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giovedì 31 agosto 2017

"Prima i romani" La vera storia

L'incontro di ieri tra Comune e Prefettura è andato male! La Raggi ha dichiarato che deve occuparsi prima di coloro che sono i attesa della casa da tanti anni. Ricordo pere che un conto sono le ordinarie politiche abitative un altro le emergenze! I rifugiati, sgomberati da Via Curtatone, cosi come quelli di via Quintavalle, non hanno nulla a che vedere con le procedure ordinarie che peraltro sono risibili nei metodi e nel numero di case disponibili.
Vorremmo inoltre chiedere alla Sindaca che fine hanno fatto I 130 milioni che l"ex Prefetto di Roma Gabrielli dice che erano stati stanziati proprio per l'emergenza abitativa nel periodo di Tronca. Cosa ne è stato? Forse sono stati.utilizzati per I romani? NO, non se ne vedono I risultati. Forse per remunerare I grandissimi manager, capi di gabinetto in perenne transizione di cui si è circondata? Vergogna infinita! L"incompetenza, l"arroganza e la xenofobia del m5s dovrebbero aver finalmente aver convinto I romani davvero onesti che li hanno votati a voltargli definitivamente le spalle. E se ciò non accadesse sarebbe il caso che si rivolgessero ad uno psichiatra serio e competente.
Intanto I rifugiati non vogliono tornare nell"invisibilità e continuano Il presidio in piazza Madonna di Loreto . I cittadini solidali e antirazzisti sono sempre attesi, ammesso che questa città non abbia intossicato le coscienze di tutti e l'aver eletto la Raggi non lascia ben sperare.

lunedì 3 luglio 2017

Emergenza idrica man-made

L'attuale cosiddetta “emergenza idrica” è in realtà un fenomeno che ha radici lontane. Provocata dalla cattiva gestione e dalla privatizzazione del servizio, si continua a far finta di nulla e a insistere su progetti che rischiano di devastare quanto rimane del residuo patrimonio idrico italiano. I dati che circolano in questi giorni (diminuzione della disponibilità d’acqua, crollo delle precipitazioni e delle portate di fiumi e sorgenti, aumento delle temperature medie) fanno emergere in tutta la sua drammatica realtà l’acuirsi di una crisi idrica.

Purtroppo, anche in questa occasione, il dibattito che si è sviluppato nel paese viene piegato agli interessi delle grandi lobby economico-finanziarie che provano così a rilanciare la strategia volta alla definitiva mercificazione del bene comune (acqua) e addirittura a mettere sul banco degli imputati i referendum del 2011.

Per l’ennesima volta si prova a a rimuovere dalla coscienza delle persone le reali cause di una crisi ecologica che ha cause commerciali ma non soluzioni di mercato. Addirittura si arriva a prospettare come cura esattamente la causa scatenante della malattia, ossia la sottomissione dell’acqua alle regole del mercato, del profitto e della concorrenza.

E’, altresì, evidente come la crisi idrica che si sta palesando in questi giorni in Italia sia il risultato del matrimonio tra il ciclo dell’acqua e il ciclo economico, essa è dovuta principalmente alla scarsità di questa risorsa. Scarsità “man-made”, cioè prodotta dall’uomo, tramite: sovrasfruttamento degli acquiferi, inquinamento delle falde e del reticolo fluviale superficiale, urbanizzazione, con conseguente diminuzione della disponibilità, divisione tra consumo agricolo, industriale, uso civile.

E allora l’onestà intellettuale imporrebbe di fare marcia indietro rispetto a una serie di opere e progetti che da una parte tendono a valorizzare economicamente l’acqua e dall’altra considerano il suo depauperamento come un effetto collaterale ineluttabile.
Ne elenchiamo solo dieci delle centinaia in cantiere in Italia:
  • pozzo di petrolio ENI di Carpignano Sesia, in area di ricarica della falda idropotabile di Novara, il Min.Ambiente ha appena approvato il progetto mettendo come prescrizione di “prevedere un approvvigionamento alternativo in caso di contaminazione”;
  • gasdotto Sulmona-Foligno della SNAM, con il tragitto su ben tre crateri sismici con un tunnel appena dietro la più grande sorgente dell’Italia Centrale, quella del Pescara a Popoli, dalla portata di 6000 litri al secondo;
  • Centro Oli di Viggianoche incombe sul Lago del Pertusillo, che disseta 4 milioni di italiani in Puglia e Basilicata, sequestrato nel 2016 e oggi protagonista di un ingente sversamento di petrolio;
  • Sorgente Pertuso: aumento delle captazioni presso la sorgente del Pertuso che alimenta il fiume Aniene nel Lazio;
  • aumento delle captazioni ACEA presso il lago di Bracciano;
  • costruzione delle gallerie dell’autostrada Roma-Pescara, un progetto faraonico da 6,5 miliardi di euro che andrebbe a ledere le falde acquifere presenti nelle montagne carbonatiche tra Lazio e Abruzzo;
  • l’inquinamento prodotto dalla SOLVAY sulla costa toscana tra Rosignano Marittimo e Vadache si configura come una vera e propria “bomba ecologica” visto che anche l’Agenzia Ambientale Onu ha classificato questo tratto costiero come uno dei 15 più inquinanti d’Italia;
  • progetti per uso idroelettrico nel bellunesecome sull’intero arco alpino che vanno ad impattare fortemente sugli ecosistemi fluviali;
  • costruzione di un impianto idroelettrico sul fiume Fridonel parco del Pollino con un devastante impatto sull’ecosistema fluviale;
  • l’inquinamento da PFAS(sostanze perfluoroalchiliche potenzialmente pericolose per la salute umana) delle falde ad uso idropotabile nel Veneto tra le province di Padova, Vicenza e Verona.


D’altra parte si prova ad accreditare la tesi per cui i due referendum per l’acqua pubblica del 2011 siano stati la causa della situazione attuale avendo determinato un crollo degli investimenti per cui non sarebbe stato possibile l’ammodernamento delle reti idriche da parte dei gestori.

Una bugia bella e buona. Infatti, gli investimenti sono in decisa flessione sin da fine anni novanta (quindi ben prima dei referendum) nonostante le tariffe dell’acqua siano aumentate più di ogni altro servizio pubblico.

Allora se le tariffe aumentano, gli investimenti diminuiscono e le perdite delle reti aumentano, appare evidente che c’è qualcosa che non torna.

La questione da porsi, che arbitrariamente viene elusa nel dibattito pubblico, è che il finanziamento del servizio idrico integrato ha dimostrato il suo fallimento dal momento in cui al principio del “full cost recovery”, ossia il costo totale del servizio deve essere interamente coperto dalla tariffa, si è associato l’affidamento a soggetti privati: entrate certe e anticipate a fronte di investimenti sempre più ridotti e dilazionati nel tempo. Con i risultati assolutamente inadeguati rispetto alle ingenti opere di cui il servizio idrico necessita.
Superato il concetto del “full cost recovery” ed esautorati i soggetti gestori di natura privatistica, per gli investimenti, occorre progettare, quindi, un sistema di finanziamento sia basato sul ruolo della leva tariffaria, anche su quello della finanza pubblica e della fiscalità generale.

Insomma, il giudizio di fallimento dell’attuale sistema di gestione dell’acqua in Italia è un dato di fatto ben difficilmente contestabile che dovrebbe portare ad un’inversione di rotta immediata soprattutto alla luce della pesante crisi idrica.

Urge un profondo cambiamento del sistema passando dalla pianificazione dell’offerta, alla gestione della domanda, rimettendo al centro la tutela e gestione partecipativa dell’acqua e dei beni comuni.

venerdì 17 febbraio 2017

No Uber? le cooperative fanno lobby schiavizzando i tassisti

In Italia operano 40mila tassisti e 80mila noleggi con conducente. È dal 1992 che si cerca di garantire leggi certe. Gli autisti delle auto bianche hanno regole più rigide e onerose, è vero, ma cercano anche di frenare concorrenza e cambiamenti. Per questo Uber, multinazionale che ha applicato alla gestione del servizio taxi la tecnologia che oggi consente una prenotazione con un semplice clic sul telefonino, è il nemico numero uno.

domenica 22 giugno 2014

Tisa. L’accordo segreto per un liberismo sfrenato sulla pelle dei cittadini

Si chiama Tisa. Un acronimo che sta per "Trade in services agreement", ossia "accordo di scambio sui servizi": la più grande minaccia per il cuore dell'economia dei paesi sviluppati.

sabato 9 marzo 2013

ALLA CONQUISTA DELL’ACQUA GLOBALE


Nel dicembre 2012 Sandra Postel, l’esperta di acqua del Progetto Globale per le Politiche Idriche, scrivendo sul National Geographic a proposito di “irrigazione su piccola scala con semplici secchi, pompe non costose, sistemi d’irrigazione a goccia e altre attrezzature che permettono alle famiglie di agricoltori di poter far fronte a stagioni secche, crescere i raccolti, diversificare le coltivazioni e sfuggire alla povertà”, metteva in guardia contro gli investimenti senza scrupoli che riguardano l’acquisto di terreni e di risorse idriche in Africa.

lunedì 4 febbraio 2013

La lunga storia del boicottaggio della Pianta di Canapa


E farò germogliare per loro una pianta di grande fama, e non saranno più consumati dalla fame nel paese. 

L'erba non è dannosa per il corpo né la mente. Non fa finire nessuno in qualche programma di riabilitazione.Non comporta alcuna minaccia per la gente comune, mentre rappresenta un gran rischio per le compagnie petrolifere, le industrie dell'alcol, del tabacco ed un mucchio di aziende chimiche. Grandi imprese con un sacco di dollari ed influenza politica hanno nascosto la verità al popolo: l'erba è illegale soltanto perché i miliardari vogliono restare tali.

lunedì 14 gennaio 2013

Odore di Guerra


Alert Terza Guerra Mondiale, cause e scenari

GEOPOLITICA | Si profila uno scontro Atlantico-Orientale. Non solo Medioriente, Iran e Corea del Nord: sono almeno otto le possibili cause scatenanti di un conflitto internazionale. Tra queste la crisi economica.
Ormai diversi analisti e giornalisti avanzano sempre più l’ipotesi che la grave crisi economica che sta massacrando le economie occidentali possa sfociare in un conflitto di scala mondiale. Tra il 2013 e il 2015 effettivamente una nuova grande guerra potrebbe abbattersi sulle nostre vite.

martedì 16 ottobre 2012

Gli stress test delle centrali nucleari, Sicurezza o omertà?


Gli incidenti nucleari accaduti nel mondo sarebbero molti di più di quelli dichiarati ufficialmente. Non vi sono soltanto i gravissimi noti passati alla storia come Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima, ma tanti altri, anche di notevole entità. L’Aiea (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), organo ufficiale dell’Onu in materia, ne ha confermati una trentina, ma risulterebbero oltre centotrenta aggiungendo quelli denunciati da Greenpeace e da altri organismi ambientali. Recenti episodi si sono verificati in Francia, non solo nel 2008 a Tricastin, ma anche lo scorso settembre a Fessenheim. Come al solito gli effetti vengono minimizzati, poiché è interesse delle lobby occultare le conseguenze “minori” e sdrammatizzare sui casi incelabili, diffondendo interpretazioni positive dei dati per non allarmare le popolazioni.  Bisogna inoltre ricordare i pericolosissimi depositi di scorie disseminati nel nostro paese, di cui il Piemonte pullula ed il materiale bellico Usa.

domenica 3 giugno 2012

Come la lobby del tabacco ha pagato gli scienziati francesi

“Changeux!” Il nome, scritto a mano, in caratteri grandi e seguito da un punto esclamativo, suona come un grido di vittoria. Il Post-it sul quale e' scritto e' attaccato ad una lettera, datata 10 agosto 1994, del grande neurobiologista francese Jean-Pierre Changeux, alla guida dell'Institut Pasteur. Questa lettera e' indirizzata al Council for Tobacco Research (CTR), un ufficio dell'industria del tabacco con base a New York, che finanzia la ricerca scientifica. Jean-Pierre Changeux chiede 255.000 dollari (273,500 euro correnti) per un progetto di mesi per studiare l'impatto della nicotina sul cervello di topi mutanti. La missiva con questa nota e' accessibile nell'oceano di documenti segreti dell'industria del tabacco -i “tobacco documents”- che il quotidiano Le Monde ha cominciato a sfogliare.

sabato 7 aprile 2012

di chi è la NATO ?



Cresce l'interesse delle multinazionali finanziarie per i business "poveri", dalle pensioni agli ammortizzatori sociali. Tutto diventa occasione per privatizzazioni, imposizione di conti correnti e carte di credito (vedi la "flexsecurity"). Bisogna "liberalizzare", ma le assicurazioni diventano obbligatorie su tutto: oltre alle casalinghe, ora anche i professionisti devono essere assicurati e gli automobilisti, invece che un tagliando, dovranno avere un microchip. 

L'assalto del lobbying bancario ai business poveri ha determinato che ora si trovi nel mirino anche la categoria dei tassisti. La "liberalizzazione" dei taxi è già avvenuta da anni negli Stati Uniti, dove i tassisti sono ormai quasi tutti degli immigrati.

lunedì 2 aprile 2012

CHI CONTROLLA LE RISORSE PETROLIFERE?

Gli ecologisti si stanno rendendo conto di essere interessati a contrasti simili a quello esistente tra l’Ecuador e la Chevron Corporation. L’azienda petrolifera statunitense si è recentemente affidata a un collegio arbitrale internazionale per evitare di pagare una multa di svariati miliardi, promulgata dai tribunali ecuadoriani. La multinazionale dovrà pagare i danni causati dall’inquinamento di cui è responsabile? La maggior parte degli ecologisti pensa che questa sia la cosa più giusta.

venerdì 28 ottobre 2011

USA, elezioni 2012 in vista: le lobby bancarie finanziano i politici principali


Non potremo mai ripristinare la legittimità del nostro sistema politico finché non porteremo i soldi fuori dalla politica. Generalmente, in occasione delle elezioni federali, nel 90 per cento dei casi il candidato che raccoglie più soldi vince.

Nel 2008, Barack Obama ha raccolto fondi quasi due volte superiori di quanto abbia fatto John McCain. I 3 dei 7 maggiori donatori per la campagna di Obama erano le grandi banche di Wall Street (Goldman Sachs, JPMorgan Chase e Citigroup).