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giovedì 12 luglio 2018

TRUFFALDINI ALLO SBARAGLIO, ABOLISCONO le pensioni, non la Fornero

“Aboliremo la Fornero!”. Il grido di battaglia elettorale di Lega e Cinque Stelle, una volta arrivati al governo si va “leggermente” stemperando.

A guardare bene lo si potrebbe declinare in un più minaccioso “aboliremo le pensioni!”. Un po’ alla volta, non in un colpo solo, ma la via sembra tracciata. Non è nuova: si chiama “emergenza” e col tempo diventa “strutturale”, come con le leggi di polizia.

lunedì 11 settembre 2017

Ci fanno scegliere se morire di lavoro o di fame

Non è bastata la tanto discussa Legge Fornero, che nel 2012 portò l’età pensionabile a 66 anni. Da quel giorno il requisito anagrafico per andare in pensione è in costante aumento, ed è destinato ad aumentare negli anni successivi.
Ma gli italiani sembrano dormienti, fanno finta di non sapere, forse perchè sperano che in un futuro qualcuno li salvi, ma come si dice: “Aiutati che Dio ti aiuta”….
Sono passati anni e la pensione si è allontanata, ne passeranno altri e continuerà ad allontanarsi. Salari al minimo, sfruttamento al massimo, costo della vita alle stelle e requisiti pensionistici sempre più disumani.
Altro che lavorare un giorno in meno, quì ci tocca lavorare anche “in punto di morte”!.Vi mostriamo di seguito delle tabelle tratte da pensioneoggi.it, che mostrano il rapporto tra il passare degli anni e il requisito anagrafico per andare in pensione in costante aumento.
Teniamo a precisare che oltre al requisito anagrafico, per andare in pensione è necessario anche il requisito contributivo, che è pari ad un minimo di 20 anni di contributi versati.

Uomini lavoratori dipendenti pubblici

Pensione di vecchiaia 2017: uomini dipendenti settore pubblico

Uomini lavoratori autonomi

 Pensione di vecchiaia 2017: lavoratori autonomi

Uomini lavoratori del settore privato

Pensione di vecchiaia 2017: uomini dipendenti settore pubblico

Donne dipendenti pubbliche

Pensione di vecchiaia 2017: donne dipendenti settore pubblico

Donne lavoratrici autonome

Pensione di vecchiaia 2017: lavoratrici autonome e gestione separata

Donne lavoratrici del settore privato

Pensione di vecchiaia 2017: donne lavoratrici dipendenti nel settore privato

sabato 17 settembre 2016

PENSIONI: UN VERO FURTO DI STATO

Negli ultimi 30 anni hanno "riformato" per ben 8 volte le pensioni... non c'è stato governo di destra o di sinistra che non abbia smontato mattone per mattone la struttura del sistema pensionistico conquistato con le lotte operaie e studentesche del 1969. Il fine è stato quello di far sparire un diritto sancito dagli articoli 36 e 38 della Costituzione:  chiudere il ciclo lavorativo della propria vita con dignità e serenità.

martedì 13 settembre 2016

L’anticipo pensionistico è un bagno di sangue

E fù così che Cgil-Cisl-Uil si sono rivelati complici di ogni governo degli ultimi 25 anni, quelli che stanno smantellandi pezzo dopo pezzo le faticose conquiste raggiunte – a forza di scioperi, botte, arresti, denunce, licenziamenti e morti – dagli anni '50 a metà degli anni '70.

mercoledì 7 settembre 2016

Su pensioni e non solo… Renzi ci truffa

In qualche parte dello sterminato codice penale italiano dovrebbe esistere una legge che vieta ai truffatori di fare il loro sporco mestiere addirittura dalla poltrona di presidente del consiglio.
Presentando le sue promesse circa la prossima legge di stabilità – la ex legge finanziaria, quella che determina le entrate e le uscite dello Stato per il prossimo anno – Matteo Renzi ha detto:

domenica 13 marzo 2016

Le pensioni d'oro sono una delle tante VERGOGNOSE storture del belpaese

Un tema scottante del quale si parla da anni in Italia cercando, o almeno fingendo, di volerle tagliare.
Una platea ristretta che si gode privilegi da capogiro. Si parla di circa 30mila fortunati che riescono a godersi una pensione da con assegni dai 40mila ai 200mila euro l'anno e che non ha mai visto intaccare anche minimamente questi vantaggi.
Il tutto mentre negli ultimi decenni le pensioni dei cittadini comuni sono state tagliate a più riprese arrivando a cifre da fame .

domenica 14 febbraio 2016

San Valentino, Sanremo ed intanto Renzi colpisce con la scimitarra!

Mi sà che per vivere una vedova dovrà diventare allegra per forza di cose...
L'Italia e gli italiani imbambolati da Sanremo, San Valentino, Calcio e notiziette da gossip...non si avvedono che nel frattempo il governo Renzi porta avanti leggi per il totale annientamento di questo popolo di imbelli e sciocchi...di gente che si imbambola ai selfie di discutibile gusto, di lumaconi che sbavano e strisciano..di ipocriti, zotici..LE PENSIONI di Reversibilità vengono toccate e signori miei il gioco si fa duro...per il 2016 basta poco per vedersi ridotto l'assegno... un immobile, un figlio a carico che magari porta a casa un misero stipendio da precario...ed ecco che superi la ricca soglia!!

lunedì 25 gennaio 2016

Chi conosce la legge Mosca?

Come vivere con la pensione? Il sindacato e la politica si pongono da sempre questo problema e vediamo come lo hanno risolto.
Nel 1974 un sindacalista della GGIL Giovanni Mosca, eletto in parlamento, si pone il problema e presenta una legge con la quale una semplice dichiarazione confermata dall’amico nel sindacato o nel partito “ricostruisce” l’anzianità lavorativa del richiedente e quasi 40.000 tra funzionari ex PCI, portaborse ex DC, sindacalisti CGIL, CISL e UIL, politicanti si trovano nelle condizioni di incassare un assegno di circa 70.000.000 di lire del tempo non appena raggiunta l’età minima consentita. E possono, a pieno titolo, dichiararsi ex lavoratori.

venerdì 26 settembre 2014

I pensionati vivono sotto la soglia di povertà

Ben 7,4 milioni di pen­sio­nati, il 44% del totale, vive in una con­di­zione di semi­po­vertà, con un asse­gno infe­riore a 1000 euro lordi men­sili (e si sot­to­li­nea “lordi”: al netto, si deve par­lare di circa 800 euro). Ma non basta, l’emergenza riguarda ovvia­mente, e sopratutto, i pen­sio­nati al minimo, il cui red­dito men­sile risulta di ben tre punti per­cen­tuali al di sotto della soglia di povertà asso­luta. I dati ven­gono da un rap­porto curato da Cupla (pen­sio­nati del lavoro auto­nomo) e Cer (cen­tro ricer­che economiche).

sabato 28 giugno 2014

Allarme rosso sulle pensioni

pensioni
A pagare il prezzo della crisi e delle politiche fiscali sono i pensionati.
Dal 2008, in 6 anni, un pensionato italiano ha perso 1.419 euro di potere d’acquisto, oltre 118 al mese.

sabato 11 gennaio 2014

Quel che bisogna sapere sulla spesa pensionistica

sdede
Occorrerebbe che, ogni tanto, ognuno nel suo piccolo facesse informazione (o controinformazione, come si diceva una volta). Parola e pratica ormai desueta. Tutti rivolti ad essere inebetiti di fronte al “nuovo che avanza” ma che puzza di stantio. E prendo spunto dai dati ISTAT che parlano dei pensionati.

giovedì 18 luglio 2013

INPS: BUCO DI 9 MILIARDI, UN PENSIONATO SU DUE SOTTO I 1.000 EURO


L’Inps chiude il 2012 con un rosso di quasi 9 miliardi di euro, mentre metà dei pensionati percepisce meno di mille euro. Nonostante la spesa pensionistica continui a crescere in rapporto al Pil. E’ il quadro che emerge dal rapporto annuale dell’istituto, che segnala come “tra il 2009 e il 2012 lo Stato ha erogato tramite l’Inps 80 miliardi di sussidi per cassa integrazione e disoccupazione” distribuiti a una platea di circa 3 milioni di lavoratori in media ogni anno. “2012 annus horribilis non solo per i numeri della crisi ma sopratutto per la crisi di fiducia”, ha commentato il presidente dell’istituto Antonio Mastrapasqua, presentando il dossier al Parlamento.

domenica 21 aprile 2013

L’8 maggio nasce il nuovo partito con Barca, Vendola, Ingroia, i grillini dialoganti e quel che resta di sinistra piddina


vendola-121022155051_big.jpg.pagespeed.ic.CZhpfp5CWr1. VENDOLA, DOPO SCHIANTO PD NUOVO CANTIERE SINISTRA– Sel e’ ”impegnata a ricostruire dalle fondamenta una nuova sinistra di governo”. Cosi’ Nichi Vendola annuncia per l’8 maggio la convocazione ”a Roma della prima assemblea di popolo per lanciare un nuovo percorso, un nuovo cantiere”, della sinistra dopo lo ”schianto del Pd”. Ma sia chiaro ”non ho mai lavorato per la scissione del Pd”.

mercoledì 17 aprile 2013

il 13,3% dei pensionati vive con meno di 500 euro al mese


Istat. il 13,3% dei pensionati vive con meno di 500 euro al mese


Quasi un pensionato su due riceve meno di mille euro al mese; ma il dato più allarmante diffuso da un'indagine dell'Istat è che il 13,3% dei pensionati italiani incassa, dallo Stato, meno di 500 euro.
Il dato rende noto come nel 2011 i pensionati siano 16,7 milioni, circa 38 mila in meno rispetto al 2010. In media ognuno di essi percepisce (tenuto conto che, in alcuni casi, uno stesso pensionato può contare anche su più di una pensione) 15.957 euro all'anno, 486 euro in più del 2010.

domenica 31 marzo 2013

CRISI, INPS al collasso


Una azienda con un patrimonio di 41 miliardi che nel giro di un paio d'anni ne avesse persi così tanti da farlo scendere a soli 15, verrebbe considerata sana oppure oppure desterebbe se non altro l'interesse di andarne a capire il motivo? E ancora di più: nel caso in cui questa "azienda" fosse di importanza fondamentale non solo per i suoi azionisti ma per l'intero Paese del quale fa parte, sarebbe il caso, a livello informativo, di dare risalto alla notizia e di farla entrare nel dibattito pubblico?

martedì 20 novembre 2012

Pensioni, 7 milioni vivono con meno di mille euro al mese


L'importo medio mensile arriva a 1.034 euro e ne beneficiano 9,6 mln di pensionati.
Gli assegni di vecchiaia e anzianità, ricorda l'Istituto, pesano per oltre il 77% sul totale delle erogazioni e la spesa previdenziale costituisce l'87,4% della spesa pensionistica complessiva.
Le pensioni di anzianità erogate sono state quasi 4 mln, quelle di vecchiaia, invece, sono state 5,3 mln.

domenica 21 ottobre 2012

L’Italia è ormai al collasso, povertà alle stelle


Non è allarmismo e non è nemmeno catastrofismo o disfattismo, ma solo l’interpretazione dei dati dell’ultimo rapporto della Caritas  sui nuovi poveri. I giovani sono senza lavoro, non riescono a creare famiglia e vivono sempre più a casa coi genitori, spesso pensionati.
 E sono proprio i pensionati (+65,6%), le casalinghe (+177,8%) e gli anziani  (+51,3%), quelli maggiormente in difficoltà che si sono rivolti ai centri Caritas nel territorio.
Una vera e propria impennata che ci parla di un forte disagio, come peraltro è possibile verificare consultando il Rapporto povertà 2012 della Caritas Italiana.  Secondo la Caritas vi sarebbe una evidente incapacità dell’attuale sistema di welfare a farsi carico delle nuove forme di povertà, delle nuove emergenze sociali derivanti dalla crisi economico-finanziaria.
Il Rapporto, che per la prima volta quest’anno è stato realizzato interamente dalla Caritas senza il supporto tecnico-scientifico della Fondazione Zancan, si basa essenzialmente sulle persone che nel corso del 2011 – e per alcuni aspetti anche nei primi sei mesi del 2012 – si sono rivolte ai Centri di ascolto promossi dalle Caritas diocesane italiane che hanno aderito alla rete di rilevazione online avviata da Caritas Italiana, 191 su un totale di 2.832.
 A livello complessivo, si conferma la presenza di una quota maggioritaria di stranieri rispetto agli italiani (70,7% contro 28,9% nel 2011), ma questi ultimi sono aumentati in misura esponenziale negli ultimi due anni (nel 2009 erano il 23,1%) e del 15,2% tra il 2011 e i primi sei mesi del 2012, quando hanno raggiunto il 33,3%.

domenica 14 ottobre 2012

Legge di Stabilità 2012 e disabili

Il 9 ottobre 2012 il Consiglio dei Ministri ha approvato la bozza del disegno di Legge di Stabilità, altri tagli alla spesa, che ora passa alle Camere per la discussione, gli emendamenti e l’approvazione finale.

Non disponendo ancora del testo ufficiale (che verrà depositato a giorni alla Camera) questa prima analisi si basa sulla versione del disegno di legge sottoposto al Consiglio del Ministri e sulle successive dichiarazioni di provenienza ministeriale.
Le considerazioni che seguono possono essere quindi passibili di revisione nel momento in cui i testi ufficiali saranno finalmente disponibili.

venerdì 3 agosto 2012

Pensioni. Uomo Vs Donna


Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Istat, al sesso femminile spettano assegni pensionistici più bassi del 40%. Il divario si percepisce soprattutto al Nord.
Qualcuno sosteneva che le donne dovessero fare il doppio degli uomini per essere considerate brave la metà. Sembrerebbe proprio che questo qualcuno avesse ragione.
Quanto vale il gentil sesso in Italia? Il 40% in meno degli uomini, almeno secondo gli ultimi dati Istat relativi all'assegno pensionistico.
Essendo più longeve, le donne rappresentano più della metà dei pensionati italiani, ma nel 2010, stando a quanto comunicato dall'Inps, solo il 44% degli oltre 258 miliardi di euro erogati sono stati percepiti dalle nostre signore. Più si alza l'ammontare corrisposto dall'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale a fine mese e meno donne sono coinvolte. La maggior parte delle pensionate, per esattezza il 54,8%, percepisce una somma al di sotto dei 1000 euro, contro il 34,9% degli uomini.
Il divario tra maschi e femmine a livello previdenziale cresce di anno in anno, anche a causa del cosiddetto “rapporto di dipendenza”, ovvero il rapporto tra il numero di pensionati e il numero dei lavoratori. Nel 2010 su 100 lavoratrici, 93,3 sono state pensionate, contro il 55,9 degli uomini.
Le differenze sul reddito si fanno sentire in tutto il Bel Paese, ma le disparità sono più evidenti al Nord. La Liguria è la regione dove il gap risulta più netto: il sesso maschile percepisce una somma pari a una volta e mezzo quella spettante alle donne. Fanno seguito Lazio, Lombardia e Friuli Venezia Giulia

sabato 7 luglio 2012

Milano, gli ESODATI LAVAVETRI ai semafori: "Fornero guarda come ci hai ridotto"


Provate a mettervi nei panni di questi cittadini, che dovevano essere in pensione, e invece non sono in pensione e non hanno più un lavoro. Rischiano veramente di vedersi costretti a fare i lavavetri ai semafori.  Uno scandalo clamoroso, inaccettabile.  Gli esodati avevano diritto alla pensione, secondo la precedente normativa. Ma grazie alla riforma Fornero non lo hanno più. E le aziende non ci pensano minimamente a riprenderli a lavoro. Ne lavoro, ne pensione, semplicemente esodatI.

Però quando hanno discusso delle pensioni d'oro, VERGOGNOSAMENTE hanno deciso di non toccarle: perché "sono un diritto acquisito"... DIRITTO ACQUISITO era anche la pensione degli esodati...


 
Esodati e mobilitati ridotti a fare i lavavetri ai semafori nel centro di Milano. È la forma di protesta scelta dalla Cgil di Milano contro “l’incompetenza del ministro Fornero”. Una cinquantina di persone si è data appuntamento nel centro del capoluogo lombardo, e ai semafori di piazza San Babila ha bloccato il traffico per lavare i parabrezza delle auto. “Siamo disperati”, commenta una manifestante, “dopo 33 anni di lavoro rischio di rimanere senza niente per sette anni”. Le storie si ripetono, e c’è chi propone di vendere qualcuno degli F35 che il ministero della Difesa ha acquistato dagli Stati Uniti. Dita puntate contro il ministero del lavoro: “La Fornero avrebbe dovuto rispettare l’armonizzazione dei tempi, come in ogni riforma pensionistica che si rispetti”