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lunedì 2 maggio 2016

i giovani si devono RIBELLARE




Le ultime statistiche sulla disoccupazione ci dicono che i giovani senza lavoro sono 841 mila. Il tasso di disoccupazione giovanile è arrivato al 37,1%. Solo nell'ultimo anno la disoccupazione giovanile è aumentata di oltre 5 punti. Questi giovani vanno ad ingrossare il gigantesco esercito di disoccupati, che cresce in tutti i paesi. L'enorme disoccupazione giovanile fa sì che alcuni economisti chiamino l’attuale generazione la "generazione persa", vale a dire centinaia di migliaia di giovani che dopo aver completato il ciclo di studi sono superflui per i proprietari dei mezzi di produzione. I politicanti borghesi danno la colpa ai giovani per questa situazione, affermando che non sono ben preparati, che sono pigri o “choosy” e per tale motivi non ottengono impiego. Si tratta di una menzogna colossale, perché per il sistema capitalista è essenziale l'esistenza di un grande esercito di riserva per ridurre ancora più il valore della forza-lavoro. Il fatto che un’intera generazione possa essere definita “persa” è di per sé un atto d'accusa contro il modo di produzione capitalista. In queste condizioni la gioventù non smette di lottare. Negli ultimi anni si sono svolte migliaia di manifestazioni in decine e decine di paesi contro la politica volta al sacrificio dei lavoratori e della gioventù, diretta a salvare i banchieri ed i monopoli. Tutte queste mobilitazioni e lotte rafforzano l'enorme potenziale rivoluzionario della gioventù. Dal canto suo la borghesia, proprio perché è impossibilitata a risolvere i problemi dei giovani e ben sapendo quale potenziale hanno, non lesina sforzi per soggiogarli ideologicamente, politicamente e con altri mezzi, dalla droga alla repressione. E’ dunque necessario far crescere il livello di organizzazione e di coscienza dei giovani, con degli strumenti adeguati. Nella situazione attuale è indispensabile la creazione di un'organizzazione politica che aggreghi i giovani comunisti e rivoluzionari, per condurre il lavoro fra i giovani e partecipare attivamente alle mobilitazioni di classe e popolari, così come al processo di formazione del Partito comunista. Un'organizzazione realmente democratica e centralizzata, disciplinata, che risvegli tra i giovani la consapevolezza della lotta per il socialismo; che avanzi sul terreno delle lotte come in quello della formazione ideologica, facendo proprio il marxismo-leninismo; che sia aperta a tutti i giovani che vogliano lottare per un mondo nuovo, contro l'imperialismo e per una nuova società in cui sia abolito lo sfruttamento e ci sia lavoro per tutti. Questa è una questione di grande attualità e rappresenta l'unica vera garanzia per il futuro della gioventù.

venerdì 29 aprile 2016

cosa è diventato il 1 maggio ??






Mi suscita particolare difficoltà parlare della festa dei lavoratori in vista del prossimo 1° maggio. Quest’anno, come ormai da alcuni anni a venire, in Italia è difficile capire in maniera definita cosa si intenda per festa dei lavoratori, e soprattutto a chi sia rivolta tale ricorrenza. Forse è banale, ma in un Paese dove ormai il precariato, soprattutto giovanile, è all’ordine del giorno, dove i cittadini hanno imparato a vivere a scadenza; in un Paese dove la cassa integrazione e gli ammortizzatori in deroga rappresentano l’ultimo cuscinetto della società; dove le donne hanno ancora enormi difficoltà dal punto di vista della parità di condizioni nel mondo del lavoro, sia dal punto di vista retributivo che di accettazione, mi chiedo: per chi è la festa del 1° maggio? Forse per tutti quei dipendenti che non vogliono allontanarsi dal loro posto di lavoro nonostante siano in età pensionabile, perché lavorare è certamente più conveniente? Oppure è forse per tutte quelle aziende che, nonostante trattino chi lavora con o per loro come dipendenti, inquadrandoli però come liberi professionisti a partita iva, riescono ad evitare di assumersi responsabilità nei loro confronti? Oppure, ancora, è per tutti quei manager e dirigenti che hanno retribuzioni raccapriccianti in rapporto alle loro reali responsabilità e che vivono con l’obiettivo di non insegnare in “mestiere” a nessun giovane, così non corrono il rischio che possa diventare più bravo di loro, riuscendo ad ottenerne il posto? Un tempo i genitori facevano studiare i propri figli con la speranza di dar loro una vita migliore. Oggi se un giovane studia si dice che non abbia voglia di lavorare, e se poi, una volta laureato sogna di potersi occupare nel suo campo, si dice che i giovani non si accontentano di nulla e che sono tutti bamboccioni. Pare che nessuno in Italia ricordi quanto sia stato difficile riuscire a fare lo Statuto dei Lavoratori al fine di tutelare davvero i più deboli; qui tutto passa e tutto sembra essere diventato ovvio. Ovvio che il lavoratore abbia i suoi diritti, e quando poi vengono meno tutti tendono a sminuirne il valore. Ovvio che un giovane sia precario, oppure che debba andare all’estero per fare qualcosa. Ovvio che una donna trovi difficoltà nell’essere assunta perché un giorno potrebbe giocare quel terribile scherzo all’azienda di diventare madre. Ovvio che la sicurezza nei luoghi di lavoro sia vista solo come una rottura di scatole e non come la tutela di una vita umana. Tutto ciò è molto triste e mi chiedo cosa ci sia davvero da festeggiare in questo 1° maggio, e soprattutto dunque: per chi è la festa dei lavoratori?

giovedì 28 aprile 2016

Francia – É lotta di classe!

Lo spettro di un nuovo Maggio ’68 inizia ad aleggiare minaccioso sulla classe dominante francese. La riforma del lavoro del ministro El-Khomri, un Jobs Act renziano in salsa francese, ha innescato una mobilitazione di massa della gioventù e della classe lavoratrice: 500mila in piazza il 9 marzo, replica principalmente studentesca il 17 con 150mila e ora le energie di tutti sono all’opera per fare dello sciopero generale del 31 un vero schiaffo al governo socialista e amico dei padroni di Manuel Valls.

mercoledì 27 aprile 2016

odio gli indifferenti


l 17 febbraio 1917, Antonio Gramsci scriveva:

””Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

«Come può l’Europa lasciarci qui?

«Come può l’Europa lasciarci qui?» Sono tornato da Idomeni da una settimana e questa domanda ancora mi tormenta. Alì non aveva la faccia arrabbiata mentre pronunciava queste parole; forse i suoi occhi, nascosti dalla visiera sgualcita di un cappello da baseball, tradivano rassegnazione, stanchezza, ma non certo risentimento.

martedì 26 aprile 2016

Chi l'ha visto?

L'orrore delle candidature per diventare sindaco di Roma si sprecano, sembra la festa dei folli del Gobbo di Notre Dame. Ci mancano i "ghostbuster" e poi abbiamo veramente tutto.
Credo sia una cosa calcolata, per svilire la capitale di un paese svilito.

lunedì 25 aprile 2016

25 (FREE)Aprile

Oggi è il 25 Aprile, sono passati settant'anni da Quel giorno memorabile in cui un Paese è stato liberato da una dittatura.
Un dittatura che ha asservito la seconda guerra mondiale, deportando persone innocenti e sacrificandone molte altre per i propri scopi.
Non c'era altro, ieri, come oggi, se non la voglia di una casta eletta di annichilire le menti di un popolo ignorante per indurlo a compiere azioni oltraggiose.

LA PESTE NON LA PORTANO I TOPI, MA LE PULCI CHE MORDONO GLI UOMINI DOPO AVERE MORSICATO I TOPI

Cara Palermo, nel mondo fanno malissimo a classificarci "mafiosi"; perché la mafia è un cancro che ha fatto perdere  una della tre gambe alla Trinacria,  pezzo dopo pezzo fino a diventare bipede, cioè zoppa.
Si comincia con lo sbarco in Normandia e l'arrivo degli Alleati in Sicilia. 
Proprio come la chiamavano: Sicilia. E' il 1945 quando la mafia divenne politica della Trinacria.

domenica 24 aprile 2016

NON VOGLIO RASSEGNARMI

Un referendum contro le trivelle dove in pochi hanno votato, dove in pochi si sono presi la briga di esistere.
Il fiume Polcevera che si tinge di nero, riversando in mare il petrolio, rovinando una Genova grintosa piena di grandi artisti italiani, uno fra tutti Faber.
Il giorno della terra, ricordato tra omertà e consumismo.