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mercoledì 11 marzo 2015

Guardando le cose....da più punti di vista.....o da punti di vista diversi

Berlusconi...Ruby....
é inutile che esprima il mio pensiero...espresso in grande stile da tutti (altrimenti mi si addita come ladra di idee).....

Processo Ruby, Berlusconi assolto

La Cassazione ha confermato l’assoluzione, che diventa definitiva, di Silvio Berlusconi nel processo Ruby. L’ex premier era imputato di concussione per induzione e prostituzione minorile. Condannato in primo grado a 7 anni per prostituzione minorile, ma poi assolto in appello il 18 luglio scorso. La giustizia italiana si tinge Ancora una volta di ORRORE E VERGOGNA.

venerdì 18 luglio 2014

Processo Ruby. Berlusconi assolto in appello

berlusconiI giudici della seconda Corte d'Appello di Milano hanno assolto Silvio Berlusconi, imputato per concussione e prostituzione minorile nel processo Ruby, per entrambi i capi di imputazione. 

mercoledì 18 dicembre 2013

Berlusconi. Il pregiudicato decaduto,

berlusconiIl giorno del giudizio è giunto e si è concluso come tutti supponevano. Lui in primis, scopertosi improvvisamente vulnerabile e battibile, tanto da tentare l'ultimo colpo di mano e convincere una folla a scendere in piazza per gridare al golpe, al lutto della democrazia.
Si chiarisca: la nostra giustizia forse fa acqua da tutte le parti, la nostra logica no. Chi compie un reato è perseguibile, chi viene sentenziato colpevole è un pregiudicato. E, di conseguenza, non dovrebbe avere il diritto di sedere nei palazzi di potere per decidere le sorti del popolo.

mercoledì 27 novembre 2013

Silvio Berlusconi non è più senatore.

Silvio Berlusconi è decaduto. Non è più senatore Silvio Berlusconi non è più senatore.
Lui che era impegnato nella piazza a fare il comizio ha perso la sua carica di parlamentare quando il Senato ha votato per la sua decadenza.
C'è voluto tempo: diversi ordini del giorno, nove, sono stati presentati ma nessuno di questi è stato approvato.
Per questo motivo il Cavaliere perde il suo ruolo e dovrà cedere il suo seggio al primo dei non eletti nella regione Molise, dove era capolista in diverse circoscrizioni.
Durante la discussione che ha preceduto il voto, diversi gli attacchi nei confronti di Linda Lanzillotta, il cui voto in giunta era stato essenziale per arrivare all'attuale giornata per decidere sull'eventuale decadenza di Silvio Berlusconi.

C'è stata la piazza di Berlusconi, quella dove l'ex premier parlava ai suoi elettori, a un gruppo di cittadini inneggianti a lui e con le bandiere di Forza Italia a sventolare sopra le loro teste. Dall'altra c'è stata una piazza più silenziosa, quella del popolo viola, che ricordava con uno striscione che “Decade Berlusconi rinasce l'Italia”.
Lui, senatore ancora per pochi minuti, era lì, su quel palco, pronto a scaldare la folla che non aspettava altro che sentirlo e vederlo, pronta a fischiare con forza contro il Nuove Centro Destra e a supportare, nel bene e nel male, il loro uomo simbolo, il fondatore della rinata Forza Italia.
Un Berlusconi che ha avuto molto da dire e che ha parlato di “Lutto per la democrazia”, attaccando anche i pm. “A partire da quel 1994, una magistratura di estrema sinistra si è data come missione la via giudiziaria al socialismo”.
Vorrei rassicurare tutti” ha poi continuato “Questa è una manifestazione pacifica. Non abbiamo l'odio nel cuore”.
Spazio anche per un suo vecchio cavallo di battaglia, il presidenzialismo. Secondo l'ex premier, infatti, “Bisogna dare ai cittadini il diritto di eleggere il Presidente della Repubblica”.
E infine la promessa: “Vi do appuntamento al primo giorno della prossima campagna elettorale. Saremo tutti qua, saremo molti di più e saremo tutti missionari di verità e libertà”.
In tutto questo anche alcuni attimi di tensioni con un manifestante che ha minacciato di darsi fuoco e un improvviso cartellone apparso sulla facciata di un palazzo in cui era scritto “è un colpo di stato”.

lunedì 25 novembre 2013

diritti Mediaset, Berlusconi avrebbe evaso circa 1 miliardo e 300 milioni di euro

berlusconi
Dopo la condanna definitiva per frode fiscale, consacrata il primo agosto 2013 dalla Cassazione, ora è possibile fare un primo bilancio completo e documentato sui fondi neri scoperti in vent’anni d’indagini sul proprietario della Fininvest, Silvio Berlusconi. Il conto finale sarebbe da primato: almeno un miliardo e 277 milioni di euro. Nel video-messaggio del 18 settembre Berlusconi si è proclamato «assolutamente innocente» e ha accusato la magistratura di averlo colpito con «una sentenza mostruosa e politica». Sarebbe stato condannato per una frode di lieve entità: 7 milioni e 300 mila euro.

domenica 24 novembre 2013

BERLUSCONI, ULTIMO ATTO OPPURE.... NO


“La Storia non si ripete, ma spesso fa rima”

Sono passati settant’anni da quando Benito Mussolini fu arrestato e poi successivamente liberato dai paracadutisti nazisti per insediarsi a capo della Repubblica Sociale Italiana e poi dare inizio alla sanguinosa guerra civile italiana tra italiani fascisti alleati con i nazisti tedeschi e gli italiani partigiani e lealisti alleati con gli anglo-americani. Guerra che finì con l’ingloriosa morte dell’uomo che per vent’anni aveva guidato l’Italia. Ora, settant’anni dopo, Silvio Berlusconi rischia di concludere la sua carriera parlamentare il 27 novembre e di conseguenza rischia sicuramente un anno di servizi sociali e forse anche l’arresto per il caso Ruby oltre che il sequestro dei suoi conti correnti. E anche in questo caso finisce un ventennio che ha visto Berlusconi presidente del Consiglio per circa dieci anni e capo del suo regime mediatico per un intero ventennio.

martedì 5 novembre 2013

Decadenza Berlusconi , il Senato voterà il 27 Novembre !

A tre mesi di distanza dalla condanna in terzo grado per frode fiscale, è stata decisa la data per il voto in Aula sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. La conferenza dei capigruppo di palazzo Madama ha stabilito, a maggioranza, che la votazione si terrà mercoledì 27 novembre: la decisione dovrà però essere sottoposta alla votazione dell’Aula, dal momento che vi si oppongono Movimento 5 Stelle SelIl voto sarà palese, come ha deciso la giunta per il regolamento il 30 ottobre scorso.

lunedì 4 novembre 2013

L’incredibile vicenda di Europa7 e Rete4. Tutta la storia di uno scippo scandaloso!


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Prima parte
La storia inizia nel luglio 1997, quando il governo Prodi vara la legge Maccanico sul sistema televisivo. Tre anni prima la Consulta disse che tre reti per il Cavaliere sono troppe. L’etere è un bene pubblico, e deve ospitare quante più voci possibili. Entro due anni, sentenziò la Corte, Rete 4 deve cedere le frequenze e andare sul satellite.

giovedì 24 ottobre 2013

Berlusconi rinviato a giudizio , per compravendita di parlamentari!

Come sempre gli avvocati si lamentano e il Pdl fa quadrato. “La decisione di rinviare a giudizio il presidente Berlusconi appare davvero straordinaria. Solo pochi mesi or sono lo stesso Ufficio Gip, con diverso Giudice, aveva stabilito la improcedibilità del richiesto giudizio immediato rilevando insussistente l’ipotesi corruttiva. Oggi sugli stessi elementi viene fissato il giudizio” dicono gli avvocati Michele Cerabona e Niccolò Ghedini.

martedì 8 ottobre 2013

Le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi: l'accusa di leggi ad personam


Con la locuzione legge ad personam si intende un provvedimento legislativo creato di fatto ad hoc a scopi prettamente personali e non erga omnes. 
Durante i governi presieduti da Berlusconi, succedutisi dal 1994 in poi, il Parlamento ha varato alcuni provvedimenti legislativi aspramente contestati dall'opposizione e da alcuni settori della stampa i quali ritenevano che questi fossero stati emanati appositamente per favorire la posizione dello stesso Berlusconi, per difenderlo dai processi in cui era coinvolto direttamente o indirettamente o per difendere e/o rafforzare il proprio patrimonio.
Per gli avvocati e amici di Silvio Berlusconi, almeno i provvedimenti in materia giudiziaria, «servono a dare maggiori garanzie ai cittadini. Perché a nessun altro succeda quello che è accaduto a Silvio Berlusconi» (Niccolò Ghedini),  o comunque «per proteggersi. Se non fai la legge ad personam vai dentro» ovvero «sono la risposta a una guerra ad personam contro di lui» (Fedele Confalonieri). Quanto ai presunti benefici per le imprese di famiglia, Marina Berlusconi, presidente di Mondadori e figlia di Silvio, ha fatto notare come «se le leggi (...) sono sacrosante, che cosa si vorrebbe, che le nostre aziende non le utilizzassero solo perché fanno capo alla famiglia Berlusconi? Questo sì che è il vero conflitto di interesse, quello all'incontrario».
Durante la campagna elettorale del 2006, lo stesso Berlusconi ha dichiarato che «una legge ad personam è quella che risulta essere giusta solo per un singolo individuo e sbagliata per il resto della popolazione», pertanto, a suo dire, «non c'è una sola legge di questo tipo approvata dal mio governo»
Secondo due inchieste de "La Repubblica" al 24 novembre 2009 le leggi «che hanno prodotto benefici effetti per Berlusconi e le sue società» sarebbero state 19. Fra le leggi contestate, alcune avrebbero fornito a Berlusconi immediati benefici su procedimenti penali in corso contro di lui, altre gli avrebbero garantito vantaggi economici. Tra le prime rientrano le seguenti:
  1. Legge sulle rogatorie internazionali (Legge n. 367/2001): limita l'utilizzabilità delle prove acquisite. Con questa legge i movimenti illeciti sui conti svizzeri effettuati da Cesare Previti e Renato Squillante, al centro del processo Sme-Ariosto 1, sono stati coperti.
  2. Riforma del diritto societario (D. Lgs. n. 61/2002): depenalizzazione del falso in bilancio che ha consentito a Berlusconi di essere assolto nei processi "All Iberian 2" e "Sme-Ariosto 2" perché "il fatto non è più previsto dalla legge come reato".
  3. Legge Cirami sul legittimo sospetto (Legge n. 248/2002): introduzione del "legittimo sospetto" sull'imparzialità del giudice che permette la ricusazione e il trasferimento del processo ad un altro giudice.
  4. Lodo Schifani (Legge n. 140/2003): introduzione del divieto di sottomissione a processo delle cinque più alte cariche dello Stato tra le quali il presidente del Consiglio in carica. La legge è dichiarata incostituzionale il 13 gennaio 2004. Fu riapprovato con qualche modifica nel 2008.
  5. Segreto di Stato sull'area denominata “Villa La Certosa” di Punta della Volpe (Olbia) (decreto del Ministro dell'Interno 6 maggio 2004 prot. n. 1004/100 – 1158): l'apposizione del segreto di Stato sulla villa di Berlusconi impedì le ispezioni disposte dal Tribunale di Tempio Pausania nell'ambito di un'indagine penale per violazione delle normative in materia edilizia ed ambientale.
  6. Legge Pecorella (Legge n. 46/2006), proposta dal parlamentare Gaetano Pecorella, avvocato di Silvio Berlusconi, che sanciva l'inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimento (DL n. 3600), bocciata quasi integralmente nel 2007 dalla Corte Costituzionale.
  7. Legge ex-Cirielli (Legge n. 251/2005): riduzione della prescrizione, che ha consentito l'estinzione dei processi "Lodo Mondadori", "Lentini", "Diritti tv Mediaset" per decorrere dei tempi processuali.
  8. Lodo Alfano (Legge n. 124/2008), riproposizione del Lodo Schifani, emanato poco prima della conclusione del processo per corruzione dell'avvocato David Mills in cui Berlusconi era coimputato. Dichiarato incostituzionale il 7 ottobre 2009.
  9. Legittimo impedimento per 18 mesi il Presidente del Consiglio è legittimamente impedito a comparire in aula di tribunale se impegnato in attività di governo.
Tra le leggi che avrebbero dato vantaggi economici vengono citate le seguenti:
  1. Tremonti bis (Legge n. 383/2001, art. 13): abolizione dell'imposta su successioni e donazioni per grandi patrimoni, che in precedenza l'Ulivo aveva abolita per patrimoni fino a 350 milioni di lire.
  2. Finanziaria 2003 (Legge n. 289/2002, art. 9): introduzione di un condono fiscale, di cui hanno beneficiato anche le imprese del gruppo Mediaset.
  3. Decreto salva-calcio (Legge n. 27/2003, art. 3): concessione alle società sportive della possibilità di diluire le svalutazioni dei giocatori sui bilanci in un arco di dieci anni, con importanti benefici economici in termini fiscali. La norma ha trovato applicazione anche all'A.C. Milan.
  4. Lodo Retequattro (Decreto-legge n. 352/2003): ha permesso a Rete 4 di continuare a trasmettere in analogico.
  5. Finanziaria 2004 (Legge n. 350/2003, art. 4, comma 153) e Finanziaria 2005 (Legge n. 311/2004, art. 1, comma 246): introduzione di un incentivo statale all'acquisto di un decoder. A beneficiare prevalentemente dell'incentivo è stata la società Solari.com, il principale distributore in Italia dei decoder digitali Amstrad del tipo Mhp, controllata al 51% da Paolo e Alessia Berlusconi.
  6. Legge Gasparri (Legge n. 112/2004): introduzione del sistema integrato delle comunicazioni (SIC) e riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni. Nel 2004 il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, ha stimato i vantaggi derivanti dalla legge Gasparri per il gruppo di Silvio Berlusconi fra 1 e 2 miliardi di Euro.
  7. Estensione del condono edilizio alle zone protette (Legge n. 308/2004, art. 1 commi 36-39): ammissione delle zone protette tra le aree condonabili, comprese quelle della villa "La Certosa" di proprietà di Berlusconi.
  8. Testo unico della previdenza complementare (Decreto Legislativo n. 252/2005): introduzione di una serie di norme che favoriscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale, a beneficio anche della società assicurative di proprietà della famiglia Berlusconi.
  9. Decreto anticrisi (Decreto-legge n. 185/2008, art. 31): abolizione dell' Iva agevolata del 10% sulla pay tv via satellite (dominata da Sky Italia) che ritorna così all'aliquota standard del 20%. Tale operazione di allineamento delle imposte era stata richiesta dalla Commissione Europea in seguito ad un reclamo presentato alla commissione stessa. L'iniziativa legislativa ha suscitato nell'opposizione (principalmente per voce di Antonio Di Pietro ) diverse polemiche poiché viene visto in questo provvedimento un modo per penalizzare Sky Italia, principale concorrente privato di Mediaset-
  10. Acquisto delle proprie azioni (Legge n. 33/2009, art. 7, commi 3-quater e 3-sexies): viene aumentata la soglia di capitale (dal 3% al 5%) che gli azionisti con una partecipazione superiore al 30% possono acquisire senza essere soggetti all'obbligo di promuovere un'offerta pubblica di acquisto totalitaria; e viene incrementato (dal 10% al 20%) il limite massimo previsto dall'art. 2357 cc. nei confronti delle società per azioni in materia di acquisto di azioni proprie con l'intento di prevedere strumenti di difesa delle società rispetto a possibili manovre speculative (OPA).
  11. Scudo fiscale (Legge n. 102/2009, art. 13-bis): permette, pagando un'imposta una tantum del 5%, di rimpatriare o regolarizzare le attività finanziarie e patrimoniali frutto di evasione fiscale detenute all'estero.
  12. Liti pendenti col fisco (Legge n. 73/2010): la Mondadori ha utilizzato il provvedimento per chiudere un contenzioso col fisco pendente dal 1991 pagando 8 milioni e 653 000 euro al posto dei 173 milioni pretesi dall'erario.
Anche se non rientra nel novero delle leggi, possiamo citare a tal proposito il ricorso del governo contro la legge della regione Sardegna al divieto di costruire a meno di due chilometri dalle coste (ricorso n. 15/2005 alla legge regionale 8/2004) (che bloccava, tra l'altro, l'edificazione di "Costa Turchese", insediamento di 250 000 m3 della Edilizia Alta Italia di Marina Berlusconi).

Da Wikipedia

Le vicenda giudiziarie di Silvio Berlusconi : il conflitto di interesse


Un conflitto di interesse emerge in presenza di proprietari di imprese che vengono ad assumere cariche pubbliche. La contemporanea proprietà di società di assicurazione, di colossi dell'editoria, di imprese turistiche, e così via, acuisce questo problema nella figura di Silvio Berlusconi.
Secondo il settimanale britannico The Economist, Berlusconi, nella sua doppia veste di proprietario di Mediaset e Presidente del Consiglio, nel 2001 deteneva il controllo di circa il 90% del panorama televisivo italiano. Questa percentuale include sia le stazioni da lui direttamente controllate, sia quelle su cui il suo controllo può essere esercitato in maniera indiretta attraverso la nomina (o l'influenza sulla nomina) degli organismi dirigenti della televisione pubblica. Questa tesi viene respinta da Berlusconi che nega di controllare la RAI (malgrado l'apparente contenuto di varie intercettazioni, rivelate dalla stampa nel luglio 2011, prefiguri un'azione di concerto, mirante a favorirlo, messa in atto da una parte dei vertici RAI e Mediaset: la cosiddetta struttura riservata "Delta"). Egli sottolinea il fatto che durante il suo governo siano stati nominati presidente della RAI persone facenti riferimento al centrosinistra, in primo luogo Lucia Annunziata. All'epoca del suo ultimo governo, il presidente della RAI è stato Paolo Garimberti, di centrosinistra, mentre il ruolo di direttore generale venne ricoperto da Lorenza Lei; attualmente tali incarichi, dal luglio 2012 sono stati invece affidati rispettivamente ad Anna Maria Tarantola ed al manager Luigi Gubitosi, scelti e nominati dal Governo Monti.
Il vasto controllo sui media esercitato da Berlusconi è stato collegato da molti osservatori italiani e stranieri alla possibilità che i media italiani siano soggetti ad una reale limitazione delle libertà di espressione. L'Indagine mondiale sulla libertà di stampa del 2004 (Freedom of the Press 2004 Global Survey), uno studio annuale pubblicato dall'organizzazione americana Freedom House, ha retrocesso l'Italia dal grado di "Libera" (Free) a quello di "Parzialmente libera" (Partly Free) sulla base di due principali ragioni, la concentrazione di potere mediatico nelle mani del Presidente del consiglio Berlusconi e della sua famiglia, e il crescente abuso di potere da parte del governo nel controllo della televisione pubblica RAI. L'indagine dell'anno successivo ha confermato questa situazione con l'aggravante di ulteriori perdite di posizione in classifica.
Reporter senza frontiere dichiara inoltre che nel 2004, «Il conflitto d'interessi che coinvolge il primo ministro Silvio Berlusconi e il suo vasto impero mediatico non è ancora risolto e continua a minacciare la pluralità d'informazione».Nell'aprile 2004, la Federazione internazionale dei giornalisti si unisce alle critiche, obiettando al passaggio della Legge Gasparri.
Lo stesso Berlusconi, per rispondere alle critiche su un suo conflitto di interessi, pochi giorni prima delle elezioni politiche del 2001, in un'intervista al Sunday Times annunciò di aver contattato tre esperti stranieri («un americano, un britannico e un tedesco»"), di cui però non fece i nomi, che lo consigliassero nel trovare una soluzione alla questione. Pochi giorni dopo ribadì al TG5 la sua decisione, specificando che: «In cento giorni farò quel che la sinistra non ha fatto in sei anni e mezzo: approverò un disegno di legge che regolamenterà i rapporti tra il Presidente del Consiglio e il gruppo che ha fondato da imprenditore», a cui fecero eco le parole del presidente di AN Gianfranco Fini e di altri politici della CdL, i quali nei giorni seguenti confermarono più volte che, in caso di vittoria alle elezioni, l'intenzione del governo era quella di presentare entro i primi 100 giorni un disegno di legge per risolvere la questione tramite un blind trust. Non vennero mai resi noti i nomi dei tre esperti stranieri che si sarebbero dovuti occupare della questione, ma venne presentato un disegno di legge, poi approvato, che regolamentava il conflitto d'interesse.
Il centrosinistra al governo dal 1996 al 2001, non era intervenuto invece sul tema del conflitto d'interessi. Il 28 febbraio 2002 Luciano Violante, allora capogruppo DS alla Camera, dichiarò in Aula che il PDS aveva dato nel 1994 la «garanzia piena» a Berlusconi e Gianni Letta «che non sarebbero state toccate le televisioni» con il cambio di governo. Ricordò inoltre di quando la sua parte politica aveva votato per dichiarare «eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni» e il fatto che durante i governi di centrosinistra il fatturato di Mediaset fosse aumentato di 25 volte.
Il 13 luglio 2004 il Parlamento Italiano varava la Legge n. 215, recante "Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi", cosiddetta Legge Frattini. Tale legge riceveva in seguito le dure critiche della Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa.
A tutt'oggi il conflitto di interessi non è stato ancora risolto da nessun governo.

Da Wikipedia

venerdì 4 ottobre 2013

Le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi...il suo coinvolgimento con la P2...



Chi fece parte nella loggia segreta Propaganda 2, in breve P2?
Vi furono parlamentari (tra cui Pietro Longo che sarà Ministro delle Finanze nel 1º Governo Craxi), giornalisti, alti gradi delle forze armate, funzionari dello Stato (soprattutto Ministero del Tesoro e delle Finanze), dirigenti dei servizi segreti, magistrati, imprenditori, banchieri, editori e Berlusconi (tessera 1816).
Lo scopo della P2 di Licio Gelli era di frenare l'avanzata del PCI di Berlinguer. E a tal fine grande importanza era assegnata all'informazione. Occorreva, in un primo tempo, individuare 3 o 4 giornalisti per ogni mezzo di informazione su cui puntare. Questi dovevano fungere da “Cavalli di Troia” per spostare simpatie verso politici piduisti. In un secondo tempo occorreva impadronirsi dei mezzi di comunicazione più influenti. Particolare attenzione andava alla Rai TV che andava dissolta in nome della libertà di antenna. Essa andrà sostituita da altre TV che dovranno entrare casa per casa ad influenzare l'italiano medio.
È interessante notare che il Piano di Gelli contiene un diretto riconoscimento a Berlusconi quando afferma che è necessario cambiare anche modello edilizio attraverso città satellite in modo da poter controllare meglio l'italiano medio.
Nel 1981 scoppiò lo scandalo P2 e Berlusconi tentò di minimizzare la sua appartenenza a tale entità segreta ma riuscì solo a prendersi una condanna per falsa testimonianza. Sono le banche gestite dalla P2 che forniscono capitali a Berlusconi "al di là di ogni merito creditizio". Da ambienti piduisti Berlusconi acquista “Sorrisi e Canzoni TV”, il più diffuso settimanale italiano.
La P2 verrà sciolta perché “ritenuta una associazione a delinquere” (Sandro Pertini). Gelli diventerà latitante in Svizzera. Si scoprirà in seguito che la P2 risulta coinvolta in numerose inchieste giudiziarie relative a stragi, attentati, omicidi politici, corruttele. Solo Berlusconi nel 1988 avrà il coraggio di affermare: "Sono sempre in curiosa attesa di conoscere quali fatti o misfatti siano effettivamente addebitati a Licio Gelli...".
L'iscrizione di Berlusconi alla loggia massonica P2 avviene il 26 gennaio 1978 nella sede di Via dei Condotti a Roma, all'ultimo piano del palazzo che ospita il gioielliere Bulgari insieme a Roberto Gervaso;la tessera è la n. 1816, codice E. 19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, come risulta dai documenti e dalle ricevute sequestrate ai capi della loggia. Berlusconi ha negato la sua partecipazione alla P2, ma ha ammesso in tribunale di essere stato iscritto.
Nell'autunno del 1988(nel corso di un processo contro due giornalisti accusati di averlo diffamato celebrato dal tribunale di Verona), Berlusconi dichiarò: «Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo. [...] Non ho mai pagato una quota di iscrizione, né mai mi è stata chiesta».



Per tali dichiarazioni il pretore di Verona, Gabriele Nigro ha avviato nei confronti di Berlusconi un procedimento per falsa testimonianza. Al termine il magistrato veronese ha prosciolto in istruttoria l'imprenditore perché il fatto non costituisce reato. Il sostituto procuratore generale Stefano Dragone ha però successivamente impugnato il proscioglimento e la Corte d'appello di Venezia ha avviato un nuovo procedimento in esito al quale ha stabilito che «Berlusconi, deponendo davanti al Tribunale di Verona nella sua qualità di teste-parte offesa, ha dichiarato il falso» ma che «il reato attribuito all'imputato va dichiarato estinto per intervenuta amnistia».
Successivamente dichiarò: "Non sono mai stato piduista, mi mandarono la tessera e io la rispedii subito al mittente: comunque i tribunali hanno stabilito che gli iscritti alla P2 non commisero alcun reato, e quindi essere stato piduista non è titolo di demerito". In altra occasione, ha affermato che la P2 "per la verità allora appariva come una normalissima associazione, come se fosse un Rotary, un Lions, e non c'erano motivi, per quello che se ne sapeva, per pensare che la cosa fosse diversa. Io resistetti molto a dare la mia adesione, e poi lo feci perché Gervaso insistette particolarmente dicendomi di rendere una cortesia personale a lui".


Secondo le risultanze della Commissione parlamentare d'inchiesta “Anselmi”, la loggia massonica era "eversiva". Essa fu sciolta con un'apposita legge, la n. 17 del 25 gennaio 1982.


La P2 era "un'organizzazione che mirava a prendere il possesso delle leve del potere in Italia attraverso il «piano di rinascita democratica», un elaborato a mezza via tra un manifesto e uno «studio di fattibilità». Conteneva una sorta di ruolino di marcia per la penetrazione di esponenti della loggia nei settori chiave dello Stato, indicazioni per l'avvio di opere di selezionato proselitismo e anche un preventivo dei costi per l'acquisizione delle funzioni vitali del potere". Il Piano programmava la dissoluzione dei partiti e la costruzione di due poli organizzati in club territoriali e settoriali; tendeva al monopolio dell'informazione, al controllo della banche, alla Repubblica presidenziale e al controllo della magistratura da parte del potere politico.


Secondo il fondatore della P2 Licio Gelli, Berlusconi "ha preso il nostro Piano di rinascita e lo ha copiato quasi tutto". Anche il vescovo di Ivrea, Luigi Bettazzi rimprovera al primo governo Berlusconi, al momento della sua caduta (1995), di essere "l'attuazione fatta e programmata da Berlusconi del Piano di rinascita democratica proposto dalla Loggia P2 già nel 1976".


A partire dal 1985, gli archivi di Gelli testimoniano l'intervento della P2 nell'acquisizione da parte di Berlusconi dell'allora più diffuso settimanale popolare italiano, “TV Sorrisi e Canzoni” . La transazione, se vista come una delle tante compiute all'interno della stessa intricata ragnatela di imprese legate al sistema creditizio vaticano, risulta quasi solo un passaggio di consegna per la realizzazione del programma. È il giugno del 1983 quando la consociata all'estero Ambrosiano Group Banco Comercial di Managua cede a Berlusconi il 52% del pacchetto azionario della rivista. A interessarsi dell'affare sono i finanzieri Roberto Calvi e Umberto Ortolani.


A seguito della presentazione delle conclusioni della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla P2, la loggia fu sciolta per legge in ragione dei «fini eversivi» che si prefiggeva. Gelli fu condannato e arrestato, benché al riguardo ancora nel 1988 Berlusconi dichiarasse al “Corriere della Sera” di essere «sempre in curiosa attesa di conoscere quali fatti o misfatti siano effettivamente addebitati a Licio Gelli».


Al momento del suo ingresso ufficiale in politica (1993), Berlusconi presentò un partito la cui struttura e programma parvero ad alcuni simili a quelle prefigurate nel disegno eversivo della P2: «Club dove siano rappresentati... operatori imprenditoriali, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori» e solo «pochissimi e selezionati» politici di professione.


Il 25 gennaio 2006 la maggioranza parlamentare guidata da Berlusconi, nell'ambito della riforma dei reati d'opinione, approvò una modifica dell'articolo 283 del Codice Penale sulla base del quale era stata ritenuta illecita la P2, riducendo la reclusione minima da 12 a 5 anni e ritenendo necessari degli atti violenti.
Il testo precedente era questo:
«Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall'ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.
(Articolo 283 c.p. prima della novella legislativa del 2006)

il testo modificato è invece il seguente:
Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.”

(Articolo 283 c.p. dopo la novella legislativa del 2006)

Da wikipedia e fisicamente.net

Le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi...le attività in campo televisivo, fra P2 ed il PSI di Bettino Craxi...


Nel 1974 la TV condominiale via cavo Telemilano s.r.l. inizia le trasmissioni. Nel 1977 inizia a trasmettere via etere e si trasforma in s.p.a. Si associa a Berlusconi, Adriano Galliani (esperto nel settore di frequenze TV). Vengono acquistate attrezzature a bassa frequenza (quelle da studio TV), ripetitori in grado di coprire la Lombardia e le frequenze 38 e 58. Il 30 Settembre 1978 è il termine previsto per le sperimentazioni e per poter trasmettere. È importante notare che Berlusconi si è già iscritto alla P2 (26 Gennaio 1978) che nel suo Piano di Rinascita Democratica (PRD) sviluppato da Gelli tra il 1975 ed il 1976 prevede: "Immediata costituzione della TV via cavo" da "impiantare poi a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese".

La creazione di un gruppo di canali televisivi appariva di fatto in contrasto con la legge in vigore e con le sentenze della Corte Costituzionale che, sin dal 1960 (numero 59/1960), aveva mostrato il suo orientamento in materia. La Corte Costituzionale, nel 1976 ammette la possibilità di trasmettere in ambito locale. Nel 1980 la stessa Corte ammette la possibilità di trasmettere via etere ma solo sulle bande di frequenza assegnate dalle Poste (il PCI si batterà per avere da subito una regolamentazione "per evitare che si arrivi ad un giungla dell'etere"). Un tema ripreso anche dal più recente pronunciamento del 1981, dove veniva riaffermata la mancanza di costituzionalità nell'ipotesi di permettere ad un soggetto privato il controllo di una televisione nazionale, considerando questa possibilità, visti gli spazi limitati a disposizione, come una lesione al diritto di libertà di manifestazione del proprio pensiero, garantito dall'articolo 21 della Costituzione. 

Quindi sotto la stella P2 nasce la sua emittenza e sotto la protezione di Bettino Craxi che quasi in contemporanea diventa segretario del PSI (mandando in soffitta i socialisti onesti e di qualità come De Martino), suo intimo amico (e poi anche parente acquisito). Berlusconi acquista molti film e con essi inizia ad influenzare molte piccole emittenti locali inserendole in un suo circuito in cambio di pellicole (con pubblicità già inserita) e materiale per programmazione (si esegue alla lettera il PRD). Nel 1979 vengono spesi circa 10 miliardi in pellicole ed in investimenti nel settore TV. Le emittenti private che entrano nel circuito di Berlusconi trasmettono film con la pubblicità inserita a pochissimo prezzo. Gli introiti pubblicitari sono per la nascente Publitalia (1980). Il fine che si raggiunge è oltre al guadagno entrare ad influenzare politicamente tali emittenti che in grandissima parte affluiscono nel circuito. Anche Rusconi e Mondadori entrano nel settore TV. Si tratta di fagocitare le oltre 350 emittenti locali. Ma Berlusconi vince su tutti grazie alla sua inesauribile disponibilità di denaro proveniente da oscure finanziarie svizzere (nel 1977 Berlusconi dichiara a Repubblica che metterà a disposizione le sue TV alla destra democristiana ed anticomunista: o era un veggente o già aveva avuto rapporti con Gelli poiché quelle stesse cose sono nel PRD). Chi canta le lodi di Berlusconi è l'altro P2, Roberto Gervaso : "Dove voglia arrivare Dio solo lo sa. Dio solo e lui, Silvio Berlusconi". 

Intanto entra ne "Il Giornale Nuovo" prima con il 12% , subito arrivato al 37%. L'operazione è chiaramente politica (la società editrice di Montanelli è in grave deficit). Infatti già nell' 1985, quando si conosceranno i nomi degli appartenenti alla P2, si avrà l'insorgere di tale foglio (uno dei tre durissimi articoli sarà di Montanelli che definisce Gelli un magliaro). A tale articolo risponde il latitante Gelli ricordandogli gli incontri avuti con Montanelli all'Excelsior, l'averlo garantito presso il Banco Ambrosiano e l'averlo fatto incontrare direttamente con Roberto Calvi (P2) per avere finanziamenti per il suo "Giornale". Sul finire del 1979 viene fondato Canale 5 music, con vari prestanome che si succederanno. Nel 1980 nascono altre società (affluiscono molti miliardi per queste operazioni che hanno costi elevati). In un convegno dell'Unione Industriali di Torino ammette di avere investito oltre 40 miliardi e di disporre di 10 emittenti di proprietà e di 10 affiliate (Canale 5 è tra queste ultime). Ha comprato oltre seimila ore di film e materiale filmico di vario genere negli USA. Il segreto del successo di Berlusconi è custodito in gran parte nella Loggia P2 ed in gran parte nei forzieri di alcune banche svizzere. La Domenica del Corriere lo esalta ma la sua editrice, Rizzoli, è in mano alla P2. Anche il direttore della Domenica del Corriere è P2 (Paolo Mosca). In un documento che Gelli invia a Berlusconi nel 1980, il gran maestro afferma che è imperativo degli iscritti la massima segretezza, disinvoltura ed indifferenza. Non serve neppure smentire. Basta dire che sapevo di tali dicerie ma non mi sono occupato di smentirle perché sono palesemente infondate. 

Ed ora l'anticomunismo di Berlusconi (prima uscita in tal senso nel 1977) in concomitanza con le aperture di Moro a Berlinguer su possibili governi con appoggio esterno del PCI ed in concomitanza con analogo anticomunismo di chi stava diventando segretario del PSI, Bettino Craxi e che era interessato a dialogare con le BR. Ma, prima di proseguire è indispensabile un giudizio sull'operato delle banche svizzere. Tale giudizio è di Jean Zigler, deputato al parlamento svizzero e docente di sociologia all'Università di Ginevra. Egli sostiene:"Le centinaia di miliardi di dollari provenienti dal Congo, dalle Filippine, da Haiti e da molti altri Paesi del Terzo mondo che transitano su conti segreti prima di raggiungere i mercati borsistici dell'Occidente, sono il sangue e la miseria dei popoli di tre continenti. Mentre in Africa, in America Latina ed in Asia i bambini si prostituiscono e muoiono di fame, mentre le famiglie si sfasciano e gli uomini e le donne cercano invano un riparo o un lavoro, i miliardi della corruzione, dell'evasione fiscale, del saccheggio si accumulano sui conti delle élite dirigenziali di quei Paesi. Come Moloch, l'oligarchia bancaria multinazionale si nutre della carne e del sangue dei popoli prigionieri, costretti al tributo dei tre continenti più poveri del nostro pianeta".



Nel 1977 Berlusconi dichiara:" Il PCI deve stare all'opposizione. Per andare al governo non bastano solo le attestazioni di fede democratica. Oggi la base del PCI è ancora affascinata dal modello sovietico e sogna pane e cipolle per tutti... La vera alternativa è la DC, ma una DC che permetta al PSI di tornare al governo, ... coagulando la sinistra anticomunista della Base e di Forze Nuove, la Coldiretti e Comunione e Liberazione...". Siamo in coincidenza con l'elezione di Craxi alla segreteria PSI (1976). E Berlusconi ha stretto in precedenza patti importanti con vari socialisti lombardi, tra i quali spicca il regista del Piano intercomunale milanese Silvano Larini (poi arrestato nell'inchiesta Mani Pulite per essere stato collettore di tangenti per il PSI) che gli aveva fatto conoscere Craxi. Tra il 1976 ed il 1978 vi è un'azione congiunta Gelli, Berlusconi, Craxi per il potere. Gelli infiltra suoi uomini nei gangli vitali dello stato, a Berlusconi viene affidata la gestione dei mass media attraverso la Fininvest, Craxi viene indicato come possibile referente della P2 (sarà eletto alla segreteria PSI con il "tradimento" al segretario De Martino" da parte di un uomo della sua corrente, Enrico Manca - iscritto alla P2 - che si schiererà con Craxi, ripagato poi abbondantemente con la Presidenza RAI, altro pezzo che doveva cadere sotto il controllo P2). Gelli influenzerà l'elezione di Craxi anche attraverso i massicci finanziamenti che farà affluire alla sua corrente da parte del piduista Roberto Calvi, Presidente del Banco Ambrosiano. E Craxi esegue.

 Già nel 1979 annuncia una riforma dello stato in senso presidenziale. Quando nel 1981 Calvi dalla galera (dove si trovava per aver provocato la bancarotta della sua banca, anche in relazioni a finanziamenti concessi allo IOR, Banca del Vaticano) dirà che aveva versato 16 milioni di dollari in Svizzera nel Conto Protezione (intestatario Craxi), lo stesso Craxi interverrà alla Camera con estrema durezza contro la magistratura che aveva osato arrestare il banchiere e che stava scoperchiando la maleodorante pentola P2. Craxi e Berlusconi ascendono sostenendosi a vicenda. Craxi crescerà, oltreché per azioni di corruzione e concussione, per il sostegno delle TV di Berlusconi. Quest'ultimo riuscirà a potenziare le sue TV ed a sbaragliare la concorrenza RAI (con conseguenze gravissime anche sulla stampa, a seguito del diverso indirizzo che prendono le risorse pubblicitarie) grazie al sostegno politico di Craxi.

 Nell'83 Craxi arriva alla Presidenza del Consiglio. Tra il 1983 e il 1986 si rifiuta di rinnovare il C.d.A. della RAI, con l'effetto di congelarla. Al rinnovo di tale Consiglio si procederà nel 1986 con Manca alla Presidenza, e Manca procederà in modo da favorire l'ascesa della concorrente Fininvest.

Tre pretori da Roma, Milano e Pescata intervennero il 16 ottobre 1984, disponendo - in base al codice postale dell'epoca - il sequestro nelle regioni di loro competenza del sistema che permetteva la trasmissione simultanea nel Paese dei tre canali televisivi. In conseguenza di ciò e per protesta, le emittenti Fininvest interessate dal provvedimento apposero sul video un messaggio, rinunciando a trasmettere la programmazione canonica.

Dopo quattro giorni, il 20 ottobre 1984, il governo di Bettino Craxi intervenne direttamente nella questione aperta dalla magistratura, emanando un decreto legge in grado di rimettere in attività il gruppo. Ma il 28 Novembre il Parlamento, invece di convertirlo in legge, lo rifiutò, giudicandolo incostituzionale e permettendo alla magistratura di riprendere l'azione penale contro Fininvest. Craxi varò quindi il 6 dicembre 1984 un nuovo decreto, ponendo al Parlamento la questione di fiducia, che ottenne. La Corte Costituzionale esaminò la legge solo tre anni dopo, mantenendola in vigore, ma sottolineandone la dichiarata transitorietà.

L'approvazione del provvedimento fu da alcuni giustificata nella stretta e mai celata amicizia tra Bettino Craxi e Silvio Berlusconi. Secondo altri, invece, il disegno di modernizzazione del Paese del segretario socialista passava per lo scardinamento del monopolio culturale che - attraverso la RAI - era esercitato dalla Democrazia Cristian sulla programmazione radiotelevisiva nazionale; l'oligopolio a cui si giunse, però, probabilmente non corrispondeva alla ratio con cui la Corte costituzionale nel 1976 (invocando l'articolo 21 della Costituzione) aveva ammesso a latere della concessionaria pubblica un sistema plurale di molteplici reti, distribuite sul territorio a livello esclusivamente locale.

Il rapporto con Craxi fu documentato nell'archivio dell'ex-presidente del Consiglio, in cui fu trovata anche una lettera a firma di Berlusconi:

Caro Bettino grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la tua autorità. Spero di avere il modo di contraccambiarti. Ho creduto giusto non inserire un riferimento esplicito al tuo nome nei titoli-tv prima della ripresa per non esporti oltre misura. Troveremo insieme al più presto il modo di fare qualcosa di meglio. Ancora grazie, dal profondo del cuore. Con amicizia, tuo Silvio” .

Nel 1990 con la legge Mammì si tornò a legiferare in materia e fu stabilito che non si poteva essere proprietari di più di tre canali, non introducendo però limiti che compromettessero l'estensione assunta dalle reti di Berlusconi. L'approvazione della legge rinnovò forti polemiche e cinque ministri del VI Governo Andreotti si dimisero per protesta. Berlusconi, essendo state decise anche norme volte a impedire posizioni dominanti contemporaneamente nell'editoria di quotidiani, venne costretto a cedere le proprie quote della società editrice de “Il Giornale” ette al fratello Paolo.

Nel 1994, una nuova sentenza della Corte Costituzionale (la numero 420) dichiarò incostituzionale parte della legge, richiamando la necessità di porre limiti più stretti nella concentrazione di possedimenti in campo mediatico.

Berlusconi continua ad operare nel settore televisivo (tramite l'azienda Mediaset) con concessioni a valenza transitoria. La proprietà di Mediaset da parte di Berlusconi ha suscitato notevoli polemiche a causa del conflitto di interesse.

Tale conflitto traspare per esempio nella gestione della concessione di Retequattro. La situazione della rete televisiva è incerta dalla fine degli anni ottanta, quando in seguito all'acquisto della Mondadori da parte di Fininvest iniziò il dibattito sulla concentrazione dei mezzi di informazione. La giurisprudenza si è pronunciata in più occasioni imponendo al canale di migrare dal sistema analogico a quello satellitare. Le sue frequenze analogiche sarebbero dovute passare a Europa 7te televisiva di proprietà del legittimo vincitore della gara d'appalto Francesco Di Stefano. Tale situazione ha potuto perdurare ulteriormente, dopo che, grazie alla legge Gasparri, Retequattro ha potuto continuare a trasmettere in chiaro fino al completo passaggio al digitale terrestre di tutte le emittenti televisive nazionali e locali. Tale sistema, permettendo la trasmissione di un maggior numero di canali, ha consentito il superamento della limitatezza di frequenze, ma ha lasciato irrisolta la questione legale.


Anche in merito alla promozione aggressiva del digitale terrestre da parte del secondo governo Berlusconi sono state sollevate accuse analoghe, ed effettivamente Berlusconi non ha mai partecipato a causa del conflitto di interessi alle votazioni su tale materia. Tuttavia, un'inchiesta dell'Antitrust terminata nel 2006 non ha rilevato alcuna violazione della legge sul conflitto di interessi.

Da wikipedia e fisicamente.net

mercoledì 2 ottobre 2013

Le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi...come tutto ebbe inizio...


Partiamo dalla piccola lombarda Banca Rasini, in cui lavorava il papà di Silvio Berlusconi , Luigi.

Per avviare la sua attività imprenditoriale ne 1961 nel campo dell'edilizia, Berlusconi ottenne una fideiussione dalla Banca Rasini, indicata da Michele Sindona e in diversi documenti della magistratura come la principale banca usata dalla mafia nel nord Italia per il riciclaggio di denaro sporco e fra i cui clienti si potevano elencare Totò Riina, Bernardo Provenzano e Pippo Calò.

Dietrofront di Berlusconi


berlusconi

Berlusconi sceglie i "moderati". Dopo la scissione all'interno del Pdl, il Cavaliere s'è arreso alla volontà dei suoi ministri e, durante la dichiarazione di voto, ha annunciato che voterà la fiducia al governo Letta.

giovedì 19 settembre 2013

Un videomessaggio ricco di falsità: ma gli italiani ancora ci cascano


Un video-messaggio pieno di falsità: ma parte degli italiani ancora ci casca

Per alcuni sarà sembrato l’ennesimo “ruggito” del vecchio leone che ancora non si dà per vinto, ma per altri è sembrato un triste, malinconico se non struggente videomessaggio “alla vecchia maniera” del solito Silvio Berlusconi, dove in sedici minuti di videomessaggio riesce a dire una carrellata di falsità che solo chi non è effetto da “berlusconite acuta” riesce a distinguere.

martedì 3 settembre 2013

Silvio, Edilnord e la banca della mafia: ricordando i bei tempi (prima parte)


silvio berlusconiQuarant'anni fa esatti nasce la Edilnord sas, per edificare Milano 2.  Una storia con parecchie anomalie. In soci accomandatari, ossia coloro che fisicamente operano sono Silvio Berlusconi, giovane e sconosciuto imprenditore, il commercialista Edoardo Ricciotto ed i costruttori Enrico e Giovanni Botta. I finanziatori del progetto, i soci accomandanti: Il banchiere Carlo Rasinie l'avvocato Carlo Rezzonico, legale rappresentante di Finanzierungesellschaft ag con sede a Lugano, i cui proprietari non hanno mai avuto un nome nè un volto.

venerdì 14 dicembre 2012

Minetti e Bossi jr. cene da 800 euro pagate dalla regione


Tra gli indagati per peculato nella regione Lombardia  spiccano nomi molto illustri e già noti alle cronache nazionali: si tratta di Nicole Minetti e di Renzo Bossi. Se del figlio del padre della Lega Nord non si è ancora rivelato molto, ma già era stato soggetto di una indagine relativa all'utilizzo di denaro del partito, ha invece fatto molto scalpore quanto speso dall'igienista mentale in forza al PdL.

mercoledì 12 dicembre 2012

BERLUSCONI: STRATEGIE E INTERESSI

Se alle elezioni politiche vince il PD, si completerà il dissanguamento monetario, la strage delle pmi, la cessione di sovranità, capitali, aziende, risorse nazionali dall’Italia al corporate capital franco-tedesco, e saremo fritti.

Saremo fritti anche se vince Berlusconi, perché la sua vittoria non andrebbe oltre a una sostanziale parità in Senato, renderebbe il Paese ingovernabile, scatenerebbe gli attacchi giudiziari e la speculazione internazionale e aprirebbe la via, nell’emergenza, a un Monti bis + Troika commissariale, quindi alla depredazione rapida e violenta di quel che resta di valido nel paese, e a una susseguente, letale depressione.