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venerdì 8 giugno 2018

La guerra tra poveri è già tra noi, Ecco i desolanti numeri della sanità

La salute è una preoccupazione e ogni suo problema fa aprire il portafoglio. E’ una constatazione banale, ma la distorsione culturale imposta da anni di pensiero unico liberista riesce a pervertire anche la percezione collettiva di un bisogno vitale (se non ti curi muori) e consegna davanti a noi una realtà agghiacciante.

giovedì 4 gennaio 2018

Le società concessionarie delle Autostrade lucrano sulle spalle dei cittadini

Chi si arricchisce estorcendo i cittadini che usano la rete autostradale nel nostro paese? Sono le 24 società concessionarie sulla base di accordi con lo Stato regolati da sei regimi tariffari diversi. Ma ad un occhio attento, questa frammentazione si riduce praticamente a un duopolio. Oltre all’Anas, che gestisce anche un migliaio di chilometri finora senza pedaggio (come la Salerno-Reggio Calabria), ci sono un gruppo di società legate agli enti locali (una fra tutte: l’Autobrennero controllata al 45% dalle province di Trento e Bolzano) e poi i due colossi: Autostrade per l’Italia, di proprietà dell’Atlantia della famiglia Benetton, e la Sias, della famiglia Gavio.

Ai Benetton fa capo oltre il 50% della rete, ai Gavio un altro 20% abbondante. E guardando i conti dei due operatori industriali del settore l’impressione è una sola: le autostrade italiane sono un affare d’oro, pura rendita finanziaria. Dal 2009 a oggi, nonostante la crisi economica, la Sias non ha mai chiuso un bilancio con utili netti inferiori al 14% dei ricavi. Discorso analogo si potrebbe fare per la società dei Benetton (nel 2014 ha registrato un utile di quasi 700 milioni, oltre il 15% dei ricavi). Merito dell’efficienza dei gestori, dicono i gruppi coinvolti. Merito di una politica tariffaria e di aumenti dei pedaggi sconsiderati dicono i fatti e le vittime degli aumenti tariffari.

Nel 2014 (questi i dati che abbiamo a disposizione) i ricavi derivanti dai pedaggi hanno raggiunto la consistente cifra di 6,533 miliardi di euro. Quanto hanno incassato di questo tesoretto le casse pubbliche? Assai poco: soltanto 1,7 miliardi tra Iva (596 milioni) e canone Anas (1,132 miliardi), un canone che poi altro non è che il sovrapprezzo sulla tariffa utilizzato dallo Stato per la manutenzione delle reti non a pedaggio. Tutto il resto – 4,8 miliardi – è andato a rimpinguare le casse delle società private che gestiscono le nostre autostrade, da Gavio fino a Autostrade per l’Italia dei Benetton. Praticamente su ogni chilometro di autostrada, lo Stato incassa “solo” 300 milioni, rispetto agli 850 che finiscono alle concessionarie. Quasi il triplo

Con i nuovi e ingiustificati aumenti delle tariffe autostradali, più di 300 milioni all’anno di oneri aggiuntivi ricadranno sulle spalle degli italiani. E’ questa la prima stima del conto che il rincaro dei pedaggi autostradali, recentemente autorizzato dal Governo, ha presentato alle imprese di autotrasporto. E per imprese che, dopo anni e anni di crisi, viaggiano sulla lama del rasoio della sopravvivenza questo nuovo colpo, sommato al recente rincaro nei costi di energia e carburante, è tale da provocare una nuova epidemia di crack finanziari e di aumenti dei prezzi generalizzati che si riverberanno sui conti delle famiglie e dei consumatori.

Si perpetua una distorsione di mercato che favorisce le rendite dei concessionari autostradali, non a caso puntualmente in testa alle classifiche dei benestanti italiani, a discapito di chi la rete autostradale si trova costretto a utilizzare.

“Puntualmente, con il rincaro dei pedaggi si rinnova un modello di rapporto Stato-concessionari privo di trasparenza: gli aumenti sono basati su parametri i cui valori sono discrezionali; le premialità riconosciute sugli investimenti sull’infrastruttura appaiono grottesche in quanto dovrebbe essere già prevista la remunerazione sul capitale investito; le 27 concessionarie scaricano sul mercato il rischio di impresa spalmandolo fra lavori in house, rinnovi di concessioni senza gara, costanti contributi pubblici, defiscalizzazioni e garanzie .

Anche quest’anno il rincaro medio del 2,74% non segue la logica dell’inflazione (1,2%) né, tantomeno, procedure contrattuali chiare, poiché i contenuti delle concessioni restano inspiegabilmente secretati e quindi possiamo immaginare trattative bilaterali e rapporti di forza con tutte le spese e i rischi a carico del contribuente e dell’utente finale”.

Secondo una relazione dell’Autority dei Trasporti, sui pedaggi autostradali si è registrato un aumento spaventoso dei guadagni -praticamente il 270% – passando da 2,5 miliardi di euro nel 1993 a 6,5 miliardi nel 2012. Un trend che continua ad aumentare con guadagni stellari, e con un sistema che rende le società concessionarie praticamente eterne. La principale concessionaria, Autostrade per l’Italia (Benetton) manterrà la gestione – e dunque i ricavi – fino al 2038. Una immagine plastica e niente affatto “dinamica” del capitalismo meramente parassitario.

sabato 26 agosto 2017

#sgomberi Roma, i veri motivi

L’intreccio di interessi speculativi e incapacità istituzionali nella vicenda del palazzone sgomberato a Roma, potrebbe diventare un caso di accademia, con l’aggravante di una irresponsabilità che avrebbe potuto scatenare una nuova e lacerante guerra tra poveri proprio nelle zone terremotate del reatino.

Mercoledi mattina in Prefettura (alla vigilia dell’operazione di ieri) si era tenuta una riunione del Comitato Provinciale per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico. Alla riunione, oltre alla Prefetta di Roma, Basilone, hanno partecipato  il comune con l’assessore al patrimonio e alle politiche abitative (ormai con un piede fuori dalla giunta comunale, in serata verrà dimesso dalla sindaca Raggi, ndr), e il Segretario generale della Regione. L’oggetto dell’incontro era trovare una soluzione all’”emergenza” creata con lo sgombero del palazzone di Piazza Indipendenza proprio dalle decisioni adottate nei giorni precedenti dalle autorità riunite intorno al tavolo in Prefettura.

A fare pressioni per lo sgombero del palazzo era IDEA Fimit S.G.R., la società che ha in gestione l’immobile.

Nel 2011 la Sgr immobiliare, Idea Fimit, lo aveva acquistato per 75 milioni da una società che curava la liquidazione della Federconsorzi. Le Sgr sono le cosiddette Società Gestione Risparmio prosperate come funghi con la finanza creativa e le cartolarizzazione degli immobili, anche pubblici. I 75 milioni con cui la società ha comprato il palazzone (nove piani più due interrati) provengono da uno dei fondi gestiti da Idea Fimit: il Fondo Omega, sottoscritto da investitori istituzionali e da fondi pensione (fra i quali quello dei dipendenti Sanpaolo). Il progetto era quello di ristrutturare l’edificio, per ospitare centri direzionali di aziende italiane ed estere o anche un grande albergo, ma il progetto va in porto e il palazzone resta vuoto e inutilizzato fino all’ottobre del 2013 quando viene occupato – in questo caso – da rifugiati provenienti dal Corno d’Africa in possesso di permesso di soggiorno e asilo politico. Nello stesso giorno, i movimenti di lotta per la casa occupano anche altre palazzine abbandonate in diversi quartieri della Capitale, la giornata di lotta verrà ribattezzata “Tsunami tour”.

Per avere un’idea di chi stiamo parlando, occorre sapere come si muove la Sgr Idea Fimit. Nel 2012 Idea Fimit si e’ aggiudicata la gara indetta dall’Ama, l’azienda che gestisce i rifiuti di Roma, per la gestione di parte del proprio patrimonio immobiliare. Idea Fimit gestira’ un patrimonio costituito da 56 immobili, tutti situati nell’ambito territoriale del Comune di Roma, con destinazione prevalentemente d’uso uffici, del valore complessivamente stimato tra i 140 ed i 160 milioni di euro. Idea Fimit sgr nell’aprile del 2016 acquista e affida al nuovo fondo da lei gestito, il Fondo Trophy Value Added, due immobili in pieno centro storico a Roma ceduti dal gruppo Scarpellini. Si tratta di uno dei cosiddetti “Palazzi Marini”, un immobile cielo-terra di oltre 8.500 mq, situato tra via del Pozzetto e Piazza San Silvestro, e dell’ex Hotel Bologna di via Santa Chiara, circa 5.500 mq a ridosso del Pantheon e utilizzato dalla Camera dei Deputati. Non solo la Idea Fimit come gestore del fondo Milan Developent 1 di GWM Group, a luglio di quest’anno ha acquistato il progetto e dell’area sulla quale sorgerà la nuova sede di Eni a San Donato Milanese ed aveva sottoscritto un contratto preliminare con Edison per la vendita e il riaffitto della sede milanese di Foro Buonaparte 31 e 35, operazione da 272 milioni di euro. Insomma stiamo parlando di speculatori immobiliari di carriera che acquistano, vendono, incassano plusvalenze o rifilano perdite a chi investe con loro.

Recentemente la Idea Fimit sgr ha affittato alla Sea Servizi Avanzati l’immobile  di Roma (da cui però dichiara di non aver percepito alcun compenso, essendo l’edificio occupato). Il Comitato per l’ordine e la sicurezza convocato dal prefetto Paola Basilone riunito mercoledi, aveva deciso che sarebbe stata la società che gestisce l’edificio sgomberato, la Sea Servizi Avanzati, a garantire alle persone che vivevano in via Curtatone un alloggio per sei mesi, senza costi per il Comune.

Ma le abitazioni in questione si trovano nella zona di Rieti e non a Roma. Una proposta che ogni persona di buon senso avrebbe scartato, sia come destinatario sia come amministratore di un territorio. Pensate infatti quale sarebbero state le reazione al trasferimento di un’intera comunità di rifugiati in degli alloggi situati in un territorio (Rieti) i cui abitanti, proprio a distanza di un anno dal terremoto, si trovano ancora senza casa. Una decisione che avrebbe innescato una devastante e lacerante guerra tra poveri tra rifugiati e terremotati, uno sguazzo per razzisti, destra e “spiriti animali” di ogni risma.  Il Comune dal canto suo ha messo a disposizione temporaneamente 80 posti (per 60 uomini e 20 donne) nelle strutture  Sprar di accoglienza di Torre Maura e Boccea (adibite ai rifugiati che arrivano con i barconi e inserite nei piani di emergenza nazionale per l’accoglienza)  che avrebbe assicurato ospitalità solo ad una parte dei rifugiati accampati all’esterno della struttura. La stessa polizia nel 2014 aveva “censito” 566 persone che vivevano nel palazzone occupato.

I rifugiati nel frattempo sgomberati e accampati nei giardini di piazza Indipendenza, rifutando questa proposta (che tra l’altro avrebbe diviso i nuclei familiari con minori)  in questo hanno dimostrato maggiore lungimiranza delle autorità e delle società immobiliari .

lunedì 23 gennaio 2017

Rigopiano: La natura non c'entra, L'assassino è l'uomo

Iniziamo subito chiarendo le cose: la catastrofe dell’Hotel “Rigopiano”, dove sono già stati recuperati tre cadaveri e risultano ancora disperse persone, non è stata provocata dal terremoto.

mercoledì 31 agosto 2016

La crescita .. degli affitti delle stanze a carico degli studenti fuorisede!.

Riapre i battenti il mercato degli affitti per gli studenti universitari, che tornano in queste ore ad affollare le principali citta' italiane alla ricerca di una stanza in cui soggiornare per i prossimi mesi. 

lunedì 29 agosto 2016

Crisi e disoccupazione giovanile: un problema globale

Non è (ovviamente) solo un problema italiano. La disoccupazione giovanile rimane alta a livello globale e i dati sembrano indicare che sia destinata a crescere ulteriormente. Lo dice un rapporto recentemente pubblicato dall'International Labour Organization (ILO), che mette anche in guardia sul fatto che pure i giovani che lavorano si trovano spesso in situazioni di semi-povertà a causa di lavori precari e malpagati e che la percentuale di giovani che vogliono emigrare per sempre dal proprio paese è in costante crescita.

venerdì 26 agosto 2016

I terremoti provocano morti solo perché il patrimonio edilizio non è a norma

Quando accade un terremoto, per evitare l’evento naturale non si può fare nulla; mentre, per evitare che diventi una catastrofe, forse qualcosa si può fare. E questo lo sanno benissimo tutti: esperti, uomini e donne delle istituzioni, scienziati e politici. Non a caso, in Italia sono state prodotte numerose norme che vanno nella direzione della prevenzione. Ormai abbiamo osservato che ogni 4 o 5 anni c'è un sisma che colpisce la dorsale appenninica. Eppure gli amministratori non fanno prevenzione. Il risultato è che l'Italia è arretrata come il Medio Oriente: in un paese avanzato una scossa di magnitudo 6 non provoca crolli e vittime.

giovedì 25 agosto 2016

#Terremotoitalia: il 70% delle case italiane crollerà perchè non a norma anti-sismica.

Un Paese come il nostro, ad alto rischio sismico, disseminato di centri storici antichi costruiti su roccia e calcare,  non può permettersi di avere il 70% delle abitazioni fuori dalle norme anti-sismiche. Quasi 3 edifici su 4, cioè, non sono in grado di reggere l’urto di quella che viene definita la “scossa di riferimento”.
Fuori dai tecnicismi, la scossa di riferimento è il risultato di un’analisi statistica che assegna una media di 475 anni alla possibilità che si verifichi in un luogo un evento sismico la cui intensità varia da chilometro a chilometro.

giovedì 24 settembre 2015

Gli italiani primi nellA VERGOGNA

Gli italiani s riconfermano in cima alla VERGOGNOSA classifica dei "fruitori" di turismo sessuale nel mondo.

Già, perché secondo l’ultimo rapporto di Ecpat Italia (organizzazione che si batte contro lo sfruttamento sessuale dei bambini) si Scopre che gli italiani (per lo più uomini) sono ai primi posti come clienti di bambini fatti prostituire in Paesi del Terzo Mondo.

giovedì 18 giugno 2015

Il reddito minimo non basta, ma è necessario

Investire nel rilancio dell’occupazione è di vitale importanza , tuttavia, non è sufficiente. Bassi salari e precarietà del lavoro, bassa intensità occupazionale a livello famigliare e polarizzazione tra ricchi e poveri di lavoro, riduzione della domanda di lavoro nei settori tradizionali a favore di quelli tecnologicamente più avanzati, incapacità del sistema scolastico di compensare le disuguaglianze, rischiano di lasciare fuori molti individui e famiglie anche da una futura ripresa.

mercoledì 17 giugno 2015

Nessun essere umano è illegale

Ancora oggi il titolo di questo post continua ad essere la frase più usata in solidarietà coi migranti di tutto il pianeta. L’ovvietà di quello slogan è tanto immediata quanto incompiuta. Da quando la migrazione in quanto fenomeno economico e sociale venne inserita nell’agenda di sicurezza nazionale in differenti paesi, soprattutto del cosiddetto “nord” del mondo, la criminalizzazione dei migranti è stata una costante.

mercoledì 6 maggio 2015

L'amianto uccide una persone ogni tre ore

In Italia, ogni anno 3mila persone, otto al giorno, una ogni tre ore, muoiono di mesotelioma pleurico o di uno degli altri dieci tumori asbesto correlati. Il dato arriva dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), ma non basta a descrivere quanto la fibra killer pesa sul presente e sul futuro dell’Italia.

lunedì 13 aprile 2015

Il mondo delle Coop e le inchieste della magistratura

Il caso Ischia sugli appalti vinti cooperativa CPL Concordia, si arricchisce di nuovi particolari e spuntano i nomi dei politici. Quella di Ischia è una delle inchieste che hanno riguardato il mondo della Lega delle Cooperative che in questi anni è finito a più riprese sotto la lente della magistratura.

martedì 24 marzo 2015

ITALIA PAESE INTOLLERANTE?

Negro, frocio, troia, rabbino, mongoloide. Queste sono alcune delle parole che hanno concorso alla creazione della prima Mappa italiana dell’Intolleranza in Italia sviluppata da Vox – Osservatorio italiano sui diritti. Il progetto prende ispirazione dalla Hate Map della Humboldt University e ha come obiettivo quello di individuare il livello di odio che corre in Rete in relazione a cinque profili sensibili: immigrati, donne, omosessuali, ebrei e persone con disabilità.

domenica 1 marzo 2015

Pedopornografia: un abominevole mondo sommerso

Una foto: una bambina di 4 anni seviziata e sulla sua pancia il nickname di chi la sta abusando. L'obiettivo: dimostrare l'autenticità dello scatto; accreditarsi presso chi cerca immagini dello stesso tipo; indicare, all'occorrenza, che si dispone di una bambina, probabilmente la propria figlia.

lunedì 1 dicembre 2014

la classifica annuale del Sole 24 ore: le città siciliane...sono messe proprio male!

Agrigento è la città d'Italia dove la qualità della vita è peggiore. Il capoluogo della Valle dei Templi, oramai abituato a questo primato negativo, nel 2007 e nel 2009, ha perso quest'anno  in coda alla classifica: 107esima. "Il problema principale di Agrigento è il suo isolamento, dice. l'ex sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, che si dimise dal suo incarico subito dopo la condanna a due mesi per abuso d'ufficio, da cui di recente è stato assolto definitivamente.

venerdì 28 novembre 2014

Tutti i numeri del porno online

Quanto vale il porno sul web? O, rigirando la domanda, quanto vale il web senza il porno? A ben vedere, molto di meno. Le ultime cifre sul porno online restituiscono un'immagine dell'universo web davvero particolare, e il perché è presto detto. Siti porno come YouPorn, YouJizz, xnxx.com, Redtube e Xvideosgenerano una quantità di traffico superiore a quella della maggior parte degli altri siti web e solo giganti come Google e Facebook sembrano poter competere contro i maggiori portali pornografici mondiali.

venerdì 3 ottobre 2014

"Sogno ogni notte quei bambini" dice Pietro Bartolo

Leggere queste memorie non può che insegnare: NON qualche cosa 
MA molto..... R.B.

Cinquemila donne lavorano nelle serre dell'orrore della provincia siciliana

Siamo sempre alle solite manifestazioni di sfruttamento dell'essere umano, dell'approfittare dei bisogni essenziali di una persona, usare minacce, e ritorsioni anche nei confronti dei bambini. Tutti uniti nel disprezzo, tutti uniti in una falsa solidarietà di facciata. Un giro di denaro il cui "oggetto", perchè sono considerati degli oggetti è la persona.

lunedì 22 settembre 2014

Le insostenibili leggerezze del Jobs Act

La riforma del lavoro di Giuliano Poletti n. 78 (comunemente chiamato Jobs Act) potrebbe violare il diritto comunitario[1]. Lo hanno segnalato in molti a partire da Giugno: l’Associazione giuristi democratici, il sindacato Usb. In agosto anche la CGIL ha deciso di farsi sentire presso la Commissione Ue. La Cgil, così come chi l’ha preceduta, insiste su un punto in particolare: la legge 78, eliminando l’obbligo di indicare una causale nei contratti a termine, “sposta la prevalenza della forma di lavoro dal contratto a tempo indeterminato al contratto a tempo determinato, in netto contrasto con la disciplina europea che, al contrario, sottolinea l’importanza della … stabilità dell’occupazione come elemento portante della tutela dei lavoratori”[2].