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lunedì 22 ottobre 2018

Che fine hanno fatto i tagli alla Difesa, antico cavallo di battaglia M5S?

Almeno fino a oggi, c’è un assente nel balletto di cifre della legge di bilancio: la questione delle spese militari. Che per i 5 Stelle, quando stavano all’opposizione, era un tema centrale. Lo stesso Beppe Grillo ne aveva fatto una battaglia fondante del suo blog, suggerendo un taglio draconiano («almeno 10 miliardi») per finanziare il reddito di cittadinanza (vedi ad esempio i post del 21 maggio 2012 e del 10 ottobre 2015). Per non dire della
lotta contro gli F35. Adesso però la musica sembra cambiata.

Salvo colpi di scena, l’acquisto dei caccia prodotti dalla Lockheed è confermato. E la ministra Elisabetta Trenta ha anche annunciato che entro il 2024 l’Italia spenderà per la Difesa il 2 per cento del pil, cioè quasi 40 miliardi all’anno, più di 100 milioni al giorno (attualmente sono 64).

Nessun passo avanti - finora - neppure nella trasparenza delle spese militari, da sempre occultate sotto altre voci compresa la cooperazione. Anche questa era una battaglia molto frequente nel blog di Grillo che adesso pare scordata.

Movimento 5 Stelle, siete finiti, morti, zombie

Mi sono imbattuto ad un pezzo del discorso (letto) che #CasaleggioJr. ha tenuto alla pagliacciata romana del Movimento Cinque Stelle. Una manfrina sciapa riscaldata; un concentrato assolutamente mediocre di ormai stantie banalità sulle virtù taumaturgiche e superemocratiche della rete. Cose che andavano tanto di moda a cavallo degli anni ottanta/novanta tra i pionieri della cyberculture. I quali, già allora, inneggiavano alle favolose virtù che avrebbero finalmente consentito di abbattere i “privilegi della casta dei politici di professione” ed inaugurare una nuova luminosa epoca della “partecipazione diretta dei “cittadini” al processo di formazione delle decisioni.

mercoledì 17 ottobre 2018

IL M5s E LE PROMESSE TRADITE SULLA TAP

L’On. Barbara Lezzi, Ministro per il Sud di questo governo, ha confermato di ritenere TAP non un’opera di importanza strategica ma anche affermato che il M5s ha dovuto cedere sulla volontà di fermarne i lavori, perchè la Lega vuole che proseguano.

In Salento questa posizione del M5s è stata presa malissimo (la stessa On. Lezzi solo pochi mesi fa è stata cacciata a male parole dalla popolazione salentina durante unb incontro pubblico sulla questione) e con ragione, perchè è stato uno dei capisaldi della campagna elettorale del M5s in Puglia, per le politiche.

Ci rendiamo conto che la Lega risponde ad altri interessi che sono propri di quel partito da sempre, ovvero far contenta una certa borghesia e perseguire la mera gestione del potere, ma quello che non capiamo è proprio  come il M5s possa aver tradito le promesse fatte a migliaia di elettori.
Fa anche una certa impressione che tra tutti i compromessi per raggiungere una coalizione di governo, sia evidentemente stata sacrificata proprio la questione TAP per un movimento come il M5s che ha fatto dell’ambiente uno dei suoi cavalli di battaglia di sempre.

Intanto in Salento la situazione è DRAMMATICA.
Ormai sono iniziati i lavori sulla costa davanti a San Foca e stanno per sfregiare per SEMPRE un paesaggio e un tratto di costa italiana tra i più belli.
In più, a dispetto delle narrazioni, la TAP è un’opera che porterà più danni che benefici e le relazioni tecniche lo comprovano.

Ora, è evidente che dal punto di vista del consenso, questo sarà un danno rilevante per il M5s, ma tant’è, è un problema che non ci riguarda.
Quello che ci interessa, invece, è capire quanto il M5s dovrà ancora cedere alla Lega perchè se questi sono i rapporti di forza, allora appare evidente che ci dobbiamo aspettare anche altre sorprese rispetto al mandato elettorale e al Contratto di Governo.

Inoltre viene anche il dubbio che simili dichiarazioni mirino più che altro a fare lo scaricabarile: stanti i fatti, sappiamo che in questo sistema politico, solitamente, è più semplice dire che la colpa è “dell’altro” al fine di contenere il danno rispetto al proprio consenso elettorale.

Dovrebbe invece stare attento a deresponsabilizzarsi, il M5s, se le dichiarazioni del Ministro Lezzi, vanno in questa direzione e considerare altrettanto attentamente le promesse fatte a migliaia di persone che vivono una condizione a dir poco devastante e sono abbandonate da TUTTE le forze politiche, perchè il gioco si è rotto da tempo e gli elettori non ci cascano più in queste trappole da politici consumati.

Specialmente dato il passaggio così delicato che il M5s affronta come forza di governo e per il quale muove passi così importanti sul piano economico: perdere la credibilità presso l’elettorato comporta un prezzo altissimo non solo a livello locale.
Senza contare, poi, che dall’altro lato il M5s si assume responsabilità gravissime relativamente all’impatto ambientale e alla salute umana con questa vicenda. In più in una regione martirizzata dalla sciagurata gestione politica dei governi centrali che si sono susseguiti dal dopoguerra ad oggi.
Danni inenarrabili a seguito dello sfruttamento indiscriminato e criminale dell’ambiente da parte del capitale.

Siamo spiacenti, Ministro Lezzi, ma non è questo il cambiamento che il M5s ha promesso e che l’Italia che vi ha votato si aspetta e ci chiediamo se si renda conto di quanto questa scelleratezza consegnerà ulteriormente l’elettorato alla disillusione sulla politica.
E non gli si può certo dare torto.

lunedì 27 agosto 2018

La retecrazia di m5s non durerà

Secondo Di Maio, Salvini non ha violato il loro “codice etico” perché, secondo lui “la decisione di bloccare la #naveDiciotti con i migranti nel porto di Catania, è stata presa nell’interesse del paese e per chiedere alla UE di farsi carico dell’accoglienza”. Ed ha poi aggiunto: “Se non avremo risposte dall’Europa saremo costretti a tagliare le quote che l’Italia versa ogni anno alla UE”.

sabato 25 agosto 2018

BUONI A NULLA

Il punto più basso dicevamo, non solo perché evidenzia un’impreparazione politica disarmante, un’ignoranza (voluta) delle più elementari norme del diritto interno ed internazionale, ma perché mostra in maniera plastica la disperazione di un governo che, schiacciato dalle promesse elettorali su cui le due componenti (Lega e M5S) hanno costruito il consenso nel paese, si trova oggi con margini di manovra quasi nulli.

venerdì 24 agosto 2018

Dall’antipolitica ad una grottesca e contorta malapolitica, L'evoluzione M5S

In nome dell’antipolitica i cinquestelle hanno conquistato ruoli politici e di potere. Ma anziché tentare di creare una politica nuova, di cui sempre parlano, alla prova dei fatti essi  hanno sfoderato ridicole pretese, tali che sembra rappresentino le ragioni di quelli del bar dello sport, dove tutti sono commissari tecnici della Nazionale e sfoderano la loro brava ricetta per vincere facilmente tutte le partite e i campionati del mondo. E, quel che è peggio, dalle rape stilla abbondante il veleno.

giovedì 23 agosto 2018

Toninelli e la moda dei selfie inopportuni

Toninelli di certo è uno dei ministri più “hot" dell’estate: due temi su tutti che riguardano il ministero dei Trasporti, il crollo di Ponte Morandi e la questione porti aperti/porti chiusi per gli sbarchi dei migranti. Un’estate così calda che ha postato un selfie dal mare, dove è in vacanza con la famiglia, con il cappellino della Guardia Costiera in evidenza.

mercoledì 22 agosto 2018

#M5S: LA DISTRUZIONE IGNORANTE DEL PAESE

Il M5S è essenzialmente abuso della credulità popolare ma anche e soprattutto la dissoluzione culturale: siamo bombardati da commenti di medici, professori, impiegati, casalinghe, studenti, tutti indignati e insultanti per le nostre motivate e oggettive invettive contro il M5S, e ci ribadiscono le stesse cose, lo stesso discorso da bar: gli altri politici rubavano tutti, questi (i parlamentari e gli amministratori grillini) sono onesti anche se ignoranti e incapaci. Li preferiamo. Meglio loro. Hanno bisogno disperato di credere in una sorta di palingenesi, in una resurrezione morale, storica, sociale, in una nuova era. Suscitano una compassione e una tenerezza infinite: sembra di sentirli, con le loro ritmate e fanatiche professioni di fede su Babbo Natale, sulla fata turchina, sulla piattaforma Rousseau. La rete porta a vari inganni. Due i più grandi: 1) sentirsi insieme, ma siamo soli 2) illudersi di decidere senza mediazioni. Sono disperati, e quindi disposti a credere a tutto e a distruggere ogni cosa. Chi e' malato, crede in tutto.

Questo partito fascista dei cinque stelle, che in Italia però stranamente è del popolo ed è 'dove ci sono i problemi', è invece riuscito a fregarvi tutti con la propaganda. Per ogni cosa ci sono i cinque stelle!! E' una massa di ignoranti, pronti a combattere per loro a colpi di volantini e spam su internet. Documentatevi su chi sono davvero queste persone, anche se farete molta fatica, perché loro fanno di tutto per non farvelo capire.
 Vogliono fare tabula rasa, azzerare la politica e ricominciare; come se si potesse ripartire da zero. Mi immedesimo nella loro frustrazione, generata da illusioni, da false speranze, da sogni infantili. Cadranno infine vittime di quella bolla speculativa e di quel complotto ai danni degli sprovveduti ordito da Grillo e Casaleggio per i loro interessi. Che Dio maledica Grillo, Casaleggio e i vertici cretini e fuoricorso del Movimento: uomini e donne di infima qualità vuoti e mediocri, che si prendono gioco di una massa immensa di elettori nauseati dalla bassa politica e ai quali loro non offrono una soluzione bensi' la consapevole e ignorante distruzione del Paese. Un po' per ripicca e molto per calcolo. Un tempo telefonavano a Wanna Marchi per farsi leggere il futuro. Oggi se lo fanno rovinare votando per Beppe.
Ma ve ne accorgerete presto. Torino e Roma sono la prova di come uccideranno la cultura Italia!! Fate pure come vi pare, ma se avete un cervello che funziona accendetelo!

venerdì 17 agosto 2018

MORTI DI GENOVA, M5S HA COLPE

Mentre ancora si estraggono i corpi da sotto le macerie, Danilo Toninelli Ministro delle Infrastrutture invece di portare la sua solidarietà alle vittime e ai familiari, fa il suo show su Rai uno di sciacallaggio politico sulle responsabilità del crollo che attribuisce a Genova e ovviamente alle passate amministrazioni, governi e così via

mercoledì 15 agosto 2018

#FAVOLETTA DEI 5 STELLE SI è REALIZZATA TRAGICAMENTE. AVETE IL CORAGGIO DI PARLARE?

 4 anni fa, nel 2014, M5S e Beppe Grillo erano di diverso parere… Dopo l’alluvione che nel 2014 colpì la città di Genova, Grillo infatti denunciava lo spreco di denaro per le grandi opere: “6 per il terzo Valico e 3-4 miliardi di euro per la Gronda“. L’opera della “Gronda” avrebbe dovuto alleggerire il traffico sul Ponte Morandi deviando almeno i mezzi pesanti, ma Grillo lo etichettava come spreco di denaro e incitava il pubblico: “Fermiamoli con l’esercito”.

Inoltre a qualche ora dal crollo del ponte Morandi  è spuntato sui social un comunicato dei Comitati No Gronda del 2013. Nel testo, ospitato sul sito del Movimento 5 Stelle, venivano spiegati i motivi della contrarietà alla Gronda di Ponente, una bretella autostradale progettata a Genova. Poi, a un certo punto, il comunicato cita espressamente il ponte Morandi.

“Ci viene poi raccontata, a turno – si legge nel documento – la favoletta dell’imminente crollo del Ponte Morandi, come ha fatto per ultimo anche l’ex presidente della Provincia, il quale dimostra chiaramente di non avere letto la Relazione conclusiva del dibattito pubblico, presentata da Autostrade nel 2009. In tale relazione si legge infatti che il Ponte “…potrebbe star su altri cento anni” a fronte di “…una manutenzione ordinaria con costi standard” (queste considerazioni sono inoltre apparse anche più volte sul Bollettino degli Ingegneri di Genova)”.
Una favoletta che «ci viene raccontata a turno. Come ha fatto per ultimo anche l’ex presidente della Provincia, il quale dimostra chiaramente di non avere letto la Relazione conclusiva del dibattito pubblico, presentata da Autostrade nel 2009. In tale relazione si legge infatti che il Ponte «...potrebbe star su altri cento anni» a fronte di «...una manutenzione ordinaria con costi standard» (queste considerazioni sono inoltre apparse anche più volte sul Bollettino degli Ingegneri di Genova)».In una relazione successiva, sempre di Autostrade ma pubblicata nel 2011, le conclusioni sembrano diverse: il tratto autostradale A10 a Genova e l’innesto sull’autostrada per Serravalle producono «quotidianamente, nelle ore di punta, code di autoveicoli ed il volume raggiunto dal traffico provoca un intenso degrado della struttura del viadotto «Morandi», in quanto sottoposta ad ingenti sollecitazioni. Il viadotto è quindi da anni oggetto di una manutenzione continua».

Ma che lo stato di salute del viadotto fosse precario lo rilevano anche altre fonti. Una interrogazione al Senato presentata dall’esponente di Scelta Civica Maurizio Rossi, dedicata più ingenerale alle infrastrutture e alle strade della zona di Genova segnalava il pericolo. Era il 28 aprile del 2016 e Rossi rivolgendosi all’allora ministro Graziano Delrio annotava: «Il viadotto Polcevera, chiamato ponte Morandi...recentemente è stato oggetto di un preoccupante cedimento dei giunti che hanno richiesto un’opera straordinaria di manutenzione senza la quale è concreto il rischio di una sua chiusura». Il senatore indicava poi nella gronda la soluzione che avrebbe risolto alla radice il problema dell’attraversamento di Genova e domandava al ministro a che punto fosse l’iter del progetto.

domenica 17 giugno 2018

Il #M5S a Roma (e in italia) ha perso la verginità?

Lanzalone che la stampa ha ribattezzato il mister Wolf (citazione da Pulp Fiction), il probleM solver del M5S.  Battesimo non senza ragione, lo stesso Di Maio ha riconosciuto che Luca Lanzalone era stato premiato con la presidenza di Acea per il molti problemi risolti e appianati a favore e vantaggio di M5S, anzi appianati e risolti su incarico M5S.

mercoledì 13 giugno 2018

Arresti eccellenti per il nuovo #StadioDellaRoma

Con l’accusa di corruzione relativa al progetto sul nuovo Stadio per la Roma a Tor di Valle, nove persone sono state arrestate questa mattina (per 6 indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per 3 gli arresti domiciliari) nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, denominata “Rinascimento”. L’indagine concerne un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie indeterminata di delitti contro la Pubblica Amministrazione, nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio per la A.S.Roma.

martedì 22 maggio 2018

Giuseppe Conte, curriculum abbellito, #M5S mente #cinecurriculum

Giuseppe Conte professore di diritto e avvocato di livello non aveva certo bisogno di abbellire il suo curriculum vitae e studi con i fronzoli e festoni di un mese l’anno per cinque anni di fila di frequenza e perfezionamento presso la New York University. Né aveva bisogno di ingentilire il medesimo curriculum attestando un  periodo di studi presso International Kultur Institute di Vienna. Però l’ha fatto e non si capisce perché sia stato tentato prima e conquistato poi dalla voglia di svolazzi. Vanità? Superficialità? Malintesi? Un senso diffuso e condiviso dell’aggiungi tanto non guasta?
Conte per il suo Curriculum, ha usato il metodo Giannino-Bossi jr., questo ce la dice tutta, su quale personaggio potremmo avere come premier.

Giuseppe Conte di fiocchi e nastrini non ne aveva bisogno, però li ha messi. O qualcuno li ha messi per lui e lui ha lasciato che fossero apposti. Forse compiaciuto dell’aggiunta, forse sicuro di una ormai raggiunta invulnerabilità in quanto “amico del popolo” come è stato letteralmente battezzato da Luigi Di Maio.

Fatto sta che alla New York University non risulta un Giuseppe Conte, né come studente né come docente. Al massimo, aggiungono ad New York, può essere passato da quelle parti come auditore, un paio di giorni. E questi che passano per un paio di giorni la New York University non li registra.

Fatto sta che il Kultur Institut di Vienna non è una scuola di diritto internazionale, ma più modestamente una scuola di tedesco.

Insomma nel curriculum di Giuseppe Conte presidente del Consiglio indicato come tale a Mattarella da Salvini e soprattutto da Di Maio tutto è stato messo a far brodo. Talmente tanto da risultare con lo stucchevole sapore del caramello e non proprio tutto di carne, c’è anche del dado da brodo promosso al rango di carne sul menù ufficiale.

Giuseppe Conte non ne aveva bisogno, va detto per la terza volta. Ma lo ha fatto o lo ha lasciato fare. Ha abbellito o lasciato abbellire il suo curriculum. Troppo brodo, santo chef. E lo chef è M5S. E’ tutta M5S la ricetta che consiglia, incoraggia, gusta, esalta…l’abbellimento. Mastro Chef Di Maio: “Stiamo scrivendo la storia”. Quando stava scrivendo il testo, qua e là vago, di un accordo politico e di governo. “La Terza Repubblica dei cittadini”. “Nessuno prima di noi ha mai fatto un governo partendo dai temi”. Il vizietto di fanfare e pennacchi, il vizietto di arrotondare e arronzare alla grande. Il vizietto di farsi grandi, anzi enormi, anzi eccezionali, anzi unici. Il vizietto di essere sempre, quasi obbligatoriamente, un po’ astuti, quasi furbetti. E’ un vizietto di popolo, è un vizietto M5S.

M5S che, va detto, deve sopravvivere in un habitat che a raccontarlo non ci si crede. M5S che deve convivere nella stessa realtà con chi rinfaccia a Giuseppe Conte di aver conosciuto in vita a Firenze Maria Elena Boschi e magari averle anche amichevolmente parlato. Tutto è fuori misura, gonfiato, vissuto e raccontato con isteria: Giuseppe Conte narrato come militante pro Stamina, Giuseppe Conte amico della Boschi…Grancasse, cagnare, grida di al fuoco quando forse non c’è neanche una fiammella accesa. Teatro grottesco e del grottesco di cui anche M5S è talvolta vittima. Talvolta invece impresario, regista e primo attore. Di Maio che ribattezza Giuseppe Conte “amico del popolo” e che bisogno c’era di abbellire il curriculum?

domenica 20 maggio 2018

ECCO LA VERSIONE FINALE DEL #CONTRATTO #M5SLega: uno schifo per il Paese e un tradimento per il SUD

Non è una lettura ideologica quella che fa parlare di un Governo che si presenta come spiccatamente reazionario E vergognoso, ma è la stessa lettura del programma definitivo a suggerire tale affermazione.

sabato 19 maggio 2018

IL #contratto di governo #M5SLega uccide la Costituzione


E’ inutile che cerchiate di capire che cosa c’è scritto nel programma del Governo di Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Probabilmente è passata da quella parti qualche vecchia zia e glielo ha un po’ corretto come fanno le zie timorate di Dio e ben educate: ha sfumato tutto. Non esiste più, ad esempio, il blocco della Tav Torino-Lione, ma solo che andrà ripensata: la cosa grossa e da anni contestata è un buco, cosa diavolo bisogna ripensare? Rotondo, ovalizzato, quadrato? Laura Castelli, però, guerriera no Tav e probabile futuro ministro, dice che tutto questo aiuta la sua lotta anti Tav.

Altre scemenze: cacciare tutti i rom. Non si sa dove, visto che sono quasi tutti cittadini italiani, si possono espellere in Italia, una ridente penisola del Mediterraneo.

Scompare anche il condono, ma c’è la pace con i contribuenti, qualunque cosa voglia dire. Rimane la flat tax (soldi per i già ricchi) e la riforma della Fornero (con l’introduzione della quota 100). Il reddito di cittadinanza si infila su per il camino: costerebbe decine di miliardi, ma partirà solo fra qualche anno e comunque in bilancio ci sono solo due miliardi per potenziare i centri di impiego: invece di fare contenti undici milioni di elettori, ne sistemeranno con un buon stipendio qualche migliaio a fanigottare all’ombra dei famosi centri.

Qualcuno ha calcolato che tutta questo insieme di balordaggini dovrebbe costare 65 miliardi, che non esistono e che non si troveranno mai: i sogni muoiono all’alba. Già così, cioè, possono portarselo a casa il programma e farlo leggere ai loro bambini o incartarci il pesce. Non passerà mai nessun vaglio.

Ma tutto questo è il meno e è risaputo. Il  vero problema è che questi sono dei matti eversivi, quasi simpatici nella loro follia da nonni rimbambiti (e invece sono tutti giovani). Tre cose:

1- Il famoso comitato Gran Consiglio del Fascismo rimane. Non ne parlano in dettaglio, ma c’è. Hanno tolto i particolari perché probabilmente si riservano, una volta insediati, di costituirlo: chissà chi diavolo vi entrerà, forse anche Davide Casaleggio o qualche suo impiegato o di Putin. Si tratta di una cosa chiaramente extra-istituzionale e contraria a qualsiasi tradizione democratica. In pratica si crea un consiglio dei ministri al di sopra del Consiglio di ministri vero e proprio. E sarà quello dove vengono prese le decisioni, quello che conta, senza alcuna responsabilità e senza rispondere mai al parlamento, visto che si tratta di un organo del tutto extra-istituzionale, quasi privato. Nessuno era mai stato così spudorato e così deciso a sconvolgere il sistema democratico.

2- Rimane l’idea di abolire la norma, dettata da Luigi Einaudi, dei parlamentari eletti “senza vincolo di mandato” (e che è alla base di tutti i parlamenti e della democrazia rappresentativa). In questo modo tutti i deputati saranno obbligati a seguire i dettami del proprio partito: saranno cioè del tutto inutili, si possono anche abolire, che è quello che vogliono i grillini.

3- E qui entra in gioco l’ineffabile e fantasioso Borghi Aquilini. La Banca Mps non si vende più, lo Stato ne deve comprare il 100 per cento e farne una banca che veicolerà i grandi investimenti pubblici. Tonfo e spavento in Borsa, disastro per gli azionisti.

Ma l’idea è la solita: anche i Leghisti vogliono una banca. Quella che avevano fondato è fallita miseramente. Così ne vogliono un’altra, giusto per giocare un po’ con i soldi. E’ volata l’idea di lanciare dei mini-Bot, idea che ha già provocato il fallimento di altri paesi.

A tutto  ciò aggiungete richieste assurde (modifica dei trattati europei e altre stupidaggini). E’ tutta roba che interessa solo noi, ma che richiederebbe il consenso degli altri 27 stati. Ci rideranno dietro e non se ne parlerà più. Comica la polemica contro il fiscal compact: non sanno nemmeno che cosa è e non sanno nemmeno che sta in Costituzione: inutile andare fino a Bruxelles: comincino con il cambiare la Costituzione, se ne sono capaci (citofonare Matteo Renzi, che ha fatto qualche esperienza in materia).

Infine, ma forse è la cosa più grave, c’è la questione del presidente del Consiglio. Stanno cercando una figura terza. Cioè un signore per bene da mettere lì a sfilare davanti al plotone d’onore mentre loro due, Bibi e Bibò, hanno già fatto tutto: scritto il programma, scelti i ministri, litigato con Bruxelles, e altro ancora. Ma la Costituzione prevede che sia il presidente del Consiglio a dirigere il governo: questi hanno invece in testa un  signore diretto da loro, un presidente di cartone. Di nuovo, si cambia la Costituzione.

Insomma, stanno riscrivendo la Costituzione, sostituendola con le loro personali ossessioni.

Mattarella non ha molte alternative: hanno avuto molti voti, ma il loro osceno governo (con osceni ministri) non deve nascere. Questi vogliono fondare la repubblica di Paperopoli. Una cosa ridicola e che farà ridere tutto il mondo.

Lunedì Mattarella dovrebbe ascoltarli, e poi rispedirli da dove sono venuti. Senza escludere la possibilità, di denunciarli alla più vicina Procura per attentato alla Costituzione.

Benvenuti nella Terza Repubblica, dove governo, parlamento e cittadini non contano nulla

Luigi Di Maio lo ha detto più volte cosa deve essere e cosa deve fare il premier del governo M5S-Lega. Deve essere esecutore ed eseguire. Esecutore, eseguire…verbi e concetti che rimandano a qualcuno che fornisce istruzioni ed esercita controllo sull’esecutore. Si eseguono istruzioni ed ordini. E infatti il premier del governo M5S ha le istruzioni (qualche volta vaghe) nel Contratti di Governo giallo verde. E nell’eseguire le istruzioni avrà sopra di sé il controllo del neonato Comitato di conciliazione, cioè una sorta di super governo che dirà al premier come fare quel che deve eseguire.

venerdì 18 maggio 2018

Il #contratto #M5SLega? E' Una cagata pazzesca… #IoSonoNelContratto

Siamo notoriamente misurata ma chi commenta che questo contratto di governo Lega/5 Stelle “non è male”, “ha una parte interessante”, “è contro l’austerità”, “dice quello che dovrebbe dire la sinistra”, o è in cattiva fede o si è drogato pesantemente. Per due motivi:

1. Letto tra le righe, questo contratto non è l’espressione degli interessi popolari e nemmeno dei “ceti medi impoveriti”, ma di un pezzo del padronato italiano, della piccola e media borghesia (con qualche concessione alla grande), che vuole cooptare alcuni segmenti di proletariato dandogli le briciole.

Questa frazione di Italia storicamente egemone, ha fatto profitto per decenni non sulla capacità di competere, sull’innovazione etc, ma su evasione fiscale, condoni, inquinamento, cementificazione, facendo lavorare a nero e sfruttando manodopera (per lo più meridionale e immigrata) sottocosto.

Ovviamente con la crisi del 2008 i nodi sono venuti al pettine, questo modello di “sviluppo” italiano non ha retto alla rapida ristrutturazione degli altri capitalismi europei, e siamo stati più esposti a speculazioni (vedi seconda crisi del 2011) e a “cure” massicce (Fiscal compact, Fornero, Jobs Act etc).

Questo chiaramente ha prodotto malessere sociale diffuso, a cui si poteva rispondere in due modi: o da sinistra, con politiche di redistribuzione della ricchezza e intervento pubblico nell’economia, o da destra, attraverso un populismo che non è altro che una sorta di ritorno al passato – un po’ vecchia DC, un po’ Berlusconi e un po’ di “caro fascismo”.

Siccome la vecchia sinistra (PD-LEU) era fatta da quelli che hanno prodotto le infami “riforme”, e la Nuova Sinistra (quella di Potere al Popolo e dei movimenti sociali) nonostante la generosità è ancora giovane, piccola, disorganizzata e sconosciuta, il malessere non poteva che essere interpretato dai 5 Stelle e dalla Lega, che peraltro potevano beneficiare del senso comune di destra ,egemone da decenni nel paese.

Così, invece del capitalismo che parla inglese ci becchiamo quello cafone, ma nella sostanza per noi cambia ben poco. Il nemico del mio nemico NON è mio amico.

Il contratto Lega/5S infatti non attacca il vero problema del paese, ovvero la concentrazione della ricchezza in poche mani, la mancanza di una politica industriale etc, ma anzi fa una flat tax per i ricchi e dà giusto qualche briciola ai poveri (niente abolizione Fornero, un reddito di cittadinanza che è poco più di un sussidio di disoccupazione). L’unica libertà che rivendicano contro l’UE è quella di fare deficit, ovvero indebitarsi, con la stessa strategia di corto respiro che si ebbe negli anni ’80 o con Berlusconi. E non mi pare che all’epoca c’era chi diceva che Berlusconi andava “incalzato”, “apprezzato”, “sostenuto”… Il 14 dicembre 2010 fu chiarissimo in questo senso: basta ambiguità, in quel Parlamento abbiamo solo nemici.

2. La parte “sociale” del contratto non è separabile da quella penale e repressiva, che fomenta la guerra fra poveri, dà la caccia agli occupanti casa e mira a distruggere le forze sociali. I due interventi sono complementari. E’ una mossa tipicamente fascista: do qualcosina ad alcuni settori di lavoratori italiani per farli stare buoni, mentre tolgo un bel po’ agli altri e blindo la dinamica sociale. Poi si ritorna anche sugli italiani…

Ci sarebbero altre milioni di cose da dire ma mi fermo. L’unica consolazione in questa valle di lacrime è che la risposta che Lega e 5 Stelle danno alla crisi italiana ha il fiato corto. Stanno mettendo le basi per la loro fine.

A noi si pongono quindi due compiti: 1. resistere e fare vera opposizione, lottando ovunque e spingendo sulle domande sociali e istanze redistributive; 2. evitare che dal capitalismo cafone si ritorni a quello “politicamente corretto” di PD e soci.

Quando questi buffoni si sgonfieranno, cerchiamo di far trovare al nostro popolo un’alternativa vera.

Presentato il contratto di Governo. #IoSonoNelContratto

Al di là della bizzarra forma d questo testo con tanto di firme autenticate da un pubblico ufficiale, al di là di quello che c’è scritto e di quello che non c’è scritto, il contratto è un’operazione politica efficace e meno naif di quello che molti soloni ci vogliono spiegare in queste ore. Per molti cittadini, anche non elettori di quei due partiti, è un fatto positivo che queste due forze politiche abbiano scritto – nero su bianco, come si diceva una volta – quello che vogliono fare nei prossimi cinque anni, per molte persone, al di là di quello che c’è scritto – che tanto non leggeranno mai – questo testo è un elemento di serietà e di concretezza. Il contratto è forma più che sostanza, è il contenitore più del contenuto, e quindi mi pare che il governo nascente abbia già segnato il primo punto a proprio favore.
Poi ovviamente il testo è generico e fumoso, quasi quanto le slides renziane o i preamboli democristiani: un lungo impegno di buoni propositi, di quelli che che vanno a bene tutti, perché tutti vogliono una scuola migliore, una sanità che funzioni, tutti dicono che il lavoro è un valore, che la cultura è una risorsa fondamentale, tutti chiedono di combattere la corruzione e i privilegi, e via così, da una banalità all’altra. Nel contratto ci sono cose che abbiamo già letto tante volte, anche scritte meglio. C’è anche l’abolizione del Cnel, uno dei cavalli di battaglia della riforma renziana. Questo sarà il governo del cambiamento, che è sostanzialmente quello che ci hanno detto tutti i governi che si sono succeduti in questi venticinque anni: tutti erano il governo del cambiamento.
Poi ci sono i dettagli, dove – come noto – sta il diavolo. Il contratto prevede che le persone con alto reddito e le società paghino meno tasse e questo fa capire che si tratta chiaramente di una scelta di classe: questo governo vuole ridistribuire la ricchezza, togliendo ai poveri per dare ai ricchi. Il punto alla fine è tutto qui: scegliere da che parte schierarsi nella guerra di classe.

giovedì 10 maggio 2018

B (e il suo impero) non si tocca: così il #M5S ha perso l'anima (e la faccia) #M5SLega

Il tradimento delle origini, la deriva trasformista che non hA mai abbandonato il malcostume italico, un unico dogma come programma politico: governare, costi quel che costi. Una mutazione genetica per il Movimento 5 Stelle che ormai non ha più nulla di quello che abbiamo conosciuto.

IL governo #M5SLega è servito, ORA TOCCA A NOI

A luglio non si rivota. La mossa di Berlusconi – annunciare che non si oppone più alla nascita di un governo Lega-M5S, anche se non voterà la fiducia – ha come primo e per ora unico effetto quello di allungare i tempi. Salvini e Di Maio hanno fortemente voluto questa chance, consapevoli che altrimenti la loro carriera politica avrebbe cominciato a volgere sul viale del tramonto. Il grillino  che lo scorso dicembre disse a Berlusconi che "non aveva bisogno dei voti dei galeotti, dei corrotti e dei mafiosi" per governare,  deve sottostare alle regole interne del movimento (“massimo due mandati”), il leghista perché sa benissimo di essere stato “spinto” soprattutto dalle tv berlusconiane.