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giovedì 17 ottobre 2013

Mario Monti si dimette da Presidente di Scelta Civica.


Rassegno le dimissioni da presidente di Scelta Civica”. Finisce con l’addio al movimento da lui stesso fondato, la parabola politica dell’ex primo ministro Mario Monti. Il tecnico in loden, accolto con tutti gli onori da stampa e politica internazionale all’indomani della caduta del governo Berlusconi nel novembre 2011, incassa una nuova delusione dopo la chiusura frettolosa della sua parentesi a Palazzo Chigi e dopo il tonfo elettorale. “Mi hanno tradito in undici”, accusa il senatore di Varese. Undici senatori del suo stesso gruppo, accusati aver voluto sostenere il governo anche sulla legge di stabilità, negando quelle criticità che lui stesso aveva voluto sottolineare. Hanno presentato un documento che il professore ha accolto come una mozione di sfiducia. “Ne prendo atto”, ha dichiarato, e da domani lascia la carica nelle mani di Alberto Bombassei e chiederà l’iscrizione al gruppo misto. Monti prende le distanze soprattutto dal ministro della difesa Mauro: “Ha preconizzato da una parte una linea di appoggio incondizionato al Governo e dall’altra un soggetto politico dai contorni indefiniti ma, a quanto è dato capire, aperto anche a forze caratterizzate da valori, visioni e prassi di governo inconciliabili con i valori, la visione e lo stile di governo per i quali Scelta Civica è nata”. E il vice presidente vicario di Sc, Alberto Bombassei, si appresta a convocare un’assemblea plenaria dei deputati e senatori, insieme agli organi di partito. La riunione si terrà martedì alle 12 alla Camera.
Se ne va così Monti, abbandonato dai suoi sulla via del tramonto. Eppure le premesse, solo due anni fa, erano ben diverse. Elogiato da uomo super partes, nominato da Napolitano senatore a vita (quasi una benedizione per la successione alla presidenza della Repubblica), nel giro di pochi giorni diventato eroe di Stato e salutato come uomo della provvidenza chiamato a tirare fuori il paese dal pantano berlusconiano, dopo un anno a palazzo Chigi scelse la candidatura alle elezioni. “Salgo in politica”, disse, con una foto su Twitter che non gli avrebbe portato molta fortuna. Ildisastro della campagna elettorale è solo il continuo della storia, il risultato delle elezioni, che lo rese ininfluente ai fini della successiva maggioranza, fu l’inizio dell’oblio. Proseguito con le tensioni con Napolitano per la poltrona della presidenza di Palazzo Madama, fino alle indiscrezioni di una telefonata fatta a Romano Prodi mentre ancora si decideva chi mandare al Quirinale: “Il mio appoggio in cambio del mantenimento del mio ruolo politico”. Questo avrebbe chiesto Monti, in quei giorni che ormai lo portavano verso la chiusura di un capitolo. Ora la decisione di abbandonare il suo partito. 
“Undici senatori”, spiega il senatore a vita, “appartenenti al Gruppo di Scelta Civica – Albertini, Casini, De Poli, Di Biagio, Di Maggio, D’Onghia, Luigi Marino, Merloni, Olivero, Lucio Romano, Maurizio Rossi – hanno rilasciato una loro dichiarazione congiunta. Non posso non intendere la dichiarazione come una mozione di sfiducia nei miei confronti. Ne prendo atto”.  Lo scontro, secondo il racconto del senatore, sarebbe avvenuto durante una discussione interna sulla legge di stabilità: “Ho avuto scambi di opinioni all’interno di Scelta Civica, in particolare con i presidenti dei Gruppi parlamentari al Senato (Susta) e alla Camera (Dellai), con i responsabili economici (Lanzillotta, Ichino, Zanetti) e con il portavoce politico (Della Vedova). Su tale base, nella serata di ieri ho rilasciato una dichiarazione come presidente di Scelta civica. Vi si esprimeva una prima valutazione, secondo la quale il ddl Stabilità appare soddisfacente quanto al rispetto dei vincoli europei, timido per quanto riguarda la riduzione delle tasse, insoddisfacente per quanto riguarda l’orientamento alla crescita”, sottolinea Monti. “In merito alla maggiore carenza riscontrabile a questo stadio, la mancanza di riforme strutturali incisive, indispensabili per la crescita, si richiamavano le proposte offerte alla considerazione del presidente Letta in un documento. Pure nella serata di ieri, quattordici deputati di Sc hanno diffuso una loro nota congiunta, sostanzialmente in linea con la mia dichiarazione”.
IlFattoQuotidiano, www.ilfattoquotidiano.it

sabato 26 gennaio 2013

Regolarizzato il contratto-schiavitù


imagesD’ora in poi, l'apprendistato, lo strumento che tanto piace ad Elsa Fornero per l'imposizione della flessibilità in entrata, verrà ricondotto, senza infingimenti, alla propria cornice naturale, quella di essere un contratto schiavitù: inserire nel mondo del lavoro un esercito di giovani tra i 16 e 29 anni con contratti a termine sottopagati perché inseriti fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria spettante.

lunedì 21 gennaio 2013

Governo Monti: in un anno ha speso più di tutti in consulenze esterne


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In questo periodo dove per ovvie ragioni si parla d’altro, le parole che tanto hanno spaventato le economie delle famiglie italiane ultimamente non si sentono più. Come ad esempio la famosa spending review, che, secondo quanto dichiarato da Mario Monti quando non doveva promettere ma “fare”, sarebbe dovuta partire proprio da palazzo Chigi e dai ministeri per dare un esempio al Paese.

martedì 15 gennaio 2013

Sanità: con la legge di stabilità 20 mila professionisti in bilico


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Nella sanità italiana in questi giorni aleggia un clima di forte preoccupazione, visto che vanno materializzandosi in molti ospedali le circolari che recepiscono le disposizioni della legge di stabilità pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre scorso.

lunedì 14 gennaio 2013

SPESE MILITARI, Un miliardo per missioni assurde.


È, nei fatti, l’ultimo atto formale del governo Monti, verrà approvato a giorni e, probabilmente, si andrà ad aggiungere ad altri provvedimenti sui quali non si può che porre un grosso punto interrogativo. Stiamo parlando del decreto legge sulle missioni internazionali, testo tramite cui il governo italiano ogni anno finanzia tutte le missioni nelle quali sono impegnate le forze militari e civili italiane. L’esame del dl è cominciato in Commissione Affari Esteri soltanto ieri ma, poiché stiamo parlando di un testo i cui provvedimenti non possono essere rimandati alla nuova legislatura, c’è da scommettere che verrà approvato nel giro di poco.

mercoledì 9 gennaio 2013

Italianiiiiiiiii è in arrivo il Monti Bis!

Parola d'ordine? frammentare l'elettorato e depotenziare il M5S
  Ho trovato questo interessantissimo articolo sul web che merita di essere letto con attenzione. Meditate gente, meditate.    
 Ecco la storia di tre settimane che hanno intortato gli elettori italiani e cambiato la scena politica, in funzione di un futuro governo già scritto da tempo.
Se si prova a guardare l'incredibile evoluzione politica del nostro Paese nell'ultimo mese e mezzo, come se si stesse affacciati ad una finestra a grande distanza, si coglie un andamento che lascia presumere un disegno. Troppo complottista? Semplicemente, è implausibile che una simile rapidissima concatenazione di eventi possa essere casuale vista la posta in gioco. Vediamo.
A metà Novembre, il panorama politico che si andava delineando era il seguente: presenti sulla scena due sole forze, il PD e il Movimento 5 Stelle. Il PDL era infatti crollato a percentuali ad una cifra con l'annuncio del ritiro di Berlusconi (24 Ottobre) e le liti interne, l'IDV dissolta in pochi giorni dopo la puntata di Report (28 Ottobre), la Lega travolta dagli scandali. Il M5S invece, sull'onda dell'inaspettato successo in Sicilia, a metà novembre superava il 20% dei consensi diventando il secondo partito della nazione e l'unica opposizione a PD/Monti nel Paese.
Ora seguite il timing. Il 6 Dicembre inaspettatamente Berlusconi annuncia la sua candidatura a premier per il centrodestra. Nelle due settimane successive imperversa su tutte le televisioni, mentre i sondaggi provvedono a mostrare un PDL in risalita e i commentatori vicini al PD gettano l'Italia nel panico paventando una nuova vittoria del Berlusca: si sa, gli italiani sono stupidi quindi lo avrebbero rivotato in massa. Sotto Natale il Paese è brasato nel terrore al punto giusto.
Il 21 Dicembre Monti presenta le sue dimissioni da premier, il 28 la nuova candidatura con la sua lista personale. Il giorno successivo, Ingroia scende in campo con Rivoluzione Civile. A meno di due mesi dalle elezioni, e nel giro di tre settimane il panorama politico viene sconvolto alla radice.
I sondaggi seguenti dipingono quindi tutt'altro andazzo: l'elettorato, prima concentrato su due forze sole -più una vasta parte di astenuti-, si affretta ad accattarsi il nuovo che avanza e si frammenta per tutto l'arco politico. Sempre secondo i sondaggi ovunque opportunamente sbandierati, il PDL riprende fiato, in tanti appoggiano Monti che ci "salva da Berlusconi" per la seconda volta, Ingroia recupera voti nella sinistra astensionista e fa anche da civetta a elettori grillini incerti, e il Movimento 5 Stelle viene finalmente depotenziato: da unica proposta alternativa, a "uno dei tanti". Era proprio questo infatti l'obiettivo a cui è servito lo spiegamento di forze di cui sopra.
Tre settimane appena, per diluire l'unica opposizione concreta al progetto politico a cui andiamo incontro. Sì, perché c'è anche quello, bello e pronto. Infatti, il problema era proprio l'impossibilità di formare il futuro governo già in programma: PD primo partito con Monti premier, o comunque con il prosieguo del programma Monti. E' il governo che ha ordinato l'Europa, quello che s'ha da fare, come già accaduto in Grecia peraltro.
A Novembre non esisteva un alleato conseziente per il PD, oggi esiste, ed è il partito di Monti stesso. Il resto è frammentato ovunque. Mission accomplished.

giovedì 13 dicembre 2012

Gli ultimi “regali” del governo Monti alle banche prima di andare via


Un governo come quello attuale, contraddistintosi per aver favorito, e non poco, gli istituti di credito nel corso di questo tribolato anno e più di legislatura, non poteva finire il lavoro senza aver dato un ulteriore “aiutino” alle banche.
E’ quello che è successo con la Ttf, la Tassa sulle transazioni finanziarie, contenuta nel ddl stabilità, che secondo un ordine del giorno approvato alla Camera dovrebbe applicarsi proprio ad ogni transazione, compresi quegli strumenti derivati che riempiono le pance delle nostre banche: ebbene, secondo il progetto illustrato dal governo in Senato nelle riunioni di questi giorni la Ttf va corretta proprio per escludere i derivati, ad’eccezione di quelli azionari, le briciole insomma, e salvaguardare in generale le operazioni degli istituti di credito

lunedì 10 dicembre 2012

Dimissioni di Monti: le reazioni politiche e finanziarie


Dimissioni di Monti: le reazioni politicheLe dimissioni annunciate dal premier Monti hanno scatenato reazioni ovviamente di tenore diverso fra le forze politiche. La sostanza non cambia: entro 2 settimane l’approvazione della legge di stabilità e poi scioglimento delle Camere con conseguente indizione dei comizi elettorali per la fine di febbraio. ”Siamo prontissimi a votare il disegno di legge di stabilità stringendo i tempi. Anche qui sta la nostra responsabilità esattamente come avevamo preannunciato a Napolitano e formalmente affermato in Parlamento. Noi ci siamo, Bersani in questo momento così delicato sospenda i toni da campagna elettorale”, afferma il segretario del Pdl, Angelino Alfano. “Di fronte all’irresponsabilità della destra che ha tradito l’impegno assunto un anno fa davanti al paese, aprendo di fatto la campagna elettorale, Monti ha risposto con un atto di dignità che rispettiamo

Dopo le dimissioni di Monti in Italia c’è il rischio di una recrudescenza della crisi economica


Dopo l’annuncio delle dimissioni di Monti, “sull’Italia incombe la minaccia di una recrudescenza della crisi economica”.
A dirlo è Klaus Regling, il capo del Fondo salva stati –ESM-, in un’intervista alla Sueddeutsche Zeitung, ripresa da Spiegelonline che la ha riproposta insieme alle dichiarazioni del Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, e a quelle di Joerg Asmussen,  membro del consiglio esecutivo della BCE. L’annunciata ricandidatura di Silvio Berlusconi, scrive il giornale di Amburgo, ha determinato una turbolenta situazione politica che oltre ad aver prematuramente messo fuori gioco il primo ministro Mario Monti, rischia di vanificare anche gli sforzi compiuti sulla via delle riforme che il Paese ha affrontato con grandi sacrifici.

martedì 27 novembre 2012

Monti: "Servizio Sanitario Nazionale a rischio".



"Il nostro Sistema sanitario nazionale (SSN), di cui andiamo fieri, potrebbe non essere garantito se non si individuano nuove modalità di finanziamento". Sono le parole di Mario Monti, intervenuto in collegamento a Palermo durante l'inaugurazione del centro biomedico della fondazione Ri.Med. Ha anche aggiunto: "Non sono tante le occasioni per me e per i ministri per guardare l'oggi con conforto e il domani con grande speranza, anche per questo mi dispiace non essere stato lì con voi. Il momento è difficile la crisi ha colpito tutti e ci ha impartito lezioni. E il comparto medico non è stato esente né immune dalla crisi. Il governo è però un vostro alleato prezioso. L'obiettivo, adesso, è quello di rivedere la luce dopo una fase in cui abbiamo rischiato di essere travolti dall'emergenza finanziaria"
Secondo il Premier il paese deve "andare in avanti verso la costruzione del proprio futuro, che non è scindibile dal futuro della comunità internazionale".
Dopo l'acquisto plurimiliardario degli F-35, la plurimiliardaria TAV, il ponte sullo Stretto di Messina (probabilmente destinato ad essere reinserito in un ddl) e molti altri sprechi adesso si rischia di perdere  il SSN come lo conosciamo oggi. Quale futuro per un paese privo di prospettive come questo in cui si mette in dubbio pure la sanità?

Dalla serie: "Non ci resta che piangere".....

martedì 20 novembre 2012

L'ELITE ECONOMICA VUOLE A TUTTI I COSTI CHE MONTI RIMANGA

«L'élite economica vuole a tutti i costi che Monti rimanga» titolava ieri il Financial Times. Per cui Monti rimarrà. E veramente semplice da capire. Perchè gli italiani (forse) si ribellino un poco bisogna prima perdere un altro milione di posti di lavoro con tutte le decine di migliaia di fallimenti che comporta. Ma visto da Washington o Bruxelles non sarebbe un fenomeno che si nota tanto...

...Il «Financial Times» descrive il momento titolando «L'élite economica vuole a tutti i costi che Monti rimanga» e per capire cosa c'è dietro tale sentimento basta ascoltare chi, nei centri studi di Washington, segue da vicino il nostro Paese. «La forza di Monti è nell'essere un leader pulito e solido che ha saputo restituire all'Italia credibilità internazionale dopo Berlusconi», spiega Steve Hanke, docente di Economia alla Johns Hopkins University ed ex consigliere del presidente Ronald Reagan.

mercoledì 14 novembre 2012

Il Consiglio di Stato ordina alla Chiesa il pagamento dell’Imu


Le regole ora ci sono e non saranno nemmeno possibili escamotage aggira-Imu.
Il Consiglio di Stato ha dato il via libera al regolamento del governo che fissa le modalità per tassare gli immobili degli enti no profit e anche quindi per i beni della Chiesa che hanno destinazioni commerciali.
Dal prossimo gennaio avranno l'obbligo di pagare l'Imu, magari in quota parte rispetto all'attività concretamente no-profit. Ma sui criteri dovranno essere applicate regole europee, niente criteri in salsa italiana.
Le valutazioni dei giudici amministrativi contengono infatti dei rilievi concreti sulle modalità per identificare le attività non lucrative.
 Tra questi, il "carattere simbolico" delle rette. Manca, viene più volte spiegato, il riferimento alle norme europee che identificano l'attività economica, la cui introduzione avrebbe "anche allo scopo di evitare il rischio di una procedura in infrazione avente ad oggetto il nuovo atto normativo".
 Il regolamento, che ancora non è noto, può essere desunto dall'atto del Consiglio di Stato.
E' composto da 7 articoli che identificano i soggetti 'no profit' e regolano anche gli immobili che hanno utilizzazione mista, quelli che avevano creato problemi di applicazione della nuova Imu. Se sarà possibile individuare l'immobile o la porzione di immobile adibita ad attività non commerciale si esenterà solo questa "frazione di unita".
Se questo non è possibile si applica l'esenzione in modo proporzionale all'utilizzazione non commerciale dell'immobile.

martedì 13 novembre 2012

Scuola, niente aumento di ore settimanali per i prof.



Si prospettava un aumento stabile di ore settimanli per i professori della scuola pubblica, con un passaggio da 18 a 24 ore senza una retribuzione economica.
 Il ministro Profumo aveva già rassicurato che non sarebbero stati inseriti aumenti di ore per i professori nella legge di stabilità, la conferma ufficiale arriva con l'approvazione, da parte della commissione Bilancio della Camera, dell'emendamento del governo che individua i fondi necessari.

domenica 11 novembre 2012

Legge di Stabilità. Trovati i fondi per gli esodati


L'emendamento, annuncia il relatore alla legge di stabilità, Pier Paolo Baretta (Pd), è stato depositato in commissione Bilancio della Camera.
"Con l'emendamento che abbiamo depositato stasera – sottolinea Baretta – il nodo degli esodati viene risolto non solo con i 100 milioni già previsti, ma anche con i risparmi che si potranno ricavare dai 9 miliardi già stanziati per la platea dei primi 120mila salvaguardati. Viene così offerta finalmente una copertura ampia e risolutiva per l'arco di tempo di competenza della Legge di Stabilità al delicato problema degli esodati''. I relatori, afferma Baretta, si sono assunti la ''responsabilità di chiudere una fase di discussione e di avviare finalmente la fase legislativa. Mi auguro, naturalmente, che la Camera e il governo condividano il testo".
Soddisfatto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani che del problema degli esodati aveva fatto una delle sue bandiere.
 "È un passo in avanti davvero importante. Il Pd – afferma – continuerà a impegnarsi perché nessun lavoratore resti senza copertura"

Sanità. Ancora tagli


In arrivo il taglio di 7389 posti letto con oltre mille primari costretti a fare le valigie ed a lasciare altrettanti reparti, che probabilmente chiuderanno i battenti.
Altra tegola per la sanità, prevista dallo schema di regolamento inviato a Stato-regioni sulla "Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera" per effetto dell'art. 15 comma 13 del decreto sulla spending review, inviato alla Conferenza Stato – Regioni dal ministro della Salute, Renato Balduzzi.

sabato 10 novembre 2012

Scuola, studenti e prof contro i tagli: la rivolta in mille piazze


Scuola, contro i tagli studenti e prof in rivolta in mille piazze
Protestano contro i tagli previsti dalla Legge di Stabilità che “mortificano l’istruzione, l’offerta formativa” gli oltre 5 mila manifestanti in corteo venerdì a Roma. Così anche quelli di Bologna, Ostia, Bari, Firenze, Torino, Milano, e chi più ne ha più ne metta. Il malcontento serpeggia nelle scuole italiane: proviene tanto dagli studenti quanto dai professori, di ruolo e precari, che insieme a loro hanno occupato centinaia di istituti scolastici.

giovedì 8 novembre 2012

Province. Stop al riscaldamento nelle scuole


Drastica presa di posizione delle Province italiane che decideranno a breve "la chiusura dei riscaldamenti nelle scuole".
Lo ha annunciato il presidente dell'Unione delle province italiane,Antonio Saitta, spiegando che l'iniziativa "prende le mosse per protestare contro i tagli di 500 milioni per gli enti locali stabiliti con la spending review". Le Province ricorreranno ai Tar contro i tagli decisi dal governo.
"Di conseguenza aumenteranno anche le vacanze per gli studenti", ha ricordato Saitta. "Il governo è ingrato e decisioni come queste debbono essere ben spiegate agli studenti e ai loro genitori", ha aggiunto. "Bisogna spiegare soprattutto che il governo non ha il coraggio di fare una spending review su se stesso e che, tra l'altro, siamo pronti anche – ha sottolineato – ad interrompere i lavori di manutenzione nelle scuole. E quando qualche procuratore della Repubblica ci dirà che i lavori debbono essere terminati, noi opporremo un netto rifiuto, visto che le risorse non ci sono più".
Di questo "informeremo il Consiglio superiore della magistratura e chiederemo se dobbiamo rispettare i programmi per il controllo delle scuole o se invece dobbiamo dare retta ai tagli imposti dal governo con la spending review. Stessa richiesta – ha aggiunto – la faremo alla Corte dei Conti, anche relativamente ai numerosissimi decreti ingiuntivi che in questi giorni stanno arrivando agli Enti da parte delle imprese, che ammontano nel complesso a circa 2,8 miliardi di euro". 

mercoledì 7 novembre 2012

Italia 2013, piu disoccupati, meno deficit, odore di ripresa: lo dice l’Europa

La “tiepida ripresa” dell’Italia si inizia a vedere, o almeno a sentire: secondo le previsioni dell’Unione europea il nostro Paese inizierà a riprendersi dalla “profonda recessione” del 2012 nel biennio 2013-2014. Nella seconda metà del 2013 l’attività economica italiana riprenderà a girare, anche se a un “ritmo molto contenuto”.

Sempre nel 2013 secondo le previsioni Ue l’Italia si avvicinerà al pareggio strutturale, anche se poi bisognerà cambiare la politica economica se non si vorrà perdere il pareggio. L’avanzo primario supererà il 5% nel 2013 e si stabilizzerà’ al 3,7% nel 2014.

Governo. Proroga tasse terremoto Emilia, Imu a no-profit e penali


Il governo Monti trova un’intesa con la commissione alla Camera sulla proroga di tasse e contributi per i territori colpiti dal terremoto in Emilia Romagna.

Il decreto legge sui costi della politica prevede la proroga della sospensione dei pagamenti dei tributi,Irpef e addizionali incluse, per i lavoratori e le imprese colpiti dal sisma dell’Emilia. Restano esclusi invece i contributi e la copertura arriva dall’8 per mille.

lunedì 5 novembre 2012

Chi perde e chi guadagna dalla “legge di stabilità”. Ennesima stangata sui poveri.


Alcuni continuano a chiedersi qual è il senso di una manovra che prende con una mano e dà con un’altra. In realtà, Monti non dà nulla e prende molto più di quanto sembri. Prende dai redditi più bassi e dai lavoratori e dà alle grandi imprese, realizzando un gigantesco trasferimento di ricchezza sociale. I provvedimenti avranno ulteriori effetti recessivi, sulla linea di quelli già varati e che hanno depresso domanda e produzione. Con una mossa degna di un giocatore delle tre carte, il governo ha gettato fumo negli occhi riducendo le prime due aliquote dell’Irpef.
La prima dal 23% al 22%, la seconda dal 27% al 26%. Nel migliore dei casi si realizzerebbe un risparmio di 280 euro per contribuente, che in totale nel 2013 sarebbe di circa 4,27 miliardi in meno per l’erario. Si tratta però per i cittadini di risparmi del tutto aleatori. In primo luogo, il governo ha introdotto una franchigia di 250 euro su deduzioni e detrazioni e un tetto di 3000 euro alle spese detraibili.
Il risultato è un aggravio di imposta di 2 miliardi di euro, che colpirà 21 milioni di persone, di cui il 94,5% lavoratori dipendenti e pensionati. Per quanto riguarda le spese sanitarie la franchigia a 250 euro risulta raddoppiata rispetto a quella attuale e gli sconti saranno ridotti del 25%, aggravando l’aumento di ticket e spese sanitarie.