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mercoledì 27 novembre 2013

Il 9 Dicembre si avvicina, e L'Italia comincia a preparasi !

Il 9 Dicembre si avvicina , e i preparativi sono sempre più frenetici , dalla Sicilia al Veneto, dal Piemonte, alla Puglia, da nord a sud, L'Italia si prepara, si incontra, discute. L'iniziativa lanciata da I Forconi e appoggiata da tanti movimenti popolari in tutta Italia prende sempre più forza , e nonostante il silenzio assordante dei media , a cui una protesta che potrebbe bloccare un 'intera nazione sotto le feste natalizie sembra proprio non interessare, la gente continua a smanettare sui vari siti internet e social network per avere informazioni, per capire come muoversi,  come partecipare , e un tam -tam continuo che sembra aumentare di giorno in giorno. Ed è proprio su internet e sui social network, infatti che i vari movimenti si stanno dando da fare per arrivare a raggiungere ed informare più persone possibili , ed è qui che ci si da appuntamento per le varie riunioni che si stanno tenendo in varie regioni italiane, pochi giorni fa il coordinamento nazionale si è riunito a Bovolone (VR) , in Veneto , ecco un'estratto delle parole di Mariano Ferro Leader del Popolo de I Forconi:

Un richiamo forte quello di Mariano Ferro, non vi è dubbio, come non c'è dubbio che una forma di protesta del genere possa suscitare anche ostilità, sicuramente moti italiani non saranno d'accordo, c'è un prezzo da pagare se si  vuole bloccare tutto, e non tutti sono pronti a pagarlo , ma dall'altra parte tanta gente sembra aggregarsi e condividere c'è un Italia che soffre la fuori, un Italia che non c'è la fa più ad andare avanti, un Italia fatta di precari, esodati , imprese fallite,disoccupati, per non parlare di tutti i suicidi causati da questa crisi, nessuno ne parla ma quanta gente si uccide giornalmente per la disperazione di aver perso tutto ? Chi ha già perso tutto, non avrà paura a pagarlo quel prezzo, chi ha già perso tutto non resterà a guardare, perchè non ha più nulla da perdere ! Possibile mai che nessuno se ne renda conto ? Pensiamoci bene , perchè tra fiscal compact , mes , patto di stabilità , politiche di austerità, ed euro che futuro ha questo paese ? Che futuro può avere un paese la cui classe politica continua imperterrita a rimanere sorda ai problemi del popolo, a disinteressarsi della sua economia, della sua istruzione, della sua salute , del suo futuro? Che futuro può avere un paese se anche chi ci vive decide di continuare passivamente a sopportare tutto ciò ? La risposta è semplice , non c'è l'ha ! ... E allora forse Mariano Ferro non ha tutti i torti, forse c'è bisogno davvero di uno shock per cambiare rotta , per impedire che accada il peggio , che sia questa la volta buona ? Lo scopriremo il 9 Dicembre ....

sabato 16 novembre 2013

Tutte le pagine, tutti i gruppi, tutte le persone da contattare ....Regione per Regione , per informazioni sulla protesta del 9 dicembre !

EVENTO ITALY https://www.facebook.com/events/437978262976401/
COORDINAMENTO NAZIONALE PER LA RIVOLUZIONE 9 DICEMBRE 2013https://www.facebook.com/events/176967699172312/
GRUPPI EVENTI PER CITTA' E LINK UTILI:
{Sardegna Evento} https://www.facebook.com/events/499954020112444/?source=1 
Gruppo coordinamento Sardegna: https://www.facebook.com/groups/213492948831115/?notif_t=group_admin

{SiciliaEvento} https://www.facebook.com/events/421278714638607/?source=1

{Abruzzo Evento} https://www.facebook.com/events/591303947603727/ 
(Gruppo coordinamento Teramo): https://www.facebook.com/groups/227912844043043/?fref=ts 
Gruppo coordinamento Abruzzo-Pescara: https://www.facebook.com/groups/478992278885598/?notif_t=group_added_to_group

{Basilicata Evento} https://www.facebook.com/events/430075507104321/?source=1

{Calabria Evento} https://www.facebook.com/events/259901957497163/?ref_dashboard_filter=upcoming&source=1
 Gruppo coordinamento Calabria:https://www.facebook.com/groups/214736648705371/?fref=ts 
Gruppo coordinamento Vibo Valentia:https://www.facebook.com/events/177897509081523/?notif_t=plan_user_invited

{Campania Evento} https://www.facebook.com/events/370983496370921/?previousaction=join&source=1
(Gruppo coordinamento Caserta:) https://www.facebook.com/groups/584524691615427/#
(Gruppo coordinamento Napoli): https://www.facebook.com/.../630409483682642/ 
Gruppo coordinamento Napoli: https://www.facebook.com/groups/630387093684881/?fref=ts

{Emilia-Romagna Evento} https://www.facebook.com/events/182360815287843/?context=create
Gruppo coordinamento Bologna:https://www.facebook.com/groups/9dicembre.bologna/545580402192360/?notif_t=group_activity
(Gruppo coordinamento Forlì / Cesena / Ravenna:) Forli:)
https://www.facebook.com/groups/12722477744805
(Gruppo coordinamento Parma: )https://www.facebook.com/groups/1391965061043162/?fref=ts
Gruppo coordinamento Forlì / Cesena / Ravenna:https://www.facebook.com/groups/127224777448053/?fref=ts

{Friuli-Venezia Giulia Evento } https://www.facebook.com/events/174710619394642/?ref_dashboard_filter=upcoming&source=1
(Gruppo coordinamento Pordenone) https://www.facebook.com/groups/610614208994911/?fref=ts
(Gruppo coordinamento Udine)
https://www.facebook.com/groups/coordinamento9dicembreUdine/

{Lazio/Roma Evento} https://www.facebook.com/events/1413362595564102/?context=create
Coordinamento Roma:
https://www.facebook.com/events/174215646113463/?ref_newsfeed_story_type=regular
Gruppo coordinamento Rieti:
https://www.facebook.com/groups/485491738214658/


{Liguria Evento} https://www.facebook.com/events/535592556535083/?context=create 
Gruppo coordinamento La Spezia: https://www.facebook.com/groups/464074020377370/?fref=ts 
Gruppo coordinamento Savona / Genova: https://www.facebook.com/groups/1383959775181266/

{Lombardia Evento} https://www.facebook.com/events/440977532695287/?context=create 
(Gruppo coordinamento Milano Nord) https://www.facebook.com/groups/1378381739073816/?fref=ts
(Gruppo coordinamento Brescia / Mantova) https://www.facebook.com/groups/459325650855497/?fref=ts
(Gruppo coordinamento Pavia / Voghera) https://www.facebook.com/groups/180143038844794/


{Toscana Evento} https://www.facebook.com/events/741157429245134/ 
(Gruppo coordinamento Firenze): https://www.facebook.com/groups/228947517267327/
(Gruppo coordinamento Carrara) https://www.facebook.com/groups/marinadicarrara/?fref=ts
(Gruppo coordinamento Grosseto)
https://www.facebook.com/groups/Coord.9.Dic.Grosseto/?fref=ts
Gruppo coordinamento Lucca:
https://www.facebook.com/groups/454367808014854/


{Marche Evento} https://www.facebook.com/events/1478420685715880/?context=create 
Gruppo coordinamento Pesaro / Fano / Urbino: https://www.facebook.com/groups/174324986094968/?fref=ts

{Umbria Evento} https://www.facebook.com/events/177577899109170/?context=create
 Gruppo coordinamento Perugia:
https://www.facebook.com/groups/541979819210714/?fref=ts

{Molise Evento} https://www.facebook.com/events/1428241100737527/?context=create

{Piemonte Evento} https://www.facebook.com/events/443321312444517/?context=create 
(Gruppo coordinamento Torino): https://www.facebook.com/groups/229703277197592/?fref=ts
(Gruppo di coordinamento zona lago Maggiore):https://www.facebook.com/groups/186808074842808/

{Valle d'Aosta Evento} https://www.facebook.com/events/458880457566382/?context=create

{Trentino-Alto Adige Evento} https://www.facebook.com/events/192410750943152/



{Veneto Evento} https://www.facebook.com/events/352764608182480/ 
(Riferimento Verona)https://www.facebook.com/events/657742570957576/?previousaction=join&source=1

{Puglia Evento} https://www.facebook.com/events/668207319890916/ 
(Forconi Pugli)https://www.facebook.com/ForconiPuglia

L'Italia che produce di qualsiasi settore
L'Italia dei disoccupati, dei precari, dei giovani, degli studenti, dei padri, delle madri, dei figli e di chiunque voglia dire basta.
Questa Italia si ribella e scende nelle strade e nelle piazze.
Contro il far-west della globalizzazione che ha sterminato il lavoro degli Italiani, contro questo modello di "Europa", per riprenderci la sovranità popolare e monetaria, per riappropriarci della democrazia, per il rispetto della costruzione, contro un governo di nominati, per difendere la nostra dignità. —

Pagina Facebook C.R.A. Comitati Riuniti Agricoli: https://www.facebook.com/danilo.cra.9?ref=ts&fref=ts

Coordinamento Nazonal Gruppo Resistenza Italiana:https://www.facebook.com/groups/485449791508534/?fref=ts

Pagina ufficiale Movimento dei Forconi siciliani: https://www.facebook.com/IForconi?ref=hl

Subito Elezioni https://www.facebook.com/PowerByQuentynCorleone?fref=ts


Pagina Facebook NOCENSURA: https://www.facebook.com/nocensura?fref=ts

Pagina Facebook Senza PELI Sulla Lingua: https://www.facebook.com/NotizieSenzaCensura?fref=ts

Pagina Facebook Il Popolo non si Piega ma si ribella:https://www.facebook.com/IlPopoloNonSiPiegaMaSiRibella...

Pagina Una Lira Per L'Italia: https://www.facebook.com/UnaLiraPerLitalia?fref=ts

Gruppo Facebook Dignità Sociale: https://www.facebook.com/groups/237079296371497/?fref=ts

Blog Fronte di Liberazione dai Banchieri: www.frontediliberazionedaibanchieri.it

Gruppo ufficiale dei Forconi siciliani: https://www.facebook.com/groups/231767353570000/

Radio Informazione libera: http://www.spreaker.com/user/4615618

http://dignitasocialeblogtestprova.blogspot.it/


N.B. se siete Camionisti o Agricoltori , localizzate dei punti strategici nelle periferie o in snodi stradali importanti che hanno spazio a sufficienza per collocare i mezzi, se invece siete dei Cittadini che non hanno mezzi da lavoro, allora selezionate dei posti dentro le città..
Se siete in grado di auto organizzarvi , a questo punto,localizzato il posto , andate nelle Questure di competenza(della vostra città) e comunicate per iscritto che fare un sit-in ..non è difficile..(almeno tre giorni prima dell’evento)
Vi chiediamo altresì: di non portare assolutamente bandiere di qualsiasi partito politico, di non usare riferimenti chiaramente ideologici, questa è una “Rivoluzione Costituzionale” del Popolo Italiano, quindi : visto che è di tutti, rispettiamoci tutti!!

mercoledì 13 novembre 2013

9 dicembre 2013 , l'Italia si ferma, ecco alcuni link di pagine e gruppi dove poter chiedere informazioni in merito alla protesta !

A seguito delle innumerevoli richieste di informazioni pervenute in pagina , a proposito della manifestazione organizzata da i forconi e altri movimenti italiani, per il 9 dicembre prossimo , pubblichiamo alcuni link di pagine e gruppi a cui ognuno di voi potrà rivolgersi : 

Gruppo di coordinamento Resistenza Italiana:https://www.facebook.com/groups/485449791508534/?fref=ts

Evento Facebook Ufficiale: https://www.facebook.com/events/176967699172312/?fref=ts

Pagina Facebook C.R.A. Comitati Riuniti Agricoli:https://www.facebook.com/danilo.cra.9?ref=ts&fref=ts

Pagina ufficiale dei Forconi siciliani: https://www.facebook.com/IForconi?ref=hl

NOCENSURA: https://www.facebook.com/nocensura?fref=ts

Gruppo coordinamento Milano Nord:https://www.facebook.com/groups/1378381739073816/?fref=ts

Gruppo coordinamento per Torino:https://www.facebook.com/groups/229703277197592/?fref=ts

Gruppo coordinamento Firenze:https://www.facebook.com/groups/228947517267327/

Gruppo coordinamento per Brescia / Mantova:https://www.facebook.com/groups/459325650855497/?fref=ts

Gruppo coordinamento per Teramo:https://www.facebook.com/groups/227912844043043/?fref=ts

Pagina Facebook Senza PELI Sulla Lingua:https://www.facebook.com/NotizieSenzaCensura?fref=ts

Pagina Facebook Il Popolo non si Piega ma si ribella:https://www.facebook.com/IlPopoloNonSiPiegaMaSiRibella...

Forconi Puglia: https://www.facebook.com/ForconiPuglia

Gruppo di coordinamento zona lago Maggiore:https://www.facebook.com/groups/186808074842808/

Gruppo coordinamento Pavia / Voghera:https://www.facebook.com/groups/180143038844794/

Gruppo coordinamento Parma:https://www.facebook.com/groups/1391965061043162/?fref=ts

Gruppo coordinamento Forlì / Cesena / Ravenna: Forli:https://www.facebook.com/groups/12722477744805

Gruppo coordinamento Caserta:https://www.facebook.com/groups/584524691615427/#

Gruppo coordinamento Napoli: https://www.facebook.com/.../630409483682642/...

Pagina Una Lira Per L'Italia: https://www.facebook.com/UnaLiraPerLitalia?fref=ts

Gruppo Facebook Dignità Sociale:https://www.facebook.com/groups/237079296371497/?fref=ts

Blog Fronte di Liberazione dai Banchieri: www.frontediliberazionedaibanchieri.it

Gruppo ufficiale dei Forconi siciliani: https://www.facebook.com/groups/231767353570000/

Radio Informazione libera: http://www.spreaker.com/user/4615618

dignità sociale : http://dignitasocialeblogtestprova.blogspot.it/

domenica 1 luglio 2012

Sud Sudan. Armi cinesi e ucraine insanguinano il conflitto


Siamo arrivati quasi al primo anniversario dell’indipendenza del Sud Sudan, dichiarata il 9 luglio 2011. Amnesty International però a un anno dalla nascita del nuovo Stato ha diffuso un rapporto sui crimini commessi dall’esercito nazionale e dai gruppi armati dell’opposizione; sul tavolo un flusso di armi proveniente da Kiev, Pechino e Khartoum.
Il 9 luglio 2011 nasceva un nuovo Stato, il Sud Sudan, che realizzava quindi la sua indipendenza separandosi dal Sudan. Khartoum come era prevedibile non ha preso bene la secessione di Juba, ancor più che il Sud Sudan ha portato via al Sudan gran parte dei suoi giacimenti petroliferi. Come prevedibile dopo pochi mesi i due paesi sono arrivati persino a combattersi in una guerra sotterranea e di frontiera che però ha causato centinaia di morti nel silenzio totale del mainstream, che come si sa, in Africa tende a non vedere cosa accade intorno all’oro nero. Siamo arrivati un anno dopo al primo anniversario dell’indipendenza del Sud Sudan, e  Amnesty International ha diffuso un rapporto sui crimini commessi dall’esercito nazionale e dai gruppi armati d’opposizione e su un flusso di armi proveniente da Cina, Sudan e Ucraina. Intanto però nessuno sa più nulla degli scontri di frontiera avvenuti intorno alla zona contesa di Abyei, contesa proprio perchè ricca di giacimenti petroliferi. Formalmente tali scontri dovrebbero essere finiti, ma le armi continuerebbero adarrivare a getto continuo, e milizie paramilitari potrebbero portare avanti sottotraccia il lavoro cominciato dagli eserciti. Il rapporto di Amnesty ha parlato anche del conflitto interno tra le Forze armate sud sudanesi (Spla) e l’Esercito di liberazione del Sud Sudan (Ssla). Gli attacchi “indiscriminati contro militari e civili” negli stati di Alto Nilo, Jonglei e Unità hanno provocato pesanti perdite tra la popolazione civile. In migliaia costretti alla fuga. In questo contesto delicato le autorità del Sud Sudan hanno dovuto gestire  il ritorno dal Sudan delle persone che avevano perso la nazionalità e i profughi interni frutto della guerra con il Sudan e quelli, soprattutto nella regione di Mayom, causati dal conflitto interno. Il documento diffuso da Amnesy comunque ha fornito prove inconfutabili dell’uso di carri armati T-72M1 di fabbricazione ucraina, impiegati dalle forze armate del Sud Sudan per attaccare le zone urbane di Mayom. Questi tank sarebbero stati spediti clandestinamente, in contrasto con gli accordi di pace siglati nel 2005 con Khartoum, tra il 2007 e il 2009 attraverso il Kenya, come parte di un trasferimento che avrebbe coinvolto società ucraine, tedesche e britanniche. L’opposizione armata dell’Ssla avrebbe usato invece fucili cinesi modello 56-1 negli scontri a Mayom, Mankiem e Riak.; mentre mine anticarro modello 72, ancora cinesi, sono state disseminate lungo le strade della regione di Mayom. Lunedì, a New York, in sede ONU, in teoria dovrebbero cominciare i negoziati conclusivi per l’adozione di un Trattato sul commercio di armi, che mirerebbe a pretendere da tutti i governi di porre fine ai trasferimenti di armi di fronte al rischio che queste potrebbero essere usate per compiere gravi violazioni dei diritti umani.

lunedì 26 marzo 2012

AMNESTY INTERNATIONAL, GEORGE CLOONEY E LE DICHIARAZIONI DELL’IMPERO

Nel marzo di quest'anno Frank S. Jannuzi è stato nominato direttore della sede di Amnesty International di Washington DC (AIUSA). Frank, ex membro del personale del Senate Foreign Relations Committee [Commissione del Senato per le Relazioni Estere], fa parte dell'Hitachi International Affairs Fellowship presso il Council on Foreign Relations (CFR).

giovedì 27 ottobre 2011

Ong 2.0. Cambiare il mondo con il web

E’ vero che una campagna sociale su web può mobilitare migliaia di persone e portarle nelle piazze? Ma anche che incrociando le fonti su internet è possibile mappare in tempo reale le crisi umanitarie, monitorare i processi elettorali, sostenere lo sviluppo delle comunità più povere?
“I recenti eventi storici dimostrano di sì, il rapido evolvere delle tecnologie della comunicazione sta cambiando radicalmente non solo il modo di comunicare e lavorare, ma anche il modo stesso di pensare la società tanto al nord quanto al sud del mondo” – sostiene Silvia Pochettino, direttore di VpS, la testata della Focsiv che ha recentemente lanciato una campagna di informazione/formazione dal titolo “Ong 2.0 Cambiare il mondo con il web” .

giovedì 13 ottobre 2011

Pena di morte: 2024 le esecuzioni nel 2010. Ma in Cina è segreto di stato...



E' la denuncia di Amnesty international. Nel 2010 in 67 paesi sono state inflitte 2024 nuove sentenze capitali, ma c'è l'incognita cinese, che considera questo dato "segreto di stato". Riccardo Noury: "In Italia c'è una tradizione abolizionista, ma la gente si innamora di un caso ma non del problema nel suo complesso"

Oggi si celebra la nona Giornata mondiale contro la pena di morte, incentrata sulla disumanità della pena capitale in quanto trattamento e

giovedì 21 luglio 2011

Iran: Arash Alaei deve essere liberato!Firma l'appello su amnesty international


Kamiar Alaei e suo fratello, il dottor Arash Alaei, esperti nella prevenzione e nel trattamento del virus dell’Hiv/Aids, sono stati condannati nel gennaio 2009 rispettivamente a tre e sei anni di carcere per “collaborazione con un governo nemico”. Prima della condanna avevano trascorso sei mesi in custodia cautelare, senza accesso a un avvocato e avevano subito un processo iniquo, durante il quale sono state prodotte prove segrete, che non hanno potuto vedere né contestare.  Si crede che siano stati arrestati per i loro legami con studiosi e organizzazioni della società civile stranieri, alcune delle quali statunitensi. Entrambi sono specialisti molto rispettati nel campo della lotta all’Hiv/Aids e nessuno dei due è mai stato politicamente attivo.
Secondo l'accusa, la partecipazione dei due fratelli a una conferenza internazionale sull’Aids rientrava nel loro piano per provocare una cosiddetta "rivoluzione di velluto" in Iran. L’episodio a cui si riferiva l’accusa era relativo a una conferenza di tre giorni, finanziata dal Dipartimento di Stato americano e organizzata dalla Aspen Institute, a Washington (DC), un'organizzazione internazionale senza scopo di lucro dedicata a “promuovere una guida illuminata, l'apprezzamento di idee e di valori senza tempo e aperta al dialogo sulle questioni contemporanee", a cui avevano partecipato una decina di persone, compresi i fratelli Alaei,

Gli appelli presentati dai due uomini contro le loro condanne, sono stati respinti ad aprile e maggio 2009. Nel gennaio 2010, il loro avvocato ha dichiarato di aver presentato una nuova richiesta di riesame giudiziario, sulla base del fatto che gli Stati Uniti non sono stato un "governo nemico", ma anche questo è stato respinto.

Nel maggio 2009, il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria ha concluso che la detenzione di Arash e Kamiar Alaei è “arbitraria, perché viola gli articoli 9, 10, 25 e 26 della Dichiarazione universale dei diritti umani e degli articoli 9, 14, 18, 19 e 22 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, di cui la Repubblica islamica dell'Iran è uno stato parte.” Il Gruppo ha inoltre concluso che “la detenzione dei suddetti medici è anche contraria agli articoli 12 e 13 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali e ai Principi 11-1, 17-2 e 18-1 del Corpo di principi per la protezione di tutte le persone sottoposte a qualsiasi forma di detenzione o prigionia" e ha invitato le autorità iraniane ad adottare immediatamente le misure necessarie per porre rimedio alla situazione.

Da giugno 2011 Kamiar Alaei è in libertà, dopo aver finito di scontare la pena; il dottor Arash Alaei rimane, invece, in carcere a Teheran e Amnesty International, insieme a molte organizzazioni sanitarie e dei diritti umani, chiede con forza che sia rilasciato immediatamente e senza condizioni e che gli sia permesso di tornare al suo importante lavoro.

Ong Italiane: “Colpo di mano mortale del Governo al volontariato internazionale”




Raschiando il fondo del pozzo - Foto: Ministero degli Esteri
“Un colpo di mano, mortale, del Governo al volontariato internazionale”. Lo denunciano Focsiv,Cipsi e Cini cioè i tre maggiori organismi di coordinamento delle Ong italiane. “Approfittando dell’importante decreto di proroga delle missioni militari internazionali, mentre l’attenzione di tutti gli osservatori era concentrata sulla manovra finanziaria, il Governo Berlusconi ha introdotto di soppiatto due articoli che eliminano le figure dei volontari e dei cooperanti previsti nella legge 49/87 sulla cooperazione, disarticolandola e compromettendo perfino la continuità dei progetti già approvati e finanziati”.

“Dopo aver sacrificato il volontariato impegnato in Italia sull’altare del pareggio di bilancio e del rigore dei conti pubblici, dalla scorsa settimana il Governo italiano sopprime anche il volontariato impegnato nei Paesi in Via di Sviluppo. Nel bel mezzo dell’Anno Europeo del Volontariato, con due righe lapidarie inserite nel decreto di proroga delle missioni militari all’estero, infatti, il Consiglio dei Ministri ha deliberato, lo scorso 12 luglio, di porre fine al volontariato internazionale” –riporta la nota della Focsiv.

“Per risparmiare pochi milioni di euro, il Governo Berlusconi butta alle ortiche cent’anni di storia e di tradizione e, ancor più grave, toglie un’altra possibilità soprattutto alle fasce giovanili di rendersi utili, esercitare una cittadinanza responsabile e, perché no, trovare un’occupazione socialmente utile” - commenta Sergio Marelli, Segretario generale della FOCSIV. In pratica il governo ha deciso di “dire no a quanti credono che la solidarietà internazionale sia un dovere e a quanti sono disponibili a mettersi in gioco personalmente. Ha deciso di dire no ai contratti di quelle associazioni di cooperazione internazionale riconosciute idonee secondo una legge di stato” - aggiunge Gianfranco Cattai, Presidente della FOCSIV. “Un fatto che ci preoccupa - spiega Cattai - soprattutto perché il colpo di mano è arrivato senza preavviso e senza neppure dare agli organismi di volontariato e cooperazione la possibilità di studiare alternative per potersi prendere carico di quanto doveva essere assicurato dallo Stato”.
L’associazione chiama tutte le Ong e tutte le altre rappresentanze a mobilitarsi con urgenza, dare il massimo di risonanza alla notizia per sollecitare i parlamentari adeliminare in sede di approvazione parlamentare gli articoli 14 e 15 del decreto missioni n.107 del 12 luglio 2011, per ricondurre l'argomento nell’alveo delle revisioni normative in corso.
“Questo provvedimento di modifica messo in atto all’insaputa degli organismi che avrebbero dovuto essere coinvolti, ha delle conseguenze che non possiamo accettare” –sottolinea Andrea Olivero, portavoce del Forum del Terzo Settore. “Ancora una volta il Governo ha agito senza ascoltare la voce dei diretti interessati, con un’azione che rischia di mandare all’aria la lunghissima tradizione della cooperazione internazionale, e abbandonando a se stessa quella vastissima risorsa che lavora per il nostro Paese e per i Paesi in via di Sviluppo, che si chiama volontariato”.
“Nonostante il Ministro dell’Economia abbia più volte ha ripetuto che bisogna puntare sul volontariato, ha frattempo però cercato di abolire e poi fissato un tetto al 5 per mille, si sono tagliati drasticamente i fondi per la Cooperazione allo sviluppo, sono state aumentate del 500% le Tariffe postali agevolate, principale strumento per la diffusione delle informazioni e per la raccolta fondi delle organizzazioni della società civile” –evidenzia Guido Barbera, presidente del Cipsi, coordinamento di 45 associazioni di cooperazione e solidarietà internazionale. “Ed ora, nel cilindro magico del Decreto Missioni, è spuntata la ciliegina dell’abolizione/sostituzione degli art., 32-33-34 che trattano dell’impiego dei cooperanti e volontari. Alla luce di tale decreto, i primi contratti di volontari sono già stati rifiutati dalla Direzione Generale della cooperazione allo sviluppo” – ricorda Barbera.
“Si continua ad intervenire con piccole ma sostanziali modifiche sulla legge 49/87, in modo totalmente disorganico” - aggiunge Maria Egizia Petroccione, coordinatrice del CINI. Nel cosiddetto Decreto Missioni è infatti prevista l’abolizione/sostituzione dell’art 32-34 che tratta dei cooperanti e volontari. Senza entrare qui nel merito tecnico del provvedimento – lo faremo separatamente – contestiamo il metodo della decisione,denunciamo con forza la disarticolazione e modifica, senza disegno strategico e senza visione complessiva, della Legge 49/87 in modo assolutamente non partecipativo e senza alcuna consultazione dei diretti interessati”.
L'ong Intersos ha analizzato il Decreto legge n.107 del 12 luglio scorso per la proproga delle missioni internazionali. “Tra il 2008 e il 2011 l’ammontare finanziario approvato nei DL Missioni Internazionali è cresciuto del 50% (da 1 a 1,5 miliardi di euro), mentre i finanziamenti previsti per le iniziative di cooperazione allo sviluppo, al loro interno, sono diminuiti del 45%” – spiega l’associazione. “Il decreto di proroga delle missioni internazionali, all’esame della Camera, ha infatti ridotto la cooperazione civile in Afghanistan al misero 1,5% rispetto allo stanziamento per l’impegno militare: 5,8 milioni per la cooperazione civile di fronte a 399,705 milioni per la presenza militare” – commenta Nino Sergi di Intersos. Si tratta di una “scelta suicida. Agli occhi degli afgani insultante. Forse l’intelligenza di molti parlamentari, non inclini a subire diktat da osteria elettoralistica, potrebbe ancora modificarla. Lo speriamo, per il bene del nostro paese” – conclude il presidente di Intersos.
Come riportava recentemente l’analisi fatta da Sbilanciamoci! nel “Libro Bianco sulle politiche pubbliche di cooperazione allo sviluppo in Italia”, il quadro che emerge è quello di “una cooperazione italiana allo sbando ed ormai marginale” per il Governo mentre cresce il sostegno al settore privato e le imprese sono considerate come la più efficace “arma di sviluppo”. “Nonostante anche l’Ocse abbia nuovamente sottoposto al Governo italiano molte raccomandazioni per il rilancio della cooperazione e per la riforma della Legge 49 del 1987, il dibattito langue e tale processo di riforma è ormai una palude e l’argomento è ormai fuori dall’agenda politica parlamentare”.

venerdì 8 luglio 2011

Kenya: accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari negli slum di Nairobi

Due milioni di persone, circa la metà della popolazione di Nairobi, vive stipata sull'uno per cento del territorio cittadino, senza avere servizi pubblici essenziali.

Gli insediamenti abitativi precari di Nairobi, come qualunque altro insediamento umano, sono luoghi dove le persone vivono, lavorano, mangiano, dormono e crescono i loro figli. Le persone che vi abitano soffrono della carenza di servizi, non possono vantare alcun diritto sulle case in cui abitano e convivono con la paura di essere sgomberate in qualsiasi momento. Non avendo le politiche governative previsto abitazioni a basso costo o alternative a lungo termine, che vive nelle baracche ha come unica possibilità abitativa accessibile gli insediamenti abitativi precari.

slum di Kibera ©Matteo Bordin
slum di Kibera ©Matteo Bordin
Solo il 24 per cento degli abitanti degli insediamenti di Nairobi ha accesso all'acqua portata da condutture; chi è costretto ad acquistarla da venditori privati deve pagare un costo, in media, sette volte superiore rispetto a quello pagato dalle persone benestanti, che usufruiscono dei servizi della Compagnia pubblica.

La scarsa qualità d'acqua, il consumo di acqua non pulita e le cattive condizioni delle tubature comportano un'alta incidenza di malattie quali colera, dissenteria e altre malattie collegate all'acqua, soprattutto per i bambini.

Nonostante la Legge sanitaria del Kenia (Kenyan Public Health Act) garantisca standard dettagliati sull'abitazione e sui servizi igienici, questa non è mai stata applicata negli insedimaneti di Nairobi, che non sono stati inclusi nella pianificazione urbana. Inoltre, i proprietari delle case qui presenti non vengono perseguiti dalle autorità locali quando realizzano condomini a uso residenziale e commerciale senza le necessarie fognature.
"I nostri bambini devono attraversare le acque di scolo e generalmente quando le condutture d'acqua - sotto o sopra la terra - esplodono, allora le acque di scolo vanno nell'acqua, che viene contaminata". Un residente a Mukuru Kwa Njeng

slum di Kibera ©Matteo Bordin
slum di Kibera ©Matteo Bordin
Canali interrati realizzati a mano raccolgono le acque di scolo all'aperto e queste spesso entrano in contatto con le condutture dell'acqua o passano a ridosso delle abitazioni. La maggior parte dei residenti negli insediamenti usa come latrine delle buche sul terreno, ognuna delle quali viene utilizzata dalle 50 alle 150 persone.
Possono volerci anche 10 minuti per raggiungere i servizi igienici dalle abitazioni, un tragitto che si rivela molto pericoloso soprattutto per le donne. Molte, infatti, hanno subito stupri e altre forme di violenza mentre tentavano di recarsi a servizi igienici o latrine distanti da casa. Soprattutto col buio, la mancanza di servizi igienici e bagni vicino alle abitazioni pone le donne ad alto rischio di violenza, anche di stupro. Per alcune, le latrine sono il solo luogo dove lavarsi in privato, mentre altre possono utilizzare un piccolo bagno adiacente alle latrine. Queste sono condivise da decine di famiglie e sono spesso prive di igiene. L'inaccessibilità di questi servizi compromette gravemente il diritto alla privacy delle donne. Le scarse condizioni igieniche inoltre causano problemi di salute, provocando un aumento delle spese sanitarie per le famiglie.


I diritti umani negli slum in Kenya

Due milioni di persone, circa la metà della popolazione di Nairobi, vive stipata sull'uno per cento del territorio cittadino, senza accesso ai servizi pubblici essenziali. Gli alloggi, i servizi igienici e fognari sono inadeguati; la scarsa fornitura e qualità d'acqua, il consumo di acqua non pulita e le cattive condizioni delle tubature comportano un'alta incidenza di malattie quali colera, dissenteria e altre malattie collegate all'acqua, soprattutto per i bambini. Il sovraffollamento causa alti livelli di violenza.

Nell'ambito della campagna "Io pretendo dignità" e delle attività per celebrare il suo 50° anniversario Amnesty International organizza l'incontro pubblico "INSIDE KIBERA - I diritti umani negli slum in Kenya".


Mercoledì 13 luglio, presso Fandango Incontro, via dei Prefetti, 22 dalle 18.30 si parlerà di diritti umani negli slum in Kenya con Cesare Ottolini(International Alliance of Inhabitants), Francesco Careri (Stalker-Osservatorio Nomade), Alessandra Meloni (Amnesty International Italia), il fotografo Fulvio Bugani e Moses Opiyo coordinatore del Progetto Giovani di Amnesty International Kenya che racconterà delle difficili condizioni di vita all'interno degli slum.

Durante l'incontro sarà esposta parte della mostra fotografica "Inside Kibera" di Fulvio Bugani.

Sempre il 13 luglio, alle ore 15.00, su www.amnesty.it e sulla pagina Facebook di Amnesty International si terrà una video chat con Moses Opiyo. Sarà possibile fare domande in diretta o mandarle già da ora all'indirizzo: [email protected]
La visita di Moses Opiyo si inserisce nel quadro delle attività del progetto "Education for Human Dignity", co-finanziato dalla Commissione Europea, che coinvolge, oltre ad alcune Sezioni del sud del mondo, il Segretariato Internazionale in partenariato con la Sezione Italiana, Amnesty Slovenia e Amnesty Polonia. Il progetto intende coinvolgere giovani, educatori e insegnanti, attraverso la realizzazione di strumenti e risorse educative per favorire azioni in grado di contrastare gli abusi dei diritti umani che sono alla base della povertà.  Moses Opiyo terrà una docenza presso il Campus degli Studi e dell' Università di Pomezia (RM), dove dall'11 al 17 luglio si svolgerà la IV edizione dell'International Summer School.
Per ulteriori informazioni

Amnesty International - Sezione Italiana
Laura Renzi: + 39 06 4490238