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giovedì 21 giugno 2018

Vi prego, non seguiteci

Non faccio l’insegnante e francamente non so con quali criteri i commissari giudicheranno i temi che i maturandi hanno scritto questa mattina. Spero siano valutati per come scrivono più che per quello che devono scrivere. A me basterebbe che non ci fossero errori grammaticali per dare la sufficienza e credo sarei generoso di fronte a congiuntivi usati correttamente.
Come ogni anno, le tracce proposte richiedono una notevole dose di ipocrisia. Tra l’altro credo che sia indicativo l’uso del termine traccia: il maturando non può scrivere quello che vuole, ma quello che qualcuno ha immaginato che dovrà scrivere e che ha già abbozzato nel lunghissimo titolo.
Immagino che perfino il figlio di Salvini – mi scuso in anticipo con lui se faccio questo esempio: magari è un ottimo ragazzo, che non condivide le idee del padre – affrontando la traccia sul brano di Bassani, scriverebbe una dura riflessione contro le discriminazioni razziali. Per prendere un bel voto, per passare alla maturità, sa che questo è quello che ci si aspetta che scriva nel tema, magari infilandoci il nome di Liliana Segre, che va così di moda: il nome della senatrice vale da solo già mezzo voto in più. E allo stesso modo bisogna scrivere che l’uguaglianza è un grande valore e che i Costituenti hanno scritto un bellissimo articolo su di essa. Oppure che De Gasperi e Moro sono stati lungimiranti nel costruire l’integrazione europea. Su Moro devi scrivere che è stato assassinato dalle Brigate rosse: anche in questo caso è un mezzo voto in più, anche se non c’entra nulla. E così via, di banalità in banalità.
Sono temi su cui si può esercitare quei buoni sentimenti mainstream che piacciono tanto ai redattori e ai lettori di Repubblica: e infatti subito Saviano ha scritto un tweet per lodare la scelta di queste tracce.
Poi scritti i loro “bravi” temi, svolte le loro tracce, le ragazze e i ragazzi in procinto di diventare maturi potranno fare quello che la società capitalista richiede loro ogni giorno: discriminare gli altri in base al colore della pelle, o al sesso, o a una malattia, ostentare le differenze e giudicare le persone in base alla loro ricchezza. E votare per partiti che sistematicamente violano l’art. 3 della Costituzione, perché pongono ostacoli di ordine economico e sociale, in modo da limitare di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini.
Perché noi vogliamo, cari maturandi, che voi siate come noi, che seguiate le nostre tracce.

martedì 8 maggio 2018

Perchè i nostri giovani non votano?

I nostri giovani malati di astensionismo? Il non voto come indice del malessere dei Millennials? Perché le nuove generazioni, superattive nel comunicare sui social i loro pareri e sentimenti nei più diversi campi della vita, sono riottose a dire la loro nelle competizioni elettorali? Qual è il messaggio che ci giunge da un mondo giovanile ormai affetto da un assenteismo politico cronico? Perché il ‘primo voto’ ha oggi perso l’appeal che aveva nel passato?

lunedì 7 maggio 2018

Test Invalsi e alternanza scuola-lavoro: benvenuti nella scuola degli oppressi

La questione che si vuole sollevare nel breve documento che segue parte dalla necessità di analizzare uno strumento di valutazione introdotto nel 2002 come progetto a base campionaria, anonimo e con un unico fine statistico. I test, inizialmente, erano previsti per le classi seconde e quinte delle scuole primarie. Questo strumento ha poi subíto un processo di trasformazione tale che dal prossimo anno scolastico (2018/19) lo vedremo introdotto all’esame di stato, più  precisamente andrà a sostituire la terza prova della maturità.
Lo strumento a cui ci riferiamo è quello dei test invalsi, acronimo di Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema d’Istruzione. È importante quindi andare a ricercare quale sia il disegno politico che ha condotto questo modello ad assumere sempre più rilevanza all’interno delle scuole di ogni grado.

lunedì 23 aprile 2018

La scuola dei bulli è figlia dell’individualismo esasperato

Ma che cosa sta succedendo? E’ la domanda un po’ retorica che ci facciamo tutte e tutti quando assistiamo ad un video come quello dei bullo di Lucca o quello di Lecce.  OrA il punto diviene questo: si tratta davvero di singoli episodi? Quanti comportamenti di sfida vengono messi in atto da studenti e da genitori di studenti?

mercoledì 13 settembre 2017

Gli smartphone e i social hanno distrutto una generazione

Di solito, le caratteristiche che definiscono una generazione appaiono gradualmente, e lungo un continuum. Le credenze e i comportamenti che erano già in fase di affermazione, continuano su questa linea. I Millennials, per esempio, sono una generazione altamente individualistica, ma l’individualismo era in aumento da quando i Baby Boomers sono apparsi sulla scena, si sono messi sulla stessa lunghezza d’onda, e hanno fatto poi un passo indietro.

sabato 2 settembre 2017

Arriva un salasso per gli studenti fuori-sede

Studiare all'università costa caro, non solo le già gravose tasse, ma anche gli affitti spesso esorbitanti rendendo così lo studio non più un diritto accessibile universalmente. A mettere nero su bianco è lo studio di Immobiliare.it,  nelle 14 città più popolate da studenti fuori-sede, i prezzi risultano in aumento per il terzo anno consecutivo. Per una camera singola, in Italia, si spendono mediamente 416 euro al mese, cifra che equivale al 4% in più rispetto allo scorso anno e addirittura al 9% in più in confronto a tre anni fa.

Come negli anni passati, quando si parla di stanze in affitto, Milano è la città in cui si deve mettere in conto la cifra più alta. I 528 euro mensili richiesti mediamente per una singola, segnano un +4% rispetto allo scorso anno. A crescere maggiormente, però, sono i costi per la locazione di un posto letto in doppia: la spesa media è di 388 euro, il 12% in più in confronto al 2016. Ma chi non si accontenta e vuole vivere nelle zone più trendy, come i Navigli o Porta Nuova, deve mettere in considerazione budget che superano i 610 euro per una stanza singola.
Rimangono stabili, rispetto all’anno scorso, i prezzi delle singole a Roma: qui servono mediamente 439 euro. Sono aumentati sensibilmente, di contro, i costi di chi vive nelle camere doppie e si trova a pagare l’11% in più rispetto al 2016, vale a dire 333 euro al mese. Se il territorio molto ampio della Capitale consente di risparmiare rispetto a Milano, vivere nel cuore storico della città e nelle zone più vicine alle facoltà universitarie fa lievitare i costi, che superano i 500 euro al mese per le singole.
La terza in classifica, Firenze, è la città che quest’anno ha visto più delle altre aumentare i prezzi delle locazioni di stanze: per una singola si spendono 401 euro, mentre per un posto in doppia 284 euro, rispettivamente il 13% e 14% in più rispetto al 2016.
Torna quarta Bologna che, a seguito di un aumento di circa l’8,5% dei costi, richiede ai suoi fuori sede una media di 355 euro al mese per una singola e 260 euro per un posto in doppia. Segue a stretto giro Torino, dove i prezzi appaiono più stabili, e in cui una camera costa mediamente 344 euro.
Crescono del 2% i canoni richiesti a Siena, dove per la singola si spendono 336 euro e per la doppia 245 euro a posto letto. Chi sceglie Venezia per studiare o lavorare deve metter in conto una spesa più alta dell’anno scorso: +6% per le singole (333 euro) e +10% per un posto in doppia (252 euro).
Superano di poco i 300 euro i costi per le singole a Napoli, Pisa e Pavia; ma nel capoluogo partenopeo si è assistito a un maggiore aumento dei prezzi delle doppie, cresciuti del 14% in un anno (240 euro al mese).
Le due città siciliane di Palermo e Catania si confermano in assoluto le più economiche per le locazioni dei fuori sede. Se però nella prima i prezzi delle stanze sono aumentati di circa il 10%, nella seconda gli alloggi risultano più economici dell’anno scorso, con costi ribassati del 2%.

domenica 19 febbraio 2017

Millennials, Analisi di una generazione svampita

I Millennials sono viziati, pieni di sé, restii al duro lavoro e si aspettano che il successo venga servito loro su un piatto d’argento: ma realmente cosa significa per la società? QUale futuro hanno i risultati dei nostri imperdonabili errori?

domenica 5 febbraio 2017

TRAGEDIA ITALIANA: tre studenti su quattro semianalfabeti

Siamo di fronte a una tragedia: tre studentao, anche universitari, su quattro non sanno scrivere in italiano corretto, non conoscono né usano la grammatica. Non sanno cosa siano esattamente congiunzioni e avverbi e li buttano lì a caso in frasi sempre più orfane di logica espressiva. Ignorano, si arrangiano con i tempi dei verbi e gli aggettivi oltre che i termini sono figli di assonanze fonetiche e non appunto logiche-espressive. Insomma tre studenti su quattro, la gran parte degli universitari italiani quando scrive va a orecchio, ripropone nello scritto rumori in forma di parole, rumori di cui ignora il significato.

martedì 31 gennaio 2017

Esplode la disoccupazione giovanile..

I dati sull'occupazione pubblicati stamattina dall'Istat demoliscono definitivamente la retorica renziana – proseguita molto più sommessamente dal governo-fotocopia – per cui l'eliminazione di una lunghissima serie di tutele per i lavoratori fosse “necessaria per dare più lavoro ai giovani”. Sono le stesse frasi che hanno usato nel tempo Dini, Ciampi, Prodi, Berlusconi, D'Alema, Monti e Letta (tutti i premier degli ultimi 25 anni). E il risultato è qui, inoppugnabile, davanti agli occhi di tutti: la disoccupazione giovanile supera nuovamente il 40%, attestandosi al 40,1.

giovedì 26 gennaio 2017

L'Italia ripudia i diritti

Sacrificati sull’altare di un possibile rincorsa populistica, ancora una volta i bambini e ragazzi figli di immigrati nati e cresciuti in Italia devono rinunciare a poter acquisire la cittadinanza italiana senza dover attendere il compimento della maggiore età. 

domenica 1 gennaio 2017

Riflessione sulla Povertà educativa ed esclusione sociale

E’ un circolo vizioso: la deprivazione materiale porta alla povertà educativa e viceversa. Con uno svantaggio che si trasmette di generazione in generazione e con effetti che possono durare tutta la vita. Cosicché i bambini provenienti da famiglie indigenti hanno meno (o per nulla) probabilità di conseguire risultati buoni nel percorso scolastico, di prendere parte ad attività culturali e sociali, di svilupparsi dal punto di vista emotivo ma anche di realizzare la propria identità.

mercoledì 28 dicembre 2016

Ministro Poletti: si vergogni

“conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi”. Questo il pensiero che un ministro della Repubblica, Giuliano Poletti, esprime sulla condizione di migliaia di ragazzi costretti ad emigrare per vedere valorizzate le proprie competenze e capacità. Pensiero che si commenta con una sola parola: indignazione.

lunedì 31 ottobre 2016

Allarme Carcere minorile: Officine di criminalità

Dopo la protesta di alcuni giovani detenuti in un carcere minorile del sud Italia, chiamata (con fantasia) “rivolta”. Dati alla mano, iniaziamo con il dire che la popolazione detenuta è prevalentemente giovane.

giovedì 12 maggio 2016

L'Analfabetismo emotivo

Osserviamo da anni la povertà lessicale che manifestano molti, specie i più giovani, quando si chiede loro di esprimere cosa provano in un certo momento o rispetto a qualcosa o qualcuno: una vera e propria afasia, connessa alla difficoltà di trovare parole che non siano le solite – una o due al massimo – per esprimere le loro emozioni, i loro sentimenti.

martedì 29 marzo 2016

Garanzia Giovani...pagano i giovani, pagano le persone serie...MA VA??


Di seguito all'articolo di Carlo Mocera, free-italia.net, blog sul quale collaboro, articolo scottante su :Garanzia Giovani...devo innanzi tutto chiarire che il "mi piace" sta per presa visione del contenuto...Il contenuto non fa una piega...visto dal punto di vista di sicuramente molti giovani i quali hanno creduto...o forse non vi hanno proprio creduto ma tanto per fare qualcosa hanno provato.

Il tunnel Garanzia Giovani.

Foto di Giuseppe Gargano
Garanzia Giovani, nato nel 2014, era un disastro annunciato?
E’ una misura che nasce per aiutare i neet ( quei ragazzi tra 15 e 29 anni che non sono in un percorso lavorativo ne di studio ) o il baraccone che fornisce “ stipendi” a ogni struttura che per qualche motivo gestisce i disoccupati?

domenica 27 marzo 2016

Il voucher è la nuova frontiera del precariato

Quella dei voucher–lavoro sta diventando pericolosissima. Snocciolando i numeri relativi al 2015: grazie ad alcune semplificazioni introdotte con uno dei decreti-legislativi collegati al Jobs Act l’anno scorso se ne sono venduti 114.921.574 dal valore nominale di 10 euro ciascuno per oltre un miliardo di euro di compensi erogati. Un boom del 66,6% rispetto ai 69.172.879 dell’anno precedente. Anche se quelli effettivamente riscossi sono stati 88.140.789.

venerdì 25 marzo 2016

Alcol e Binge Drinking: allarme tra i giovanissimi

L'alcol dipendenza in italia, soprattutto tra i giovanissimi, è un fenomeno sempre più grave e pericoloso, per le sue vaste implicazioni di carattere sociale e sanitario tale da spingere il Ministero della Salute a lanciare un vero e proprio allarme in relazione ai dati diffusi da un recente report elaborato dall'ISTAT.

martedì 22 marzo 2016

Dal cyberbullismo al sexting, i nostri ragazzi non sono protetti

Allarmanti i dati emersi da una ricerca congiunta di Censis e Polizia Postale e delle Comunicazioni su cyberbullismo, sexting e adescamento online.

lunedì 14 marzo 2016

GIOVANI PALERMITANI, CHE NON SI ARRENDONO

Buongiorno a te amico di facebook che hai deciso di leggere questo mio lunghissimo post. In questo momento, mentre tu mi dedichi pochi minuti della tua giornata, io mi sto sottoponendo ad un intervento alla colonna un po’ noioso ma non credo di morire … anzi non morirò. Quando uscirò da qui (minchia friddu (trad.”freddo”) na sta sala operatoria), potrò tornare a vivere la mia vita, o quanto meno riprendere la mia autonomia che in questi due mesi ho quasi completamente perso.