BENVENUTI SU ITALIA-LIBERA
Visualizzazione post con etichetta Roma. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Roma. Mostra tutti i post

martedì 8 maggio 2018

Casamonica, Spada: tra violenza e mafia liquida

Non si deve commettere l’errore di ritenere un cognome sinonimo di malavita, un cognome è un cognome e non un delitto. Ma è innegabile che Casamonica, Spada, intesi come famiglia, come clan,  irrompano nella quotidianità con violenza sconcertante.

giovedì 15 marzo 2018

Viva le buche

Ci sono buche nelle strade di Roma? certo che sì, ce ne sono nelle strade di tutte le città, piccole e grandi, del nostro paese. Ci sono più buche nelle strade di Roma rispetto a quelle delle altre città? Non so, ma certamente a Roma abitano più giornalisti e più rompiballe - spesso le due categorie possono anche coincidere – che nelle altre città. E siccome non ci frega nulla del bene comune, ma a ciascuno di noi importa solo della buca che abbiamo davanti a casa nostra, il fatto che tanti giornalisti abitino nella capitale fa sì che a Roma sembra ci siano più buche che in qualsiasi altra città d’Italia. Peraltro avviene qualcosa di simile anche nelle nostre città: ci sono più buche nelle vie dove abitano il farmacista, la barista, il corrispondente della gazzetta locale, oppure in quelle dove abitano i cittadini che telefonano ogni giorno in Comune per dire che ci sono le buche. Ci sono più buche nelle strade di Roma da quando c’è Virginia Raggi? No, semplicemente ci sono più notizie sulle buche, perché i giornalisti a servizio degli avversari del partito della Raggi credono che questo sia un argomento per indebolirlo: peraltro si tratta di una strategia che non si è rivelata particolarmente efficace, come hanno dimostrato le recenti elezioni.
Le buche sono un problema? Certo, a Roma come in in tutte le altre città, piccole e grandi. E se fosse un problema risolvibile basterebbe eleggere un bravo sindaco. Ma evidentemente non è neppure questa la soluzione possibile, perché anche dove ci sono sindaci bravi ci sono le buche.
Ci sono le buche perché in genere le strade sono fatte male, perché gli enti proprietari delle strade hanno sempre meno soldi per farle. Hanno meno soldi e meno poteri i Comuni, che pure sono i proprietari di tante strade, e non parliamo delle Province che, pur avendo ricevuto in carico molte strade grazie al bizzarro federalismo italiano, sono state successivamente quasi abolite. Poi quando qualche ente trova i soldi per fare una strada per lo più non ha i tecnici competenti per seguirne l’esecuzione e di questo si approfittano i privati che fanno male quello che dovrebbero bene, facendoselo pagare a carissimo prezzo. E quando gli enti hanno i tecnici competenti hanno di fronte così tante regole inutili – vedi alla voce Cantone – da spingerli a fare il loro lavoro meno bene di come sarebbero capaci. Poi non parliamo dei casi in cui i tecnici sono ladri e capaci e di quelli, più frequenti dei precedenti e più dannosi, in cui sono ladri e incapaci. Stante così le cose è difficile che una strada venga realizzata come Dio comanda. E una strada fatta male si romperà prima.
Poi c’è la manutenzione. Gli stradini comunali sono una razza in via di estinzione, sono ormai più rari dei panda e comunque quei pochi che ci sono non sono così tutelati come quei simpatici plantigradi. Ci hanno spiegato che non era economico che i Comuni gestissero direttamente la manutenzione stradale con il proprio personale e così questo servizio – come ogni altra manutenzione – è stata affidata ai privati, magari con un bel contratto di global service. Fare manutenzione significa letteralmente far sì che una cosa non si rompa e i cantonieri avevano tra l’altro anche questo compito. I privati di un global service invece non hanno interesse che una strada non si rompa, anzi – dal momento che vengono pagati a intervento – hanno interesse che ci siano più buche, che loro, più o meno prontamente, andranno a richiudere. Anche ammesso che i privati che curano la chiusura delle buche stradali lavorino bene – ma anche in questo caso vale il discorso fatto prima per gli appalti di costruzione delle strade – è proprio il concetto stesso a essere perverso: bisogna far guadagnare i privati e quindi bisogna che ci siano le buche. Per altro – e non è un aspetto secondario – tutti questi guadagni vanno ai padroni delle aziende, perché i lavoratori vengono pagati pochissimo – anzi i guadagni sono così alti proprio perché i lavoratori vengono pagati così poco – e i lavoratori che sono pagati poco in genere lavorano male, anche perché spesso non sanno fare quel lavoro per cui vengono assunti; ma questo non interessa ai loro padroni, il cui unico scopo non è chiudere le buche, ma i bilanci in attivo.

giovedì 31 agosto 2017

"Prima i romani" La vera storia

L'incontro di ieri tra Comune e Prefettura è andato male! La Raggi ha dichiarato che deve occuparsi prima di coloro che sono i attesa della casa da tanti anni. Ricordo pere che un conto sono le ordinarie politiche abitative un altro le emergenze! I rifugiati, sgomberati da Via Curtatone, cosi come quelli di via Quintavalle, non hanno nulla a che vedere con le procedure ordinarie che peraltro sono risibili nei metodi e nel numero di case disponibili.
Vorremmo inoltre chiedere alla Sindaca che fine hanno fatto I 130 milioni che l"ex Prefetto di Roma Gabrielli dice che erano stati stanziati proprio per l'emergenza abitativa nel periodo di Tronca. Cosa ne è stato? Forse sono stati.utilizzati per I romani? NO, non se ne vedono I risultati. Forse per remunerare I grandissimi manager, capi di gabinetto in perenne transizione di cui si è circondata? Vergogna infinita! L"incompetenza, l"arroganza e la xenofobia del m5s dovrebbero aver finalmente aver convinto I romani davvero onesti che li hanno votati a voltargli definitivamente le spalle. E se ciò non accadesse sarebbe il caso che si rivolgessero ad uno psichiatra serio e competente.
Intanto I rifugiati non vogliono tornare nell"invisibilità e continuano Il presidio in piazza Madonna di Loreto . I cittadini solidali e antirazzisti sono sempre attesi, ammesso che questa città non abbia intossicato le coscienze di tutti e l'aver eletto la Raggi non lascia ben sperare.

martedì 29 agosto 2017

Il vuoto politico produce manganelli

Le città vivono di avvenimenti simbolici che restano negli anni. I due sgomberi del palazzo e dei giardini di piazza Indipendenza resteranno come una macchia indelebile sull’amministrazione Raggi. Nei quattro giorni drammatici vissuti dalla comunità di rifugiati non si è affacciato né il sindaco né il suo vice, un atteggiamento che dimostra una intollerabile insensibilità sociale. La giunta che doveva riscattare la città dalla vergogna di mafia capitale si è asserragliata nel palazzo Senatorio e occupa il suo tempo a consultare Genova o Milano per avere lumi. Possiamo suggerire di tentare di trovare un nome cui affidare il ruolo di Capo di gabinetto visto che è un anno preciso che fu sfiduciata Carla Raineri e da allora manca il garante della correttezza amministrativa degli atti comunali. Non era mai avvenuto prima.

E passando dal dramma alla farsa ecco le dichiarazioni del vicepresidente della Camera Di Maio che ha addirittura teorizzato la priorità dell’impegno del sindaco Raggi verso i romani, al di là dei quali ci sono evidentemente soltanto leoni. Per un movimento che voleva cambiare la cultura politica italiana non c’è male. Il peggio seguirà.

Se mancava la città capitale, a piazza Indipendenza c’era però lo Stato. Quello con il volto meraviglioso del poliziotto che consola la donna disperata e quello del prefetto Gabrielli che accusa della mancata utilizzazione del finanziamento di 130 milioni conquistato con fatica negli anni scorsi per risolvere i problemi dei senza tetto. Su queste stesse pagine avevamo dato atto del suo lavoro quando era prefetto di Roma. Resta il fatto scandaloso che quei soldi non siano stati ancora spesi per responsabilità dell’amministrazione comunale.

Dopo aver assistito a tre sgomberi fù redatto e consegnato al sindaco e ai membri della giunta un progetto dal titolo «Un tetto per tutti» in cui tentavo di fornire un quadro di obiettivi per risolvere il problema delle occupazioni in atto a Roma.
– Il primo era nel riuso delle caserme abbandonate.
– Il secondo stava nella costruzione su aree pubbliche di piccole dimensioni comunali o dell’Ater (duemila metri quadrati) di edifici da assegnare a senza tetto. I 130 milioni di Gabrielli non erano certo sufficienti ma la bravura di una amministrazione si misura anche nella capacità di strappare risorse. Questa proposta fu in particolare contestata dalla stessa Raggi che mi ricordò che i 5Stelle erano contro il consumo di suolo. Su un altro tavolo erano però favorevoli allo stadio della Roma che prevedeva cemento su 20 ettari (cento volte di più!) solo di parcheggi.
– La terza stava nella piena utilizzazione del patrimonio pubblico spesso abbandonato o occupato da famiglie senza titolo.
– La quarta stava nella legalizzazione di alcune delle occupazioni in atto perché la proprietà privata deve essere certo rispettata ma all’interno di quanto previsto dalla nostra Costituzione.

L’elenco era più ampio, ma ciò che preme sottolineare è il fatto che a Roma ha vinto l’insensibilità sociale e il disprezzo per le condizioni della parte più sfavorita della società.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Con l’inerzia e i silenzi si avalla l’altro volto dello Stato, quello del ministro Minniti che sta riducendo il gigantesco problema dell’integrazione degli immigrati alla sola chiave securitaria: così si smarrisce il senso della comunità urbana e si dà anche voce all’istigazione alla violenza del dirigente filmato alla stazione Termini.

sabato 26 agosto 2017

#sgomberi Roma, i veri motivi

L’intreccio di interessi speculativi e incapacità istituzionali nella vicenda del palazzone sgomberato a Roma, potrebbe diventare un caso di accademia, con l’aggravante di una irresponsabilità che avrebbe potuto scatenare una nuova e lacerante guerra tra poveri proprio nelle zone terremotate del reatino.

Mercoledi mattina in Prefettura (alla vigilia dell’operazione di ieri) si era tenuta una riunione del Comitato Provinciale per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico. Alla riunione, oltre alla Prefetta di Roma, Basilone, hanno partecipato  il comune con l’assessore al patrimonio e alle politiche abitative (ormai con un piede fuori dalla giunta comunale, in serata verrà dimesso dalla sindaca Raggi, ndr), e il Segretario generale della Regione. L’oggetto dell’incontro era trovare una soluzione all’”emergenza” creata con lo sgombero del palazzone di Piazza Indipendenza proprio dalle decisioni adottate nei giorni precedenti dalle autorità riunite intorno al tavolo in Prefettura.

A fare pressioni per lo sgombero del palazzo era IDEA Fimit S.G.R., la società che ha in gestione l’immobile.

Nel 2011 la Sgr immobiliare, Idea Fimit, lo aveva acquistato per 75 milioni da una società che curava la liquidazione della Federconsorzi. Le Sgr sono le cosiddette Società Gestione Risparmio prosperate come funghi con la finanza creativa e le cartolarizzazione degli immobili, anche pubblici. I 75 milioni con cui la società ha comprato il palazzone (nove piani più due interrati) provengono da uno dei fondi gestiti da Idea Fimit: il Fondo Omega, sottoscritto da investitori istituzionali e da fondi pensione (fra i quali quello dei dipendenti Sanpaolo). Il progetto era quello di ristrutturare l’edificio, per ospitare centri direzionali di aziende italiane ed estere o anche un grande albergo, ma il progetto va in porto e il palazzone resta vuoto e inutilizzato fino all’ottobre del 2013 quando viene occupato – in questo caso – da rifugiati provenienti dal Corno d’Africa in possesso di permesso di soggiorno e asilo politico. Nello stesso giorno, i movimenti di lotta per la casa occupano anche altre palazzine abbandonate in diversi quartieri della Capitale, la giornata di lotta verrà ribattezzata “Tsunami tour”.

Per avere un’idea di chi stiamo parlando, occorre sapere come si muove la Sgr Idea Fimit. Nel 2012 Idea Fimit si e’ aggiudicata la gara indetta dall’Ama, l’azienda che gestisce i rifiuti di Roma, per la gestione di parte del proprio patrimonio immobiliare. Idea Fimit gestira’ un patrimonio costituito da 56 immobili, tutti situati nell’ambito territoriale del Comune di Roma, con destinazione prevalentemente d’uso uffici, del valore complessivamente stimato tra i 140 ed i 160 milioni di euro. Idea Fimit sgr nell’aprile del 2016 acquista e affida al nuovo fondo da lei gestito, il Fondo Trophy Value Added, due immobili in pieno centro storico a Roma ceduti dal gruppo Scarpellini. Si tratta di uno dei cosiddetti “Palazzi Marini”, un immobile cielo-terra di oltre 8.500 mq, situato tra via del Pozzetto e Piazza San Silvestro, e dell’ex Hotel Bologna di via Santa Chiara, circa 5.500 mq a ridosso del Pantheon e utilizzato dalla Camera dei Deputati. Non solo la Idea Fimit come gestore del fondo Milan Developent 1 di GWM Group, a luglio di quest’anno ha acquistato il progetto e dell’area sulla quale sorgerà la nuova sede di Eni a San Donato Milanese ed aveva sottoscritto un contratto preliminare con Edison per la vendita e il riaffitto della sede milanese di Foro Buonaparte 31 e 35, operazione da 272 milioni di euro. Insomma stiamo parlando di speculatori immobiliari di carriera che acquistano, vendono, incassano plusvalenze o rifilano perdite a chi investe con loro.

Recentemente la Idea Fimit sgr ha affittato alla Sea Servizi Avanzati l’immobile  di Roma (da cui però dichiara di non aver percepito alcun compenso, essendo l’edificio occupato). Il Comitato per l’ordine e la sicurezza convocato dal prefetto Paola Basilone riunito mercoledi, aveva deciso che sarebbe stata la società che gestisce l’edificio sgomberato, la Sea Servizi Avanzati, a garantire alle persone che vivevano in via Curtatone un alloggio per sei mesi, senza costi per il Comune.

Ma le abitazioni in questione si trovano nella zona di Rieti e non a Roma. Una proposta che ogni persona di buon senso avrebbe scartato, sia come destinatario sia come amministratore di un territorio. Pensate infatti quale sarebbero state le reazione al trasferimento di un’intera comunità di rifugiati in degli alloggi situati in un territorio (Rieti) i cui abitanti, proprio a distanza di un anno dal terremoto, si trovano ancora senza casa. Una decisione che avrebbe innescato una devastante e lacerante guerra tra poveri tra rifugiati e terremotati, uno sguazzo per razzisti, destra e “spiriti animali” di ogni risma.  Il Comune dal canto suo ha messo a disposizione temporaneamente 80 posti (per 60 uomini e 20 donne) nelle strutture  Sprar di accoglienza di Torre Maura e Boccea (adibite ai rifugiati che arrivano con i barconi e inserite nei piani di emergenza nazionale per l’accoglienza)  che avrebbe assicurato ospitalità solo ad una parte dei rifugiati accampati all’esterno della struttura. La stessa polizia nel 2014 aveva “censito” 566 persone che vivevano nel palazzone occupato.

I rifugiati nel frattempo sgomberati e accampati nei giardini di piazza Indipendenza, rifutando questa proposta (che tra l’altro avrebbe diviso i nuclei familiari con minori)  in questo hanno dimostrato maggiore lungimiranza delle autorità e delle società immobiliari .

LO “spezzabraccia”. E’ lo stesso che ordinò di caricare gli operai Thyssen

Il funzionario che dice «se tirano qualcosa spaccategli un braccio» incitando gli agenti che inseguono i migranti a Termini non è nuovo alle brutalità, é lo stesso che nell'ottobre 2014, proprio a piazza Indipendenza, fece caricare gli operai della ThyssenKrupp.

È quanto emerge da una comparazione tra i video girati ieri dopo lo sgombero dei rifugiati nordafricani e quello della trasmissione di RaiTre 'Gazebò di tre anni fa.

 Il funzionario il 29 ottobre 2014, di fronte ai lavoratori della fabbrica di Terni che intendevano raggiungere la zona dei ministeri imboccando via Solferino, presidiata dalla polizia, ordinò «caricate! Caricate!».

Quattro manifestanti rimasero feriti, contusi 4 poliziotti.

L'allora segretario della Fiom Maurizio Landini era nelle prime file del corteo. «Siamo con voi, che cazzo state facendo?» disse ai poliziotti ed ebbe un acceso scambio di battute con il funzionario.

 La Questura giustificò la carica di contenimento con la motivazione che i manifestanti intendevano occupare la vicina stazione Termini.

Stavolta ha aperto un'indagine e il capo della Polizia ha chiesto una dettagliata relazione al fine di intervenire sull'accaduto.

venerdì 25 agosto 2017

#Roma, stato di polizia e la rivincita del nazifascismo

A Roma tornata la macelleria messicana. Contro rifugiati REGOLARI, che occupavano da anni uno stabile della grande proprietà immobiliare in attesa di una sistemazione che non c’è, prima lo sgombero, poi la violenza. 

Sgomberati gli sgomberati dal palazzo. L’ordine lugubre di una città incapace di accoglienza, di rispetto per il diritto internazionale, di solidarietà di massa tra gli sfruttati. La polizia ha mostrato il suo volto violento e brutale. Donne e bambini inginocchiati e con le braccia alzate contro cui robocop in assetto antisommossa hanno azionato gli idranti. E’ il film di Roma città chiusa e Raggi sindaca muta. E’ bene tenere a mente che si è trattato di una guerra contro migranti, rifugiati eritrei e etiopi, con regolare permesso di soggiorno, senza nessuna reale alternativa abitativa, accampati per giorni senza che Sindaca, né alcun assessore comunale si è fatto vedere.

Dopo essere stati cacciate dal piazzale in cui avevano dormito gli ultimi giorni, le persone sono rimaste per diverse ore sedute sotto il sole nelle vie adiacenti. Alla fine hanno deciso di dirigersi verso un giardinetto vicino alla stazione Termini. Ma le forze dell’ordine hanno nuovamente caricato i rifugiati che sono fuggiti in direzione della stazione inseguiti anche con le camionette. Durante l’inseguimento il funzionario che guidava la celere gridava: “Devono sparire, peggio per loro. Se qualcuno tira qualcosa spezzategli un braccio”.

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e spazio all'aperto. Ecco, i getti degli idranti contro chi vuol solo far sapere che esiste e che non sa dove andare dopo lo sgombero, quei getti feroci vogliono cancellare, davvero far sparire delle persone. È una violenza di poveri contro altri poveri a tutto vantaggio dei potenti, è una violenza razzista contro migranti soprattutto africani, è una violenza di stato contro ogni forma di vero dissenso e protesta.

Il ministro Minniti ha dato piena rappresentanza istituzionale e migliore organizzazione a queste tre violenze e ora la sua polizia esegue. Con il conseguente fanatismo di quei funzionari che sanno, qualunque cosa dicano o facciano, di essere coperti.

Ora sentiremo le solite giustificazioni di regime, da parte di chi in Venezuela giustifica chi spara contro la polizia, ma qui considera violenza il solo protestare per avere una casa. D’altra parte uno stato che cancella i diritti del lavoro e non spende in diritti sociali deve investire sempre di più in repressione poliziesca. Se lo stato sociale viene cancellato al suo posto subentra lo stato di polizia. È ciò che abbiamo visto a Termini, ma nessuno pensi che colpiranno solo qualche povero rifugiato, come annuncia euforico il fascista Salvini.

No, noi non ci rassegniamo a far felici politici parassiti bramosi di potere usando violenza e razzismo, -tutti noi siamo sotto tiro. Per questo bisogna resistere e organizzarci sempre di più. E ora rompeteci le braccia a tutti.

giovedì 24 agosto 2017

#PiazzaIndipendenza è il simbolo del becero razzismo e della guerra ai poveri

«Molti bambini, dopo aver assistito a scene di guerriglia urbana, sono stati caricati sui pullman delle forze dell'ordine e portati in Questura alcuni testimoni ci hanno raccontato che continuavano a gridare e battere le mani sui vetri durante tutto il tragitto, in preda al terrore. Sconvolti. È una situazione molto triste: parliamo di 800 persone con status di rifugiato, sopravvissute a guerre, persecuzioni o torture che in alcuni casi hanno anche ottenuto la cittadinanza italiana, buttate in strada in condizioni disumane senza una alternativa sostenibile (non il meno peggio) da parte del Comune di Roma che abbiamo invano atteso in piazza»: queste sono le devastanti parole del portavoce di Unicef Andrea Iacomini per rendere l'idea di cosa sia accaduto questa mattina a Roma, in piazza Indipendenza, dove gli uomini della Questura hanno "sgomberato" donne, bambini e persone con disabilità con camionette, idranti sparati in faccia a gente ancora addormentata e la vigliacca muscolarità di chi trova nei fragili l'occasione di sentirsi forte.

Perché, badate bene, il punto non è solo nello sgombero. No. Al di là delle parole (da "feccia umana" a "scarti") che le forze di Polizia hanno usato come incitamento per legittimare un atteggiamento che oltre che incostituzionale è anche patetico, visto da qui. E non è un caso che ai giornalisti qualche agente abbia pensato bene di rispondere con offese o con frasette da bulletto social come "prenateveli a casa vostra". Piazza Indipendenza oggi è il fulcro del nostro scontento. L'occasione di sfogare gli istinti bassi giustificandosi con il dovere (e la libertà) di godersi il momento. Fiumi di bile che alcuni a stento faticano a trattenere tutto l'anno e che oggi hanno potuto eiaculare attraverso i cannoni d'acqua. Ed è una bile che puzza di squadrismo, fascismo e del peggior razzismo che si sia mai visto negli ultimi decenni.

Infatti, se notate, il commento alle immagini (da parte di politici e non) per alcuni è l'atto liberatorio che stavano aspettando. E così riparte anche tutta la solita tiritera della propaganda e della falsificazione della realtà: quelle persone, piaccia o no, non hanno nulla a che vedere con i flussi migratori. Nulla. Quelle persone sono rifugiati riconosciuti. Persone che, nella follia di un'Europa latitante, per legge non possono nemmeno andarsene dall'Italia. Persone che, come molti altri, italiani e non, sono gli scarti della mancanza di una politica lungimirante nell'amministrazione della città. Non è nemmeno una "guerra tra poveri" ormai: è una guerra ai poveri. Tutti. È il deserto culturale di un'Estate Romana che il vicesindaco Bergamo aveva annunciato in pompa magna come rinascita culturale della capitale e che invece sta fabbricando deserto. Disse Virginia Raggi, era il 9 dicembre 2016: "I rifugiati sono nostri fratelli e sorelle. Roma città accogliente farà la sua parte". Ecco qui.

mercoledì 10 maggio 2017

Tre ragazze morte a #Centocelle. Strage vergognosa e fascista

Non è stato un incidente. La morte di tre giovanissime sorelle di etnia Rom (una ragazza di 20 anni e due bambine di 4 e 8 anni), a Roma, in viale della Primavera (Centocelle) è quasi sicuramente una strage causata da un incendio doloso. Materiale infiammabile è stato rintracciato dalla polizia scientifica all’esterno della roulotte dove la famiglia – madre, padre e altri otto figli – dormiva durante la notte.
Le tre vittime si chiamavano Elisabeth, Francesca e Angelica Halinovic.

domenica 19 febbraio 2017

Roma ha una malattia... il tifo

Il tifo dunque è una malattia. Nel caso dello scontro sullo “Stadio” a Roma possiamo affermare che è “la” malattia che colpisce da decenni la Capitale, una patologia che si fonda sul dominio pressochè assoluto della rendita fondiaria e della speculazione sul mattone.

mercoledì 15 febbraio 2017

Raggi pensa allo stadio mentre Roma muore

Roma soffre, è Stata dimenticata, si è smesso di pensarla e di disegnarla. È la fine dell'urbanistica. I 5 Stelle si sono rivelati essere uguali agli altri nella subalternità allo stato delle cose. In un difetto, e non già in un eccesso, di radicalità. QUANDO si ascoltano i vari Di Battista, Di Maio e Virginia Raggi promettere che, sì, lo stadio della Roma si farà, viene da pensare che ci sia una maledetta linea d'ombra, nella vita pubblica italiana. Quella linea è l'elezione a una carica pubblica.

domenica 5 febbraio 2017

Chi assicura Roma e il Paese?

Per chiudere la polemica su Roma, qualche riflessione su queste benedette polizze tocca farla. Intanto occorre riflettere sulla notizia in sé e su come è nata. I magistrati che hanno avviato un’indagine sulla sindaco di Roma hanno cercato di tenere questa indagine lontana dai riflettori, almeno per quanto competeva a loro. Hanno giustamente svolto l’interrogatorio in un luogo segreto e immagino avranno “nascosto” da qualche parte il verbale. Tenere segreti questi verbali è un loro dovere, ma è anche un diritto dell’imputato.

venerdì 3 febbraio 2017

#Raggi fa finta di nulla, si ripara dietro Grillo “polizze per tutti”

Raggi fa finta di nulla. Non risponde a nessuna domanda e non fornisce nessun chiarimento sul perchè Romeo avesse fatto di lei il beneficiario della polizza, tanto meno su come le abbia fatto di Romeo il suo capo segreteria politica. Offre solo un laconico “non mi dimetto” e si ripara dietro la copertura politica (fin qui obbligata) di Grillo.

mercoledì 25 gennaio 2017

Virginia #Raggi, le sue bugie e lo stipendio di uno della “casta”

Virginia Raggi, la sindaca, si è macchiata della colpa più grave che un M5s possa confezionare, ha commesso il peccato più grave agli occhi del mondo grillino: ha mentito, e ha mentito per per gli interessi del suo clan, del suo gruppo di amici, della sua ‘casta’ andando contro l’interesse generale, dei cittadini e della città che è stata chiamata ad amministrare.

martedì 24 gennaio 2017

Roma. #Raggi indagata, la vostra onestà è un bluff #raggidimettiti

Il sindaco di Roma Virginia Raggi risulta indagata per abuso d'ufficio e falso in atto pubblico nell’inchiesta relativa alla nomina a capo del Dipartimento turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello di Raffaele, ex capo del personale del Comune poi arrestato. La nomina successivamente è stata revocata. Sull’episodio la Procura di Roma aveva aperto un fascicolo coordinato dall’aggiunto Paolo Ielo.

lunedì 16 gennaio 2017

Con Franceschini è partita la privatizzazione dei beni culturali

Nella breve storia del dicastero dei beni culturali mai ministro è stato tanto attivo quanto Dario Franceschini. Non passa giorno senza una dichiarazione in cui promette e annuncia radicali cambiamenti nell’assetto e nella gestione del patrimonio storico-artistico italiano. La sua febbrile attività rinnovatrice si concentra soprattutto su Roma, con grande attenzione per le zone del centro città ad alto interesse archeologico e, di conseguenza, turistico.

lunedì 19 dicembre 2016

Bilancio Roma 2017. Ma Il cambiamento dov’è?

Si fa fatica a trovare il cambiamento nel progetto di bilancio 2017 presentato dalla giunta m5s Raggi, che appare in perfetta linea con i bilanci degli anni precedenti, senza scelte di discontinuità. Nel metodo l’unica vera novità è la sua approvazione nei termini prescritti dalla legge. Ecchissenefrega, se questo comporta l’adozione di un metodo che mortifica la partecipazione. Persino i Municipi sono stati messi nella condizione di “prendere o lasciare” nei pochissimi giorni concessi per l’espressione dei pareri.

sabato 8 ottobre 2016

Assolto Marino

Assolto dall accusa di peculato.
Erano stati chiesti tre anni e quattro mesi ai danni dell'ex sindaco di Roma.
Si era dimesso, appena lo scandalo era divampato.
Certamente non si aspetta altro.

Moltissimi, ancora gridano che Alemanno è stato un bravo sindaco, forse i fascisti, con cui ha condiviso la cella, visto che è stato anche in carcere.
Forse a dire che Alemanno è stato un sindaco da 6 in pagella ci sono gli assunti dell'ama, oppure i ragazzi si CasaP. che hanno ricevuto da lui delle "offerte".
A noi poco ci interessa.

sabato 1 ottobre 2016

I FIORI DEL MALE: IL CIRCEO

Erano gli anni settanta, a Roma, gli anni di tante cose, delle contestazioni, della banda della magliana.
Iniziano nel 1968 era scomparsa Emanuela Orlandi.
Roma era una capitale violenta, più di quanto non li sia adesso, era una città divisa per quartieri.
Si chiudono nel 1980 con la morte di Valerio Verbano.
Erano anni di Piombo, non a caso.

giovedì 22 settembre 2016

Olimpiadi? NO, (grazie)

Io Amo il Nuoto, è il mio sport, adoro seguirlo.
Le Olimpiadi da sempre me le sono viste per poter guardare il mio sport e gli atleti che lo praticano.
Sono un amante dei Tuffi dal Trampolino, mi ci divertivo sempre in piscina, ai miei tempi.

L'idea di Avere le Olimpiadi a Roma mi piace molto, penso che sarei in prima fila per poter vedere alcune gare, solo quelle che mi interessano, certamente.
Mi piacerebbe anche tifare "a casa" per la Scherma, da sempre reduce da fantastici risultati, uno dei nostri sport nazionali (nonostante il calcio).