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giovedì 25 ottobre 2018

Abbracciamo Desirèe. allontaniAmo Salvini lo sciacallo!


Giovedì scorso nel quartiere di San Lorenzo Desirée, una ragazza di soli sedici anni, è morta di overdose dopo essere stata violentata da un gruppo di uomini. Una tragedia che ancora una volta colpisce una giovane donna. Una violenza avvenuta all’interno di un luogo abbandonato da anni, in un quartiere in cui l’eroina è tornata a essere emergenza, stretto tra mille contraddizioni e abbandonato a se stesso, lasciato alla mercé degli interessi mafiosi e speculativi.

giovedì 16 agosto 2018

Mentre il governo è impegnato a dire falsità, ecco i ponti già crollati e quelli a rischio

Mentre sto Governo di BUFFONI dopo la strage provocata dal cedimento del Ponte Morandi di Genova, sono impegnati a fare propaganda (non revoca più la concessione a #Atlantia,Non revocherà le concessioni e nel frattempo sicuramente non blocca l'aumento dei pedaggi  ), dire cazzate (vincoli europei che non esistono) e sciacallaggi politici.

mercoledì 15 agosto 2018

#Genovaponte. non è fatalità

Ponte Morandi, perché è venuto giù? Per qualche ora l’Italia superstiziosa e bambina, impressionabile e fantasiosa, implausibile e ciarliera, ignara di fatti ma ghiotta di impressioni…per qualche ora dopo il crollo questa Italia e le sue televisioni e giornali e siti e social hanno condiviso fosse venuto giù per un fulmine. O per un nubifragio. 

#Terremoto in Molise, scossa 4.7

Una forte scossa di terremoto di magnitudo 4.7 è stata avvertita martedì sera in Molise in provincia di Campobasso. La scossa si è avvertita anche su tutto il litorale Adriatico fino a Pescara ed anche in alcune zone in provincia di Avellino.

Secondo i primi dati dell’Ingv l’epicentro è stato registrato a 6 chilometri da Montecifone, in provincia di Campobasso, ad una profondità di 19 chilometri.

L’epocentro della scossa avvertita in Molise è lo stesso del 25 Aprile scorso. Si tratta della zona di Acquaviva Collecroce, a 35 chilometri a nord-ovest di Campobasso. Paura a San Giacomo degli Schiavoni con la gente che si è riversata in strada. La scossa è stata avvertita in tutto il Molise e su tutta la costa Adriatica.

Non risultano danni né a persone N a cose nella zona del Molise colpita martedì notte dal terremoto. Lo rende la Protezione Civile s. Anche i vigili del fuoco confermano che al momento non risultano danni: ai centralini sono arrivate molte chiamate per avere informazioni, ma nessuna richiesta di intervento.

martedì 14 agosto 2018

ORA BASTA, SIAMO STANCHI DI PIANGERE

Esprimiamo massima vicinanza e solidarietà alla città di Genova colpita in queste ore dal crollo del ponte autostradale dell’A10. Sono già più di 20 le vittime accertate.

Siamo stanchi di piangere i nostri morti, ogni giorno apprendiamo di morti sul lavoro, morti per la mancanza di manutenzione sul territorio, morti che lottavano per i diritti e la dignità di tutti e tutte.

Non si tratta di calamità naturali, dobbiamo fare nomi e cognomi dei responsabili di questo massacro. Dobbiamo accusa un sistema politico che parte dai suoi organi sovranazionali e giunge fino alla sua più piccola articolazione locale.

Da anni viviamo in un regime di austerità che impedisce di spendere soldi per la messa in sicurezza delle infrastrutture, per dei salari dignitosi, per i diritti elementari e universali come quello alla salute e all’abitare.

Chi difende questa infernale macchina che fagocita esseri umani dentro e fuori i propri confini è complice di ogni suoi assassinio.

Siamo stanchi di piangere “tragedie”.

Non è possibile che i profitti contino più della vita delle persone. Vogliamo avere il potere di decidere noi quali opere ci servono e non le imprese o gruppi multinazionali in combutta con la politica. Nel frattempo, i responsabili devono pagare.

Non vogliamo parlare di fatalità, non vogliamo più piangere per i morti, vogliamo organizzarci per lottare e conquistare diritti e dignità qui e ora!

#Genova. Quella del viadotto Polcevera è una tragedia annunciata

Il viadotto Polcevera dell’autostrada A10 crollato oggi, chiamato ponte anche ponte Morandi, attraversa il torrente Polcevera, a Genova, tra i quartieri di Sampierdarena e Cornigliano. Progettato dall’ingegnere Riccardo Morandi, è stato costruito tra il 1963 e il 1967 dalla Società Italiana per Condotte d’Acqua.

giovedì 14 giugno 2018

Il licenziamento di Lavinia Flavia Cassaro è un atto vile, A LEi va TUTTA LA NOSTRA SOLIDARIETA' E RICONOSCENZA #IOSTOCONLAVINIA

Nella giornata di martedì 12 giugno è arrivata alla maestra Cassaro di Torino la lettera di licenziamento. La pro che in piazza, quindi non in orario di servizio, aveva contestato Casa Pound all’interno di una manifestazione antifascista, subisce dopo il linciaggio mediatico anche il licenziamento in tronco dall’Ufficio Scolastico Regionale.

La pervicacia e l’atteggiamento vessatorio verso la maestra Cassaro non sono solo frutto di coincidenza, non sono solo misure sproporzionate rispetto al comportamento tenuto in piazza dalla Cassaro; il licenziamento è un provvedimento politico che sapevamo sarebbe arrivato. La maestra “estremista”, la “cattiva maestra”, l’insegnante “contrastiva” è stata punita. L’eccitazione di chi pensa che la democrazia di questo paese debba essere imbrigliata da disciplina e obbedienza è evidente, così come è chiara l’intenzione di avallare e legittimare il comportamento di chi in piazza, con autorizzazione delle questure o delle prefetture, inneggia all’apologia del fascismo, nonostante ciò sia considerato reato dalla nostra Costituzione.

Non si può assistere in silenzio al succedersi di questi eventi. La vita dei lavoratori della scuola al di fuori del posto di lavoro non può essere soggetta alla discrezionalità dell’istituzione scolastica. La maestra Cassaro quando non è a scuola in servizio è una libera cittadina che esprime liberamente il proprio dissenso critico perché in Italia non esiste il reato d’opinione. La difesa della collega Cassaro, alla quale continua ad andare tutta la nostra solidarietà, non può e non deve passare dall’argomentazione su quanto sia più o meno sproporzionata la pena che il suo datore di lavoro le vuole comminare.

Si comprende molto bene, quindi, quali siano le finalità politiche di questo decreto di licenziamento che ci riguarda tutti, perché al di fuori delle mura scolastiche i lavoratori sono cittadini che vogliono rimanere attivi, non vogliono arrendersi e non staranno a guardare lo smantellamento dei diritti democratici sanciti dalla Costituzione nata dalla Resistenza.

mercoledì 13 giugno 2018

Arresti eccellenti per il nuovo #StadioDellaRoma

Con l’accusa di corruzione relativa al progetto sul nuovo Stadio per la Roma a Tor di Valle, nove persone sono state arrestate questa mattina (per 6 indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per 3 gli arresti domiciliari) nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, denominata “Rinascimento”. L’indagine concerne un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie indeterminata di delitti contro la Pubblica Amministrazione, nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio per la A.S.Roma.

domenica 3 giugno 2018

#Migranti, la dottrina Salvini fa i primi morti

“Per i clandestini è finita la pacchia”. Così ha detto il neo ministro di polizia Matteo Salvini. Cioè la condizione di chi dorme nelle stazioni o in case fatiscenti, raccoglie i pomodori per i caporali, viene sfruttato e depredato in tutti i modi dalla parte peggiore e malavitosa degli italiani, sarebbe un godimento.

La dottrina Salvini, ha fatto scorrere il primo sangue ieri sera in Calabria, il sangue di Soumaila Sacko, migrante maliano di 29 anni sempre in prima fila nelle lotte dell’Unione Sindacale di Base per i diritti sindacali e sociali dei braccianti. Soumaila è stato ucciso da una delle fucilate sparate da sconosciuti da una sessantina di metri di distanza. Un tiro al bersaglio – diversi i colpi esplosi –  contro “lo straniero”, il nero cattivo da rispedire nel paese d’origine. Il triste seguito delle parole pronunciate dal nuovo ministro di polizia.

Soumaila è stato colpito alla testa ieri sera intorno alle 20,30 nei pressi di una fabbrica abbandonata lungo la Statale 18, in contrada Calimera di San Calogero, vicino Rosarno, al confine tra la provincia di Vibo quella di Reggio Calabria, mentre cercava lamiere per la sua baracca.

Soccorso dal 118 e trasportato prima all’ospedale di Polistena e poi nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Reggio Calabria, Soumaila non ce l’ha fatta, mentre è andata meglio a due connazionali che erano con lui, uno colpito a una gamba e l’altro illeso.

Tutti e tre vivevano nell’area della tendopoli di San Ferdinando in cui soggiornano i braccianti impegnati nei campi nella piana di Gioia Tauro.

Nella zona sono oltre 4000 i braccianti tutti migranti durante la stagione di raccolta, distribuiti in vari insediamenti e utilizzati come manodopera nella raccolta degli agrumi a basso costo dai produttori di arance, clementine e kiwi. La maggior parte si concentra a San Ferdinando dove permangono gravi carenze igienico sanitarie a livello abitativo.

Due nuove tragedie oggi dei migranti nel Mediterraneo dalla Turchia alle coste della Tunisia. Nove #persone , tra cui sei bambini sono annegati in un tragico naufragio nel Mar #Egeo davanti alle coste turche.

Qui non è in discussione la politica verso i migranti, qui è in discussione l’umanità. Se uno afferma che i clandestini vivono nella pacchia, naturalmente per farli odiare dai tanti italiani che nella pacchia non vivono, è un mascalzone che sa di esserlo. Quella di clandestino, tra tutte le condizioni dei migranti è la più terribile. Per lo stato il clandestino non esiste, è una persona che non dovrebbe esserci e quindi non ha diritti sociali. Viceversa per lo sfruttatore, alla fine della catena sempre italiano, il clandestino è lo schiavo perfetto, perché dipende da lui per continuare a vivere. Prendersela con i clandestini, non con la clandestinità sia chiaro, è come perseguitare gli schiavi invece che combattere la schiavitù. 

Il disprezzo per i poveri, anzi il dileggio e il rancore verso di loro, che vivrebbero nella pacchia mentre gli altri sgobbano, è la quintessenza del razzismo sociale di oggi. La frase di Salvini è infame e disumana, indegna per una persona civile, scandalosa per un politico, terribile per un ministro di polizia.

Oggi il miinistro Salvini si reca in Sicilia e non ha speso una sola parola sulla  lotta contro la mafia, VERo problema che blocca lo sviluppo dell'isola.
Giusto per far vedere chi comanda.

Salvini è diventato ministro della Repubblica solo perché prima di lui i governi dell’austerità hanno distrutto quella solidarietà umana che lui ora si vanta di non possedere.

giovedì 17 maggio 2018

Strage continua. Un operaio dell’#Ilva ucciso a Taranto

È di poco fa la terribile notizia di un altro omicidio sul lavoro, questa volta all’Ilva di Taranto. Angelo Fuggiano, operaio di 28 anni, due figli, dipendente della Ferplast,  un impresa in appalto, è morto dopo essere stato colpito da un cavo durante la fase di ancoraggio di una macchina scaricatrice nel reparto Ima, al quarto sporgente del porto di Taranto.

Secondo fonti sindacali, durante il cambio funi per la macchina scaricatrice DM 6, un cavo sarebbe saltato durante la fase di ancoraggio della parte finale travolgendo il lavoratore. Vani sono risultati i tentativi di rianimazione da parte degli operatori del 118. Sul posto anche vigili del fuoco, carabinieri, Guardia di finanza e ispettori del lavoro.

Dopo l’incidente, le segreterie territoriale Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto hanno proclamato lo sciopero dei dipendenti diretti e dell’appalto dalle 11 di oggi fino a tutto il primo turno di domani. L’azienda in una nota afferma che “sono in corso da parte dell’azienda tutte le indagini per poter risalire alle cause dell’evento”. L’Ilva esprime “profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia di Angelo Fuggiano e a tutti i suoi cari”.

Un altro incidente sul lavoro è avvenuto nelle Marche. Tre operai che stavano eseguendo lavori di sistemazione dei piloni della strada delle Tre Valli Umbre nel territorio di Arquata del Tronto, danneggiata dal terremoto, sono rimasti seriamente feriti in un incidente sul lavoro. Erano su una piattaforma che, per cause che sono al vaglio degli investigatori, si è ribaltata facendoli precipitare. Sono stati soccorsi dai vigili del fuoco e dal personale del 118. Tutti hanno riportato gravi traumi al torace. Uno di loro, il più grave, è già stato trasferito in eliambulanza al Torrette. Ssul posto è arrivata una seconda eliambulanza.

La sequela di omicidi, perché di questo si  tratta, va fermata, immediatamente. Non si può più assistere inermi. Occorre una grande mobilitazione generale del mondo del lavoro che imponga a aziende e servizi ispettivi il rispetto delle norme di sicurezza, l’internalizzazione dei servizi ceduti in appalto, il divieto del subappalto, la cancellazione della precarietà, la riduzione dei ritmi e dei carichi di lavoro.Se non si rimette al centro dell’agenda politica e sociale l’uomo e i suoi bisogni l’inaccettabile catena di omicidi proseguirà.

NOI SAPPIAMO CHI È STATOI morti sul lavoro non sono il frutto di un destino cinico e baro. I mandanti degli omicidi hanno un nome ed un cognome. Sono tutti coloro che in nome di un presunto progresso hanno smantellato il sistema di diritti e di tutele del mondo del lavoro. Sono tutti coloro che in nome dei profitti e del mercato hanno sacrificato persino la dignità del lavoro.

È L’ORA DELLA RABBIA E DELLA RIVOLTA

sabato 5 maggio 2018

Anche il caporalato ora è “4.0”.

Lavoratori in nero costretti a lavorare sotto il controllo del Gps.  Lo ha scoperto la Guardia di Finanza di Bolzano che ha portato alla luce il caso di una quarantina di immigrati, soprattutto pachistani, indiani e algerini, impegnati nella consegna porta a porta di volantini pubblicitari tra il Trentino Alto Adige, il Veneto e la Lombardia.

Sette le persone denunciate.

Dalle indagini è emerso che i lavoratori erano costretti a prestare la loro opera in condizioni indecorose e sotto continua sorveglianza, appunto anche attraverso il Gps, per più di 15 ore al giorno, sei giorni alla settimana, per 500/700 euro al mese. E venivano portati sui posti di lavoro con furgoni fatiscenti.

Tramite un sistema ad hoc di ditte individuali e società riconducibili alle stesse persone, con base a Rosà in provincia di Vicenza, è stato messo in piedi un giro di mano d’opera completamente in nero.

I lavoratori vivevano in condizioni igienico-sanitarie precarie, esposte a continue minacce e private dei loro documenti.

martedì 24 aprile 2018

A chi abbiamo affidato la nostra povera telecom? a CORROTTI

Il finanziere francese Vincent Bollorè è in stato di fermo per la corruzione di funzionari pubblici stranieri in una vicenda legata a concessioni portuali in Togo e Guinea. Lo riporta ‘Le Monde’ nella sua versione online.

mercoledì 14 marzo 2018

Scienza in lutto: è morto Stephen Hawking

Addio al più celebre astrofisico del mondo: Stephen Hawking è morto. Aveva 76 anni. Fisico, matematico, cosmologo e astrofisico, è un’icona della scienza e non solo. L’annuncio della sua scomparsa è stata data dal portavoce della famiglia. La morte è avvenuta nella sua casa a Cambridge.

I figli hanno scritto in un comunicato diffuso ai media: “Siamo profondamente rattristati per la morte oggi del nostro padre adorato. E’ stato un grandissimo scienziato e un uomo straordinario. I suoi lavori vivranno ancora per molti anni dopo la sua scomparsa”. “E’ stato un grande scienziato ed un uomo straordinario. La sua eredità vivrà ancora per molti anni. Il suo coraggio e la sua perseveranza, insieme al suo essere brillante e al suo umorismo, hanno ispirato persone in tutto il mondo“, hanno scritto Lucy, Robert e Tim, i figli di Hawking.

Da giovanissimo era stato colpito da Sla e a soli 21 anni gli avevano dato appena due anni di vita, ma ciò non lo fermò: continuò a studiare e diventare uno dei maggiori scienziati a livello mondiale. La sua vita e la sua carriera hanno ispirato film per la tv e il cinema, compreso “La Teoria del tutto” diretto da James Marsh.

Nato a Oxford l’8 gennaio del 1942. E’ noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri, sulla cosmologia quantistica e sull’origine dell’universo, ma non solo. E’ stato anche un esempio di resilienza come nessun altro. Il mondo intero è dunque in lutto: da oggi ci sentiamo tutti un po’ più soli.

venerdì 16 febbraio 2018

Bologna ferita da fascisti e polizia che li protegge

Scontri in piazza Galvani a Bologna tra la polizia e antifascisti. Un centinaio di manifestanti, tra studenti e giovani , sono stati caricati dalle forze dell’ordine e allontanati dalla piazza dove si terrà la sera di venerdì un comizio del leader di Forza Nuova Roberto Fiore. Il bilancio è di sei feriti durante le cariche che hanno respinto i manifestanti e il traffico è stato bloccato nella zona.

Quattro studenti sono rimasti feriti e sono dovuti ricorrere alle cure dei medici. Ferito lievemente anche un agente rimasto contuso nel parapiglia che si è creato, e alcuni altri studenti raggiunti dalle manganellate. La manifestazione prosegue e le strade del centro interessate alle iniziative sono state blindate, con numerosi mezzi delle Forze dell’ordine in tenuta antisommossa.

Dopo la carica il corteo si è fermato per alcuni minuti in via Farini, poi ha sfilato per la strade della città fino a raggiungere piazza del Nettuno e si è fermato davanti al Sacrario dei partigiani. Proprio dove, alle 17, è previsto un altro presidio organizzato da Cgil e Anpi, al quale hanno aderito anche numerosi esponenti di Pd e LeU.

Le forze dell' ordine in tenuta antisommossa, prepotentemente schierate,atte allo sgombero dell' intera area adiacente,sono intervenute caricando e manganellando gli attivisti.
Il bilancio attuale dei feriti,sale a quattro.
Il quinto,un agente,non desterebbe particolari preoccupazioni.
A breve,innanzi al Sacrario dei Partigiani, avrà luogo un altro avamposto,firmato ANPI e CGIL.
Il centro di Bologna rimane blindato per impedire contatti tra le diverse fazioni.
Sull' accaduto,intervenuta anche la band," Lo Stato Sociale",indignata e incredula,che a breve si sarebbe dovuta esibire nel cuore emiliano.

Altro operaio assassinato a Pisa. Non esprimete cordoglio voi ipocriti maniaci di produttività

Un operaio è stato assassinato ai Cantieri navali Seven Stars di Pisa, di notte, lavorava in alto, senza le condizioni minime di sicurezza, si è schiantato al suolo. La strage continua e dilaga.1300 sono stati uccisi di lavoro l’anno scorso, già sono 150 dall’inizio di un 2018 che rischia di battere ogni tragico record. Non esprimete cordoglio voi ipocriti, che parlate sempre di produttività, mercato e impresa, che avete tolto le ispezioni e indebolito le leggi a tutela del lavoro, che lo avete reso ovunque precario e quindi sotto ricatto.

O lavori senza risparmiare la tua vita, o sei fuori. Questo è il ricatto assassino nel nome del massimo profitto. Tacete per una volta voi vili o complici che non volete neppure usare la parola sfruttamento per il lavoro. C’è una criminalità imprenditoriale e politica che è responsabile della strage di lavoratrici e lavoratori

E’indecente, intollerabile quello che sta accadendo. Una tragedia quasi quotidiana che colpisce famiglie, colleghi, intere comunità. Non vogliamo e non possiamo abituarci a questo bollettino di guerra. Non servono più frasi di circostanza, né appelli generici. Chi ne parla? Chi usa la parola sicurezza riferita alla prima e più drammatica realtà che ne è priva: il lavoro? E la strage criminale continua impunita.

domenica 4 febbraio 2018

Chiamare le cose con il proprio nome, Crimine FASCISTA a #Macerata

Allora procediamo: quello che è successo ieri mattina a Macerata è un attentato.
Il motivo? Erano di colore, come il presunto assassino di Pamela Mastropietro, la giovane fatta a pezzi sulla cui morte sono in corso indagini.
Dicono che per essere un buon blogger serve l'equità. ma con la violenza non si può essere equi, dii equo c'è solo l'idiozia di voler giustificare un crimine con un altro........
Un attentato motivato da razzismo, fascismo e da un delirante senso di vendetta.

Quello di Macerata è un atto di terrorismo di matrice politica. A commetterlo un fascista, che ha cercato di uccidere sei persone.

Stessa tipologia di azione di quelle messe in atto di jihadisti dello Stato Islamico, per capirci. Cambia la motivazione, razziale e non pseudo religiosa, e cambia l’identità etnica, geografica e politica del protagonista.

Non è un jihadista, è un fascista.


Però è uno squilibrato fascista e leghista. Il clima in cui è maturato il suo gesto è quello della martellante propaganda razzista e xenofoba di Salvini, Meloni e di formazioni neofasciste come Casapound o Forza Nuova. Lì sono i mandanti morali. Un clima alimentato anche dai media che hanno dato in questi anni uno spazio enorme a questa propaganda e in generale hanno avallato una narrazione della realtà in cui l’immigrazione è la principale emergenza del paese. La maniera con cui Salvini e la Meloni hanno commentato l’efferato delitto di Macerata è stato a dir poco criminale, un vero e proprio incitamento all’odio razziale. D’altronde questi alleati di Berlusconi hanno costruito il loro successo elettorale su questa demagogia. Il pistolero è sicuramente uno che non sta bene: come qualificare un coglione che si candida con la Lega e va in giro col tricolore? Salvini invece è un lucido politicante senza scrupoli che sa che seminare odio porta voti. Salvini ha commentato cercando di giustificare il comportamento di questo aspirante serial killer.

Per il resto stessa roba.

La cronaca, ormai nota, è agghiacciante: Luca Traini, ventottenne originario di Tolentino, ieri mattina sale in macchina portando con sé una pistola. Inizia a girare per le strade di Macerata sparando praticamente ad ogni persona di colore gli capiti a tiro. Ne ferisce sei, di cui uno grave.

Poi, sentendosi braccato, si ferma di fronte al Monumento ai Caduti di Macerata, si avvolge in una bandiera tricolore, fa il saluto romano e grida “Viva l’Italia”.

Che l’appartenenza politica del soggetto sia chiara, basterebbe appunto solo la cronaca a stabilirlo. Per essere sicuri che il tutto non rischi di venir derubricato ad “azione di un balordo”, i tatuaggi ben in evidenza sul corpo (una croce celtica ed un simbolo addirittua tatuato in faccia) e un accenno di curriculum di attività politica: Traini nel 2017 si era candidato con la Lega Nord alle elezioni amministrative per il Comune di Corridonia. Alcune testimonianze raccontano di una sua vicinanza a Forza Nuova e Casapound, che ha smentito comunque la notizia.

Possiamo quindi dire che la frase tra l’ironico ed il provocatorio che sta girando da iesi sulle piattaforme social – “alla fine l’unico attentato vero in Italia l’hanno fatto i fascisti, non i jihadisti” – è formalmente vera.

Come altrettanto vere sono le accuse ai mandanti morali di quanto avvenuto. E qui l’elenco è lungo.

Innanzitutto coloro i quali agitano e strumentalizzano lo spettro dell’ “invasione”, dell’ “immigrazione incontrollata”, oppure la delirante tesi della “sostituzione etnica” per motivi elettorali. Siamo immersi in una campagna elettorale oscena, ed i risultati iniziano ad arrivare.

Un esempio perfettamente calzante è la dichiarazione a caldo del leader leghista Salvini: “Chiunque spari è un delinquente. Ma la colpa è di chi riempie di immigrati l’Italia”. La costruzione stessa della frase esprime in modo evidente l’approccio, la volontà di strumentalizzazione: prima la banalità “politically correct”, poi lo slogan. E che importa se studi ed analisi statistiche dicono in modo scientifico che non esiste nessuna invasione, ma solo politiche sbagliate di accoglienza. L’importante è creare consenso, e prendere voti.

Altra responsabilità enorme, la hanno gli “sdoganatori” delle organizzazioni neofasciste: quelli per cui “tutti hanno diritto di parola”, “non vi condivido ma siete all’interno delle regole democratiche”, “non la penso come voi ma con voi parlo”. Questo approccio liberal e radical chic che dimentica il fatto che la nostra Costituzione sul fascismo si esprime in maniera molto chiara, e che pare non vedere come in questo paese stia montando una marea nera alimentata dalla paura, dalla povertà, dall’impoverimento, dalla scomparsa del welfare, dalle politiche di austerity, dalla messa a profitto di tutto, a partire dai diritti, dalle persone stesse. Odiare chi è più debole di te, non guardando a chi ha veramente la responsabilità del deperimento della qualità di vita di sempre più persone.

mercoledì 13 settembre 2017

A PONTIDA TORNA IL MEDIOEVO

Pontida, arrivano i parcheggi rosa, una preziosa agevolazione per le future mamme che avranno così un posteggio riservato nel periodo della gravidanza. FIn qui tutto bello, Ma: per averne diritto le signore in questione devono rispettare dei canoni da medioevo e non da stato civile (è troppo per gli ominidi leghisti).

#stuproFirenze. Le bugie dei due #carabinieri e l'inquietante sospetto

I due carabinieri accusati di aver stuprato le ragazze americane nella notte tra il 6 e il 7 settembre a Firenze, non avevano comunicato alla centrale operativa di averle fatte salire in auto, come invece prevedono le regole.

E questo, come ritengono gli inquirenti e riporta Il Corriere della Sera, induce a pensare che i due avessero deciso di aggredirle appena dopo averle prelevate alla discoteca Flo e smentisce la versione fornita dall'appuntato scelto Marco Camuffo, che ai pm ha giurato di "non sapere che cosa mi sia successo quella notte".

Ma l'elenco delle norme che hanno infranto non si limita a questo: la procura militare, infatti, li accusa di  violata consegna e di peculato, oltre al fatto di non aver ottemperato all'obbligo di compilare la relazione di servizio, dato che nessun documento sull'intervento di quella notte è mai arrivato ai superiori.

I due, poi, sono entrati nella discoteca e si sono recati al bar, nonostante fossero in servizio e hanno fatto salire le ragazze in auto, cosa che si può fare solo in casi eccezionali (ad esempio il trasporto urgente di un ferito o arresto) e sempre informando la centrale operativa.

Ancor più grave è la decisione di essere entrati nel palazzo delle due ragazze, peraltro lasciando l'auto di servizio parcheggiata fuori.

C'è poi un altro filone, se possibile ancora più preoccupante, che i magistrati stanno seguendo nelle loro indagini. Parte dal fatto che quella sera era solo la seconda volta che i due carabinieri uscivano di pattuglia insieme.

 Eppure, si sono fidati ciecamente l'uno dell'altro, violando consapevolmente tutte le regole e le procedure, consapevoli che son sarebbero stati traditi. Da qui l'ipotesi che il loro comportamento possa non essere isolato e il timore che ci possa essere una rete di complicità che "copre" eventuali abusi.

 Anche per questo, l'elenco dei testimoni da convocare include gli altri quattro carabinieri intervenuti quella sera alla discoteca Flo.

martedì 12 settembre 2017

Italia-USA uniti dai morti in nome del profitto

Nove morti è il bilancio della bomba d’acqua che ha colpito Livorno due notti fà. Su Roma, poche ore dopo sono caduti cento litri d’acqua per metro quadrato in un’ora seminando il caos in una città già disatrata e cronicamente senza manutenzione. Dall’altra parte dell’Atlantico, a pochi giorni dal terribile ciclone Harvey che ha allagato e distrutto una intera contea del Texas, un’altra terribile calamità, il ciclone denominato Irma, sta seminando morte e distruzione nelle isole dei Caraibi, avanzando verso le coste della Florida e su Miami.

Gli effetti terrificanti dei cambiamenti climatici che portano all’estremo i fenomeni atmosferici si mostrano in tutta la loro drammaticità, mettendo sotto accusa governi e imprenditori miopi che per sete di profitto continuano a posporre nel tempo le misure indispensabili coordinate su scala internazionale per ridurre il riscaldamento terrestre.

Esempio eclatante la tragedia di Livorno, dove cinquant’anni fa, una inondazione aveva già colpito l’area dove quattro livornesi hanno tragicamente perso la vita. In questi cinquant’anni si sono riempite le colline e l’intero territorio da agglomerati di palazzi, ville e villini, con una speculazione spaventosa. Tutti gli anni si paga una tassa per la bonifica dail territorio, ma poco o niente si fa. Continuare a subire in silenzio, è il peggior delitto che una comunità possa compiere.


FREE-ITALIA rilancia questo dal sito belga “La Gauche” che esamina la natura e la dimensione dei cicloni, ma anche la logica distruttiva della speculazione immobiliare esemplificate in modo particolare nel caso di Harvey. 

La contea di Harris County, nel Texas, ha 4,5 milioni di abitanti. Un terzo della sua area è finito sotto l’acqua a causa del ciclone Harvey. La città di Houston assomiglia ad un arcipelago di isole in mezzo ad un’immensa palude di acqua fangosa. In alcuni quartieri le onde sono salite al primo piano delle case. Si contano decine di morti, ma questo numero non sarà definitivo finché le acque non si saranno ritirate. Decine di migliaia di persone sono senza tetto. Il danno è enorme, molte persone sono rovinate, soprattutto quelle dei settori sociali più poveri.

La violenza crescente dei cicloni

I cicloni si formano sull’oceano nelle regioni tropicali. La loro forza, la velocità con cui cresce questa forza nonché la quantità di acqua che trasportano sono tre variabili che dipendono dell’evaporazione sulla superficie del mare, quindi anche dalla temperatura dell’acqua. Nel Golfo del Messico, alla fine dell’estate, l’acqua oggi è di un grado Celsius più calda di quanto lo fosse 30 anni fa. I cicloni tendono quindi ad essere più violenti e si rafforzano più rapidamente. Tanto più sono violenti, tanto più sono in grado di “succhiare” grandi quantità di acqua e trasportarle nell’atmosfera (che è di per sé più umida a causa del riscaldamento).

Harvey purtroppo illustra la tendenza al rafforzamento dei cicloni. La velocità delle punte più alte del vento è aumentata almeno 55 km/h nel giro di 24 ore (Harvey è un ciclone di forza 4 ciclone secondo la scala Saffir-Simpson, che prevede 5 livelli). Venerdì 1 settembre la velocità è passata molto rapidamente da 96 a 193 km/h prima di raggiungere 210 km/h. La quantità di acqua riversata è stata spaventosa: più di 120 centimetri d’acqua sono caduti in pochi giorni sulla regione di Houston. E non è finita: la Louisiana è toccata a sua volta.

Una volta che un ciclone raggiunge la terraferma, la sua forza tende ad indebolirsi e si trasforma in tempesta tropicale. Nel caso di Harvey, la dimensione della catastrofe è stata ancora più grande perché la tempesta è rimasta praticamente immobile, bloccata tra due zone di alta pressione che la spingevano in direzioni opposte. (Alcuni scienziati del clima ritengono che tale situazione sia correlata anche al cambiamento climatico, ma è ancora un’ipotesi.) Quindi le cascate d’acqua sono precipitate sulla contea di Harris per giorni. A causa della stabilità della tempesta, si è prodotto anche un fenomeno di “feedback positivo”: a contatto con il terreno caldo, la pioggia evaporava e rialimentava il cielo di nuove riserve d’acqua.

E’ un effetto del cambiamento climatico

La gravità del disastro è perfettamente in linea con le proiezioni scientifiche sugli effetti del cambiamento climatico. Kerry Emanuel, professore di scienze atmosferiche presso il Massachusetts Institute of Technology, ha confrontato l’evoluzione di 6.000 tempeste simulate nelle condizioni del XX secolo e in quelle che si produrrebbero alla fine del XXI secolo se l’effetto serra continuasse ad aumentare. La sua conclusione: nello scorso secolo la probabilità che un ciclone guadagnasse più di 55 km / h nelle 24 ore che precedono il ​​suo arrivo sulla terraferma era una in cento anni; nei prossimi decenni questo fenomeno potrebbe invece essere osservato ogni 10 anni.

Un altro ricercatore, Michael Wehner, del Dipartimento dell’Energia, Laurence Berkeley National Laboratory, stima che l’aumento della temperatura a causa del cambiamento climatico antropico provochi almeno un aumento del 10-15% nelle precipitazioni a carattere ciclonico. Ma questo potrebbe essere molto maggiore se il riscaldamento antropico si dovesse combinare con altri fattori quali la variabilità naturale del clima. In questo caso, ha detto, le precipitazioni potrebbero aumentare del 50%, o addirittura di più (1).

Le proiezioni sulla frequenza dei cicloni violenti sono confermate dalle esperienze osservate. Secondo i criteri definiti dal Dipartimento di controllo delle alluvioni della contea di Harris, la regione, tra il 1998 e il 2016 ha conosciuto otto tempeste straordinarie. Cinque di queste sono state considerate avere una sola probabilità su cento di prodursi nel corso di un anno. Le altre tre erano considerate ancora meno probabili. Nel 2016, Houston ha sofferto l’inondazione due volte: da una tempesta del primo tipo a maggio e da una del secondo tipo ad aprile … (2).

Trump, un piromane sulla scena dell’incendio

Donald Trump ha cercato di approfittare di Harvey per distogliere l’attenzione dei cittadini dai suoi problemi: le ricadute dei fatti di Charlottesville, le sue pericolose rodomontate contro Kim Jung Un ed altro… Prima dell’arrivo del ciclone, dalla Casa Bianca, ha moltiplicato le dichiarazioni e le promesse di sostegno. Martedì 29 agosto, è andato con la moglie e almeno altri sei membri della sua amministrazione, (tra cui il generale Kelly, il suo capo di gabinetto), non a confortare le vittime che non ha nemmeno visitato, ma per mettersi in bella mostra.

Trump sulla scena di una catastrofe climatica, è un po’ come un piromane che viene a contemplare il suo incendio. Megalomane e narcisista il Presidente nazional-populista vuole entrare nella storia per la sua risposta esemplare (secondo lui!) alla catastrofe di Houston, che lui qualifica come “naturale”. “Vogliamo fare meglio che mai”, ha detto. “Vogliamo essere considerati tra cinque anni, tra dieci anni, come modello di quel che si deve fare”. (3)

Trump entrerà invece nella storia come il modello di quel che non si deve fare. In primo luogo, perché nega la realtà del cambiamento climatico. In secondo luogo perché ha denunciato l’accordo sul clima di Parigi (anche se totalmente inadeguato, questo accordo ha il vantaggio di fissare un obiettivo: massimo 2 ° C di riscaldamento e di “continuare gli sforzi per non superare l’1,5 ° C “). In terzo luogo perché fa di tutto per rilanciare l’estrazione del carbone e per sostenere quello delle sabbia bituminose del Canada (rilancio delle pipelines Keystone XL e Dakota). In quarto luogo perché vuole tagliare i finanziamenti pubblici ai ricercatori che lavorano sul riscaldamento globale. In quinto luogo perché si commuove davanti alla città di Houston, ma non si preoccupa dei disastri climatici altrettanto gravi nei paesi del Sud, come nelle Filippine (che non hanno quasi alcuna responsabilità per il riscaldamento). (4)

Non toccare il settore immobiliare

Ma la catastrofe di Houston mette in evidenza una seconda ragione per cui Trump è l’opposto di un modello: la sete di profitto dei padroni del settore immobiliare, di cui lui stesso fa parte.La speculazione e la cementificazione hanno raggiunto il loro massimo sviluppo nella contea di Harris, come nella maggior parte delle zone costiere. Si è costruito nel 30% delle zone umide tra il 1992 e il 2010. Le superfici impermeabilizzate a seguito dello sviluppo immobiliare sono aumentate del 25% tra il 1996 e il 2011 (2). I biotopi in grado di assorbire le precipitazioni sono ampiamente distrutti, le acque di dilavamento si gonfiano e traboccano la capacità dei sistemi di evacuazione inondando i quartieri.

Una regolamentazione rigorosa sarebbe necessaria per prevenire – per quanto possibile – che l’aggravamento delle catastrofi non si congiunga al peggioramento degli effetti – ancor più pericoloso che la regione sia zeppa di aziende petrolchimiche molto inquinanti! Ma il Dipartimento di controllo delle inondazioni della contea di Harris non vuole sentire: i suoi funzionari negano la tendenza al peggioramento dei cicloni. Essi denunciano l’agenda “anti-sviluppo” degli scienziati e delle associazioni per la difesa ambientale. E’ una ben strana cecità. Ma bisogna dire che le somme di denaro in gioco sono astronomiche e capaci, chissà, di corrompere molti funzionari …

Nel giugno 2001, la tempesta tropicale Allison aveva precipitato quasi un metro d’acqua su Houston in cinque giorni; 73.000 case erano state inondate. Più della metà si trovavano in aree dove la probabilità di inondazioni era inferiore a 1/100 all’anno. Erano morte 22 persone e i danni erano stati pari a 5 miliardi di dollari. Era un avvertimento. Non si è voluto intenderlo: i progetti immobiliari hanno continuato a crescere come i funghi … soprattutto nelle aree devastate da Allison. A beneficio dei vampiri alla Trump, che negano i cambiamenti climatici e protestano contro “regolamenti distruttivi dell’occupazione”.



Ogni disastro determina una caduta temporanea dei prezzi degli immobili nelle aree colpite. I Gli imprenditori si precipitano per fare affari buoni. Ovviamente contano sul fatto che il mercato ben presto tornerà in rialzo garantendo loro dei bei profitti.. È un ciclo infernale perché ognuna di queste ondate di investimenti immobiliari ha significato sia un aggravamento della segregazione sociale (contro i lavoratori, i Neri, le donne) sia un aumento delle superfici impermeabili, quindi una maggiore sensibilità della regione alla crescente violenza dei cicloni con una moltiplicazione delle catastrofi.

Prima o poi, tuttavia, questa concatenazione comporterà un crollo duraturo del mercato nelle zone costiere più esposte. Cosa faranno allora gli imprenditori e gli assicuratori? Cambieranno la loro area di intervento per soddisfare le richieste dei ricchi di vivere in sicurezza su zone più elevate … A Houston, questi sono quartieri come Little Haiti e Liberty City, abitati da lavoratori a basso reddito, con un’elevata percentuale di neri e donne (5). Come a New Orleans dopo Katrina, i poveri saranno i capri espiatori della farsa.

lunedì 11 settembre 2017

NON DIMENTICHIAMO IL DRAMMA DEL VERO #11settembre. #NeverForget911

Mentre il mondo celebra la tragedia farsa del 2001. NOI vi raccontiamo la storia di un intero paese umiliato (dagli USA) che, l'11 settembre del 1973, veniva spazzato via da un male insormontabile nel modo più vile e brutale. Una storia, quella del presidente cileno Salvador Allende, che “non si ferma né con la repressione, né con il crimine”.