeguatamente. Quel che non dicono è il motivo per cui eventi climatici del genere stiano avvenendo con tale regolarità.

sabato 19 agosto 2017

LA IL-LOGICA DEL'ISIS, Decine di foreign fighters rientrati ma il Terrore lo affida a 12 ragazzini

NOn si vedeva un preapismo belligerante e anti-islamico di questo genere dai tempi di George W. Bush. D’altronde, come dar loro torto: dopo aver visto le loro brillanti tesi da cavernicoli smentite dai fatti oltre che dalla Storia, dopo aver incassato la figura di merda dell’avventura siriana anti-Assad, ecco che i nostri Rambo in grisaglia hanno una nuova battaglia da combattere: quella contro il jihad in Europa, il secondo tempo del film di quell’Isis creato ad arte da loro eroi, come il senatore John McCain, che ora tenterebbe lo european tour come una rock band in cerca di affermazione.

venerdì 16 giugno 2017

Nel degrado dell’informazione, ITALIA-LIBERA.NET rimane un porto sicuro

I lettori, quelli veri e con un pò di sale in zucca, avranno sicuramente notato quanto sia scesa vertiginosamente l’asticella della qualità dei blog e gruppi d'informazione online. Nel novero dei fatti spendibili sulla propria testata telematica è entrato a gamba tesa un inedito genere giornalistico: il commento. Ci ha stupito la mole e la fattura (infima, violenti e percolosa) dei commenti giunti dai social a seguito di alcuni dei nostri post; sopratutto se criticano in modo oggettivo e mai partigianamente i no-vac e i 5s.

mercoledì 19 aprile 2017

NO Vax, informazione e politica criminale sulla pelle dei bambini

Ora comincia davvero a configurarsi danno e crimine. E’ sulla pelle dei bambini soprattutto che si esercita una macabra raccolta di voti e di audiance. Certi politici e certa stampa si arrogano il diritto e la competenza di assecondare e far da sponda ai no-vax, lo sappiano o no, ne siano o no coscienti, portano la responsabilità non più tanto indiretta del riapparire oggi di malattie e del coltivare epidemie per domani.

sabato 1 aprile 2017

Mediaset e il degrado politico-culturale

L’avevamo già capito in tanti, ma ora è ufficiale e una ricerca scientifica viene a confermarlo, lo si può dire senza cadere nel radical-chic o partire prevenuti: le reti Mediaset sono state decisive per determinare il degrado culturale italiano favorendo così successo politico del loro proprietario.

mercoledì 18 gennaio 2017

E' FACEBOOK LA NUOVA REALTA' D'INFORMAZIONE E.. CENSURA

Facebook non è più solo un social network: conserva i nostri ricordi, stimola la nostra vita sociale, funziona da promemoria e ci permette di comunicare con i nostri amici in qualsiasi continente essi si trovino. Facebook, insomma, è quasi una nostra estensione. Del resto, se non gli schermi dei nostri telefonini, i dati parlano chiaro: sono 1.71 miliardi gli utenti attivi al mese e 1 miliardo il numero di iscritti che si collega quotidianamente da un dispositivo mobile.

giovedì 12 gennaio 2017

Cuoricini, la moda social spacciata per prevenzione

Una campagna per la prevenzione, insomma. Senza padri né firma, senza progetto né organizzazione, ma frutto semplicemente del passaparola. Il meccanismo è sempre il medesimo, applicato ad una buona causa: ricordare alle donne l’importanza della prevenzione nella battaglia per la lotta al tumore al seno. C’è tuttavia qualcosa di distorto in questo processo di sensibilizzazione.

sabato 31 dicembre 2016

#Bufale, quando il guadagno sostituisce la serietà. FREE-ITALIA vi protegge

Bufale, un tanto al chilo. È il lato oscuro e odioso del web. Se è vero che la rete consente a tutti di esprimere il proprio pensiero ad una sempre più ampia platea, è altrettanto vero che c’è un maggior rischio che notizie non verificate o certamente false passino da schermo a schermo e da tastiera a tastiera, diventando “vere”. Talvolta è colpa dell’ingenuità di chi scrivere, molto più spesso la creazione di bufale fruttano agli inventori e ai Blog fogna che li riprendono svariate migliaia di euro di ritorno pubblicitario. E non mancano poi le bufale create ad arte come quelle prodotte da regimi autoritari. La Russia, per esempio, è uno dei paesi che maggiormente utilizza la propaganda via web per far passare una certa e predeterminata visione della situazione in Ucraina.

giovedì 29 dicembre 2016

FREE-ITALIA, UN BLOG RIBELLE PERCHE' LIBERO

Siamo continuamente bombardati da troppi siti o blog che alla libera informazione preferiscono  inondare il web di false news solo per il facile e ingente guadagno, per propaganda politica o per ingraziarsi o screditare qualcuno.

mercoledì 28 dicembre 2016

Il sonno dell'informazione libera genera idiozìe

Viviamo nell'era della condivisione dell'informazione: facebook, twitter, youtube, google plus, instagram, snapchat, sono alcuni dei più fruiti social media attraverso cui scorrono flussi rumorosi di informazioni di ogni tipo. Possiamo improvvisarci giornalisti filmando con lo smartphone un atto di vandalismo o le conseguenze di un'alluvione e caricarlo su youreporter per rendere testimone il mondo intero.

martedì 27 dicembre 2016

L’importanza di un’informazione libera

Tutti i mezzi di comunicazione di massa , in particolare la televisione , svolgono la funzione di veri e propri ” oracoli ” moderni , e sono considerati , inconsciamente o meno , dalla maggioranza come depositari imparziali di verità ” assolute ”.

martedì 20 settembre 2016

GFVIP: Ancora soldi ai soldi.

Non lo sapevo, scusate, ma il Grande Fratello ancora continua; la prima edizione me la ricordo che ero veramente una bambina, e pensavo, ironicamente, che simile orrore alla fine avesso trovato il giusto capolinea.
Mi sbagliavo.
Io vivo di errori, di errate supposizioni sul Q.I. della gente.
Una vita votata al sogno, la mia.

A peggiorare le cose, vedo che adesso c'è anche la questione che ci saranno delle persono famose, non più gente senza ne arte ne parte, o gente che cercava solo di mettersi in mostra, o gente che voleva solo fare sesso in televisione, senza girare un porno.

martedì 30 agosto 2016

La Tv e l' impoverimento della democrazia

Pirandello sosteneva un interessante concetto di comicità, secondo cui il senso del comico veniva identificato come avvertimento del contrario. Celebre al riguardo il suo esempio della vecchia signora, dai capelli tinti e goffamente imbellettata e parata di abiti giovanili. Una simile immagine non può che provocare la risata, rappresentando il contrario di ciò che una rispettabile anziana signora dovrebbe essere. Ed ecco il comico, l'avvertimento del contrario.

martedì 29 marzo 2016

Giornalismo, una professione per chi ha passione


Il mondo è ricco di mestieri entusiasmanti, ma forse nessuno di loro è in grado di regalare le emozioni del giornalismo. Parliamo di una professione che, in quanto a peso culturale, non dovrebbe mai nemmeno essere paragonata a tutte le altre: basti pensare ai tanti giornalisti che hanno fatto la storia del nostro Paese e della nostra cultura. In altre parole, senza il mestiere del giornalista, oggi non saremmo diventati ciò che siamo.