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lunedì 30 aprile 2018

white list e sentirsi un po' fesso.

La dimostrazione che la politica è una gran presa per i fondelli, o meglio è molto selettiva e direi quasi con benevoli o malevoli occhi a seconda di cosa fa più comodo e a chi, inoltre ognuno può interpretare le leggi, le virtù, i pregi o i loro opposti come vuole:  è la nostra politica! La white list ne è un esempio, cos'è? L'impresa deve dimostrare di non avere avuto né di avere infiltrazioni e legami mafiosi, si intendono nel caso specifico sia diretti che indiretti, la cosa che più è carina è che la white list è rimasta ai tempi direi quasi della mafia “rurale” ovvero riguarda solo noli a freddo e caldo; Confezionamento, trasporto calcestruzzo e bitume; fornitura ferro lavorato; estrazione e trasporto materiali per conto terzi; smaltimento rifiuti; guardiania cantieri; insomma come se la mafia non avesse nel contempo ampliato il suo vasto giro di affari, non avesse intrapreso altri legami, non si fosse allargata ed entrata in quasi tutti i campi, incluso il politico/finanziario, imprenditoriale ad ogni ed alto livello, ecc. ecc...ecc. (diciamo che vi è sempre stata interessata a dire il vero...).
Comunque la white list pone un piccolo limite poi per tutto il resto è il paese di bengodi,  quando e come è richiesta? Bene solo se si trova in zone ad alto rischio di infiltrazioni mafiose....e qui si cade nel giudizio dei locali politici del luogo, prefetti, uomini di governo....o pubblicità negativa più o meno martellante come nel caso di Castelvetrano e non si può far finta di nulla e pare che sia uno dei pochi posti sicul-italici, l'unico! dove vige la necessità di imprese con white list, sempre per le limitate attività di cui sopra,  per partecipare ad appalti (vedi futuro scritto mio su demolizioni villette a Triscina...).
Si la White List, viene quindi richiesta non sempre e per qualunque luogo, ma solo su discrezione e solo per determinate attività imprenditoriali, lasciando così largamente spazio a tutti, il che con i tempi di fame che corrono potrebbe avere un senso, invece no, non ha molto senso semplicemente perchè è una presa in giro sopratutto se ci si gonfia il petto parlando di antimafia, di gare d'appalto che sono un terno al lotto per evitare imbrogli (hehehe) e poi perchè come è facile comprendere il potere mafioso ha quel non so che di ricattatorio, di vendicativo e di corruttibile e spesso è anche utile amico, quindi arriva e fa quel che vuole...allora o la legge esiste a 360° e vale per tutti, per tutte e attività ed i luoghi, o stralciamola perchè chi possiede la white list a conti fatti alla fine si sente pure un po' fesso.
Riccarda Balla

martedì 24 aprile 2018

A chi abbiamo affidato la nostra povera telecom? a CORROTTI

Il finanziere francese Vincent Bollorè è in stato di fermo per la corruzione di funzionari pubblici stranieri in una vicenda legata a concessioni portuali in Togo e Guinea. Lo riporta ‘Le Monde’ nella sua versione online.

mercoledì 21 febbraio 2018

Delocalizzazioni e intervento pubblico

Il caso Embraco dove 497 persone saranno licenziati, dunque buttate in mezzo alla strada (senza dimenticare quelli Asset, Kflex, Alstom, tanto per restare nel recente) ha messo a nudo il tema delle delocalizzazioni selvagge. Inutile spiegare il meccanismo ben noto a tutti, drammaticamente.

Il ministro Calenda (già molto cauto circa la risoluzione della vicenda Alcoa) è sbottato parlando di “gentaglia” con riferimento ai padroni e ha invocato l’intervento dell’Europa e proposto la costituzione di un fondo statale da utilizzarsi per affrontare, appunto, il fenomeno.

Fenomeno che ricordiamo devasta fa decenne il nostro panorama industriale, reso sempre più debole dalla progressiva assenza di una cultura manageriale (i nostri vogliono solo intascare soldoni pubblici), dall’incapacità di  competere, non speculare, con il mondo, scarsa voglia di affrontare il tema del rapporto tra industria e tecnologia, dal processo di dismissione dell’IRI e di privatizzazioni avviato fin dal pentapartito negli anni ’80, con Prodi Commissario della stessa IRI (1982 – 1989, con cessione di 29 aziende e liquidazione di Italsider, Italstat, Finsider) e, in precedenza, ministro dell’Industria con Andreotti presidente del consiglio (governo Andreotti IV, VII legislatura). Questo per la verità storica.

Ci sembra indispensabile per l’opposizione portare nel dibattito pubblico almeno tre punti fondamentali:

1)      Non si tratta di invocare l’Europa ma di rompere la gabbia del liberismo che l’Europa ha costruito e imposto;

2)      Il “fondo” invocato dal Ministro appare come un semplice palliativo. Il punto sta nella possibilità di programmazione pubblica dell’economia e di intervento diretto dello Stato all’interno di un processo complessivo di reindustrializzazione del Paese: processo di  ammodernamento tecnologico, recupero dei siti industriali uscendo dalla logica speculativa, ambientalizzazione delle produzioni. Insomma: un grande sforzo di investimenti programmati e finalizzati in luogo della miriade di bonus, incentivi, sgravi, ecc;

3)      La gestione pubblica di utilities energetiche e infrastrutture in funzione appunto di un piano industriale.

Ovviamente siamo di fronte ad ostacoli molto difficili da superare per attuare un piano del genere (attenzione, però: la globalizzazione sta cambiando verso, almeno nella forma considerata fin dagli anni’80) ma l’opposizione ha l’obbligo di impadronirsi di questi temi, farne oggetto di proposta politica in una logica di concreta alternativa di sistema.

sabato 9 settembre 2017

Ecco Il nostro «aiuto a casa loro», la vendita di armamenti

Nel distorto e dibattito italiano e non solo sul fenomeno migratorio il fine della politica è quello di allontanare dalla vista dell’elettorato i problemi e le LORO responsabilità. Nelle poche occasioni in cui si è allargato lo sguardo verso i luoghi di provenienza delle migrazioni (in particolare all’Africa) lo si fa richiamando un ipocrita e qualunquista «aiutiamoli a casa loro» che non ha nulla di concreto.

martedì 28 febbraio 2017

Il fallimento della Sharing economy

La sharing economy è stata fin qui probabilmente il tema più sfruttato da questi pubblicitari (forse) involontari del capitalismo reale: condividere un bene privato, farne fonte di utilità comune, guadagnarci entrambi qualcosa (io che lo metto a disposizione in termini di reddito, colui che lo usa in termini di risparmio)… cosa ci potrebbe essere di più progressista, evolutivo, quasi comunista?

giovedì 23 febbraio 2017

Il fallimento degli “imprenditori” italiani

Alitalia, Ilva, Almaviva sono esempi lampanti ed estremi di un colossale fallimento della classe imprenditoriale italiana e di tutti i governi. Il punto comune di queste crisi è che dopo che per anni si sono scaricati sui lavoratori, e nel caso dell'Ilva anche sulla salute delle popolazioni, i costi del rilancio aziendale, per quanto grandi siano stati i sacrifici occupazionali, salariali, nei diritti, alla fine è andata sempre peggio.

venerdì 9 settembre 2016

La formula “più stato per il mercato” è la rovina italiana

Una delle conseguenze chiave dell’operazione Mani Pulite e del conseguente crollo della Prima Repubblica era quello di smantellare il sistema dell’economia mista salvato, per iniziativa di Menichella, dagli americani nel 1946. In una famosa lettera, il futuro governatore della Banca d’Italia invitava gli Usa a tenere in vita l’Iri perché sarebbe stato utile alla rapida ricostruzione del Paese e perché si temeva che l’imprenditoria privata avrebbe attuato una sorta di sciopero degli investimenti.

martedì 17 maggio 2016

Italia, spariscono 390 imprese al giorno

In Italia, nel 2015, hanno chiuso sedici imprese ogni ora. Trecentonovanta al giorno. Oltre 142.000 in un anno. Sono i dati che emergono da una ricerca di Rete Imprese Italia con il Ref. Non solo. Se la crisi non si fosse mai verificata, il Pil oggi sarebbe superiore del 15%, ovvero 230 miliardi di euro, rispetto ai livelli attuali. Ma ci sono anche dei lati positivi. Nonostante tutte, le micro-imprese con meno di dieci addetti hanno retto il colpo, contribuendo anche alla crescita dell’occupazione: 375mila posti di lavoro in più fra il 2011 e il 2015.

giovedì 31 marzo 2016

Le banche centrali non bastano più, servono investimenti e salari degni

Tutte le borse del pianeta hanno ripreso a scendere in questi ultimi giorni del primo trimestre. Eppure gli investitori erano stati ampiamente rassicurati dalla Federal Reserve statunitense, che nella riunione di martedì aveva non solo lasciato fermi i tassi di interesse, ma soprattutto affermato che il programma di rialzi era di fatto annullato.

lunedì 4 gennaio 2016

Essendo Befana..sono cresciuta in un periodo....


Ho quell'età in cui tutto aveva una durata ed entrava a far parte di noi e della nostra vita, dei nostri ricordi e modi di dire o di essere che rimangono per sempre come dei timbri di ceralacca..oggi, con il tempo che trascorre inesorabile, senza grande pietà io mi ancoro proprio ai ricordi di una caratteristica famigliare e storica. Io sono ricca e tutti quelli che si aggirano intorno agli anni '50 e '60 lo sono.  Dal '70 in poi inizia un declino storico prima lento per poi accelerare in una frenesia lungo una strada in discesa verso il baratro, il baratro di oggi, una assoluta assenza di fermare nei  giovani i ricordi che caratterizzano una famiglia ( Lessico Famigliare di Natalia Ginzburg..il baco del calo del malo...il beco del chelo...).

Parte 2^ -Restart Italia...ora vediamo i diversi modi d ‘intendere” dei cittadini…

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come lo intendono i "guerrieri"  che vogliono ripartire



Parte 2^ -Restart Italia...ora vediamo i diversi modi d ‘intendere” dei cittadini…


venerdì 1 gennaio 2016

I diversi modi d’intendere, lo start up


Che in Italia esistano più modi di intendere ed interpretare le cose è fuor di dubbio..e più si scende verso la suola dello stivale...più i modi d’interpretare le leggi diventano alquanto originali (per essere gentili)... C’è un’ Italia nordica, meglio ancora se i cognomi tendono all’ asburgico dove le iniziative di lavoro giovanile e meno giovanile, vengono premiate, aiutate e per prime sono le stesse Amministrazioni a dare una spinta al progresso lavorativo e fiducia alle iniziative assegnando loro lavoro e commesse nel rispetto delle leggi e normative nonchè le possibilità e capacità che la stessa offre, riconoscendo il coraggio in un momento di crisi che coinvolge tutti.

lunedì 19 ottobre 2015

PIOVE...e si piange...


Benevento, 70...dicasi 70 imprese nel fango...distrutti anni di lavoro, distrutti sogni, tutto per la pioggia....un'Italia devastata dal malaffare, da assenza di rispetto del territorio, dalla facilità con cui si danno permessi per costruire per poi avere una burocrazia assassina per le cose importanti e non dannose..una involuzione civile e sociale forse mai esistita prima.

lunedì 28 settembre 2015

Trapani: una realtà...che nasce da una volontà di non soccombere..Soc. Coop. Impresa e Lavoro a.r.l


Oggi 29 Settembre 2015..la Soc. Coop. Impresa e Lavoro a.r.l compie un anno...Vi domanderete perchè tutto questo mio interesse, chi mi ha seguita nel passato, prima ancora di scrivere su Free-Italia dovrebbe ricordarsi le lotte, gli articoli pubblicati da giornali on-line, le denunce, la rabbia per un società di servizi 100% provincia di Trapani che lavorava a pieno ritmo, con dignità ed orgoglio  azzerata da un'antica volontà politica, 66 dipendenti messi per strada, che non volevano cedere, tanto da occupare i tetti del Palazzo della  Provincia di Trapani, tanto da mettersi in rotta di collisione con gli stessi sindacati..non ci fu nulla...se non la fine del lavoro...ognuno di loro cercò una scialuppa su cui salire ma 16..non volevano scialuppe di salvataggio..magari a cui poi dire grazie...volevano ricominciare cancellando tutte quelle regole un pò troppo siciliane...

domenica 13 settembre 2015

L'analisi del declino italiano

L’Italia è un paese che mani­fe­sta segni di debo­lezza in tutti gli indi­ca­tori eco­no­mici. Il belpaese, anno dopo anno, si allon­tana sem­pre di più dai paesi sviluppati Euro­pei, cumu­lando un ritardo che inter­roga la strut­tura pro­dut­tiva. Le cause sono molte, ma quella della spe­cia­liz­za­zione pro­dut­tiva viene trat­tato male e, spesso, superficialmente.

giovedì 10 settembre 2015

Beni sequestrati e confiscati.....una gallina dalle uova d'oro...



ECCO!!!! (leggete bene per favore e capirete!)
Avevo già in precedenza, esposto qualche mio dubbio sull'assegnazione di tali beni, la procedura,i tempi.....i lunghi...lunghissimi tempi, interminabili tempi....di una certa unica strada che viene percorsa nell'assegnazione degli affidamenti diretti........devo  dire che la legge prevede solo l'assegnazione ad una cerchia ristretta: ONLUS , quindi cooperative sociali senza scopo di lucro, insomma il "sociale"

lunedì 22 giugno 2015

Trapani : TRA IL DIRE ED IL FARE....C'E' 'ONESTA' CORAGGIO, DIGNITA' E VOLONTA'

IMPRESA E LAVORO COOP, a.r.l IMPRESA E LAVORO (
….Tra il dire ed il fare…. c’è soltanto da lavorare e credere negli obiettivi con coraggio, determinazione ed un pizzico di ottimismo.

Questa storia fuori dal coro "dell’inconcludenza" non si realizza nell’operoso Friuli o Trentino, comunque in zone con testa asburgica ma nella ben più lontana da loro ma vicina a noi provincia di Trapani. Molto discussa ed ancorata a retaggi storici e meno storici di discutibile progresso ma...si può cambiare... si  è la dimostrazione!

martedì 9 giugno 2015

L'italia non un paese per istruiti

Il nostro paese e il suo sistema produttivo non sembrano fatti da e per persone istruite. Negli ultimi anni non sono mancate dichiarazioni memorabili del tipo «con la cultura non si mangia» (Tremonti) o «chi non sa fare insegna» (Castelli). Il Governo Renzi, con il disegno di legge sulla “Buona scuola” ha annunciato una riforma che vorrebbe apportare cambiamenti significativi.

mercoledì 27 maggio 2015

Riprendere argomenti...per vedere i progressi di : Impresa e lavoro Soc.coop. a.r.l.


Il desiderio ed il coraggio di diventare grandi...non solo per sè stessi..ma per un'intera comunità!
Free Italia aveva dedicato molti articoli all'iniziativa che su Trapani stava nascendo: scrivo di Impresa e Lavoro Soc. Coop. a.r.l.  che nasce dall’ azione di annientamento ampiamente pianificata da una certa politica per la MegaService S.p.A.. società  realmente di servizi ed 100% partecipata dalla ex Provincia di Trapani, con la conseguente e senza alcuna remora messa in strada di 66 lavoratori,..

martedì 5 maggio 2015

Tirana: centro di innovazione per tutta Europa

Molte aziende italiane, a quanto pare, usano spostare i propri centri di customer service lì, dove i costi sono più bassi e i dipendenti parlano correntemente l’italiano.

L’Albania è un paese che negli ultimi dieci anni ha avuto una crescita enorme. Da Paese distrutto da uno dei regimi dittatoriali più totalitari dell’era contemporanea, sta diventando ora una meta di ritorno per i molti emigranti che erano fuggiti in cerca di fortuna in altre nazioni europee.