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venerdì 26 ottobre 2012

Processo Mediaset. Berlusconi condannato


La prima sezione penale del Tribunale di milano ha condannato Silvio Berlusconi a 4 anni per il reato di frode fiscale nell'ambito dei processi sui diritti tv. In particolare, i giudici milanesi hanno giudicato prescritto il reato di frode fiscale contestato a Silvio Berlusconi nel 2001 e lo hanno condannato per gli esercizi 2002-2003.
I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano oltre a condannare Silvio Berlusconi a 4 anni per il reato di frode fiscale nell'ambito del processo sui diritti televisivi, hanno interdetto l'ex premier dai pubblici uffici per una durata di 3 anni.
 I giudici del processo Mediaset hanno disposto un versamento a titolo diprovvisionale di 10 milioni di euro da parte degli imputati condannati, tra i quali Silvio Berlusconi, all'Agenzia delle Entrate. 
 Assolto invece il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri.

giovedì 31 maggio 2012

Terremoto Emilia, vicino all’epicentro il Governo voleva una centrale nucleare

Essendo la zona meno sismica d’Italia, il Governo italiano in epoca in cui non era condizionato così pesantemente e non prendeva ordini direttamente da Singapore ha pensato bene di costruire la centrale nucleare di Caorso, Oltre a questo apprendiamo che anche ad Ostiglia era in previsione la costruzione di una centrale termoelettrica. Quello che ci sconcerta é che oggi apprendiamo dai pennivendoli di regime che noi saremmo complottisti perché evidenziamo questi fatti e incongruenze.

Ad Ostiglia si trova, proprio vicino all’epicentro del terremoto in Emilia Romagna, una centrale termoelettrica, che è stata fatta evacuare. Proprio questo luogo era stato scelto dal Governo per costruire una centrale nucleare. Nel 2010 la proposta era arrivata da parte del ministro Paolo Romani. Veramente incredibile constatare come ci si trova a soli 30 chilometri dall’epicentro. Se veramente si fosse realizzato l’impianto nucleare, sarebbe stato un disastro. La scelta del Governo, in questo caso, non poteva essere peggiore.
Ma da questo punto di vista quello di Ostiglia non può essere considerato un caso isolato: proprio in Emilia Romagna il Governo ha riconsiderato la possibilità di costruire un deposito di gas. Forse il Governo non ha presente il pericolo che realizzazioni di questo tipo possono rappresentare?
Si è parlato tanto soprattutto a proposito del pericolo nucleare. La questione è stata sollevata da quanto è successo in Giappone qualche tempo fa: anche lì un terremoto terribile ha determinato danni all’impianto nucleare, con una conseguente dispersione di radioattività.
Proprio in seguito a quegli episodi molti Paesi nel mondo hanno rivisto i loro progetti intorno alnucleare. In Italia si è optato per un referendum, il quale ha fatto prevalere il parere contrario dei nostri connazionali nei confronti del ricorso all’energia nucleare.

Se veramente si fosse deciso per un impianto nucleare, a questo punto dovremmo contare i danni, oltre che delle macerie e dei morti dovuti ai crolli, determinati anche dalla radioattività.
È certo facile giudicare con il senno di poi, ma in questo caso è prevedibile che i danni provocati dal terremoto ad un impianto nucleare possono essere ingenti, con conseguenze terribili per gli uomini. D’altronde nel nostro Paese il rischio sismico non si può non tenere in considerazione, visto che la nostra penisola è esposta al pericolo dei fenomeni sismici.
La realizzazione di una centrale nucleare deve per forza tenere conto della compatibilità ambientale del territorio e in questa compatibilità rientra ance il pericolo di un eventuale terremoto. Gli Italiani hanno deciso di investire sulle energie rinnovabili e non sull’energia ricavata dall’atomo. In questo modo si è evitato anche il pericolo dell’impianto atomico ad Ostiglia.

martedì 10 aprile 2012

la consulta dichiara illegittima la norma "salva banche"


trilasoldi
Brutto colpo sull’anatocismo per le banche italiane da parte della Corte costituzionale. I giudici di palazzo della Consulta hanno dichiarato illegittima la norma, varata col decreto milleproroghe di fine 2010, con il quale era stato dato un colpo di spugna ai processi sugli interessi illegittimi praticati dagli istituti di credito. 

mercoledì 7 marzo 2012

IL FUTURO DELL'EURO



Con 'Tragedia dei beni comuni' si intende la situazione in cui diversi individui utilizzano una stessa risorsa per interessi privati e nella quale i diritti di proprietà non sono chiaramente definiti ed assicurati in modo da garantire che chi sostiene il costo dell'uso della risorsa ne tragga pienamente i corrispondenti benefici. 
Questa situazione crea incentivi distorti.
Qualche anno fa lessi in un blog una geniale metafora di questo fenomeno. Pensate a quando andate al ristorante con gli amici e decidete di pagare alla 'romana': il conto verrà diviso tra tutti i partecipanti. Ciò comporta una divisione dei costi, non proporzionale all'utilizzo della risorsa. 
L'incentivo per ogni partecipante sarà quello di prendere più degli altri. Potete immaginarvi la conseguenza.

Ecco, la genialità della tesi di Philipp Bagus (espressa nel libro 'La Tragedia dell'Euro' che potete acquistare online cliccando sull'immagine nella spalla destra del blog) sta nell'aver individuato il fenomeno della tragedia dei beni comuni nella politica monetaria europea. 

Questa è la base di partenza. In questo articolo si analizzano le prospettive future dell'eurozona. Buona lettura.

lunedì 31 ottobre 2011

Tre disegni di legge per frenare lo sviluppo

Sono tre iniziative di legge inutili ed irresponsabili quelle con le quali, in straordinaria sintonia, gli Onorevoli Fava (LNP), Centemero (PDL) e Tomassini (PdL) hanno manifestato l’intenzione di rivedere l’attuale disciplina in materia di responsabilità degli intermediari della comunicazione – ovvero Internet service provider – irrigidendone l’attuale regime, risultato dell’attuazione – secondo gli estensori dei tre ddl imperfetta – della regolamentazione europea.
Circa le aberrazioni giuridiche contenute nei ddl Fava e Centemero [n.d.r. non è ancora disponibile il testo presentato dall’On. Tomassini] si è già detto e scritto molto.

ora anche Le forze dell'ordine chiedono le dimissioni del governo


150 anni dall’Unità d’Italia passando dal Regno alla Repubblica e con una serie di guerre mondiali all’interno della storia italiana,non era mai capitato che i rappresentanti sindacali delle forze dell’ordine protestassero e chiedessero apertamente le dimissioni di questo governo.
E quella presa in giro continua che infastidisce,e in quel ridurre tutto a un gioco,e in quel raccontare ipocrita e pieno di retorica,in quel fare false promesse e agire esattamente al contrario, in quell’usare le persone per miserabili fini personali, in quel portare continuamente divisioni e lavorare per lo sfascio del paese, in quell’alimentare odio per creare distrazioni di massa usando le forze dell’ordine, la manifestazione del 15, per come è stata organizzata, voleva consegnare , mentre il Ministro leghista non si è nemmeno degnato di essere presente in città per seguire l’andamento, e non parliamo di un torneo di bocce.

domenica 30 ottobre 2011

Mondadori e Mediaset si abbuffano con gli spot del governo

Clicca sull'immagine per ingrandire
Odore di santità. Non mentono, per carità, le narici di Bruno Vespa: il Cavaliere è uno e trino. Finalmente l'agiografia è completa. E per ragioni terrene, di soldi, di milioni, di euro. Un certo Silvio Berlusconi indirizza la pubblicità istituzionale (non abbandonate i cani, pagate le tasse...) verso una certa Publitalia, la concessionaria di una certa Mediaset: 4,659 milioni di euro su 21,466 milioni stanziati nel 2010 per radio, giornali e televisioni, cioè il 21,70 per cento del totale. Risposta automatica: chiaro, le solite televisioni che s'abbuffano sul mercato. Falso. Perché a Sky e La7 finiscono spiccioli: 191 mila euro per l'azienda di Murdoch (l'intera piattaforma satellitare!), 333 mila euro per Telecom Italia Media (il rampante terzo polo!). La tavolata di B. è lunga e larga come il portafoglio d'affari: c'è pur sempre Mondadori, 1,456 milioni di euro, quasi 8 volte l'elemosina per Sky. L'appello è finito. Però, manca un'emittente importante, storica, nazionale: già, la Rai. I dirigenti di Sipra (teoricamente) hanno trasmesso pubblicità di ministeri vari e presidenza di palazzo Chigi per un valore di 890 mila euro, ma (praticamente)hanno incassato zero euro perché viale Mazzini è obbligata a concedere spazi gratuiti al governo
Un malloppo di soldi pubblici, senza controlli e senza controllori, viene distribuito fra amici di amici e, forse per casualità, al gruppo di Berlusconi. Ci sono i giornali, trattati più o meno per la tiratura dichiarata. Ci sono le radio, e l'eccezione di Rtl 102.5 con 489 mila euro. I numeri più strani interessano il Cavaliere. Sarà pur vero che il governo, a secco, riduca l'investimento pubblicitario e chieda sconti, ma i soldi che scappano seguono precise direzioni.

sabato 29 ottobre 2011

Acqua, il governo cambia l’esito del referendum

Non avrà nessuna conseguenza, almeno per ora, il voto dei referendum dello scorso giugno sull’acqua. 

I due quesiti che hanno ricevuto prima il numero più alto di firme di accompagnamento, e poi il consenso quasi unanime degli elettori, dopo essere passati nelle intercettazioni telefoniche tra Valter Lavitola e il tecnico candidato a dirigere la neonata Agenzia delle Acque, Roberto Guercio, sono stati mandati in soffitta con discrezione dalla Commissione per le risorse idriche. L’eliminazione del profitto sulla gestione del sistema idrico integrato – pari al 7% del capitale investito – secondo il presidente del Conviri Roberto Passino è in sostanza qualcosa di virtuale. 

giovedì 27 ottobre 2011

Garimberti,presidente Rai:Esiste anche un problema TG3


E ammette: "I lanci del telegiornale della terza rete non sono sempre equilibrati". Sul telegiornale di RaiUno: "Con il direttore non parliamo da due anni". Berlinguer: "Sono stupefatta". Rizzo Nervo: "Presidente frainteso" 

ROMA - "Esiste un problema Tg3, lo ammetto...". Lo ha detto il presidente della Rai Paolo Garimberti durante l'audizione di oggi pomeriggio, insieme al direttore generale Lorenza Lei, in commissione di Vigilanza. 
E' stato il capogruppo del Pdl Alessio Butti a 'provocare' la risposta di Garimberti, chiedendogli se "abbia notato o meno la faziosità del Tg3: "Non pretendiamo condizionamenti ma Garimberti esprima un giudizio sul Tg3. C'è o no un problema pluralismo anche lì, oppure salta quel canale quando fa zapping? E' forse solo una nostra fissa questa del Tg3?", ha chiesto Butti. 

mercoledì 26 ottobre 2011

MENTRE LA CRISI INFURIA. LA CAMERA.............


«Mamma mia che giornataccia». Un commesso di Montecitorio si lamenta così, lo sguardo incredulo, con un collega. È da poco passata l’una, i due sono appena usciti dal ristorante della Camera dove hanno accompagnato il deputato leghista Fabio Rainieri. Meglio, scortato. L’esponente del Carroccio è stato letteralmente placcato pochi istanti prima in Transatlantico mentre cercava di aggredire - visibilmente innervosito, senza giacca e con la camicia fuori dai pantaloni - il futurista Claudio Barbaro.
Mentre il presidente del Consiglio parte alla volta di Bruxelles per presentare all’Europa il piano italiano contro la crisi, in Parlamento va in scena una rissa d’altri tempi. A scatenare la dura reazione della maggioranza è la partecipazione di ieri sera del presidente della Camera Gianfranco Fini alla trasmissione tv Ballarò. Le allusioni alla moglie del leader leghista Umberto Bossi «andata in pensione nel 1992 a 39 anni» non sono andate giù ai deputati del Carroccio. Così stamattina, in apertura di seduta, il capogruppo Marco Reguzzoni prende la parola per condannare il comportamento dell’ex delfino di Almirante. L’accusa non è nuova: per gli uomini del Senatur la partigianeria di Fini è ormai «incompatibile» con la carica che rappresenta.

lunedì 24 ottobre 2011

MERKEL E SARKOZY DERIDONO B. IL TG1 NEGA


Accade tutto ieri.Teatro della scena Bruxell.O meglio teatrino..Visto che durante la conferenza stampa una giornalista chiede a Merkel e Sarkozy: "Il premier italiano vi ha rassicurato sui provvedimenti che prenderà il suo governo, avete fiducia in lui?" ... I due, non appena sentono parlare di Berlusconi,cercano di contenersi..ma dopo uno sguardo d'intesa, reagiscono così, tra le risate generali.

Insomma risatina,clima ilare,o se vogliamo dirla tutta presa per i fondelli..E a niente serve la dichiarazione successiva presidente francese: "Abbiamo fiducia nel senso di responsabilità dell'insieme delle autorità italiane, politiche, finanziarie ed economiche".Si vabbè ci credo proprio...

domenica 23 ottobre 2011

sei anni fa il Porcellum piaceva a tutti Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/eppure-sei-anni-fa-il-porcellum-piaceva-tutti#ixzz1bYXyo9z5


Per Berlusconi è colpa di Ciampi, per Calderoli è stato un ricatto del premier. Tutti la rinnegano, ma chi ha votato questa legge elettorale? La Camera approvò la riforma il 13 ottobre 2005. Nel centrodestra nessuno parlava di porcata. Semmai di «una ventata di libertà». Del mezzo per «scegliere davvero i propri rappresentanti».
Rinnegato, insultato, disprezzato. Ultimamente nel centrodestra sono rimasti in pochi a difendere il Porcellum. E così, in attesa del referendum abrogativo, tra i protagonisti della discussa legge elettorale è partita la corsa allo scaricabarile. Il premio di maggioranza su base regionale? «Lo ha voluto il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi», ha spiegato oggi il premier Silvio Berlusconi. «Noi della Lega eravamo a favore del Mattarellum - si è giustificato qualche settimana fa il ministro Roberto Calderoli - ma siamo stati ricattati da Casini e dall’Udc per introdurre un sistema proporzionale, da Fini che voleva le liste bloccate e da Berlusconi che voleva il premio di maggioranza». A sentire i responsabili del Porcellum questa legge elettorale non la voleva nessuno. 

sabato 22 ottobre 2011

Stop alla strage di stato in sardegna

Lo scorso 15 luglio abbiamo avanzato precise richieste al rappresentante del Governo mirate a stroncare l'epidemia di tumori e alterazioni genetiche che imperversa nei teatri di guerra e nei poligoni che opprimono la Sardegna. Le abbiamo ribadite il 15 settembre e il 15 ottobre. Fino a quando non avremo atti concreti che formalizzano strumenti adeguati e percorsi credibili saremo in piazza il 15 di ogni mese.

Il Ministero della Difesa e il Governo, supportati dalla stragrande maggioranza trasversale del ceto politico, persistono scandalosamente nella volonta' d'ignorare i troppi uccisi dalla "sindrome del Golfo-Balcani" che imperversa nei teatri di conflitto e tra la popolazione civile e militare esposta alle "polveri di guerra" prodotte dai poligoni che martirizzano la Sardegna. 

Nubifragio, Cgil: "Vigili del fuoco a piedi e senza attrezzature"


Il sindacato: "Denunciamo lo stato di disagio dei vigili del fuoco romani per non aver potuto rispondere in maniera opportuna alle richieste della cittadinanza". "Nonostante le gravi carenze di organico i pompieri hanno atteso spontaneamente in sede di servizio fino al cambio turno, rendendosi disponibili a continuare a lavorare il doppio a seguito delle numerose richieste dei cittadini

"L’eccezionale quantità di pioggia caduta sulla Capitale nella notte del 20 ottobre e nella mattinata ha mandato in tilt la città causando enormi disagi alla popolazione e la perdita di una vita umana. Denunciamo lo stato di disagio dei vigili del fuoco romani per non aver potuto rispondere in maniera opportuna alle richieste della cittadinanza". Così in una nota Fp Cgil di Roma e del Lazio.

Ricordate il contratto con gli italian?

 Ricordate il contratto con gli italiani firmato durante la trasmissione televisiva "Porta a porta" nell'aprile 2001, cioe' 10 anni fa? Vediamone i punti che dovevano essere realizzati in cinque anni (2001-2006).
* Tasse: riduzione delle aliquote a due, 23% fino a 100mila euro e 33% oltre i 100mila euro. Obiettivo non raggiunto.
* Disoccupazione: dimezzamento del tasso di disoccupazione. Si doveva raggiungere il 4,8%, oggi siamo all'8,5%. Obiettivo non raggiunto.
* Pensioni: la minima a 520 euro mensili. Oggi e' 467 euro mensili. Obiettivo non raggiunto.
* Criminalita': diminuzione dei reati. In dieci anni i reati sono aumentati del 21%. Obiettivo non raggiunto.
* Grandi opere: apertura per il 40% delle opere finanziate. Oggi le opere realizzate e cantierate arrivano al 23%. Obiettivo non raggiunto.


fonte

mercoledì 19 ottobre 2011

La banda larga può attendere. Parola di Berlusconi

Era il 4 novembre 2009 quando il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, smentendo le dichiarazioni rese sino a poche ore prima dai Ministri Romani e Brunetta, dichiarava:“I soldi per la banda larga li daremo quando usciremo dalla crisi”.

L’annuncio a sorpresa dell’eminenza grigia di Palazzo Chigi rappresentava l’epilogo – il peggiore possibile – di una brutta storia di ipocrisia di Stato nell’ambito della quale il Governo aveva continuato a raccontare agli italiani colossali bugie facendo apparire come imminente e ormai deciso uno stanziamento di 800 milioni per lo sviluppo dell’infrastruttura di banda larga.

martedì 18 ottobre 2011

RIECCO L'ICI

Non proveremo sicuramente rimpianti per l’addio di Mario Draghi alla carica di governatore della Banca d’Italia. Non pensiamo infatti che Draghi abbia svolto il suo compito nella maniera che ci si dovrebbe attendere da un funzionario pubblico, ossia quella di difendere in primo luogo l’interesse nazionale. Certo, non poteva farlo essendo ormai Via Nazionale costretta ad andare a rimorchio della Banca centrale europea. Non rimpiangeremo quindi Draghi né per il suo passato (privatizzazioni), né per il suo passato prossimo (Goldman Sachs) né tantomeno per il suo futuro quando, dall’1 novembre prossimo, andrà appunto a dirigere la Bce. Non c’è niente da fare. Non possiamo provare simpatia e comprensione per un banchiere di cultura tecnica “anglofona” e che ragiona in termini di Libero Mercato e di globalizzazione e per il quale, ma non solo per lui purtroppo, le barriere doganali e gli Stati nazionali devono essere abbattuti in nome e per conto di autorità più vaste. Autorità che, come il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale, la Commissione europea e la stessa Bce, nelle speranze della tecnocrazia finanziaria, dovrebbero essere trasformate nella struttura portante di un governo mondiale in grado di controllare e dirigere un grande mercato globale sul quale potranno circolare liberamente materie prime, merci, prodotti finiti, capitali e forza lavoro. 

venerdì 14 ottobre 2011

IL DOPO FIDUCIA


Il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende da fonti di governo, ha nominato viceministri Aurelio Misiti e Catia Polidori, Giuseppe Galati sarà sottosegretario all'Istruzione e Guido Viceconte al ministero dell'Interno.
POLIDORI. Catia Polidori, imprenditrice, eletta alla Camera nel 2008, ha prima seguito Fini, dopo lo strappo con Berlusconi, nella fondazione di Futuro e libertà. Poi, in occasione del voto di fiducia del 14 dicembre 2010, ha rinnegato i futuristi e ha ripiegato sul gruppo misto.

Maroni fa il paladino dell'antimafia: ma taglia i fondi alla DIA




Con una durissima lettera al ministro Maroni i sindacati delle forze di polizia denunciano: gli stipendi degli agenti della Dia sono stati ridotti fino al 20 per cento nonostante i successi vantati dall'esecutivo nella lotta alla criminalità organizzata. "E' stato questo soltanto il frutto di un'iniziativa scomposta da parte di un alto burocrate del Dipartimento o è l'espressione di una precisa volontà politica?"(13 ottobre 2011)Il governo Berlusconi taglia i fondi all'Antimafia. Con una durissima lettera di protesta, indirizzata personalmente al ministro dell'Interno Roberto Maroni, tutti i sindacati delle forze di polizia denunciano pubblicamente che sono stati ridotti in blocco del 20 per cento perfino gli stipendi degli agenti della Direzione investigativa Antimafia, il corpo nazionale di investigatori specializzati che fu voluto da Giovanni Falcone e che in questi anni ha già subito pesantissimi tagli alle strutture e al personale. 

giovedì 13 ottobre 2011

Con i governi Berlusconi il debito pubblico corre il doppio


Con gli esecutivi di centro destra l’esposizione è cresciuta del 13,5% contro una media del 5,1%. Dal 1982 lo stock è passato dal 63,1% al 121,8% del Prodotto interno lordo


ROMA - Da quando Silvio Berlusconi è sceso in politica, nel 1994, sotto i sui tre governi, il debito pubblico ècresciuto più del doppio rispetto agli esecutivi guidati dai suoi avversari.
Negli ultimi 17 anni, Berlusconi è stato presidente del consiglio per quasi la metà del tempo registrando un incremento complessivo del debito pubblico del 13,5%. Molto più del 5,1% registrato sotto la guida degli altriquattro primi ministri: Lamberto Dini, Romano Prodi (due volte), Massimo D’Alema e Giuliano Amato.