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venerdì 26 ottobre 2018

Contrastare e le disuguaglianze in Sanità

Tempi di attesa, gestione delle cronicità, accesso ai farmaci innovativi, coperture vaccinali e screening oncologici: è in questi settori che si registrano disuguaglianze sempre più nette fra le varie aree del Paese . E non sempre al Nord va meglio che al Sud.

sabato 20 ottobre 2018

Sanità lombarda: è davvero eccellenza?

La necessità della nazionalizzazione dei settori strategici, resa evidente dal crollo del ponte Morandi, così come dalla vicenda ILVA, va di pari passo con la richiesta di re-internalizzazione dei servizi pubblici e del welfare, come condizione necessaria per renderle diritti universali e strapparli al controllo del profitto e dei mercati. 

sabato 11 agosto 2018

Verso la privatizzazione della sanità

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) nasce con la Legge 833 del 27 Dicembre 1978 in un clima politico teso, ma fecondo di avanzamenti politici. Il SSN viene avviato al termine di un percorso di graduale integrazione delle Casse Mutue e delle Opere Pie, fino ad allora titolari del finanziamento e dell’erogazione delle prestazioni sanitarie in Italia. Le Casse Mutue e delle Opere Pie rappresentavano un modello “bismarckiano” corporativo di finanziamento ed erogazione, basato sul modello produttivo fordista in cui la figura centrale era il cittadino-lavoratore, tendenzialmente maschio, che contribuiva direttamente al finanziamento del servizio tramite un prelievo dal proprio salario. Con il SSN si passa a un modello “Beveridge” universalista, basato sulla tassazione generale e diretto a tutta la popolazione, di cittadini e non, come recita l’articolo 32 della Costituzione.

venerdì 8 giugno 2018

La guerra tra poveri è già tra noi, Ecco i desolanti numeri della sanità

La salute è una preoccupazione e ogni suo problema fa aprire il portafoglio. E’ una constatazione banale, ma la distorsione culturale imposta da anni di pensiero unico liberista riesce a pervertire anche la percezione collettiva di un bisogno vitale (se non ti curi muori) e consegna davanti a noi una realtà agghiacciante.

venerdì 20 aprile 2018

La doppia sanità. Al Sud si vive di meno e peggio

La spesa sanitaria pubblica pro capite in Italia è un po’ salita, ma resta più bassa che in altri paesi europei. Lo segnala il Rapporto Osservasalute (curato dall’Osservatorio nazionale sulla salute delle Regioni italiane, dall’Università Cattolica “Sacro Cuore” e dall’Istituto di sanità pubblica) precisando che su base nazionale, la spesa sanitaria pubblica pro capite è aumentata dello 0,38% tra il 2015 e il 2016, attestandosi a 1.845 euro. Ha, quindi, proseguito la leggera crescita registrata nel 2015, riportandosi ai livelli del 2012.

venerdì 16 giugno 2017

Dilaga il morbillo in italia.. GRAZIE NO-VAX

Sono in aumentano i casi di morbillo nel nostro Paese. A dirlo sono i dati contenuti nel 12/mo bollettino settimanale (5-11 giugno) a cura di ministero della Salute e Istituto superiore della sanità (ISS), nato per monitorare l’epidemia di morbillo in corso nel nostro Paese. I numeri parlano molto chiaro: sono quasi 3.000 i casi di morbillo registrati dall’inizio 2017, ovvero in meno di 6 mesi. Di questi 180 hanno riguardato neonati sotto l’anno di vita.

Nonostante i casi in aumento, il trend dei contagi è decrescente visto l’arrivo dell’estate. Occorre ricordare però che in tutto il 2016 i contagi erano stati 844. Solo nel mese di maggio dello scorso anno i casi erano stati 82, a maggio 2017 invece cinque volte tanto, ben 565. Lazio, Toscana, Lombardia e Piemonte risultano le regioni maggiormente colpite dall’epidemia.

Ci sono altre informazioni che emergono dallo studio: rispetto ai 2.988 del 2017, nei mesi di riferimento, l’età media è di 27 anni; l’89% non era stato vaccinato; il 6% aveva ricevuto una sola dose di vaccino (non sufficiente ad assicurare copertura); il 35% ha avuto almeno una complicanza; il 40% è stato ricoverato; il 15% si è recato in pronto soccorso.

Le complicanze che sono state riscontrate più di frequente sono state diarrea, stomatite, congiuntivite, polmonite, epatite e insufficienza respiratoria. Infine 237 sono stati i casi registrati tra gli operatori sanitari.

Ora si che comincia davvero a configurarsi un crimine. E’ sulla pelle dei bambini che si esercita una macabra raccolta di voti e di audiance. Certi politici e certa stampa si arrogano il diritto e la (in)competenza di assecondare e dar voce ai no-vax, lo sappiano o no, ne siano o no coscienti, portano la responsabilità non più tanto indiretta del riapparire oggi di malattie e del coltivare epidemie.

martedì 30 maggio 2017

Non si abbandonino i neonati, esiste il metodo di partorire in anonimato

Un neonato, appena partorito, è morto a Settimo, in provincia di Torino. Un’altra piccola vittima è deceduta a Trieste, circa un mese fa, ritrovata all’interno di un cortile condominiale.

Morti che si potevano evitare, conseguenza di gravidanze inaspettate e certamente indesiderate. Ma la legge prevede esplicitamente che la donna che decida di portare a termine la gravidanza, possa partorire nel più totale anonimato, non riconoscere il nascituro e lasciarlo nell’ospedale dove partorisce, così da garantire assoluta sicurezza al bimbo.

Il nome della madre, ricorda il ministero della Salute, rimane per sempre segreto e nell’atto di nascita del bambino viene scritto ‘Nato da donna che non consente di essere nominata’.

“Il diritto a rimanere una mamma segreta prevale su ogni altra considerazione o richiesta e ciò deve costituire un ulteriore elemento di sicurezza per quante dovessero decidere, aiutate da un servizio competente ed attento, a partorire nell’anonimato”, sottolinea il ministero.

Poi scatta l’immediata segnalazione alla  Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni della situazione di abbandono del neonato non riconosciuto.

Ciò consente l’apertura di un procedimento di adottabilità e la ricerca di una coppia idonea all’adozione.

Può inoltre accadere, per scelta o per necessità, che il parto non avvenga in una struttura ospedaliera. Anche in questo caso il neonato non deve correre alcun pericolo, lo si può lasciare in speciali culle, versione moderna e tecnologica delle Ruote degli esposti, che in genere si trovano in prossimità di ospedali, parrocchie o conventi.

Una volta depositato il neonato, la finestra si chiuderà mettendolo in sicurezza. Il personale che sorveglia la culla si prenderà immediatamente cura del piccolo secondo la procedura adottata per il neonato non riconosciuto e verrà avviato il procedimento di adozione.

mercoledì 5 aprile 2017

La sanità e le piste ciclabili...

L’attività degli HUB  (ospedali diciamo "mozzo") è fortemente integrata, attraverso connessioni funzionali, con quella dei centri ospedalieri periferici (SPOKE)....Siciliaaaa!!!!  A Palermo, così tanto per fare un esempio, il Gucciardi (trapanese), ha pensato bene di rendere il polo Villa Sofia - Ospedale Cervello un raggio...ovvero alcuni reparti per altro altamente specializzati , perchè i palermitani tendono ad essere esterofili?

sabato 7 gennaio 2017

Crisi, italiani non si curano più

Nel 2016 ben 10 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi. Perchè? Per le liste di attesa troppo lunghe o perché non si fidano del sistema sanitario della loro regione di residenza e non hanno le risorse economiche per spostarsi e per affrontare i costi della “migrazione sanitaria”.

giovedì 22 settembre 2016

Scocca l'ora del #fertilityday

Mettiamo in chiaro: esser genitori può rappresentare veramente il senso della vita. Nessuno nega sia una delle esperienze più intense e meravigliose della propria esistenza. Sarebbe però opportuno accettare che ci son donne che, esattamente come ci son uomini -ma su loro non pesa l'accusa della società- che, di figli, non ne vogliono. O ci sono donne che, quegli stessi figli, per vari motivi non possono averli. Non per questo possono essere considerate donne a metà, come invece vorrebbe una certa corrente di pensiero, prettamente medioevale.

sabato 10 settembre 2016

Menarini e Le truffe alla sanità delle multinazionali

Prendiamo la notizia come viene data dai giornali, in questo caso da Repubblica:
Condannati i vertici della casa farmaceutica Menarini. La presidente Lucia Aleotti condannata a 10 anni e mezzo per riciclaggio da frode fiscale, 7 anni e mezzo al fratello, Giovanni Aleotti, vipresidente, per gli stessi reati. Lucia Aleotti è stata condannata anche per corruzione. Ordinata la confisca per un miliardo di euro nei conti all'estero della famiglia. La più grande casa farmaceutica italiana, la Menarini di Firenze, sarebbe diventata tale perpetrando pe trent'anni, dal 1984 al 2010, una colossale truffa ai danni del sistema sanitario nazionale. Usando società estere fittizie per l'acquisto dei principi attivi dei farmaci, ne avrebbe aumentato il prezzo finale grazie a una serie di false fatturazioni. Lo Stato, rimborsando medicinali con prezzi gonfiati, ci avrebbe rimesso 860 milioni di euro. La famiglia Aleotti, proprietaria della Menarini, ci avrebbe guadagnato oltre mezzo miliardo di euro: quei soldi sarebbero stati riciclati all’estero insieme con altri proventi illeciti accumulati grazie alla corruzione e a numerosi reati di frode fiscale, per un totale di circa 1.2 miliardi di euro.

domenica 12 giugno 2016

No alla privatizzazione della salute

Gli italiani tradizionalmente considerati ossessionati consumatori di medicine ed esami, Ora è rovesciato. Stretti tra interminabili liste d’attesa e crescente riluttanza dei medici di base a prescrivere esami clinici per timore di essere sanzionati, sempre più italiani rinunciano a farsi curare e a mettere in atto misure di prevenzione.

lunedì 21 marzo 2016

Farmaci come diamanti: uccidere per profitto

Ci sono molti modi di far soldi e ci sono altrettanti modi per ridurre la popolazione. Sembrano due cose lontanissime tra loro, Eppure, senza alcuno sforzo, in regime capitalistico le due cose vanno a coincidere, con la massimizzazione del profitto che contribuisce a sfoltire la massa dei viventi facilitando i decessi.

martedì 16 febbraio 2016

Lega e sanità

PARLARE E' UNA COSA RESISTERE AI SOLDI FACILI...UN ALTRA

foto ILFATTOQUOTIDIANO
Il gip di Monza non ha dubbi: ha emesso venti avvisi di garanzia , ha portato in carcere la dentista Canegrati e ha associato alle patrie galere l'ennesimo deputato regionale leghista. La sanità sembra sia troppo appetibile in Lombardia per  non farne terreno di magagne. E la lega non si sottrae al suo piccolo contributo. Salvini non sarà d'accordo sull'aggettivo. Ma si sà, si fa quel che si può. Il dirigente regionale commentando ha detto: “Quelle corone fatte con il culo”.

domenica 27 settembre 2015

NO al liberismo sanitario

Il decreto del governo che taglia 208 prestazione sanitarie è una oscenità di una gravità assoluta e inaccettabile. Obbedendo ancora una volta ai canoni liberisti e agli interessi privati nella sanità e nei servizi essenziali, il governo Renzi e il ministero della salute tagliano le prestazioni del servizio sanitario pubblico che lavoratrici, lavoratori e pensionati si sono già pagati con anni di contributi e imposte proprio per consentire che tutta la popolazione possa godere delle cure, della salute e di una aspettativa di vita adeguata.

sabato 26 settembre 2015

Al via il liberismo nella sanità

Che cosa rende una visita o un esame clinico inutile? Ci rendiamo conto della mostruosità di questa misura, naturalmente giustificata con la necessità del rigore nei conti?

mercoledì 23 settembre 2015

Tagli alla sanità. Sono 208 le prestazioni a rischio

Risonanze magnetiche della colonna e delle articolazioni, tac, esami di laboratorio e genetici, test allergici. Ecco le 208 prestazioni a maggior rischio inappropriatezza, e quindi di spreco, individuate dal ministero della Salute. 

martedì 14 luglio 2015

Il concetto di Equità dell’assistenza sanitaria

Nell’ambito dell’assistenza sanitaria, il concetto di equità, di per sé alquanto controverso, assume un contenuto più definito se interpretato in rapporto alla specifica dimensione del bisogno. Sotto questo aspetto l’equità può essere intesa in senso verticale (assistenza diversa a popolazioni che hanno bisogni diversi ) o in senso orizzontale (eguali livelli di assistenza a popolazioni che hanno eguali bisogni).

martedì 16 giugno 2015

Sanità digitale italiana: anarchia delle regioni, manca la regia nazionale

La digitalizzazione della Sanità procede ma le Regioni si stanno muovendo alla rinfusa, Insomma, manca una regia nazionale col pugno di ferro. L'ultimo rapporto dell'Osservatorio "Innovazione digitale in sanità" della School of management del Politecnico di Milano ha stimato in 1,37 miliardi di euro la cifra complessiva, di cui 58 milioni per la Cartella clinica elettronica e 40 milioni per i sistemi di "disaster recovery". Marginale ancora quel 6% dedicato alla telemedicina.

mercoledì 18 febbraio 2015

ANGELI IN PARADISO (se esiste) : Sanità.....cosa sta succedendo?


Non solo in Sicilia....e non solo nel Meridione d'Italia, è giusto specificare, l'Italia è il Meridione d'Europa...questo per chiarire qualche idea al nordico Salvini.